Messico

Tre settimane in Messico

Tulum

Periodo: Agosto

08 Agosto
Dopo 12 ore no-stop di volo senza chiudere occhio si atterra a Città del Messico e subito, nell’oscurità della sera ci appare una distesa di luci. Il tempo dei visti, bancomat per la moneta locale ed in taxi raggiungiamo il nostro ostello prenotato dall’Italia.
Non prendiamo tempo e ci catapultiamo nel centro città vista la vicinanza allo Zocalo. Hamburger nell’unico locale aperto e brevissima passeggiata in piazza, giusto il tempo di vedere posizionati agli angoli dello Zocalo pattuglie di poliziotti con giubbotto antiproiettili e mitra ed una decina di barboni all’ingresso della metropolitana e decidiamo di ritornare decisi al nostro dormitorio.
09 Agosto
Sveglia alle 7:30 per colazione ed organizzare l’escursione a Tula, situata a circa 90 km a nord. Optiamo di prendere un taxi per raggiungere la stazione dei bus, taxi prenotato direttamente dall’ostello, che non risulterà essere un taxi regolare senza nemmeno una scritta, ma va beh… Poi Omnibus a 84 pesos per circa un ora e 40 minuti di tragitto. Ottimi i saluti a caso dell’autista…
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Tula è una cittadina, nemmeno troppo …ina. Visitiamo il centro archeologico con la piramide e le sue colonne sovrastanti, bello ma ci sarà di meglio. Ritorniamo in centro facendo metà strada a piedi visto che i taxi sono tutti pieni, sotto un sole che poco dopo scopriamo scaldare fino a 35°. Pranzo, passeggiata con visita della cattedrale, acquisto scheda messicana per cellulare ed attraversando le strade tra marciapiedi in saliscendi, riprendiamo il bus x Città del Messico.
Arrivati al Terminal Norte, decidiamo di risparmiare e nello stesso tempo di provare anche l’esperienza della metro nella seconda città più popolata del mondo. Risultato allucinante!!! Prima cosa, per cambiare direzione ad una fermata bisogna fare 1 km a piedi, seconda cosa che al primo tentativo ci siamo subito persi tra me e Piergiorgio.

Quando la metro si ferma, 20 secondi di tempo a dir tanto e riparte, chi c’è c’è. Risultato che la gente fa a schiaffi per arrivare in prima fila, ed anche una volta sopra bisogna essere in pole position per scendere… Per non parlare dei personaggi che la abitano la metropolitana. Dai venditori di noccioline e cioccolate, ai bambini che vendono palline. Davvero incredibile, ma siamo felici di averla provata!
Saliamo in superficie allo Zocalo e ci imbattiamo in una manifestazione politica, meglio stare alla larga anche se la piazza ce la attraversiamo. Decidiamo di rinfrescarsi in ostello e riuscire al volo visto che a nostra sorpresa i ristoranti chiudono molto presto, ed infatti risulterà essere un problema e gira e rigira ci fermiamo al “Cafè de Macuba”. Sarà un ottima scelta, locale bellissimo risalente al 1912 dove si mangia bene e con sottofondo di una graziosa musica cantata dai Mariaci.
Presi dall’euforia e sfidati dalla guida Lonely Planet che dice: “trascorrete la serata in un caffè vicino al vostro albergo o, se ve la sentite, degustando una tequila con i Mariaci in Piazza Garibaldi”. Ed infatti raggiungiamo la piazza a piedi e rimaniamo sorpresi dalla gente e dall’allegria che si respira, con i Mariaci che suonano o aspettano di suonare per i clienti che donano un pò di monete… Ci gustiamo una Tequila al “El Tenampa”, anche al suo interno con il suono dei Mariaci. Ritorno in ostello a piedi tra le vie, spesso buie del centro, con gli occhi ben aperti ma tutto in serenità.
10 Agosto
Sveglia alle 7:30 e colazione al “El Cardinal”, in tasca alla colazione già pagata del nostro ostello, ed infatti ci gustiamo una cioccolata messicana straordinaria. Successivo giro per lo Zocalo con visita alla Cattedrale e al Sagrario, Palacio National con i murales di Diego Rivera, Tempio Mayor con gli scavi archeologici ed il museo.

Poi in taxi belli diritti al Museo National di Antropologia. Belli diritti si fa per dire visto il traffico clamoroso, ce lo dice anche l’autita: “traffico ehh…” dice che sono in 30 milioni di persone e 3 milioni e mezzo di auto e si mette a ridere quando gli diciamo che Roma, la nostra città più grande 4 milioni di abitanti. É tutto un suonare, un bordello.
Taxi!!! e contrattiamo il prezzo per farci portare direttamente a Teotihuacan visto la pericolosità che dice avere questo tragitto, ma 500 pesos ci sembrano troppi e decidiamo per il bus a 54 pesos. La traversata della città mi rimarrà impressa nella memoria. Si sale sul bus e Piergi fa il fenomeno dicendo di rimanere comodi e separati su due sedili che lui vuole dormire. Il pullman si riempie e vicino a me siede un signore. Dal finestrino vedo per chilometri e chilometri baraccopoli e la cosa più impressionante le fermate del bus. Un gabbiotto metallico chiuso con cancelletto ed un poliziotto armato con pistola e giubbotto antiproiettili perquisisce tutti prima di salire.
Noi sani e salvi scendiamo a San Juane Teotihuacan, nella piazzetta sterrata prendiamo il primo taxi della fila. Alla faccia delle raccomandazioni di controllare se sono taxi seri o abusivi. É una macchina vecchissima con alla guida un omino, anche lui all’apparenza vecchiotto. La macchina perde i pezzi, compresa la marmitta che tocca terra, comunque è un tragitto breve per 30 pesos. “Villa Arqueologica”, molto bella, il personale un pò meno, con la cena che è una fregatura. Troppo lenti e cari ma d’altronde non ci sono alternative in zona. Inoltre ci fanno pagare due telefonate per prenotare l’hotel del giorno seguente a Puebla. Letto presto, ci aspetta una giornata impegnativa, soprattutto per lo spostamento ripassando da Città del Messico.
11 Agosto
Sveglia alle 6:30 ma non ce la prendiamo troppo di fretta, 7:10 colazione e a piedi per i circa 600 metri che ci separano dall’ingresso di Teotihuacan.

51 pesos e non ci fanno pagare ulteriore biglietto per fare foto come dicevano, nonostante le nostre reflex in bella mostra. Sono le 13:30 e dopo le scalate alle Piramidi del Sole e della Luna, in una atmosfera particolare e con pochissimi turisti, decidiamo di pranzare all’ingresso del sito per poi ritornare a prendere gli zaini dopo aver chiesto conferma che i bus per Città del Messico partono dall’ingresso del sito archeologico.
Altri 600 metri di andata ma soprattutto di ritorno, belli carichi dagli zaini, sotto il sole ed attesa di 15/20 minuti per il bus indicato da un signore che sembra serio, con camicina del sito archeologico. Il bus risulta essere quello locale di linea dei Campesitos con vetro rotto. Quasi al completo, mi siedo vicino ad una signora che sta dormendo, davanti a me il sedile è distrutto e lo devo tenere con il mio ginocchio. Si parte e nemmeno 5 minuti ci fermiamo, 5 secondi per capire che è un controllo, dei soli uomini a bordo. Ci fanno scendere, e scelgo al volo la tecnica di lasciare sotto il sedile, più nascosta possibile la borsa con l’attrezzatura fotografica. Ci perquisiscono, a dire il vero, in maniera molto sbrigativa, poi salgono sul bus due tipi e man mano prendono gli zaini e li aprono. La mia borsa passa inosservata. Si riparte! Intanto un ragazzotto vicino Piergiorgio si gusta una specie di chupa chups, leccandosi ben bene le dita. Pulizia allo stato puro considerando tutto l’ambiente… Lungo la strada si ripresenta il solito susseguirsi di baraccopoli. Ogni fermata il rischio che salga qualcuno meno raccomandato.
Risiamo per l’ultima volta alla stazione Terminal Norte di Città del Messico, carichi dei nostri zaini facciamo i biglietti per il pullman, questa volta ADO prima classe, meno di 100 pesos. Attraversiamo la periferia della città e salutiamo Ciudad de Mexico. Nonostante il caos più assoluto ha un certo fascino che mi rimarrà impresso nella memoria

Il viaggio di meno di 2 ore in realtà diventa di circa 2 ore e mezzo. Anche Puebla ha più di un milione e mezzo di abitanti ed è la terza città del Messico. Dalla stazioni del bus, un servizio taxi molto efficiente, prenotazione in base alla nostra destinazione e fila in attesa del taxi con lo scontrino di 50 pesos per il trasporto al nostro hotel nel centro cittadino di fianco allo Zocalo. “Hotel Colonial” che è fantastico! Stanza doppia con doppio letto matrimoniale ed affaccio con terrazzino. Grande lusso in attesa della foresta… 780 pesos per la doppia. Usciamo al volo per la cena visto che sono già le 20:30.
Decidiamo per la “Las Ronos”, localino di Kebab messicano. Ci compiliamo il menù compreso il conto con una tabellina. 130 pesos per una cena abbondante per 2 persone. Giretto nella piazza che dice essere animata, “Plazuela de Los Sapos”, localini ce ne sono, con i titolari che fuori ci assalgono per farci entrare. Gente poca e noi facciamo retro front. Doccia e nanna nel super letto.
12 Agosto
Mattinata da trascorrere in relax per il centro cittadino di Puebla. Sveglia alle 9:00 e per le 9:30 siamo fuori avendo già preparato gli zaini pronti per il primo lungo trasferimento. Scegliamo un posto per colazione che risulta essere disgustoso a dir poco, bello solo l’edificio coloniale di color giallo acceso. Ce ne andiamo praticamente bevendo solo una specie di cioccolata e lasciando nel piatto tutto quanto preso al self service, 120 pesos buttati. Rimane positivo e simpatico il saluto di una signora che ci domanda di dove siamo e ci da il “bienvenidos”.
Ci facciamo un giro tra i portici dello Zocalo che si riempie di gente con lo scorrere della mattinata. Venditori, pulitori di scarpe, suonatori… Molto caratteristico e diciamo vivibile, rispetto ai posti visti fino ad oggi. Ad un certo momento vediamo un pulmino antico, di legno.

Il classico pulmino per il giro turistico della città. Per la cifra di 45 pesos e considerato che tra poche ore ripartiamo, decidiamo di salire. Così in un’ora circa ci facciamo un giro completo dei posti migliori della città. Risulterà piacevole, con l’aria fresca che sentiamo dal primo piano scoperto del pulmino, facendo attenzione di evitare qualche ramo e soprattutto cavi di corrente.
Proseguiamo con la visita della cattedrale e ci infiliamo in un ristorantino con atrio interno, come notiamo in moltissimi edifici coloniali di Puebla. Il ristorante è ottimo e ci facciamo una mangiata tipica con carne alla cioccolata, per me ottima! Curiosi personaggi al suo interno ci animano il tempo per due risate…
Salutiamo lo Zocalo di Puebla e ci dirigiamo al terminal bus per raggiungere Oaxaca. Il biglietto di prima classe dei bus ADO a lunga percorrenza costa 316 pesos e parte dopo oltre 3 ore di attesa. Scegliamo allora l’ADO premium al costo di 418 pesos dovendo aspettare oltre un ora di meno. Il servizio è ottimo, ci scegliamo i posti 31 e 32 ed aspettiamo nella sala di attesa riservata con aria condizionata e macchinetta caffè. Il tutto dopo indicazioni di gentilissimo signore che ci vede spersi con gli zaini, nello scegliere il terminal.
Il viaggio inizia nell’attraversare paesini sperduti con strade asfaltate per modo di dire, per fortuna si prosegue per una strada decente in certi tratti anche molto panoramica, senza parapetti e canyon a strapiombo. Speriamo non si addormenti l’autista… Invece delle 4 ore e mezzo di viaggio previste si arriva con un’ora di ritardo.
Ad Oaxaca piove. Prendiamo un taxi e l’atmosfera colta al primo impatto nell’oscurità della sera e sotto una fitta pioggerella non è per niente positiva. Molto tetro, anche nella via che ci lascia il taxi che poi è quella del nostro “Hotel Las Golondrinas”.
13 Agosto
Al risveglio, ore 7:30, sotto un cielo azzurro l’ambiente risulta essere molto migliore.

La nostra sistemazione con atri interni pieni di piante, dove sono posti i tavoli per la colazione che facciamo sembrando di essere in un giardino botanico. Caratteristico anche all’esterno, sotto il sole fa tutto un altra impressione, facciate un po’ malandate ma colorate, blu acceso quella del nostro hotel.
Ci mettiamo alla ricerca di un’auto a noleggio per visitare come da nostro programma vari siti archeologici nella zona. Scegliamo una Volkswagen Golf, 550 pesos per l’intera giornata. Parto alla guida senza servo-sterzo, il traffico non è intenso, forse visto che è sabato mattina, ma alla prima intersezione di strade, vado in contromano, tre corsie di fronte a me che partono da un semaforo. Rimedio in velocità, grazie anche alla compassione degli automobilisti che mi fanno passare.
Visitiamo Mitla, bella soprattutto la Chiesa con le sue cupole rosse. Caratteristico anche il mercatino vicino le rovine. Il tempo di comprare due cappelli e ripartiamo. Seconda destinazione Yagul, bello soprattutto il panorama visto dalla collina piena di cactus. Si riparte ed affamati attraversiamo un paesino, Tlacolula, decidiamo di fermarci.
Dopo uno scambio di batture con gli organizzatori di Wrestling con mano insanguinata e soprattutto una foto fatta a Piergiorgio con una lottatrice, ci buttiamo dentro una locandina che ci sembra la meno peggio tra tutti i posti (non  molti) per mangiare qualcosa. Prendiamo un pollo allo spiedo. Nel locale mentre stiamo mangiando entra un tipo in motorino, mah… Sul retro del locale una signora cucina qualche cosa vicino ad un pappagallo… Si riprende la guida per Teotitlan, conosciuta per le fabbrichette artigianali di tessuti.
Per strada infatti vediamo diversi edifici con telai sotto i portici. Arriviamo al centro, dopo aver percorso una strada tortuosa ed aver aspettato il passaggio di un gruppo di persone con asini, e subito rigiriamo, niente di bello. Allora ci dirigiamo diretti all’albero più grande del mondo, così dicono, con una circonferenza del tronco di 11 metri.

Più che l’albero ci imbattiamo in una festa religiosa locale, molto bella e particolare. Persone e bambini travestiti, fiori a formare i santi, molti potenti petardi che spesso mi fanno sobbalzare, banda musicale e danze. Tra la curiosità e qualche fotografia ci passiamo un paio d’ore.
Riprendiamo la strada di Aoxaca avendo il timore di avere problemi nel ritrovare la direzione giusta per riportare la macchina al rent-car in pieno centro cittadino. Il traffico non è poi molto e ci ritroviamo anche per caso nella strada giusta, diciamo molto fortunati. Dopo una doccia rigenerante usciamo per cena. Ci imbattiamo in un tango ballato per strada con signora che canta dal balcone di un vecchio palazzo. Facciamo una cena molto abbondante con tortillas e carni varie più o meno piccanti, in un ristorante, “El Asadar Vasco”, posto al piano primo dei portici dello Zocalo.
Ce la prendiamo con calma, visto che dal nostro tavolo si possono ammirare i movimenti di tutta la piazza: un signore vestito tutto con luci rosse, bambini e anziani in veste di venditori di qualsiasi oggetto e cibo, pulitori di scarpe, clown, palloncini, Mariaci. Un clima davvero particolare e unico. Con la pancia bella piena e la bocca piccante visto che ci siamo divorati qualsiasi cosa, salse e crostini vari, ci dirigiamo verso il letto.
14 Agosto

Solito orario delle 7:30 per la sveglia ma ce la prendiamo con calma. Colazione per 10 pesos nel nostro hotel immersi tra la vegetazione e poi subito in strada alla ricerca del bus per raggiungere Monte Alban. Si arriva che il pullman è appena partito così aspettiamo un ora e ne approfittiamo per un giro tra le vie non troppo rifinite di Oaxaca ed infatti qualche ora dopo scopriremo essere luogo di appuntamenti piccanti…
Si parte puntuali alle 10:30 per raggiungere la collina che sovrasta la città e dove sono le rovine.

Viaggio per 40 pesos a/r. Il sito è molto bello e ben tenuto con un bel pratino verde. Nel frattempo è anche uscito un bel sole che scalda parecchio, ma noi abbiamo il nostro cappello messicano. Sito archeologico con parecchi turisti anche se praticamente tutti messicani.
Per le ore 14:00 siamo in attesa del bus per il ritorno in città, adesso il sole picchia parecchio forte. Mezz’ora e siamo in centro allo Zocalo alla ricerca di un posticino dove pranzare ed optiamo per un mega panino farcito sotto i portici. Seduti proprio a bordo piazza assistiamo a diverse scene di povertà: bambini e anziani che elemosinano qualche spicciolo vendendo qualsiasi cosa. Mi colpiscono soprattutto un paio di persone anziane che appena appena riescono a sorreggersi con un bastone, mi domando la sera dove si rifugeranno. Il clima rimane comunque allegro con canti e suoni, colori e palloncini.
Giretto in centro ed in piazza S. Domingo prima di andare in Hotel, una mezz’ora di riposo e poi di nuovo zaini in spalla per raggiungere la stazione dei bus con taxi chiamato dalla signora dell’Hotel che arriverà in 30 secondi. Ragazzetto con una bella cresta e braccia tatuate ed una macchina con la cintura di sicurezza che serve per sorreggere il sedile del pilota, sul tetto un trabiccolo con serbatoi di acqua potabile, almeno dovrebbe essere… Partiamo alla volta di San Cristobal de las Casas, il cuore del Chiapas. Ci aspetta l’intera notte in bus, 11 ore in programma, costo 538 pesos. Notte di bus che passa tra qualche dormitina con Vasco nelle orecchie e qualche sgranchita alle gambe ed arrivo con mezz’ora di anticipo.
15 Agosto
Taxi per 35 pesos per raggiungere dalla stazione bus il nostro albergo. Il tempo di lasciare gli zaini nella hall e si parte al volo per la ricerca delle due escursioni in nostro programma.

L’aria fresca e la voglia di Chiapas mi ha svegliato! Le agenzie aprono alle 9:00 e nel frattempo ci facciamo colazione in un bar del centro con cioccolata calda e crepes. Tira proprio una bella arietta fresca sopra i 2.000 metri. Prenotiamo il giro al Canyon Sumidero per domani al costo di 250 pesos.
Per raggiungere San Juan Chamula e San Lorenzo Zinacatan cerchiamo, come dice la guida, una donnina con l’ombrello che organizza queste escursioni per i paesini del Chiapas, ma ci dicono che è un bel pò di tempo che non la vedono in giro. Ci suggeriscono di cercare un certo Raul ma nemmeno di lui troviamo traccia. Ci fermiamo allora in altra agenzia con signore che parla metà spagnolo e metà italiano. Organizziamo con lui per 200 pesos, Piergiorgio parte in cavallo, io scelgo un più comodo furgoncino che si riempie nel giro di 2/3 soste.
Nel paese di Chamula si vive davvero il vero Chiapas. Stradine dove si vedono donne con bambini, molti bambini anche molto piccoli avvolti alla madre da uno scialle di lana. Vecchiette colgono il mais. Non è possibile fare foto alle persone ed anche se uno prova (non ho resistito) loro si rifiutano proprio tirando forti fischi e girandosi o coprendosi il viso. La chiesetta di Chamula e la vita tutta intorno è davvero un altro mondo, sembra di essere catapultati un un’altra era. Aghi di pino all’ingresso e sul pavimento all’interno della chiesa.
Molti uomini vestiti con gonnelloni e gilet di spessa lana con grossi incensi che profumano fortemente l’aria. All’interno la chiesa è suddivisa nella facciata sud, che rappresenta il male e la facciata nord, che rappresenta il bene. In quella del male i fedeli scacciano gli spiriti maligni mentre in quella del bene pregano. Riti del tutto particolari. Assisto alla madre con figlia che prega, un pollo in un sacchetto di plastica, lo strofina sul viso della figlia, continua con la preghiera e poi gli tira il collo.

La preghiera prosegue toccando i polsi della figlia e rovesciano bevande, compreso coca cola sul pavimento e sopra alcune candele. Molta gente beve e prega urlando a gran voce. Davvero un rito particolare…
Fuori dalla piazza venditori ed ambulanti vari. Proseguiamo con la visita di un cimitero Maya. Croci colorate in base all’età della morte: bianche per i bambini, venti per le persone decedute entro i 60 anni, nere per la morte dopo i 60 anni. Tutto molto abbandonato con bambini che sembrano giocare tra le croci. Ultima tappa a Zinatacan, visita a famiglia Maya, con tessitura al telaio e vendita di tappeti e vestiti vari. Ci scappa anche di mangiare una tortillas fatta al fuoco dalle ragazzine di casa, che sembrano molto scocciate, e di assaggiare tre bicchierini, ognuno di un liquore diverso, a salire con il grado alcolico. Molto buoni questi anche se non chiedetemi con cosa erano fatti…
Questo a mio avviso la cosa più turistica e poco interessante, molto più significativo vedere il vivere delle persone lungo le strade. Ci ritroviamo in centro a San Cristobal e ci fermiamo a mangiare ad un ristorante al volo. Carne alla griglia molto buona e ad un prezzo ottimo, 155 pesos per un loro errore di conto. Rientro in Hotel visto che ancora non ci hanno assegnato la camera e soprattutto vista la notte precedente senza letto per un riposino di un paio d’ore. Giro in centro e Piergi si ferma dal parrucchiere dopo tre giorni che lo diceva. Cena in ristorante Argentino con buona carne ma conto abbastanza caruccio. Dal ristorante, con tavolini adiacente alla finestra e con donna seduta sul marciapiede con bambino di pochi mesi, riflettiamo sulla situazione particolare di questa città. Nel cuore del Chiapas, la regione più povera del Messico, diventata fin troppo turistica.
16 Agosto
Escursione già programmata e pagata per il Canyon Sumidero.

Colazione in centro con crepes di cioccolata non avendo capito che roba era e partenza con furgoncino dell’agenzia. Un ora e 20 minuti per arrivare nella valle del Canyon. Nel tragitto strada panoramica, scendendo dai 2.000 metri  vediamo man mano le nuvole sotto di noi e poi la nebbia con alcune goccioline per finire nella vallata con caldo e afa. Percorriamo tutto il Canyon in lancia fino alla grande diga, tra pareti a picco fino ad 800 metri sopra un’acqua melmosa. Avvistati 2 coccodrilli, molti pellicani, avvoltoi ed uccelli vari. Brevissima sosta nelle vicinanze di una cascata. Bello, peccato per la troppa velocità del tragitto.
Successiva sosta al vicino paese Chiapa de Corzo, con un ora a disposizione vediamo la chiesa, con veduta dal tetto e negozietti vari. Il tempo per una bevuta necessaria visto la grande afa e ripartiamo col solito pulmino. Soddisfatto per il primo scatto fotografico decente ripercorriamo la solita strada incontrando la pioggia e arrivando col sole. Subito a pranzo e poi riposo di un paio d’ore. Uscita per giro in centro con visita alla Chiesa “Iglesia de Santo Domingo” circondata da banchetti con bambini che escono da tutte le parti. Decidiamo anche si salire sulla cima della collina Iglesias, tanta fatica per niente e nessuna vista panoramica causa alberi e baraccopoli. Cena in ristorante, praticamente all’interno del nostro Hotel Eden. Decidiamo di rimanere leggeri ordinando solo 2 antipasti ciascuno.
Ci portano una marea di roba, per la serie anche stasera scoppio. Decido, anche per digerire, di fare un giretto per le vie del centro in solitario visto che Giorgino ha sonno. Dopo giretto tra negozietti, mi fermo nella piazza centrale di fronte alla Chiesa. E qui rimango ammaliato dal clima. Profumi di incenso, bancarelle, lenzuoli stesi in terra con lucine che servono alle donne per vendere i solo vestiari, le loro stoffe.

Il tutto conferisce un leggero chiarore a tutta la piazza molto molto suggestivo. Anche qua bambini da tutte le parti, due bambine mi si avvicinano giocando con un camioncino giocattolo. Rimango immobile, in piedi ad osservare per quasi mezz’ora non sentendo nemmeno il freddo che la sera arriva a rinfrescare la gente del Chiapas.
17 Agosto 

Alzati con calma, preparazione zaini e colazione in centro. Acquisti e taxi per stazione autobus. Pullman OCC destinazione foresta, Palenque. Il tragitto è spettacolare, il Chiapas come lo immaginavo, vallate coltivate a granoturco con fittissima vegetazione verde. Abitanti che coltivano, raccolgono, lavano panni nei ruscelli, baracchini per strada che vendono qualsiasi cosa. Dipinti sopra qualche muro i simboli del movimento Zapatista.
Capanne con tetto di paglia che in certi casi appena si intravedono da quanto immerse nel verde della vegetazione. Cinque ore di viaggio con gli occhi fuori dal finestrino. Si scende dal bus che è un caldo torrido, soprattutto umido e piove nella foresta ma durerà per poco. La nostra sistemazione è “Mayabell”, Fantastica!!! Subito ci addentriamo per un viottolo tra il fitto verde e si sentono immediatamente le scimmie urlatrici, urlano davvero. Prima di cena, sotto la hall con tetto in paglia, prenotiamo l’escursione di dopodomani a Yaxchilan e Bonampak, 750 pesos con pranzi inclusi. Prima di andare a dormire mezz’ora di piacevolissima musica dal vivo.
18 Agosto
Sveglia alle 7:00 per visita al sito archeologico di Palenque. Prendiamo il bus Combo per 10 pesos che passa a ripetizione per il kilometro e mezzo che ci separa dal sito. 51 pesos invece per l’ingresso. É già un bel caldo umido, per fortuna mi sono riempito la mia borraccia con un litro di acqua e due bustine di polase. L’insieme del sito archeologico è davvero molto bello e grande con fiumiciattoli che scorrono tra le rovine in parte sovrastate dalla vegetazione. La piramide di Tikal la cosa più bella, peccato sia chiusa e non è possibile la salita.

Prima di riprendere il solito pulmino per il ritorno facciamo sosta al museo, approfittandone così anche di un pò di aria condizionata. Prima delle ore 17:00 risiamo nel nostro bellissimo “Mayabell” e ci riprendiamo con una fresca coca cola. Riprendiamo subito il Combo per arrivare in centro a Palenque città per vedere di organizzare come raggiungere Calakmul o vicinanze, la nostra prossima tappa tra due giorni.
Optiamo per arrivare fino ad Escarcega, poi vedremo direttamente sul posto come fare per percorrere gli altri 200 km circa. 166 pesos per il biglietto del bus. Doccia e cena in relax con musica dal vivo con artisti/personaggi che si alternano. Il migliore un tizio con la solita canottiera da quando siamo arrivati che dorme sopra una amaca all’interno del complesso. Un grande! Scroscio di pioggia improvvisa prima di andare a dormire pensando in quale grandissimo posto mi trovo. In mezzo alla natura, tra le scimmie che urlano e in una struttura in legno e paglia c’è addirittura chi suona la chitarra.
19 Agosto
Sveglia alle 5:30 per l’escursione a Yaxchilan e Bonampak. Ancora è notte quando arriva il pulmino, è praticamente vuoto ma si riempie velocemente con altra gente diretta verso il Guatemala. Qualche posto di blocco lungo la strada che corre lungo il confine tra i due Stati. Sosta per colazione già tutto pagato ed organizzato e arrivo fino all’imbarcadero con lance in legno per percorrere circa 40 minuti sul fiume Usumacinta.
Sito molto bello, che si trova proprio in una insenatura creata dal fiume e quindi anche molto strategico nei tempi che furono… 2 ore a disposizione per la visita con arrampicate varie e una mega sudata. Avvistamento da molto vicino delle scimmie ragno e soprattutto delle scimmie urlatrici, mamma e cuccioli intenti a mangiare e quasi incuranti della nostra presenza. Lancia di ritorno per circa un ora (controcorrente).

Pranzo in una struttura appena toccati terra e partenza direzione Bonampak con i suoi affreschi. Per il resto c’è di meglio. Due ragazzine vestite con tuniche bianche tipiche della foresta Locandona mi fanno innervosine rifiutando le mie fotografie, ripensandoci a mente fredda hanno anche ragione… Lungo la strada di ritorno molti camioncini per le merci sono in realtà stipati di persone, molto probabilmente che rientrano da una giornata di lavoro nei campi. Rientro a “Mayabell”, cena con l’ennesimo filetto di pollo, ma questa volta facciamo anche il bis, doppia birra e musica dal vivo. Cosa desiderare di meglio???
20 Agosto
Sveglia alle 6:30, bus Combo sulla strada di fronte a “Maybell” che salutiamo con un pò di tristezza. A Palenque città prendiamo il bus già prenotato per Escarcega (4 ore di viaggio). Dalla stazione bus ADO in taxi verso la stazione bus pendolari dove dopo un attesa di oltre un ora, cercando di trovare qualcosa da mangiare senza successo, prendiamo un bus di linea per Xpujil senza sapere con precisione dove scendere. Ci dicono che a Xpujil lungo la Carretera 186 c’è la fermata ed infatti scendiamo dopo circa un ora e mezzo di viaggio. Altro taxi per la nostra sistemazione, prenotata come al solito via telefono 2 giorni prima, “Rio Bec Dreams”.
Arriviamo che piove e non funziona l’intero impianto di illuminazione, ma sarà un problema provvisorio. Anche qua immersi nella foresta, una delle sistemazioni più vicine al sito archeologico di Calakmul, vicino ma oltre i 100 km. Sistemazione fantastica e molto particolare, sperando bene nei vari insetti che potrebbero passare tranquillamente dalle nostre zanzariere. Chiudere le finestre la vedo dura visto che non ci sono. Vale la pena correre qualche rischio per due notti in un posto suggestivo come questo. Tutto questo (una giornata intera di viaggio tra: pulmino di linea Combo, bus ADO, taxi, bus di linea, taxi e domani altri 200 e passa km in taxi) per visitare il sito e le piramidi di Calakmul.

Ci organizziamo con la signora del Rio Bec, una ex guida turistica, e decidiamo per prenotare un taxi con panini da asporto con un costo che dovrebbe essere 800 pesos fino alle ore 4:00 del pomeriggio. Cena in loco, anche volendo impossibile scegliere diversamente, e nanna presto con inaugurazione di zanzariera personale.
21 Agosto
Sveglia alle 7:30, colazione e arrivo del taxi, contrattiamo subito per averlo a nostra disposizione per l’intera giornata senza vincoli di tempo, ci accordiamo per 1000 pesos. La signora ci consegna i panini ed un grande frigo con 6 litri di acqua, dice servirà tutta visto il caldo umido. Prima sosta a Balanku che altrimenti il primo pomeriggio poi chiude, noi non sappiamo nemmeno l’esistenza di questo sito. L’unica cosa di interessante sono alcuni fregi scoperti all’interno di una piramide. Si prosegue per Calakmul, ritengo sia il clou del viaggio da prima della partenza.
Dalla statale parte un bivio nella foresta con pagamento di 28 pesos a persona come tassa per la manutenzione della strada. Oltre 70 km di questa stradina immersa nella vegetazione. Incontriamo 2 tartarughe che attraversano allegramente e con calma la strada ed alcuni fagiani. Si arriva all’ingresso del sito dopo oltre un ora dal bivio della statale e paghiamo 102 pesos di biglietto ad un omino immerso completamente nelle api. Come cavolo faccia a stare lì così tranquillo per tutta la giornata, lo sa solo lui. Foresta bella fitta e dopo aver visto qualche resto archeologico e piramide secondaria iniziamo la grande salita alla piramide principale.
La vista dalla sommità ripaga la fatica immensa con un caldo e un’umidità da tirare in terra. Tra l’altro l’acqua nella mia boraccia scarseggia e il resto della scorta è in macchina del taxista nel frigo. Sembra di essere sopra un mare di un verde intenso, non si vede la fine della foresta ed inizia anche a piovere ma durerà pochissimo, giusto il tempo di tirare fuori l’impermeabile per proteggere l’attrezzatura fotografica.

Effettivamente sono in crisi di forze e rinuncio alla salita dell’ultima piramide, mi incammino da solo verso l’uscita, verso il nostro taxista ma soprattutto verso un paio di litri di acqua fresca. 56 i visitatori segnati nel registro dell’ingresso in tutta la giornata!
Una volta rigenerati ripartiamo per la strada di ritorno, questa volta incontrando tacchini che si dileguano in un attimo tra i rami e dei bellissimi tucani con dei grossi becchi di un giallo acceso. Molto molto belli. Ripresa la statale, il taxista oramai amico amico, ci dice di una grande tana dei pipistrelli, Batman! Infatti accosta lungo la strada con cartelli di pericolo pipistrelli. Scende prendendo da sotto il sedile una grande ascia con manico di legno, un pò inquietante ma oramai ci fidiamo. E pensare alle raccomandazioni lette tra internet e la guida prima della partenza di fare attenzione ai taxisti, verificare prima il colore della macchina, se ha esposto la licenza….. Mai fatto!
Si percorrono 300/400 metri di uno stretto sentiero con il nostro amico che ci fa strada tagliato alcune sterpagli con la sua arma ed arriviamo sul ciglio di una gigantesca voragine nel terreno roccioso. Ci dice che tra poco più di un ora usciranno un fiume di pipistrelli da quel cratere ma non possiamo attendere tutto quel tempo. Rientriamo al nostro alloggio e ci mettiamo d’accordo col nostro armato taxista per farci venire a prendere la mattina seguente. Prima di cena una coppia parla con la signora proprietaria della struttura di aver avvistato un serpente, bah..
22 Agosto
Prepariamo gli zaini, questa volta con il brivido… Sopra il mio al momento di prenderlo trovo, sistemato comodo comodo un bello scorpione con le zampe rosse. Dopo un primo spavento con scorpione che se ne va sotto al letto, partiamo anche noi. Colazione con taxista che arriva bello puntuale e raggiungiamo con lui direttamente Escarcega e proseguiamo con pullman ADO fino a Merida.

Il tutto grazie ad un ragazzo di nome Giosuè, che dopo aver fatto conoscenza con Piergi parlando di religioni chissà a cosa voleva convertirlo, ci salva nel prendere il bus giusto visto che noi non avevamo capito una mazza coi biglietti e con il tipo della biglietteria molto antipatico. 4 ore di pullman per arrivare a Merida e poi taxi fino al nostro hotel, “Montejo”.
Si cerca subito un auto a noleggio per i prossimi giorni, troviamo per 4 giorni a 2700 pesos, da poter poi lasciare direttamente a Cancun. Ceniamo in centro che da subito non ci piace granchè, molti ristoratori, italiani e non solo, che stressano appena ci vedono per farti entrare a mangiare da loro. Molti negozietti di souvenir. Scegliamo un ristorante suggerito dalla Lonely Planet ma questa volta non ci soddisfa, mangiamo nulla di buono anche se particolare. Pollo cotto in foglie di banano, spendendo non poco, non pagando la propina consigliata. Oramai abbiamo capito i messicani ma soprattutto i ristoranti gestiti da stranieri inseriscono direttamente nello scontrino la mancia consigliata…
23 Agosto
Si ritira l’auto, una Chevrolet, e una volta sbrigate le varie procedure burocratiche con carte di credito e documenti, si parte alla volta di Uxmal. Le strade di Merida sono di facile percorrenza, tutte ad angolo retto, a senso unico alternato e numerate, Calle… Il sito archeologico di Uxmal è davvero molto bello, in parte ricostruito e restaurato ma anche molto ben conservato, merita il costo del biglietto di 174 pesos. La piramide chiamata “casa dell’indovino” con la sua forma tondeggiante è unica in tutto l’impero Maya. Visitata Uxmal si torna indietro fino al centro cittadino di Muna per fare rifornimento visto che i vari siti sono dispersi tra il nulla.
Si prosegue per una piccola cittadina, Santa Elena e dopo sosta fotografica alla Chiesetta di un bello rosso, cerchiamo un ristorantino che ci indica la Lonely Planet ma noi lo troviamo più con le indicazioni della gente, sempre molto gentili.

Avranno pensato chi diavolo sono questi che vanno a mangiare in quel posto, a vedere dal locale appena arrivati non è certo una zona molto frequentata.
Però si mangia bene, un buon sandwich di pollo, ma è l’ambiente la cosa originale. Nel cortile sul retro polli liberi, la signora accende il barbecue per noi, manca giusto che tiri il collo in diretta al primo pollo che gli capita sotto tiro. Nel stanzone e tutto intorno ci sono molte statue, sculture varie in pietra. Gli chiediamo quanto costano ma ci dice che la signora che le ha realizzate è anziana e si trova in ospedale e lei non può venderle. Peccato ci sarebbero piaciute molto, davvero belle, proprio peccato, magari costavano anche poco …..
Riprendiamo il nostro tragitto per la Ruta Puuc, prima fermata a Kabah, poi verso Labnà molto bella con i resti di varie tonalità rossastre, ed infine i siti minori di Xplak e Sayil con la scultura raffigurante una divinità dotata di un ragguardevole fallo.
Il tutto nel limite delle ore 17:00 di chiusura dei siti archeologici. Rientro in hotel per rinfrescata e riposino prima della seconda cena a Merida. Niente di speciale ma almeno questa volta scegliamo un posto per niente turistico dove si spende molto molto meno. Giretto per digerire dove ci imbattiamo in una piazza piena di gente che balla con musica dal vivo. Originale!
24 Agosto
Sveglia alle 7:30 per partire direzione Chichen Itza. Alle 9:30 siamo all’ingresso del sito, e per fortuna visto che da lì ad un paio d’ore arriverà il mondo, pullman carichi di turisti, come dice Giorgio sembra di essere a Gardaland. Ingresso per 166 pesos, in tutta l’area molti banchetti di venditori, qualsiasi souvenir…
Un pò troppa confusione per quello che dovrebbe essere l’atmosfera dell’ambiente. Inoltre un caldo pazzesco. La piramide principale, “El Castillo” è molto bella, peccato che non è possibile salire, come del resto su nessun altro monumento.

Del resto capisco benissimo, con la marea di gente che ogni giorno è presente, distruggerebbero tutto. Il campo del gioco della pelota è chiuso per lavori. Purtroppo, sono gli aspetti negativi che comportano la presenza di così tanta pubblicità di un posto entrato nella classifica delle “7 meraviglie del mondo”.
Ripartiamo intorno a mezzogiorno dopo aver mangiato velocemente un hot-dog. Sosta per rifornimento carburante e pranzo dopo aver superato Valladolid in direzione Ek’Balam. Bella la piramide principale, anche in questo caso si vede solo foresta intorno a noi, ma forse abbiamo visto troppi siti archeologici, e di migliori che non ci stupiamo più di tanto. Decidiamo allora di accelerare l’arrivo a Tulum, con il pensiero di mare e Caraibi ma anche con le strade praticamente deserte arriviamo in meno di 2 ore.
Questa volta non abbiamo nemmeno fatto una vera e propria prenotazione, avevamo solo sentito se avevano disponibilità a “Zazil-Kin”, che infatti scegliamo per le prossime 2 notti. É la sistemazione più vicina alle rovine di Tulum ed anche quella più economica della zona, 650 pesos per una vera e propria capanna. Quattro pareti di tavole, un tetto di paglia, una porticina di legno e due finestre, o meglio due buchi con due retini sgangherati. Due brandine con una zanzariera attaccata al tetto che subito sostituisco con la mia. Inauguro anche il sacco-lenzuolo che così dormo sul mio… Luce e corrente disponibile solo dalle 19:00 alle 7:00. Ma prima di sistemare tutto ciò corsa in spiaggia per il primo bagno!!! Fantastico!!! Tutto!!! La spiaggia, la sabbia finissima con i coralli, acqua limpidissima.
Da subito annulliamo la visita in nostro programma per il giorno seguente a Cobà, basta! abbiamo già dato con piramidi e siti archeologico, meglio il mare, questo mare! In acqua si sta da Dio ma non aspettiamo che diventi notte, per arrivare in capanna e nei bagni, con acqua fredda, almeno con un pò di luce.

Decidiamo, visto l’auto a disposizione di andare nel centro di Tulum per la cena. Ristorante, lungo la via principale che è comunque parecchio deserta, di un livornese ed allora decidiamo per il pesce. Finalmente una bella grigliata di pesce.
Buono ed a buon prezzo, 500 pesos per due persone, anche se qui nel Quintana Roo vanno tranquillamente in dollari Americani, niente a che fare con il vero Messico. Rientro nel rinominato nostro “Villaggio dei Puffi” con camminata in spiaggia sotto un cielo spettacolare e al suono del mare. Notte nella capanna, cercando la strada a lume di torcia, ma il bello e il fascino di tutto l’ambiente è anche questo.
25 Agosto
Giornata di relax e mare anche se dopo 3 ore il caldo è opprimente. Sandwich ad interrompere un pò il sole a picco, sotto un bel ventilatore, ma con i piedi nella sabbia del ristorante. Quasi fortunatamente per la mia pelle il pomeriggio annuvola. Allora in attesa che Piergi torni dall’immersione, mi faccio un giro alle rovine di Tulum per cercare un punto panoramico per qualche foto, ma niente, tutto recintato ed a pagamento con l’ingresso all’area archeologica. Allora di nuovo in spiaggia fino al tramonto. Doccia e sorpresona con brivido…
Avvistamento di serpente (ma sempre io???) marrone/rossastro in posizione di attacco tra i cespugli davanti la nostra capanna. Dopo lo spavento iniziale chiamo i ragazzotti del bar che non combinano nulla e con tanto casino lo fanno scappare. No velenoso, razza Boa, che stritola, no veleno, non entra nella vostra capanna… Va beh… Meglio andare a cena insieme a coppia di Fiorentini conosciuta il pomeriggio. Scegliamo per il solito ristorante, riunendo così mezza Toscana ai Caraibi… Pesce enorme al forno con patate. Anche questa volta molto buono. Giretto per la via principale anche questa sera molto deserta tranne un tizio curioso che durante la cena voleva venderci una pipa, scherzando se dentro c’era anche roba buona lo incontriamo di nuovo e ci dice di averla trovata.

Si torna in capanna senza troppi giri, snake potrebbe essere in agguato…
26 Agosto
Sveglia alle 8:00, dopo colazione visita alle rovine di Tulum, paesaggio spettacolare a picco sul mare color turchese. Fa già molto caldo, il giro è veloce, giusto il tempo di qualche foto e alle 10:30 siamo già in spiaggia. Ci godiamo il mare con la sua sabbia bianchissima e l’ombra di qualche palma.
Nel primo pomeriggio partenza verso Cancun per consegnare la nostra macchinina. Attraversiamo Playa del Carmen con l’idea di una sosta per una bevutella e giusto per vedere com’è la tanto rinomata zona turistica. Ma siamo in una super-strada e tiriamo diritti. Lasciamo l’auto come previsto in centro a Cancun in un Hotel che troviamo al volo. Ci costa 150 pesos per averla consegnata con una tacca di benzina in meno, tirchi! Però ci portano gratis al Porto Juarez, nostra destinazione per raggiungere Isla Mujeres. Salta così anche la bevuta in centro a Cancun tra grattacieli ed Hotel di lusso.
Ci imbarchiamo con motonave per 70 pesos, 15 minuti di traversata a 45 km/h. Arriviamo per la prima volta senza aver prenotato nessun alloggio. Un signore con bici-carrello ci carica gli zaini ed iniziamo un giro per cercare dove sistemarci. L’ostello, economico e giovanile è tutto pieno, dopo aver girato altre quattro sistemazioni tutte nella zona nord dell’isola, scegliamo la più economica “Villa Kin” per un prezzo scontato a 617 pesos a notte per una doppia con ventilatore, doppio ventilatore. Anche per le prossime ultime 4 notti siamo sistemati. Bagnetto immediato nella miglior spiaggia dell’isola distante 50 metri dalla camera. Cena in centro, a dire la verità nell’unica via del centro con ristorantini e negozietti.
27 Agosto
Sveglia con calma intorno alle 9:00, le nostre scorrazzate sono terminate, purtroppo. Colazione al vicino “Buho’s” associato con il nostro hotel, mi sa che hanno tutto in mano loro. Struttura molto bella tutta in legno e ci facciamo colazione direttamente in spiaggia.

Decidiamo di prendere a noleggio una bicicletta, più economica rispetto alle camionette da golf. Ma più faticosa considerando che la mia catena salta di continuazione, soprattutto nei tratti di leggera salita.
I 100 pesos per il mezzo di trasporto diventano una sfaticata ma facciamo comunque tutto il giro dell’isola con sosta in spiaggetta vista Cancun, scroccando i lettini a pagamento per le persone che da lì a poco arrivano con l’escursione da Cancun. Soprattutto Americani ma come anticipato dall’omino della bici-carrello anche molti Israeliani/Israeliane.….. Appena la carovana di turisti riparte, leviamo il disturbo anche noi e con la nostra bicicletta troviamo un ristorante nascosto alla fine di una discesa.
Gran bel posto con piscina e spiaggetta privata che sfruttiamo dopo una bella spaghettata di pesce. Intorno alle 15:00 annuvola e visto che il sonno arriverebbe, ripartiamo per completare il giro dell’isola. Incontriamo diverse ville, una in particolare, molto moderna con dependance esterna a forma di maxi conchiglia. Mi vedrei già sistemato, casa e ufficio fronte mare, attraverso la strada e un bel bagno ogni oretta…. Cena in centro in ristorante “Mamma Rosa” italiano di Pietrasanta.
28 Agosto
Completo relax di solo mare dopo aver riconsegnato le biciclette. Interruzione per il pranzo con sandwich nella via del centro. Per la cena invece cerchiamo un localino lungo il porticciolo ed optiamo per un baracchino abbastanza spartano con tavoli all’aperto dove ci preparano una discreta grigliata mista di pesce dopo che abbiamo scoperto che da queste parti non conoscono la frittura mista. Giretto per regalini contrattando alla grande sul prezzo…
29 Agosto

Solita colazione con i piedi nella sabbia e completo riposo nella spiaggia di fronte. Nel primissimo pomeriggio annuvola come gli altri giorni da quando siamo arrivati sul mare. Stasera si torna a cena nel solito ristorante italiano visto che le alternative non sono poi molte, almeno finanziamo un quasi Lucchese.

Prima di dormire si preparano per l’ultima volta gli zaini.
30 Agosto
Ultima colazione da “Buho’s” e taxi per raggiungere il vicino porto, non abbiamo voglia di incamminarci sotto il sole zaini in spalla. Già ci aspettano oltre 24 ore di viaggio per il ritorno verso l’Italia.

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