Idee di viaggio

Una settimana a Maiorca - Parte I

Una settimana a Maiorca, tra spiagge e attrazioni e consigli di viaggio

Una settimana a Maiorca MARE Shutterstock
5/5

Si torna al mare in luglio e finalmente si torna alle Baleari. Dopo la bella esperienza dell’anno passato, ad Ibiza e Formentera, ora è il turno di Maiorca.

Componenti del viaggio, 2: io e la mia fidanzata. Per raggiungere l’isola, ovviamente siamo ricorsi alla nostra compagnia aerea preferita, non c’è dubbio che sia Ryanair, io vado per il 55° volo con loro, non posso più volare con altri vettori ormai. I biglietti sono stati acquistati con colpevole ritardo, causa ferie ballerine, fino a fine maggio non sapevamo ancora se e quando prenotare.

Ryanair però è sempre buona e ci propone questo pacchetto:
Roma – Girona 6 luglio 19.45 – 21.45
Girona – Palma de Maiorca 7 luglio 08.25 – 21.25
Palma de Maiorca – Girona 13 luglio 15.15 – 16.05
Girona – Roma 14 luglio 08.40 – 10.10

Maiorca da Roma non ha un volo diretto, dunque dovremo triangolare su Girona, come a marzo quando raggiungemmo Gran Canaria. Il costo complessivo dei biglietti, è stato di 98€. Chi mi conosce sa che il 6 luglio arrivando a Girona in serata e dovendo ripartire presto la mattina del giorno dopo, mai e poi mai avrei preso una stanza in hotel, tanto meno in uno accanto l’aeroporto a 75€. Dunque, opteremo per una nottata all’addiaccio nel terminal.

Mi sono preventivamente informato sul sito sleepinginairport e tutto sommato la cosa non risulta così scomoda, (ma invece lo sarà e ne svelerò il motivo nel paragrafo dedicato all’Aeroport Girona / Costa Brava). Nel ritorno invece, approfitteremo dell’orario comodo, per terminare la visita di Girona, lasciata incompiuta a marzo, ci manca il giro sulle mura e la parte archeologica. Pernotteremo in centro, in una pensione economica e al mattino torneremo in aeroporto per prendere il volo per Roma.

Sistemata la questione “voli”, che è la più importante, con calma posso dedicarmi alla ricerca degli alloggi a Maiorca e Girona e del noleggio di una macchina per girare l’isola.Monitoro giornalmente quelli che sono i 2 siti, a mio avviso, migliori per le nostre esigenze: booking per gli hotel e doyouspain per l’affitto dell’auto.

A circa metà giugno risolvo la questione alloggi, me la gioco così:

7 – 10 luglio, Cala d’Or, Hostal de la Caravela (cat. 1 stella)
10 – 13 luglio, Santa Ponca, Ola Apartamentos Bouganvillia (cat. 4 stelle)
13 – 14 luglio, Girona, Pensiò Margarit (cat. 1 stella)

La scelta di suddividere il soggiorno a Maiorca, prima ad est, Cala d’Or e poi ad ovest, Santa Ponca, è il risultato di un attento studio effettuato da me medesimo, che ci dovrebbe permettere spostamenti più brevi, rapidi e localizzati, delle due aree geografiche, (e ho avuto ragione, modestamente).

Per Girona la scelta è stata meramente economica e funzionale. Il grano totale sperperato è ammontato a:
Hostal de la Caravela, 120€
Ola Apartamentos Bouganvillia 145€
Pensiò Margarit 42€

Resta da soddisfare l’ultima esigenza, l’auto. Gira che rigira ci affidiamo nuovamente a doyouspain dopo Ibiza e Gran Canaria (con successo e gradimento finale).

Consiglio: siccome su doyouspain per prenotare basta fornire solamente nome e cognome, NON numeri di carte o menate varie, si può prenotare e disdire gratuitamente anche un milione di volte a seconda delle nostre esigenze e così ho fatto.

Siamo partiti a giugno con 299€ per una classe B (C1 o similar), man mano che passavano i giorni, la cifra scendeva ed io disdicevo e riprenotavo, con cadenza quasi giornaliera, siamo arrivati al 4 luglio con 140€ per una Smart, dal 7 al 13 luglio, ben 7 giorni!

Finalmente la nostra prenotazione definitiva. L’auto noleggio sul posto, fisicamente, che ci presterà la macchina, sarà la Record Go. Non ci sono sorprese all’arrivo, è tutto compreso: assicurazione totale, 2°passegero, kilometraggio illimitato e tasse varie. L’unica cosa extra da pagare (e noi abbiamo optato per pagarla) è l’assicurazione per vetri e gomme, 4€ al giorno. Boh, io ho voluto sempre farla perché nella mia testa mi immagino uno sgherro dell’auto-noleggio che l’ultima notte ci sfascia il lunotto e ci squarcia le gomme, lasciandoci per strada.

Questa volta però una piccola novità c’è: ci fanno pagare il pieno di benzina, utilizzano dunque il metodo “full/empty”, come specificato nella prenotazione d’altronde, in pratica ti danno la macchina col pieno e poi tu devi riconsegnarla col serbatoio più vuoto possibile, (motivo per il quale l’ultimo giorno ho percorso 11 km in 2° con la Smart per consumare quella dannatissima ultima tacca, mi rodeva ridargliela con la benzina, alla fine l’abbiamo riconsegnata con 2 litri, segnalati nel computer di bordo, troppo lo so).

Ma ora vediamo come abbiamo giudicato gli alloggi prenotati, ecco le mini-review.

HOSTAL DE LA CARAVELA, CALA D’OR
Essendo un hostal, per giunta con una sola stella, le nostre aspettative non erano certo altissime, ma sapevamo che comunque sarebbe stato confortevole, centrale e pulito, i giudizi del cliente di booking, raramente fuorviano. La nostra camera è al primo piano, dotata di: due letti singoli uniti molto spaziosi e comodi, frigorifero (indispensabile, senza non andate da nessuna parte), utensileria per la preparazione della colazione, terrazzino, bagno con doccia e prodotti igienici, cassaforte, ventilatore al soffitto. Il parcheggio gratuito si trova a circa 2/300 mt senza difficoltà, parcheggiarci di fronte è impossibile perché l’hostal è in pieno centro del paesino di Cala d’Or, tra le viuzze pedonali zeppe di locali e negozi.
Distanza dal centro, 0 metri e dalla bella spiaggia di Cala Grand 200 metri. Ovviamente ad un passo c’è tutto: market, souvenir shop, pub, ristoranti ed esercizi vari. Nonostante questa centralità,
la stanza è risulta piuttosto silenziosa, poi Cala d’Or non è Santa Ponca, ne Palma, ne S’Arenal, c’è molto meno movimento, è un posto un po’ snob e si vede, a noi è piaciuto molto.

La pulizia è molto buona
, giornaliera, anche il cambio asciugamani. Il microclima sopportabile anche senza ventilatore acceso, basta aprire la porta finestra di notte e si dorme bene. Dimensioni di camera e bagno nella norma, lo spazio c’è, la luce e l’aria non mancano. La ragazza della reception è simpatica ed accogliente, ci ha fornito la chiave elettronica in modo da poter entrare/uscire autonomamente a qualunque ora, (la reception chiude alle 21.30).

Nella piccola hall è possibile navigare con internet wi-fi gratuito. Ultimo pro dell’hostal, la totale assenza di connazionali, è noto quanto io odi l’italiano medio in vacanza all’estero e faccia di tutto per evitarlo. Se proprio debbo trovare la pecca, dico il terrazzo. Quelli al primo piano sono in un cortile interno, sembra una soluzione carceraria per via del muro piazzato davanti.

Essendo un hostal ovviamente non ha una piscina, non prevede soluzioni b&b, essendo sprovvisto di sala colazione e non ha la tv nelle stanze. Voto finale 8, è andato oltre le nostre aspettative e ci torneremmo.

OLA APARTAMENTOS BOUGANVILLIA, SANTA PONCA
Situato a Santa Ponca, 15 km da Palma, attaccato a Magalluf e alle altre località casinare di Maiorca, ho scelto questo residence/villaggio, per avere una buona base ad ovest. La struttura è catalogata come 4 stelle ed offre tutti i servizi possibili ed immaginabili, utili a coloro abbiano bambini piccoli e a coloro che, in pieno stile british, non vogliano muovere la chiappe fuori.

Sono presenti (ma a noi non ci interessava molto ovviamente):
piscina per adulti con scivolo, piscina per bimbi, ristorante all’aperto (da noi sfruttato per un pranzo, i prezzi sono nella media del posto, accessibili), bar, animazione giornaliera/serale, sala giochi, solarium, centro massaggi, postazioni internet/playstation, distributore sigarette.

Reception open 24h, parking free di fronte ad entrambi gli ingressi. La zona divertimenti, (pub, disco, centri commerciali, risto etc etc) è a 10 minuti di passeggiata, nella zona nord di Santa Ponca. La clientela è 90% UK e
il restante 10% germanica e/o comunque nord europea. Età media piuttosto bassa, ma non è che siano proprio tutti ragazzini, girano anche famiglie e giovani.

Anche qui zero italiani, perfetto. Preferisco gli inglesi e le loro birre, anche ubriachi marci, piuttosto che una rumorosissima e tamarra famiglia italiana con padre, madre e figli adolescenti al seguito, sempre attaccati ai loro schifosi iphone.

Il nostro appartamento è all’ultimo piano, il 6°, vista piacevole, sul verde parco circostante. Monolocale con letto matrimoniale, (piccolo secondo noi), più divano letto per un 3° adulto. Angolo cottura provvisto di tutto l’occorrente se mai vogliate utilizzarlo. Dimensioni di camera e bagno sufficienti, il balcone è un po’ risicato, con due sedie e uno stendino. Arredamento vecchiotto, tv con tubo catodico 14 pollici 4:3, risalente al pleistocene, i canali nemmeno erano sintonizzati, ho dovuto fare io la sintonizzazione manuale, per vedere cosa stavano combinando a Madrid dopo la vittoria del mondiale della Spagna. Non c’è nemmeno il telecomando, per cambiare canale bisogna salire su una sedia ed operare manualmente.

C’è l’aria condizionata, ma è praticamente inservibile per noi, dato che si aziona in automatico dalle 15 alle 19 e dalle 23 all’ 01.00, chi sta in camera in quelle ore??!! Tutti tranne noi a quanto pare. Il caldo notturno è sopportabile ma al limite della sopportazione. A pochi metri la presenza di una disco all’aperto si fa sentire, all night long, ma se chiudete la porta finestra (e schiantate dal caldo), riducete di molto il martello.

Pulizia iniziale ottima, poi il nulla, nessuno ha considerato la camera per tre giorni, nemmeno per rifare i letti. Due ascensori permettono di accedere rapidamente ai piani alti. Tutto sommato, a nostro avviso, per come è la struttura non merita 4 stelle, ma 3 al massimo, certo, tutti quei servizi che offre non possono però essere trascurati.

Voglio infine ricordare la simpatica puzza al nostro piano, non ho idea da dove provenisse e per fortuna in camera non penetrava. Voto finale 6.5, alla fine è stato meglio l’hostal ad una stella, ci aspettavamo qualcosina in più.

PENSIO’ MARGARIT, GIRONA
Situata in ottima posizione, sia rispetto al centro città, che alla stazione dei bus/treni, 3/400 metri da entrambi i punti. Avevamo 2 opzioni: 1) che ci fosse assegnata una stanza ristrutturata, 2) che ci fosse assegnata una stanza non ristrutturata. Per nostra sfortuna c’è stata assegnata una stanza non ristrutturata. Su booking.com tutti i commenti positivi sono di quelli che hanno alloggiato nelle camere rinnovate.

In effetti ho potuto sbirciarne una, salendo al 3° piano e mi è sembrata veramente caruccia. Ma la nostra, sinceramente, è abbastanza squallida. Eravamo preparati a trovarci al cospetto di qualcosa di bassa lega, tanto a fine viaggio/vacanza poco conta, si è sempre e comunque depressi perché si fa ritorno a casa. Poi per una notte si sopporta, sicuramente è una soluzione più comoda delle seggiole dell’aeroporto.

La camera è di dimensioni medio/piccole, sembra arredata da Ray Charles che è andato a fare spesa in una discarica. Tutta roba raccogliticcia. Un comodino è un porta tv, color legno tutto smangiucchiato, un altro comodino è un angoliera sbeccata anni 80, nera, l’armadio un pezzo d’antiquariato già nel 1700, c’è un miniterrazzino con due sedie. Il bagno con lavandino senza miscelatore e la doccia/vasca più scivolosa del reame, completano l’opera.

Però c’è la tv lcd LG, con telecomando ed un ventilatore, wow! Segni di muffa su porte ed infissi. Reception open 24h (e meno male, poi nel diario specificherò il perché). Colazione servita fino alle 09.00, noi non ne abbiamo usufruito perché siamo andati via la mattina alle 06.30. Voto finale 5.5, viene salvata dal prezzo e dalla posizione, ma le camere vecchie sono pessime in definitiva.

DOYOUSPAIN (RENT A CAR)
Vale quello scritto su, raramente troverete un broker online più competitivo per la Spagna e se lo troverete, occhio alle clausole, magari c’è qualcosa di non incluso da pagare extra a caro prezzo! Badate di monitorare il sito fino al giorno prima della vostra partenza, i prezzi potrebbero dimezzarsi come nel nostro caso. No franchigia, no caparra, no trasmissione di dati sensibili. Quando si arriva a destinazione si paga con carta di credito, più sicuri di così si muore.
Voto 10, conferma.

LA SMART PASSION
Voglio dedicare un piccolo paragrafo a questa simpatica vettura, la Smart in versione Passion, 2010.
PRO: cambio automatico/semiautomatico, nel traffico è Dio. Compattezza, i classici parcheggi di fortuna si trovano sempre. Abitabilità, è più spaziosa di quanto uno si aspetti. Velocità, alla faccia del limitatore, in autopista ha segnato quasi 150 km/h. CONTRO: le plastiche interne, fanno ridere. I consumi non proprio così bassi, con circa 65 lt abbiamo percorso 980 km. La lentezza del sistema stop & go, è meglio disattivarlo per avere più brio. Il freno motore praticamente inesistente. Ad avere 10/12mila € da buttare me la comprerei, certo è migliorabile, ma resta un bel giocattolino, adatto anche ad essere utilizzato sul misto.
Voto 7.5, scoperta.

AEROPORT GIRONA / COSTA BRAVA
L’aeroporto di Girona è strategico, utilizzabile per diverse triangolazioni interessanti da Roma, come Canarie, Marocco, la stessa Maiorca. Poi è l’Apt di riferimento per la Costa Brava, quindi Lloret, Tossa, Blanes, sono tutte a portata di bus. Fino a luglio (2010), è stato anche l’aeroporto di riferimento per Barcellona, ma ora Ryanair ha aperto le porte ad El Prat direttamente, quindi…

L’aeroporto non chiude mai, ci sono diversi toilette, un risto self service open 24h e una quantità considerevole di sedie e panche su cui sedersi o sdraiarsi qualora fossero prive di poggia gomiti. La musica in filodiffusione rilassa, la pulizia è molto buona, ma c’è un’enorme pecca: la presenza di migliaia di mosche! Credo nei dintorni ci sia una porcilaia o qualche fabbrica di concimi che ne so, la puzza si avverte distintamente quando si è sotto vento nella zona parking.

Quindi è dannatamente fastidioso stare seduti fermi o stesi, si viene letteralmente ricoperti dalle mosche! A causa di questi insetti non abbiamo chiuso occhio, io mi sono coperto come un cadavere con un lenzuolo bianco, ma l’espediente non è bastato a farmi riposare a dovere. A sto punto è meglio accamparsi fuori, almeno non si è assaliti. Una volta saliti al 2° piano, alle Partenze, la situazione migliora vistosamente e schiacciare un pisolino è cosa fattibile.
Voto 5, purtroppo le mosche ne abbattano la valutazione, che altrimenti sarebbe oltre la sufficienza.

ATTRAZIONI
Coves del Drach: 10€, ne vale pena, indimenticabile.
Tram Soller – Port de Soller: 8€, ne vale la pena, ma 8€ sono il massimo che possono chiedere!
Castello di Capdepera: 3€, cifra irrisoria, bella vista e paesino sottostante delizioso.
Castello di Bellver: 2.50€, anche meglio del precedente.
La Seu di Palma: si dovrebbe pagare, ma noi siamo entrati accodandoci ad un matrimonio, dentro è spettacolare.

PARCHEGGI A PAGAMENTO DAI QUALI NON SI SCAPPA
P UNDERGROUND PALMA 1.50€ l’ora
PLATJA D’ES TRENC 6€ la giornata (anche se arrivate alle 17)
CALA AGULLA 4€ la giornata
SA CALOBRA 1.70€ l’ora
In altre spiagge o cale, volendo, potreste trovare posteggio free, infrattando la macchina in qualche fosso, come a Formentor ad esempio.

Finisce qui la parte informativa del nostro viaggio, segue adesso il diario di questa settimana…

06 – 07 LUGLIO – LA GRANDE NOTTE, IL CONTATTO E LA SEMIFINALE
La partenza per Ciampino è sotto ad un sole cocente, sono le 16 ed il termometro segna 38°, il nostro volo per Girona partirà alle 19.45. Come da programma ci stacchiamo dalla pista romana col nostro 737 Ryanair in perfetto orario, questa volta non riconosco nessun assistente di volo, solitamente vedo più o meno la stessa gente.

Proprio mentre tento disperatamente di appisolarmi, un grido mi gela il sangue. Mi volto e noto una nuvoletta di fumo alzarsi qualche fila dietro di noi: “ecco qua, siamo fottuti, prima o poi doveva succedere, vabbè sono contento di andarmene così”, ho pensato, ma fortunatamente, dopo pochi secondi, si svela la provenienza del fumo. Una signora anziana ha avuto la brillante idea di accendersi una sigaretta, manco stesse al circolo con le amiche! Per tutta risposta è stata piantonata da uno steward fino all’atterraggio e successivamente arrestata dalla Guardia Civil, salita sull’aereo appena dopo l’atterraggio. Non vi dico la pessima figura e la faccia della signora e quella del marito mentre percorrevano il corridoio sotto gli sguardi severi e inquisitori di tutti i passeggeri, noi compresi.

Sistemata la questione, siamo finalmente sbarcati. Sono le 22, quella che ci aspetta sarà una lunga notte. Il clima esterno è ottimo, fresco ma non troppo, nel terminal l’a/c è umana, non si congela. Il primo passo è cenare. Due panini saranno sufficienti. Tra una chiacchiera, una sigaretta, una passeggiata; le prime 2 ore vanno via rapidamente, ma ora viene il bello, che cosa si fa? Abbiamo 2 psp ma sono inservibili, appena accese vengono assalite dalle mosche, stare scoperti seduti, immobili, è impossibile, avete presente i tizi che si fanno coprire dalle api per entrare nel guinness dei primati? Bene, la nostra condizione da fermi è la medesima.

Quindi abbiamo 2 possibilità: 1) ci ricopriamo completamente con dei lenzuolacci usa e getta che ci siamo portati da casa, 2) stiamo seduti e ci agitiamo come degli schizzati per far volar via gli insetti.

Per un po’ scegliamo la seconda opzione, come molti altri d’altronde. Ci distrae un anziano pazzoide romano. Fa uno show tutto suo: prende il vetril dal cestino delle pulizie dell’inserviente e comincia a spruzzarlo ovunque per, (secondo la sua mente malata), uccidere le mosche.

Il siparietto è tra il comico e il patetico, il mentecatto è guardato con disprezzo e stupore da mezza sala, ma nella sua lucida follia va avanti per almeno un’ora a spruzzare ovunque quella roba. Il risultato è un odore di disinfettante avvolgente, che invece di uccidere le mosche, sembra attirarle. Bravo stupido, a proposito di italiano medio all’estero…

Wanda, verso le 3 tenta di riposare, io decido di uscire fuori dal terminal a bere un paio di birre in compagnia di un gattino. Il tempo non passa mai, quindi bevo e fumo, fumo e bevo, fino a quando mi rompo e rientro. Sono le 5, provo a riposare anche io. Mi copro completamente con il mio lenzuolo bianco, sembrando esattamente una vittima ammazzata e dormo per non più di 4 minuti. Esperimento fallito. Meglio camminare e lagnarsi delle mosche, almeno fino alle 6.30, poi entreremo dentro la zona dei gate e potremmo rilassarci.

In effetti una volta passati i controlli, la situazione mosche migliora, possiamo stenderci e dormicchiare un’oretta. Alle 8 ci si imbarca e alle 8.30 si parte per Maiorca! Il volo non dura niente, circa 45 minuti, il pilota compie un atterraggio incredibilmente morbido, non siamo riusciti a percepire la minima scossetta, ottimo.

L’aeroporto di Maiorca è molto grande, direi come Roma Fiumicino ad occhio e croce, c’è la zona transiti, comoda per chi dovesse triangolare, evita di uscire/fare i controlli/rientrare. Dopo una buona colazione, ci dirigiamo allo stand della Record Go Rent a Car per ritirare il nostro bolide. Detto fatto. Dopo un paio di imprecazioni per capire come diavolo si inserisse la retromarcia (bisogna pigiare il freno), alle 10 siamo già in strada a bordo di questa bella Smart Passion blu. Direzione Cala d’Or, costa est.

La strada da percorrere è una statale per lo più dritta e poco trafficata, quindi si scorre bene, dopo qualche paesetto intermedio eccoci a destinazione. Trovare l’hostal è semplice, meno semplice è scovare il parcheggio. Alla fine lasciamo la Smart in mezzo la via e chiediamo in reception. Trovato! Possiamo appropriarci della stanza, fare una meritata doccia e dirigerci alla prima spiaggia, oggi ne abbiamo in programma due. Prima però, si fa spesa alla Spar e si mangia.

La prima caletta è veramente a due passi dall’hostal, Cala Grand. Molto bella, molto simile a Cala Graciò di Ibiza. C’è un fottio di gente, trovare lo spazio per stendere gli asciugamani è complicato, sembra di stare in un tram. In compenso, il mare è pulito, caldo e piatto come una tavola. Si sta veramente bene. A sto punto Wanda mi crolla in spiaggia, abbattuta dai postumi della lunga notte, io invece, dopo un paio di Red Bull sono sveglio più che mai e parto per l’esplorazione della scogliera circostante, rigorosamente scalzo. Rischio a più riprese di cadere in acqua e/o ferirmi, ma riesco ugualmente a percorrere tutto il periplo.

Dietro la spiaggia c’è una deliziosa insenatura, con uno yacht infilato proprio nel mezzo e quattro ragazze a bordo a prendere il sole. Bene, torno indietro , faccio un salto in strada, acquisto un ombrellone, un pallone della Rojae torno a fare il bagno, mentre Wanda, imperterrita, dorme ancora. Si son fatte le 17 ed io vorrei fare un salto a Cala Mondragò, poco distante secondo i miei calcoli. Ci infiliamo nella Smart e ci mettiamo alla ricerca di questa spiaggetta. Le indicazioni sono chiare e in men che non si dica ci siamo. Essendo ormai pomeriggio inoltrato, il posteggio è free e piuttosto sgombro.

La cala è ancor più bella della precedente! Sono due per l’esattezza, immerse nel verde del parco circostante. Un sentiero agevole sugli scogli permette di raggiungere il lato B della caletta. Resteremmo qui fino al tramonto, ma non c’è tempo, almeno per oggi. Infatti un evento piuttosto importante sta per compiersi e noi dobbiamo essere presenti: la semifinale dei Mondiali Spagna – Germania! Quindi bisogna rincasare in tempo per lavarsi e sistemarsi.

Prima di lasciare Cala Mondragò, ci accomodiamo nel baretto della spiaggia e ci prendiamo un caffè ed un gelato, 6€, tacci sua! Alle 19.30, in clamoroso ritardo, la partita c’è alle 20.30, rientriamo in camera. Abbiamo i secondi contati, ma ce la facciamo, alle 20.32 siamo seduti in uno dei tanti locali sintonizzati sul match. In strada non c’è praticamente nessuno, sono tutti a guardare la partita, i vari televisori risuonano nell’aria, ce ne saranno quattro per metro quadrato!

Ordiniamo una litrata di superba sangria, due hamburger e ci godiamo l’incontro.
Al gol della Spagna si scatena la gioia incontrollata dei tifosi, tanti, partono fuochi d’artificio e petardi, io riprendo tutto con la fotocamera e gioisco con loro, sì tifo Spagna!

Fischio finale: Spagna - Germania 1 – 0, Spagna in finale contro l’Olanda! Dalle 22.30 in poi si scatena il pandemonio, partono i cortei di auto nelle minuscole strade del centro, centinaia di spagnoli impazziti si riversano in strada al grido: yo soy espanol espanol espanol! Le auto, come tori, passano sotto enormi bandiere, vengono sballottate da decine di persone, alcuni salgono sopra i tettucci, il cielo è illuminato a giorno dai fuochi d’artificio, tutti gridano a squarcia gola la loro felicità. 

Io e Wanda saliamo un secondo in camera per rifornirci di alcolici e torniamo in strada a festeggiare per un’altra oretta, poi lei, di nuovo, mi collassa e vuole rientrare, dice che deve recuperare il sonno perso la scorsa notte in aeroporto. A mezzanotte dunque, rientriamo, Wanda si addormenta in un nanosecondo ed io non sapendo cosa fare, dopo un’ulteriore passeggiata, rientro e mi metto in terrazza e guardare un film sulla psp, Predator, in compagnia della migliore birra leggera spagnola, la CruzCampo.

8 LUGLIO – UNA GIORNATA TRANQUILLA AD ES TRENC

Come sempre, il primo a svegliarsi, tra Wanda e me, sono io, senza ausilio di sveglie varie, alle 8 sono già in piedi e con calma mi preparo la colazione; 2 tazze di latte di soia con gli Special K, yougurt magro e un paio di barrette proteiche, (sono in massa cavolo, sto mangiando come un maiale all’ingrasso, rispetto ai miei vecchi canoni).

Satollati entrambi, verso le 9.30 possiamo partire per la principale meta della giornata, ovvero il “Best of” di Maiorca, almeno come spiaggia e mare, vale a dire Es Trenc, estremo sud dunque, distante da noi poche decine di km. Prima di raggiungere l’ambita spiaggia, facciamo una pausa a Colonia de Sant Jordi per il caffè, (Wanda, io prendo la Red Bull) e spesa per il pranzo, (che sarà consumato in spiaggia).

Davanti la Spar c’è un parcheggio abnorme tra 2 auto, alla guida della nostra Smart c’è Wanda, indovinate come parcheggerà??!! Alla super cavolo di cane! Praticamente la Smart è in mezzo la strada di traverso! Scatto un paio di foto per documentare la manovra ed entro nel negozio per gli acquisti. Sbrigata la pratica cibarie e sistemato le vivande nella borsa termica, ci avviamo per Es Trenc, che a dir la verità non troviamo immediatamente, in effetti sbagliamo strada un par di volte, bisogna seguire le indicazioni per Campos e successivamente imboccare la strada esatta, che è sterrata.

Parcheggiato il bolide blu, finalmente ci siamo, passiamo le saline, qualche duna, ed ecco lo spettacolo della spiaggia bianca di Es Trenc! Un mare favoloso, pulitissimo, chiarissimo, stile Formentera (Ses Illetes per intenderci), con qualche sfumatura turchese in meno, ma non questo meno bello. Ci sono un paio di stabilimenti, quindi per accomodarsi liberamente per i fatti propri bisogna percorrere qualche centinaia di metri.

Una volta piantato l’ombrellone non ci muoveremo di qua almeno fino ad oggi pomeriggio. L’acqua è brodo Star, caldissima, si tocca per 1km quasi e non c’è la minima onda a disturbare! L’ideale per chi abbia dei bambini piccoli. La spiaggia è veramente ben tenuta, Es Trenc si divide in 3 parti, diciamo così: zona 1 per tutti, zona 2 nudisti, zona 3 gay/lesbo. Noi siamo al confine tra la zona 1 e la 2.

Trascorre amenamente tutta la giornata; si mangia, si fa il bagno, si passeggia, si fanno foto e ci si sollazza al sole. Sono le 17.30, siamo cotti dal sole e abbiamo consumato tutte le provviste, decidiamo di muoverci verso una caletta che avevo messo in programma, Cala Llombards, che è sulla strada del ritorno, costa sud/est.

La raggiungiamo in mezz’oretta scarsa, il sole è in fase calante, ma è ancora molto caldo. Cala Llombards non ci colpisce granchè, è un insenatura piccolina tra 2 ripide ed alte scogliere, dalle quali, in molti si tuffano in mare. Il fondale sassoso e la spiaggia di ghiaino non mi garbano e la presenza di innumerevoli bambini caciaroni, d certo non ne migliora la valutazione. Però ormai siamo qui, quindi tanto vale accomodarsi e concludere la giornata in relax.

Al tramonto, si torna in hotel. Il percorso è breve e scorrevole, le strade sono tutte ben messe e le segnalazioni sono esaustive. Dopo doccia e cena in stanza, si esce per la serata. Stasera vogliamo provare a fumare il narghilè, c’è un locale che fa al caso nostro, uno dei pochi a Cala d’Or, con la pr (pi-erre) all’esterno che infastidisce a suon di inviti, guarda caso, ‘sta ragazza è italiana, ci vuole convincere ad entrare, non capisce che non ce n’è bisogno, noi proprio la vogliamo andare, quindi perde il suo tempo in inutili discorsi.

Ci accomodiamo al tavolo ed ordiniamo sangria e narghilè al cocco.(Mai avevamo fumato ‘sta roba prima).
Voto alla sangria: 3. Quella in brick dell’ Lidl da 0.79 al lt, al confronto, è oro! Voto al narghilè: 0! Pessimo. Giusto Wanda può fumarla, ha un sapore aberrante e per tirarla servono polmoni d’acciaio, e ci è pure costata 8€ sta schifezza! Mai più! La serata si conclude più degnamente in un cocktail bar su una terrazza, molto cool devo ammetterlo, anche se la birra che servono non l’ho mai sentita nominare e già non me la ricordo più. All’una di notte si rincasa, solito film alla PSP e tutti a nanna.

9 LUGLIO – IN VIAGGIO SULLA COSTA EST
Oggi è tempo di passare in rassegna la costa est di Maiorca, le tappe sono le seguenti:
Portocristo w/ Coves del Drac
Castell de Capdepera
Cala Rajada
Cala Agulla
Cala Romantica
Data la corposità del programma, alle 9 siamo già in marcia verso le prime 2 destinazioni.
Raggiungiamo Portocristo in un’oretta scarsa. Il paesino è grazioso e nemmeno tanto piccolo come mi aspettavo, c’è il porticciolo, la spiaggia, la caletta e la solita via pedonale per lo shopping.

Ci fermiamo giusto per un caffè e proseguiamo per le Coves del Drac, (le grotte del drago per i profani), che si trovano poco distante da Portocristo. Il parcheggio è immenso, questo lascia presagire che la meta è ambita. Dopo la coda per i tickets ci avviamo verso l’ingresso delle grotte e via via che passano i minuti che ci separano dal nostro turno di entrata, quello delle 11, la folla che si ammassa intorno a noi cresce a dismisura.

Prego in sanscrito che gli spazi all’interno delle caverne non siano troppo angusti, la claustrofobia potrebbe giocarmi un brutto scherzo. Fortunatamente gli spazi sono belli ampi e per quanto possibile, luminosi, anche se entriamo in non meno di 1000, ci si può stare tranquillamente. Il tour non è guidato, le grotte sono veramente spettacolari, i piccoli laghi poi, fantastici, è vietato scattare foto e fare video, pena, sonora sgridata da parte del personale onnipresente ad ogni anfratto oscuro.

Dopo una passeggiata in mezzo a queste meraviglie naturali, si giunge in un ampio anfiteatro sotterraneo, ai piedi del lago Martel, uno dei laghi sotterranei più grandi al mondo. Benchè avvolto nelle tenebre, si notano le sue acque limpide, cavolo che bello! Il personale fa accomodare tutta la comitiva, operazione che richiede almeno una mezz’ora, sistemare un migliaio di persone, nell’oscurità pressoché totale, non è semplicissimo, ma alla fine ce la fanno. Sta per cominciare una cosa fighissima: un concerto di musica classica, con l’orchestrina intenta a suonare su una barchetta a remi seguita da altre 2 barchette, illuminate solamente da delle lucine poste ai lati!

Giuro, è una cosa commovente! I riflessi, le musiche, l’oscurità, lo sbalordimento generale…una cosa unica.
Dopo un paio di passaggi, il concertino si chiude a suon di applausi e viene annunciato che per uscire si possono utilizzare 2 metodi: 1) andare a piedi seguendo il percorso (maniera rapida), 2) aspettare di prendere posto su una barchetta e navigare sul lago Martel fino all’uscita (maniera clamorosamente lenta).

Abbiamo fatto 30, facciamo 31! Ci armiamo di pazienza e ci mettiamo in coda per il giro in barca. La lunga attesa è premiata da una breve, (5/6 minuti circa), ma indimenticabile navigazione, sulle acque di questo placido laghetto, allungo la mano per toccare le acque, sono tiepide e dolci. E’ stata un’esperienza indimenticabile, ne usciamo ampiamente soddisfatti.

Ad attenderci fuori c’è un bel sole caldo, l’ideale dopo l’umidità delle grotte. Ci avviamo verso il parcheggio per recuperare la Smart e dirigerci verso la meta successiva della giornata, ovvero il Castello di Capdepera.
Non è distante da Portocristo, un 40 minuti circa. Saliamo con l’auto fin dove possiamo e troviamo un posto “Smart” adatto a noi, proprio alla sommità del paese, prima del percorso pedonale che porta sul Castello.
E’ l’una e mezza del pomeriggio, fa un caldo atroce e il percorso per raggiungere le mura e i ruderi romani del castello, è in salita. Paghiamo i 3€ d’ingresso e visitiamo rapidamente il loco.

La fortezza non è affatto grande, con 20 minuti si gira tutta, sui bastioni, le mura, le torri. Il panorama è notevole, Capdepera da un lato, il mare da un altro, le montagne e l’entroterra dai restanti due. Causa solleone, resistiamo poco, giusto il tempo di qualche foto e riscendiamo verso l’auto, in cerca della frescura dell’aria condizionata. Per pranzo scendiamo a Cala Rajada, un paese prettamente turistico, meta prevalentemente privilegiata dai tedeschi. Si mangia fast: gyros pita e cretinate greche. Adoro questa roba.

Ora, se non voglio sentire lamentele e lagne da parte di Wanda, è meglio che trovi una spiaggia dove portarla, SUBITO! Il posto indicato, è Cala Agulla, buon per me che è molto vicina, parcheggiamo, paghiamo e ci dirigiamo in spiaggia. Non è proprio una cala, è una platja più che altro e anche molto ampia. Non è affatto male, ci sono 2 stabilimenti, la sabbia è dorata, il mare trasparente e tutto sommato non c’è nemmeno troppa folla.

Piazziamo l’ombrellone e passiamo qui tutto il pomeriggio. Unica pecca di Cala Agulla, le alghe, in alcuni punti accumulate in maniera antiestetica sulla battigia. Al tramonto si prende la via del rientro, ma c’è da rispettare l’ultima tappa del giorno; Cala Romantica. E’ un’idea di Wanda, è evidentemente attratta dal nome di tal posto, per me sarà una nulla di che, ma meglio fare questa piccola deviazione ed accontentarla. E come ti sbagli?!! E’ deludente. Nemmeno tanto a dire il vero, la spiaggia sarebbe anche gradevole, (è immensa), ma il mare è mosso, freddo ed immediatamente profondo.

Ci fermiamo giusto per un caffè ed un gelato e riprendiamo la statale per Cala d’Or. Prima di rientrare in hotel, ci fermiamo in un grosso supermarket per fare la spesa, non molta roba, domani ci dobbiamo spostare, già bisogna lasciare Cala d’Or! Puliti e sistemati, usciamo per nostra ultima serata in paese. La trascorriamo in un pub esotico, bevendo cocktail da enormi bicchieroni muniti di cannucce lunghe un metro! Molto carino come locale, bella l’idea di servire da bere in recipienti così scenografici! Un po’ tristi, a tarda notte si fa rientro in stanza per preparare i trolley per la mattina, uffa…

10 LUGLIO – TRASFERIMENTO SULLA COSTA OVEST E VISITA DI PALMA

Sveglia alle 8!! Colazione proteica e check out dal Caravela, oggi non abbiamo tempo da perdere, in programma, oltre al nuovo ceck in a Santa Ponca, c’è la visita di Palma e del Castello di Bellver, situato appena fuori la capitale. In teoria il check in all’Ola Apartamentos, sarebbe possibile dalle 12, ma noi alle 11 siamo in reception, pronti ad impossessarci del nostro appartamento.

In realtà saremmo potuti arrivare anche prima, ma ho commesso una tappa lungo la strada, che ci ha fatto perdere qualche minuto, non mi sono voluto fidare delle indicazioni di booking.com, che mi consigliavano di uscire dall’autopista allo svincolo Costa Calma, testardamente sono voluto uscire prima, a Santa Ponca e quindi abbiamo attraversato tutta la città a passo d’uomo, intasata dal traffico, fino alla parte opposta, Costa Calma appunto. Vabbè, ormai è andata…

Alla reception la tipa è stupita di vedere degli italiani nel suo hotel e ci fa una domanda inquietante: “come si dice Gracias in italiano??”. Minchia che poliglotta la receptionist!! Paghiamo anticipato, saliamo al 6° ed ultimo piano del mega complesso alberghiero ed entriamo nel monolocale assegnatoci. Perdiamo più tempo del previsto per la sistemazione, non so perché, ci troviamo pronti alle 12.30. Fuori il sole è caldo, qui ad ovest è più caldo di un 3 o 4 gradi, ora ce ne sono 33.

Forse non è una buona idea avventurarsi nelle cocenti strade di Palma o a Bellver a quest’ora. Sai che facciamo, ce ne andiamo in piscina va. Ci infiliamo i costumi e scendiamo. Wanda si mette al sole, io mi faccio qualche vasca, tanto per fare qualcosa di attivo. Dopo un’oretta di nuoto, mi viene una fame da talebano. Dove si va a magnà adesso?! Optiamo per la soluzione più biecamente comoda; nel ristorante dell’hotel, proprio davanti la piscina, così non perdiamo tempo.

Wurstel, hamburger, patatine fritte…le solite robe insomma, come qualità ci siamo, il cibo è umano. Finito il pranzetto Wanda sale in stanza per la doccia ed io mi dirigo alla Spar di fronte per fare la spesa.
Torno in camera e trovo Wanda ancora col costume addosso:

Carletto – Ma ancora così stai??
Wanda – la doccia non funziona, l’acqua esce solo dal rubinetto della vasca, ma non dal doccino
Carletto – fuuuuuuuuuuuuuuuuu

Do un’occhiata ma non capisco dove sia l’inghippo. Chiamo la donna delle pulizie e lei con un gesto di una semplicità disarmante, alza il piruletto del doccino azionandolo a pompa. Pessima figura, yes!!

La donna si allontana sghignazzante della nostra ignoranza, (ndr, sarà per questo accaduto, che per i 3 giorni successivi non ci farà mai la camera? mah.) A sto punto mi accorgo che la tv è sintonizzata sul nulla, ma per non rischiare una seconda devastante figura di merda, non richiamo la donna, ma cerco di sbrigarmela da solo. Alla fine riuscirò a sintonizzarla manualmente.

Insomma, ripuliti e vestiti a dovere, poco prima delle 15.30 partiamo alla volta del Castello di Bellver. La strada per trovarlo non è affatto chiara, infatti ci giriamo praticamente intorno senza trovare la direzione esatta, gira e rigira la benza sta per finire, rischiamo seriamente di restare a piedi, con 1.5lt di autonomia residua, troviamo un distributore! Che fortuna e che rischio. Faccio il pieno, 37€ e ripartiamo alla ricerca di Bellver.

Finalmente ci siamo!! Scoviamo la strada giusta e saliamo fin su la cima della collina. Entriamo nel castello e ne restiamo affascinati. La sua particolarissima forma circolare ne fa un’architettura unica al mondo, o quasi. All’interno della corte è sistemato un maxi schermo per il cinema all’aperto, in uno scenario veramente incantevole. Dalla cima delle torri il panorama è molto bello; è possibile ammirare tutta Palma, (è molto grande), e tutta la baia di Palma, direi fino a Santa Ponca o forse oltre.

Scendendo diamo un’occhiata al museo etnologico all’interno, scattiamo decine di foto e ne usciamo arsi dal sole e dalla sete. La visita a Bellver la consiglio vivamente, costa pochissimo (2.50€) ed è veramente un belvedere coi fiocchi! Ora c’è Palma ad aspettarci, in programma ho inserito i seguenti punti:

La Seu (da vistare anche al suo interno)
Parc de Mar
Banys Arabs
Palau de l’Almudaina (possibilmente anche dentro).

Parcheggiare a Palma è un’ impresa da Dio, gratis poi, è impossibile. D’altronde è una grande città e come tale ha anche i suoi difetti. La soluzione migliore è parcheggiare nel parking sotto Parc de Mar, ci si accede dal raccordo. Il costo è salato, una roba tipo 2€ l’ora o giù di li. La cosa positiva è che appena usciti si è dentro il Parc de Mar, a pochi passi dall’enorme cattedrale de La Seu. Già il Parc de Mar è figo, bisogna perderci un po’ di tempo per le foto e così facciamo.

Salita la scalinata ci troviamo al cospetto della Seu. C’è un matrimonio! In ciavatte e pantaloncini ci mischiamo alla folla festante ed entriamo nella cattedrale. Non so se normalmente si paghi l’ingresso, fatto sta che noi ormai siamo dentro e nessuno ci ha fatto pagare nulla o detto qualcosa.  L’interno della Seu è spettacolare! Si vede che ci ha messo mano Gaudì, non si potrebbero fare foto, ma io come al solito, 2 o 3 riesco comunque a fissarle nell’obiettivo.

Restiamo un po’ ad osservare la cerimonia, ma guardando l’ora, ci accorgiamo che sono le 18. Schizziamo fuori dalla cattedrale, verso il Palau de l’Almudaina, che è di fianco, ma purtroppo è chiuso. Visita abortita.
Porcaccia miseria, almeno i bagni arabi li voglio vedere però! Li raggiungiamo velocemente ma anche qui troviamo chiuso.

Bene, anzi male, non ci resta che girare per i vicoli di Palma e sul lungo porto, dalle parti della Llonja. La città vecchia è la tipica città vecchia spagnola, tutti vicoli e tende aperte a coprire i balconcini assolati delle abitazioni. La Marina è una zona “in”, frequentata occasionalmente anche dai reali di Spagna, ci sono molti locali ed alcune discoteche, tra le quali l’ex Pacha, sì, lo stesso che sta ad Ibiza.

Quello che mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca di Palma, è che non ha un vero e proprio lungo mare con spiaggia attrezzata, no, le spiagge sono fuori città, la baia è enorme e comprende moltissimi paesi e cittadine con le loro spiagge. Boh, mi aspettavo una cosa tipo Las Canteras di Las Palmas, ma non è assolutamente così. Percorriamo un bel po’ di km, si fa sera, siamo abbastanza stanchi, quindi rientriamo per una meritata doccia in appartamento.

Per la serata scegliamo di restare a Santa Ponca e vedere che aria tira. La cittadina è colonia quasi 100% inglese, con tutto ciò che ne consegue, alcool a fiumi, pub in quantità, shopping center (stile Puerto Rico di Gran Canaria), gente ubriaca, discoteche e dozzine di mini market al metro quadrato. I prezzi dei locali sono molto più popolari che non a Cala d’Or, ovviamente la clientela è mooooolto più informale (per usare un eufemismo, girano quasi tutti mezzi nudi e ubriachi marci), ogni pub offre il 2 X 1, vengono serviti 2 drink al costo di uno.

Decidiamo di farci una litrata di Sex on the Beach, (un intruglio che piace a Wanda, io odio i cocktail, ingurgito solo birra, ma in vacanza faccio rare eccezioni), alla modica cifra di 8€. Dopo di che si passa ad un paio di Bud per 5 miseri euro.

Verso le 2 rincasiamo, io mi sparo un paio di ottime CruzCampo, Wanda quelle cagatelle ignobili di Bacardi ai gusti di frutta e verso le 3 tentiamo di metterci a dormire, impresa resa complicata dal frastuono fragoroso della vicina discoteca all’aperto. E’ sabato notte, andranno avanti fino al mattino, l’unica soluzione sono i tappi nelle orecchie. Io ce li ho e me li metto, Wanda no. Alla fine lei dormirà, io no.!!!

continua...
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