Ginevra

Cosa vedere a Ginevra

Cosa vedere a Ginevra
04-01-2022

Ginevra, la seconda città più popolosa della Svizzera (dopo Zurigo), capitale dell’omonimo cantone, il più occidentale, sta diventando sempre di più – di anno in anno –un frequentato e sviluppato centro turistico.

Oltre a essere un importante polo finanziario, infatti, la città – il cui nome deriva dal celtico “genu” (al femminile “genia”) che letteralmente vuol dire “golfo” – ha tante bellezze da offrire e mostrare ai visitatori che la scelgono per una vacanza o anche solo per una fuga nel weekend.

Ecco, quindi, cosa fare e vedere assolutamente se si decide di andare a Ginevra. 

Cosa vedere a Ginevra

  • Il jet d’eau
  • Il Parco dei Bastioni
  • L’orologio fiorito
  • La Broken Chair
  • La Cattedrale di San Pietro
  • La città Vecchia
  • Il muro dei Riformatori 
  • Jardin Anglais e l’Orologio Fiorito

ginevra_3

Il jet d’eau

Letteralmente il “getto d’acqua”. Si tratta della più importante fontana di Ginevra, che nel suo punto massimo raggiunge addirittura i 140 metri. Si trova sul molo di Eaux Vive e ogni secondo, espelle più di 500 litri d’acqua (pari a ben 7 tonnellate di peso) ad una velocità di 200 chilometri orari. L’attuale versione del jet d’eau è stata realizzata negli anni 50 del ‘900, ma il prototipo risale addirittura al 1891. 

E se oggi si tratta soprattutto di un’opera turistica, la sua creazione non aveva solo uno scopo estetico: era infatti la valvola di sicurezza per un impianto idrico situato in città e la sua altezza raggiungeva al massimo 30 metri.

Il Parco dei Bastioni

Si tratta di uno dei parchi maggiormente frequentati dai giovani, anche data la sua vicinanza all’Università di Ginevra. Sono tanti, infatti, i ragazzi che lo frequentano in pausa pranzo o quando hanno terminato le lezioni. 

Si trova nel centro della città e venne realizzato a partire dal XVIII secolo.

Oltre ad essere una importante zona verde e una trafficata promenade, il parco è particolarmente celebre per due ragioni. La prima è il muro dei Riformatori, una muraglia lunga circa 100 metri e alta 5, nel quale sono intagliate le sagome di 4 grandi predicatori e Padri del protestantesimo: Giovanni Calvino, Guillaume Farel, Teodoro di Beza e John Knox. Nel parco, inoltre, è possibile giocare un’insolita partita di scacchi con una delle sei diverse scacchiere giganti che si trovano sparse in più punti del parco.  

L’orologio fiorito

L’Horloge fleurie si trova all’interno del Giardino all’inglese – un’altra delle zone verdi della città – ed è una delle attrazioni turistiche più fotografate e Instagrammate di Ginevra. Con i suoi colori, che cambiano di stagione in stagione, l’orologio fiorito è infatti un vero e proprio simbolo della città. Ed è anche un modo particolare per celebrare la proverbiale puntualità degli svizzeri e la tradizione orologiaia di Ginevra.

La Broken Chair

La monumentale statua in legno realizzata nel 1997 dall’artista svizzero Daniel Berset e dal falegname Louis Genève, si trova di fronte all’ingresso principale del Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra. 

Si tratta di un’opera alta ben 12 metri, costruita con 5 tonnellate e mezzo di legno e, la particolarità, è che ha solo tre piedi. Questo perché la grande istallazione ha, sin dalla sua ideazione, un compito preciso: quello di sensibilizzare, in particolar modo le istituzioni (ecco il perché della sua collocazione) contro l’utilizzo delle mine anti-uomo. 

La Cattedrale di San Pietro

È la più importante delle opere architettoniche religiose di Ginevra e si trova nel cuore del centro storico della città. Era stata costruita – a partire dal 1150 – per essere un luogo di culto cattolico e lo fu per molto tempo, fino al 1535, quando divenne uno dei principali centri protestanti. 

La cattedrale ospita il museo internazionale della riforma e l’auditorio di Calvino ed è dotata di ben 45 campane divise sulle sue due torri.

Entrambe le torri sono, inoltre, aperte al pubblico. E, salendo 157 scalini che portano in cima, permettono di ammirare una vista spettacolare su tutta la città.

Riproduzione riservata