Idee di viaggio

Cinque giorni in Portogallo - Parte II

Visitiamo Porto in compagnia di iwantyou82, dove tra bellissimi azulejos, passeggiate lungo il fiume Douro e raffinate degustazioni di Porto d'annata, trascorrerà le ultime giornate della sua vacanza portoghese

3/5

Quarto giorno - 26 marzo

Qui la prima parte

Oggi sveglia presto (si fa per dire...alle 8!) perchè si parte. Lasciamo Lisbona per avvicinarci nuovamente a Porto. La giornata è calda, la temperatura oggi è più alta del solito, l'umido è molto forte, sembra di stare in una qualsiasi mattina d'estate. Solo la brezzolina che arriva dall'oceano da un po di sollievo.

Appena partiti ci scontriamo subito con la calca mattutina della città; facciamo tre quarti d'ora incolonnati per entrare sul Ponte 25 aprile... notiamo come i portoghesi alla guida siano peggio degli italiani e assistiamo anche a una lite per un sorpasso a destra di un furbastro che voleva saltare tutta l'attesa.

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Appena usciti dalla capitale, ci fermiamo in un autogrill per pianificare sia il tragitto ma sopratutto per fare colazione. Dopo aver bevuto un cappuccino pessimo decidiamo di andare dritti a Porto per potergli dedicare un pomeriggio intero, visto che la mattinata seguente è obbligatoriamente dedicata alla visita delle cantine e poi di pomeriggio ci sarebbe stato il volo del rientro. Quindi saltiamo ogni possibile tappa (Fatima in primis) anche perchè leggendo la guida Lonely Planet non è che ne parli un gran bene. Sulla autostrada ci sono dei cartelloni che pubblicizzano il suo museo delle cere, ma il costo è proibitivo. E come si sà, alla fine della vacanza si è sempre a corto di soldi.

Quindi tiriamo dritti in questa autostrada che a dir la verità non offre particolari scorci degni di interesse, non si vede assolutamente niente, neanche un paesino...passa proprio nel nulla. Maciniamo i 300 e passa chilometri in poche ore, e arriviamo all'aeroporto dove lasciamo l'automobile presa a noleggio. Se posso darvi un consiglio, non fermatevi prima dell'aeroporto a fare rifornimento, in quanto proprio a 200 metri da quest'ultimo ci sta un distributore dell'auchan che ha dei prezzi molto ma molto bassi.

La navetta della Guerin (società dell'auto noleggiata) ci accompagna di nuovo davanti all'aeroporto. Tramite un sottopasso, raggiungiamo la stazione della metropolitana dove, con non poche difficoltà, facciamo il biglietto alla macchina automatica. Ancora sinceramente non mi è molto chiaro il metodo di tariffazione; il distributore rilascia una carta che ogni volta viene caricata magneticamente...il problema è che non si sa come mai, la tessera della mia fidanzata per caricare un biglietto aveva una tariffa più bassa....boh! La metropolitana di Porto è molto efficiente, forse fin troppo, è nuova e con molta vigilanza sia nelle stazioni sia nei convogli.

Dopo circa 30 minuti siamo alla nostra fermata, Aliados. A circa 200 metri c'è il nostro albergo, l'Hotel Internacional, anch'esso prenotato tramite Booking alla modica cifra di 50 euro a notte; da fuori è molto anonimo ma all'interno è molto bello. Alla reception ci accoglie un signore molto gentile che si sforza di spiegarci in italiano la disposizione della città e delle varie attrazioni. La camera non è un granchè, è molto semplice ma funzionale, e inoltre il bagno è molto pulito. Ma del resto non si viene in vacanza per stare in camera!!

Quando scendiamo per andare a pranzo arriva al nostro naso un odorino molto invitante, arriva dal ristorante dell'hotel, che si trova al piano terra. Il signore della reception ci spiega che nell'hotel ci sono due ristoranti: uno è "L'Almada", che si trova al primo piano, di classe e segnalato addirittura nella guida Michelin, con una vasta scelta di piatti, dal prezzo medio; l'altro ristoranre, "L'Almadina", situato al piano terra e che seve solo due piatti del giorno più la zuppa, quindi senza scelta, ma dal prezzo molto basso. Noi naturalmente abbiamo scelto "l'Almadina", e siamo rimasti molto contenti del pasto, composto da zuppa di legumi per tutti e due, due secondi uno di pesce e uno di carne, due squisite fette di torta all'ananas e fragola, due bicchieri di Porto, il tutto per la modica cifra di 12 euro a testa!!

Torniamo in camera e facciamo un breve riposino dopo questa abbuffata. Alle 16 usciamo belli freschi e ci addentriamo subito per le strade della città. La prima impressione è che Porto sia molto più radicata nel passato e più caratteristica rispetto a Lisbona. Il centro è molto piccolo e visitabile tranquillamente a piedi, l'unico problema e che la città è un continuo saliscendi, quindi armatevi di scarpe comode!

Piazza des Aliados, davanti al nostro Hotel, è molto grande e rinnovata completamente, forse per via della costruzione della stazione della Metro. Il Palazzo del Comune svetta con una bellissima torre con un orologio...nella piazza ci sono ancora i "lustratori di scarpe", e a vederli sembra una cosa molto anacronistica per noi!!

Attraversiamo la strada e subito troviamo la stazione ferroviaria di Sao Bento. L'atrio è ricoperto di bellissimi azulejos, che immortalano scene storiche. Continuiano la nostra passeggiata e notiamo dalle vetrine come i prezzi siano veramente bassi, compriamo in un piccolo negozietto vari souvenir e due paia di occhiali da sole a 4 euro l'uno.

Quando ormai scorgiamo il fiume Douro davanti a noi, una chiesa colpisce la nostra attenzione: è la chiesa di San Francesco. Cerchiamo di entrare ma purtroppo l'ingresso è a pagamento, e inoltre la chiesa è sconsacrata. Avendo poco tempo, decidiamo di risparmiare qualche euro e andare dritti verso la Ribeira.

Continuiamo a scendere e finalmente scorgiamo la "vera" Porto, quella che vedi nelle foto. Ci addentriamo in un dedalo di vicoli, che in ligure sarebbe chiamato "budello", dove ad ogni angolo vieni colpito da odori diversi che arrivano dalle case, profumi di polpette al sugo o intingoli locali, oppure dal tipico odore di panni stesi...camminando piano e guardando le varie botteghe locali si riesce ad assaporare l'atmosfera "retrò" della Ribeira.

Poi, improvvisamente, davanti a noi si apre la vista maestosa del Douro...è assolutamente spettacolare uscire dal buio per ritrovarsi in una piazza animata dai bambini locali che giocano a pallone con la maglia di Cristiano Ronaldo.... e le mamme che urlano frasi incomprensibili.
Il ponte Luis I si staglia davanti a noi altissimo, e crea un paesaggio particolare...non so perchè ma a me mi ha colpito tantissimo! Infatti, preso da una grande ammirazione, ho deciso di sedermi nei tavolini all'aperto della piazza, pensando "chissenefrega!" del conto che sarebbe arrivato. La mia fidanzata ha preso una birra media e io un bicchiere di porto.

Siamo rimasti in adorazione una buona mezzora, osservando la vita locale e il passaggio delle barche turistiche sul fiume. Poi ho chiesto il conto e...che sorpresa! Totale 3 euro e 50. Sotto il ponte Luis I c'è una funicolare modernissima (funicolare Dos Guindos) che, per la gioia di calli e vesciche, riporta nel punto più alto di Porto. Dopo aver nuovamente caricato il biglietto magnetico nella macchina automatica, pagando nuovamente più della mia ragazza, saliamo in cima al colle e riprendiamo a scendere tra i meandri della Ribeira. Come prima tappa saliamo sul ponte Luis I da dove si ammira uno splendido paesaggio sulla città. 


Inoltre qui ci passa la metropolitana, ed è strano vedere come la gente passeggi tranquillamente con la metro che passa a pochi metri di distanza. Poi subito la Se, la cattedrale, molto bella e naturalmente con tanti azulejos. Scendiamo e ci troviamo nuovamente nel bel mezzo di stradine strette dove i bambini giocano, i ragazzi fumano spinelli e le donne stendono i panni.


Decidiamo poi di avviarci verso la zona dei negozi, giusto perchè ancora abbiamo un po di forze da spendere..andiamo in Rua de Santa Caterina, vi troviamo un sacco di gente, è bello mischiarsi in questa folla quasi completamente locale. Vediamo una chiesa completamente ricoperta di azulejos.... a me non è che sia piaciuta particolarmente...ma i gusti sono gusti!!

Arriviamo quasi esanimi all'hotel...ci facciamo una doccia e guardiamo la tv portoghese, ridendo come dei pazzi per la parlata stranissima...è come sentire continuamente la Moreira che parla, è molto simpatica la "melodica" di questa lingua.

Decidiamo di uscire per mettere ancora un po di baccalà in corpo, allora cerchiamo nelle vicinanze un posto che ci attragga...entriamo in una piccola strada pedonale strettissima e vediamo un ristorante tutto in pietra dall'apparenza molto caratteristica...mannaggia a me quando ho deciso di entrarci.

Questa è stata l'esperienza più brutta della nostra vacanza portoghese. Il proprietario del locale ci porta i menu al tavolo e, come ogni volta, gli chiedo lumi sulle pietanze per capire di che cosa si tratta. Siccome la mia ragazza è un po avvezza alle carni grasse, faccio di tutto per farmi spiegare tre-quattro piatti per poi scegliere quello piu adatto. Lui, molto simpaticamente, ha cominciato a trattarci molto male, ci prendeva in giro pubblicamente davanti agli altri, dicendo frasi incomprensibili a noi ma molto comprensibili per gli altri frequentatori del locale, che ridevano di gusto. Alla fine io ho scelto un piatto di carne al forno, ma la mia ragazza ancora non sapeva cosa prendere, poichè non ci era stato spiegato un granchè dei piatti. Allora lui, di sua iniziativa, dice che portava due porzioni del mio piatto, senza possibilità di replica poichè ha girato i tacchi e se ne è andato quasi scocciato, come se i soldi li stesse portando lui a noi. Ho dovuto richiamarlo tre volte per portarmi il vino al tavolo. Mi ha portato via il pane dal tavolo senza alcun motivo.

A questo punto io volevo alzarmi ed andare via, ma la mia ragazza mi ha detto di stare calmo e che non era il caso perchè magari stavano gia cucinando per noi. Arriva al tavolo un piatto di carne stufata, con una salsa nauseabonda, grassissima e piena di nervi, pressochè immangiabile. L'abbiamo lasciato li, ci siamo finiti la bottiglia di vino per non lasciargliela piena, ho pagato il conto alla cassa (18 euro) e siamo andati via molto amareggiati. Non so il perche di questo trattamento, fino a quel momento non avevamo mai avuto problemi con i portoghesi, noi poi siamo sempre molto rispettosi con i locali. Che abbia avuto qualche problema con altri italiani?!!

Vi sconsiglio quindi caldamente il suo ristorante, dal nome "Flor Dos Congregados", situato appunto in travessa do Congregados al numero 11. Fortunatamente in piazza des Aliados c'è un Mc Donald. Finiamo tristemente la nostra serata seduti con un mc bacon sull'obelisco della piazza, amareggiati e dispiaciuti per l'accaduto. Andiamo verso l'albergo e notiamo che davanti all'albergo stazionano due guardie, forse perchè davanti c'è un'ufficio pubblico, forse di pertinenza del comune. E finalmente a nanna!!

Quinto giorno - 27 marzo
Sveglia con molta calma, oggi la giornata si prospetta molto impegnativa, quindi meglio partire belli carichi. La reception è molto disponibile e ci custodisce i bagagli per la giornata, visto che l'aereo è alle 18 e portarsi dietro le valigie non è molto comodo! Prendiamo subito la metro e arriviamo fino alla stazione dopo il ponte Luis, Jardin do Morro. Prendiamo una traversa che scende verso il Douro (ripidissima!) per trovarci finalmente davanti a lui. L'uomo mascherato è finalmente davanti a noi. Ma come "chi"??? L'uomo della Sandeman!

Le visite iniziano alle 10:00, noi alle 9:50 siamo gia li davanti. Vedendo tutto chiuso ci siamo preoccupati e abbiamo cominciato a chiedere ai passanti informazioni, ma loro dicevano che non sapevano niente. Alle 10:10 il portone d'ingresso si apre, e davanti a noi una vista meravigliosa...una cantina con una grandissima sala di degustazione, con uno stile molto raffinato ma al contempo molto tradizionale.

Facciamo il biglietto per la visita guidata in italiano, dal costo di 4,50 euro con due degustazioni comprese, ed entriamo. Una ragazza simpaticissima e dalla ottima parlata italiana ci illustra le varie sale della cantina, dove il porto viene messo a maturare; ci spiega per cosa differiscono i vari tipi di porto e ci mostra la sezione dei "vintage", che sono dei liquori di annate particolari, messi a maturare per decenni e decenni, alcuni sono addirittura del secolo scorso! Una bottiglia può arrivare a costare 3000 euro, ma sicuramente deve essere qualcosa di buonissimo.

Al termine un video illustra in maniera molto chiara tutto il percorso del liquore e la storia della Sandeman. Molto interessante. Al termine ci si siede nella sala delle degustazioni per (finalmente!) assaggiare due qualità di porto. Le porzioni naturalmente sono molto abbondanti! Noi a stomaco quasi vuoto abbiamo buttato giù con molto piacere i due bicchieri, ma non sazi ne volevamo altro...allora sono andato al bancone e ho chiesto....i prezzi naturalmente sono molto bassi, un bicchiere di porto "Ruby", cioè il più economico, costava 1,5 euro...allora ho fatto lo sborone e ho voluto prendere quello invecchiato 30 anni, che costa 3,50 euro....che dire, siamo usciti già mezzo brilli dalla Sandeman..e molto soddisfatti.... penso siano stati i soldi meglio spesi di tutta la mia vita!!!!!

Non contenti ci dirigiamo verso le altre cantine. Ma prima facciamo sosta in una sorta di bar-pasticceria-ristorante dove fanno dei fagottini salati buonissimi con dentro carne o wurstel...li trovate in Rua Candido do Reis, è la prima traversina a sinistra uscendo dalla Sandeman, quella che sale.

Seconda tappa è la Offley. Qui la sensazione è molto diversa. Non c'è la magia dell'uomo mascherato e sopratutto si sente un forte odore di alcool all'ingresso. Cosa che alla Sandeman non c'era. Inoltre il biglietto costa un'euro in meno (3,50). La visita è molto più corta, tra l'altro in inglese, la gentile signorina spiega il processo di lavorazione del porto, che noi già avevamo appreso alla Sandeman.

Alla fine la solita degustazione di due bicchieri...anche questi molto buoni....la Offley non ci ha deluso alla fine! Decidiamo che per ora di cantine non ne vediamo più, anche perchè la mia metà comincia a sbarellare, e visto che la sera dobbiamo viaggiare, è meglio non esagerare..
Camminiamo sul lungofiume alla ricerca di una trattoria economica, ormai i soldi sono agli sgoccioli.

All'ingresso di un locale vediamo un grande viavai, tanta gente. Decidiamo di entrare. C'è solo un tavolo per due libero, ci ficchiamo subito! E ora capiamo perchè c'era tanta gente: menù del giorno 5 euro. Il ristorante si chiama "Casa Adao" e sta in Av. Ramos Pinto, è l'ultimo palazzo prima del largo di Aljubarota.

Il primo è la zuppa, uguale per tutti; per secondo si puo scegliere tra le sardine fritte con contorno di una specie di zuppetta per contorno oppure una bistecca di maiale alla griglia dalle dimensione ciclopiche con ananas riso e patatine. Vinho verde della casa (una caraffa da 75cl) e per finire un ottimo caffè. Pane e acqua compresa Totale 10 euro!!!! Incredibile!!! Guardate il tavolo. Usciamo dal ristorante che sono le 14:00, vaghiamo senza meta sul lungofiume, abbiamo ancora il tempo di fare qualche bella foto.

Proviamo a visitare le cantine Ramos Pinto ma purtroppo il venerdì pomeriggio è dedicato ai gruppi. Peccato!  Allora riprendiamo la funicolare e ci avviamo verso l'albergo, prendiamo i bagagli, ringraziamo il gentile signore della reception e riprendiamo la metropolitana verso l'aeroporto. Con largo anticipo, alle 16:10, siamo già ai controlli.

Vi ricordate le lattine di tonno e acciughe che comprai a Lisbona? Ecco, i simpatici agenti hanno deciso di sequestrarmeli poichè all'interno c'è del liquido. Ma dico io, se il totale della lattina è 125 ml e dentro c'è gran parte di solido, come può superare il limite dei 100 ml di liquido?? Seduto davanti al gate rimuginavo ed avevo un gran nervoso...quindi sono tornato indietro per ben tre volte per cercare di capire perchè me le avevano sequestrate...loro dicono che la parte solida è inscindibile da quella liquida, quindi si conta tutto il peso come liquido...che cacchiata!! Alla terza volta mi stavano per portare via i vigilanti perche si erano rotti le scatole di sentirmi.

All'ingresso del gate, le assistenti sono state molto pignole con i passeggeri, giustamente. Molti avevano buste e bustine e sono stati invitati gentilmente a infilare tutto dentro la valigie...uno addirittura è arrivato con un pacco postale al seguito (oltre al trolley) e naturalmente l'hanno bloccato e rimandato indietro...

Il volo tutto ok, alle 21:40 siamo all'aeroporto di Marsiglia, ritiriamo l'auto all'ottimo parcheggio e-cheque...e ci avviamo verso l'albergo dove trascorreremo la notte ad Avignone. Il giorno dopo visitiamo il mediocre palazzo dei papi e ci avviamo verso la frontiera, per fare ritorno a casa...

Conclusioni
Il Portogallo è uno di quei posti che non sono visitabili dalla totalità dei turisti
. E' un posto che si ama per i paesaggi e le atmosfere, ancora autentico e che si fa amare se si riesce ad addentrarsi nel contesto sociale. E' ancora uno di quei luoghi dove si può viaggiare senza preoccupazioni economiche, poichè è molto economico e raramente incorrerete in conti salati o brutte sorprese.

La sera nella stragrande maggioranza dei casi potete girare in tutta sicurezza senza paura di essere aggrediti da delinquenti. Andateci se cercate una fuga dalla vita di tutti i giorni, se volete tranquillità e meditazione, se vi piace mangiare bene e con poco. Non andateci se siete tipi da museo o se pensate di andarci solo per divertirvi nei locali. Non trovereste un granchè in questo paese che, per prima cosa, ha una grande anima e tradizione.

Quando vedete un posto che vi piace, sedetevi e ammiratelo. Fatelo con calma. Gustatevi appieno ogni momento. Andate verso l'oceano, visitate antichi borghi marinari, osservate l'atlantico nella sua grandezza, ascoltate suoni del mare che sbatte contro le onde. Fate una passeggiata sul fondo marino lasciato scoperto dalla bassa marea. Insomma, cercate di non concentrarvi troppo su una meta, ma girate liberamente.

Questo è il mio modo di vedere il Portogallo. Una bellissima terra che, sicuramente presto, mi rivedrà.