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Istanbul, cosa Vedere? Attrazioni e cose da fare in due o tre giorni

La magia dell’antica città turca adagiata sul Bosforo, tra Oriente e Occidente

Istanbul, cosa Vedere? Attrazioni e cose da fare in due o tre giorni VIAGGI URBANI Shutterstock
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Punto di incontro tra Occidente e Oriente, Europa e Asia, storia e modernità. Istanbul è una città dall’atmosfera magica che affascina per la contaminazione di popoli, culture e religioni che si sono susseguiti nel tempo. 

Adagiata sullo stretto del Bosforo a cavallo tra due continenti, Istanbul ha attratto i Greci, i Romani e i Veneziani, che si sono alternati al potere prima che gli Ottomani entrassero in città e decidessero di restarvi. 

Tappa finale della leggendaria Via della Seta, la capitale dell’impero ottomano piacque anche ai mercanti che facevano la spola tra l’Asia e l’Europa. La diversità culturale oggi contribuisce alla sua bellezza magnetica. Lo skyline di Istanbul è un susseguirsi di cupole e minareti. Il suo centro storico proteso sul Corno d’oro, il porto naturale attorno al quale la città si è sviluppata, è stato dichiarato nel 1985 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco. Ma l’antica città turca è anche una metropoli moderna dalla frizzante vita culturale. Ecco cosa vedere a Istanbul. 

Istanbul, cosa Vedere? Attrazioni e cose da fare 

  • Moschea blu di Istanbul, Turchia
  • Basilica di Santa Sofia 
  • Moschea di Solimano 
  • Palazzo Topkapı
  • Basilica Cisterna
  • Gran Bazar
  • Bazar delle Spezie
  • Ponte di Galata
  • Torre di Galata
  • Istiklal Caddesi
  • Fener e Balat  
  • Chiesa di San Salvatore in Chora
  • Palazzo Dolmabahçe
  • Moschea di Ortaköy
  • I musei di Istanbul 

Moschea blu di Istanbul, Turchia

La Moschea Blu è la più importante di Istanbul e una delle più affascinanti del Medio Oriente. È stata costruita tra il 1609 e il 1616 per ordine del sultano Ahmed, da cui il suo nome in turco, Sultanahmed Camii, ovvero Moschea del Sultano Ahmed, e venne inaugurata nel 1617 durante il mandato di Mustafa I. 

Entrando nella Moschea Blu capirete subito il motivo del suo nome: più di 20.000 piastrelle di ceramica turchese proveniente da İznik adornano le pareti superiori e la grande cupola della moschea, che misura 23 metri di diametro e 43 metri d'altezza. Innumerevoli lampadari rischiarano gli interni illuminati da 200 vetrate. 

La Moschea Blu inoltre possiede sei minareti, un fatto che all'epoca della sua costruzione scatenò una certa polemica, poiché era lo stesso numero di minareti della moschea della Ka’ba a La Mecca. Per placare gli animi dei fedeli, infatti, venne aggiunto un settimo minareto alla moschea della Mecca.

Basilica di Santa Sofia 

La Basilica di Santa Sofia (Aya Sofia in turco, Hagia Sophia in greco) è il gioiello dell’architettura bizantina, dedicata alla Divina Sapienza. È inoltre il monumento più rappresentativo di una città dalla storia stratificata come Istanbul. Concepita nel VI secolo come una basilica per volere dell’imperatore romano Giustiniano, nel 1453 è stata trasformata dagli Ottomani in una moschea. 

Diventata museo nel 1935, è tornata a essere una moschea il 10 luglio 2020 con un decreto del presidente Erdogan. Ma le sue diverse anime non si sono perse nel tempo: motivi bizantini, medaglioni dalla calligrafia araba e grandi vetrate coesistono in questa cattedrale, moschea, museo e gioiello architettonico. Entrando nella Basilica di Santa Sofia sarete colpiti dagli splendidi mosaici sormontati dalla grande cupola di quella che, fino alla caduta di Costantinopoli, è stata la chiesa più grande di tutta la Cristianità. 

Moschea di Solimano 

Se la Moschea Blu è la più famosa di Istanbul, la Moschea di Solimano (Süleymaniye Camii in turco) è la più importante dal punto di vista storico. È la prima moschea imperiale di Istanbul, costruita intorno al 1550 ed è l’opera più importante del grande architetto Mimar Sinan, figura fondamentale dell’arte ottomana. 

Realizzata nel periodo di massimo splendore dell’impero ottomano, la moschea di Solimano è diventata nel corso dei secoli uno dei simboli di Istanbul. La sua posizione privilegiata sulla collina che domina il Corno d’Oro la rende iconica. Dal cortile posteriore potrete godere di uno splendido panorama verso Eminönü e Galata, con il Bosforo sullo sfondo. 

Palazzo Topkapı

Topkapı, che in turco significa “Porta del Cannone”, era la residenza dei sultani ottomani. Venne concluso nel 1478, venticinque anni dopo la presa di Costantinopoli da parte delle armate del sultano ottomano Mehmet II. 

Fu costruito sul Promontorio del Serraglio (Sarāyburnu), tra il Corno d’Oro e il mar di Marmara, e negli anni crebbe fino ad inglobare il sito dell’antico Palazzo imperiale bizantino. Il palazzo ospitò ventisei dei trentasei sultani dell’impero ottomano, e comprende una serie di harem, corridoi, belvedere, ampi cortili abbelliti da giardini rigogliosi e fontane, sale sfarzose rivestite di piastrelle di Iznik. Nel 1924 Topkapi venne trasformato in museo, oggi i visitatori possono visitare solo una piccola parte di quella che poteva essere considerata la cittadella imperiale.

Basilica Cisterna

La Basilica Cisterna è stata costruita dall’imperatore Costantino nel IV secolo e fu poi ampliata dall’imperatore Giustiniano nel 532. Scoperta per caso alla fine dell’Ottocento, la cisterna è stata ristrutturata nel 1985 e aperta al pubblico solo nel 1987. Entrerete in un enorme spazio sotterraneo dove vedrete 336 colonne alte 9 metri con capitelli in stile ionico, corinzio e dorico. 

Notate le due colonne con due enormi teste di Medusa che, rovesciate, ne costituiscono le basi e che probabilmente furono recuperate da qualche altro edificio monumentale. 

La Basilica Cisterna è conservata magnificamente, tanto da mantenere acqua sul fondo, sufficiente per far sopravvivere numerosi pesci. Camminerete quindi su una passerella in questo luogo misterioso caratterizzato dal colore rosso delle lampade.

Gran Bazar

Il Gran Bazar di Istanbul è la Mecca degli amanti dello shopping. È uno dei più antichi e più grandi mercati coperti del mondo che costituisce praticamente una piccola città con 18 porte di entrata, più di 4000 negozi e 60 strade. 

Il primo bazar fu costruito nel 1461 ed era tutto in legno. Inizialmente si vendeva solo lana e seta ma pian piano si aprì a tutti i tipi di commercio. 

Un tempo ogni settore aveva le sue vie ben delineate, ed ancora oggi i mercanti di tappeti, i gioiellieri, i mercanti di cuoio o di abiti sono raggruppati in specifiche sezioni. Al di là degli acquisti il Gran Bazar rimane un affascinante dedalo in cui perdersi tra antichi caravanserragli, caffè, botteghe e innumerevoli spezie, stoffe, profumi e colori. Non dimenticate il rito della contrattazione.

Foto: © Danilo Strino/Shutterstock

Bazar delle Spezie

Il nuovo Bazar delle Spezie venne costruito nel 1943 nel luogo in cui si trovava l’antico mercato delle spezie e dei profumi, nei pressi del porto di Eminönü. 

Si trova di fronte al Ponte di Galata e dietro la maestosa Yeni Camii. Oggi i mercanti di spezie non sono più così numerosi, ma vale la pena fare una passeggiata tra le sue vie colorate e profumate. Non richiederà molto tempo, è molto più piccolo del Gran Bazar.

Ponte di Galata

È il quarto ponte sospeso più lungo del mondo (490 metri) che collega l'Europa all'Asia, la città antica con quella moderna. Il Ponte di Galata unisce il quartiere di Galata con quello di Eminönü, nella penisola storica, all’imbocco del Corno d’Oro. 

Il primo ponte risale alla metà dell’800, ma fu ricostruito quattro volte fino alla storica versione del 1912, costruita da un’impresa tedesca, e rimasto nell’immaginario di molte generazioni fino all’incendio del 1992 che l’ha gravemente danneggiato. La versione attuale è stata completata nel 1994 e permette il transito automobilistico sui lati e quello tramviario al centro, con un passaggio pedonale su due livelli ed i pittoreschi ristoranti sui due lati. Una passeggiata sul Ponte di Galata al tramonto è un’esperienza da non perdere.

Torre di Galata

È una torre di epoca medievale costruita dai mercanti genovesi stabilitisi sulla collina di Pera, a nord del Corno d’Oro, a partire dal 1273. Per proteggersi da eventuali attacchi, i genovesi circondarono la zona con una cinta fortificata in cima alla quale venne costruita una torre massiccia, che ha resistito fino ad oggi ed è diventata uno dei simboli della città. 

In epoca ottomana diventò prima una prigione e poi un punto di osservazione per avvistare gli incendi. La torre di Galata misura 60 metri d’altezza e dall’alto potrete ammirare uno dei panorami più belli di Istanbul. La torre è visitabile tutti i giorni e di sera si trasforma in ristorante.

Istiklal Caddesi

Istiklal Caddesi significa Viale dell’Indipendenza e fino al 1923 era chiamata in francese Grande Rue de Péra. È la strada più famosa della città, una via pedonale lunga un chilometro e mezzo, affollatissima a tutte le ore del giorno e della notte. 

Qui troverete negozi, ristoranti, librerie, gallerie d’arte, cinema e locali, perciò è considerata il centro di Istanbul. Storicamente è collegata alla presenza europea in città, per questo troverete numerose chiese ed ex-ambasciate, ora trasformate in consolati o alberghi.

Foto: © BONDART PHOTOGRAPHY/Shutterstock

Fener e Balat 

Tre quartieri centrali dove scoprire la storia, la cultura, i popoli e le religioni che nel tempo si sono contaminati. La ricchezza dell’architettura, ma anche della gastronomia, ne sono una testimonianza. 

Fener e Balat si trovano all’interno delle mura della città vecchia, ad ovest di Eminönü e si affacciano sul Corno d’Oro. Sono fra le zone più affascinanti e caratteristiche di Istanbul, perciò dichiarate patrimonio Unesco. 

Chiesa di San Salvatore in Chora

Nei pressi delle mura Teodosiane si trova la Chiesa di San Salvatore in Chora, uno straordinario esempio dell’arte bizantina, che incanta per lo splendore dei suoi mosaici e dei suoi affreschi. 

Risale al secolo XI ma i mosaici sono datati intorno al 1315. A seguito della conquista degli Ottomani fu trasformata in moschea, ma fortunatamente tutte le decorazioni interne furono semplicemente coperte dalla calce che le preservò nel tempo. Perciò possiamo ammirarne la bellezza ancora oggi.

Foto: © turkfotograf/Shutterstock

Palazzo Dolmabahçe

Palazzo Dolmabahçe è un immenso palazzo che si estende per quasi un chilometro sulla riva europea del Bosforo, nel quartiere di Beşiktaş. È stato costruito intorno alla metà dell’800 per volere del sultano Abdülmecid I, che riteneva troppo antiquata la sede imperiale di Topkapi. 

Il palazzo ricorda le grandi regge europee per sfarzo e dimensioni: 285 stanze, 44 sale di ricevimento e ben 68 bagni in stile barocco, neoclassico e rococò. Il palazzo è visitabile ma solo in minima parte.

Foto: © Diana Grytsku/Shutterstock

Moschea di Ortaköy

Situata sulle rive del Bosforo, la Moschea di Ortaköy è un’altra icona di Istanbul. L'attuale moschea fu ordinata dal sultano ottomano Abdülmecid I e fu costruita tra il 1854 e il 1856, sulle rovine del Palazzo Cantemir. Al tramonto offre uno degli scenari più suggestivi della città.

Foto: © Ezgi Erol/Shutterstock

I musei di Istanbul 

Tra i tanti musei di Istanbul suggeriamo gli importanti Musei Archeologici di Istanbul, che comprendono il Museo di Archeologia vero e proprio, il Museo dell’Antico oriente e il Museo di Arte Islamica ospitato in un suggestivo chiostro del 1472. 

Nei dintorni della Moschea Blu, invece, si trova il Museo dei Mosaici, che ospita tra l’altro un’importante testimonianza degli splendori del palazzo imperiale dell’antica Costantinopoli. 

A Sultanahmet nella stessa piazza sulla quale si affaccia l’Ippodromo di Costantinopoli, in un palazzo ottomano costruito per ospitare Ibrahim Pasha, primo Gran Visir di Istanbul nonché cognato di Suleyman il Magnifico, si trova il Museo dell’Arte Turca e Islamica. Qui potrete ammirare tappeti, calligrafie, ceramiche e cassapanche di legno intarsiato. Con lo stesso biglietto si può visitare anche il Museo Etnografico dedicato allo stile di vita dei turchi che si trova al piano inferiore.

Infine, non perdete il Galata Mevlevi. Costruito nel 1491, l’edificio rappresenta una delle testimonianze più importanti dell’architettura ottomana. Nato come monastero sufi, è diventato nel 1975 Museo della letteratura ottomana per poi essere riorganizzato e assumere il nuovo nome nel 2011. Qui sono esposte numerosi reperti della cultura Mevlevi. Ma soprattutto ogni domenica nella sala da ballo si può assistere alle spettacolari danze sacre dei Dervishi. Un’esperienza indimenticabile. 

Quartieri più belli ed originali di Istanbul

  • Galata
  • Karakoy
  • Beşiktaş
  • Balat
  • Arnavutköy
  • Çukurcuma
  • Kadiköy Moda
  • Cihangir

Foto: ©Lepneva Irina/Shutterstock

Cosa mangiare a Istanbul

La cucina turca è variegata e creativa, frutto dell’influenza dei territori conquistati nei secoli dall’impero ottomano: Balcani, Palestina, Siria, Iraq, Egitto, Cipro e paesi del Maghreb. 

Tra gli antipasti consigliamo di assaggiare i Börek (sfoglia ripiena di formaggio o carne macinata), il Cacık (salsa di yogurt, cetrioli grattugiati, aglio e olio di oliva), Dolma (polpettine di riso speziato, pinoli, uvetta e avvolte in foglie di vite), Zeytin Yağlılar (carciofi con fagioli e fave), Imam bayildi (melanzane ripiene di cipolla, pomodoro e erbe). 

Troverete anche diverse minestre tra cui İşkembe çorbası (zuppa di trippa), Yayla çorbası (minestra di menta e yogurt), Mercimek Çorbası (minestra di lenticchie rosse) e Ezogelin Çorbası (minestra di lenticchie rosse al limone). Tra i piatti di carne bisogna assaggiare il famoso kebab (carne di agnello, pollo o manzo marinata e grigliata per poi essere servita al piatto o in un panino accompagnata da cipolla e verdure), Köfte kebab (polpette di carne tritata con peperoncino, erbe e mollica di pane), Döner Kebab (lamelle di carne cotta allo spiedo), Adana (carne tritate alle erbe molto speziata), İskender (kebab servito con yogurt e pane marinato), Güveç (stufato di montone, manzo o pollo cotto a fuoco lento in una terracotta). Tra le specialità di mare potrete scegliere tra la triglia (barbunya), il cefalo (kefal), il branzino (levrek), il tonno (palamut), lo sgombro (istarvit), i gamberoni (karides) e il pesce spada (kilic). 

Accompagnate le portate con pani e focacce come il Pide (specie di pizza ripiena di carne, cipolla o formaggio), Iahmacun (pizzetta turca che si vende per strada), Gözleme (enormi focacce farcite con formaggio, patate, spinaci o carne macinata), Sìmit (ciambelline di pane al sesamo), Pogaça (piccoli calzoni ripieni di formaggio, carne, spianaci o patate). Infine, i Manti sono ravioli turchi accompagnati da salsa allo yogurt e all’aglio. Infine non dimenticate di assaggiare frutta secca e yogurt, che in Turchia viene usato per la preparazione di molti piatti. Finite con la pasticceria turca, tra cui la famosa baklava, (sfoglia con noci e pistacchi imbevuta di sciroppo di zucchero). Concludete con un bicchiere di rakı, la bevanda super alcolica a base di anice. 

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Come arrivare e muoversi a Istanbul 

Dall’Italia il mezzo più veloce per raggiungere Istanbul è chiaramente l’areo. Sono tanti i voli diretti che partono ogni giorno dagli aeroporti italiani. 

Una volta arrivati in città potrete spostarvi con gli efficienti autobus o in metro, che conta tre linee e copre un’area che va da Tunel Suqare a Maslak, il centro finanziario di Istanbul. Altrimenti muovetevi con i taxi, l’importante è accertarsi che abbiano il tassametro.

Quando andare a Istanbul

Visitare Istanbul in primavera o in autunno è sicuramente una buona scelta per evitare il caldo e le folle estive. L’inverno è meno consigliato perché le temperature scendono parecchio e le piogge sono molto intense e frequenti.

Mappa e cartina

Autore: Francesca Ferri

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