Idee di viaggio

Ville Palladiane, le 10 da vedere assolutamente

Un tour dei Capolavori di Andrea Palladio

Ville Palladiane: le 10 Ville Venete da vedere assolutamente VILLE Shutterstock
5/5

Il Veneto, e in particolare la provincia di Vicenza, ospita molte antiche e lussuose ville volute dai nobili che nei secoli scorsi abitavano il territorio. Si tratta di palazzotti immersi nel verde o situati nelle periferie delle città. 

Le più importanti tra queste costruzioni risalgono al ‘500 e hanno in comune la progettazione a opera di Andrea Palladio, importantissimo architetto vissuto proprio tra il 1508 e il 1580. Le cosiddette ville palladiane sono oggi inserite dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità. Alcune sono diventate proprietà dei comuni in cui sorgono, altre invece restano private ma spesso aperte al pubblico o adibite addirittura a strutture ricettive. Ecco quali sono le 10 più belle e dove si trovano.

Ville Palladiane, le 10 da vedere assolutamente

  • Villa Almerico Capra Valmarana – Vicenza
  • Villa Pisani – Loniga
  • Villa Angarano – Bassano del Grappa
  • Villa Chiericati – Grumulo delle Abbadesse
  • Villa Contarini – Piazzola sul Brenta
  • Villa Emo – Fanzolo di Vedelago
  • Villa Barbaro Volpi – Asolo
  • Villa Foscari – Malcontenta di Mira
  • Villa Godi Valmarana – Lugo di Vicenza
  • Villa Thiene – Quinto Vicentino

Foto: © Alberto Messina/Shutterstock

Villa Almerico Capra Valmarana – Vicenza

La più importante tra le ville palladiane si trova a Vicenza. Si tratta di quella voluta da Paolo Almerico, nobile e uomo d’affari. La Rotonda, conosciuta così dai più, fu edificata non troppo lontano dal centro della città (e quindi dal mondo degli affari) ma pur sempre in campagna: per essere sufficientemente isolata e godere di quiete e aria pulita. 

La sua struttura particolare, che la rende anche somigliante a un luogo sacro, l’ha resa celebre come un vero e proprio capolavoro architettonico.

Villa Pisani – Loniga

Lungo la Riviera del Brenta si trova questa villa appartenuta alla casata nobiliare dei Pisani, di Venezia. 

Fu questa costruzione a rappresentare una svolta nella carriera di Andrea Palladio: se prima l’architetto realizzava le sue ville soprattutto nel vicentino, grazie ai Pisani si spostò nella zona veneziana. 

La villa fu realizzata seguendo una precisa idea: un’abitazione di campagna, semplice ed elegante e circondata da un grande complesso agricolo. 

Villa Angarano – Bassano del Grappa

Giacomo Angarano volle che la sua lussuosa villa fosse realizzata in mezzo al verde perché oltre ad avere una funzione prettamente abitativa, il palazzo doveva anche essere riconosciuto come piccola impresa agricola. 

Una destinazione mantenuta nel tempo: oggi Villa Angrano ha cambiato proprietari ma resta un’azienda vinicola oltre che una location perfetta per eventi.

Villa Chiericati – Grumulo delle Abbadesse

È la prima in ordine cronologico tra le ville palladiane che vede il pronao di un tempio antico inserito all’interno della costruzione: una caratteristica che si ritroverà spesso nei progetti successivi. 

L’abitazione fu realizzata per Giovanni Chiericati. Per molto tempo l’attribuzione a Palladio fu dubbia ma successivamente venne riconosciuta come opera del famoso architetto.

Foto: © AJ165/Shutterstock

Villa Contarini – Piazzola sul Brenta

Anche il progetto di Villa Contarini non fu subito attribuito al Palladio, ma venne fatta risalire all’architetto grazie al ritrovamento di alcuni documenti. 

È tra le più grandi realizzate da Andrea Palladio, con i suoi 180 metri di lunghezza. Attualmente è la regione Veneto a esserne proprietaria e viene spesso utilizzata per eventi di carattere culturale.

Villa Emo – Fanzolo di Vedelago

Tra gli elementi che caratterizzano le ville venete di campagna e, in particolare, quelle progettate da Andrea Palladio, ci sono le cosiddette barchesse: gli edifici secondari che erano destinati alla servitù e alle loro mansioni agricole. 

A Villa Emo – commissionata dall’omonima famiglia veneziana – ce ne sono due sui lati del palazzo principale. L’antica abitazione signorile, invece, è immersa in un parco lungo cui sono state realizzate anche diverse statue e, attualmente, ospita un museo.

Foto: © AJ165/Shutterstock

Villa Barbaro Volpi – Asolo

Villa Barbaro Volpi è una tappa obbligatoria per gli amanti dell’arte. Un luogo solo, infatti, riesce a ospitare tutto il genio cinquecentesco. Si trovano qui infatti le opere di Paolo Veronese, considerato il più grande pittore dell’epoca e quelle di Alessandro Vittoria, il migliore tra gli scultori del ‘500 e tutte sono racchiuse in un edificio realizzato dal più grande degli architetti antichi: Andrea Palladio, appunto. La villa è privata ma è aperta alle visite. 

Foto: ©  Gimas/Shutterstock

Villa Foscari – Malcontenta di Mira

Lungo il fiume Brenta sorge questa villa commissionata al Palladio dalla famiglia Foscari e attualmente di proprietà dei loro discendenti. 

È tra le più celebri tra quelle riconducibili all’architetto e la particolarità è che ancora oggi, come avveniva nel ‘500 l’intera costruzione viene illuminata con candele e lanterne. L’elettricità è utilizzata solo in alcuni punti.

Foto: © Massimo Parisi/Shutterstock

Villa Godi Valmarana – Lugo di Vicenza

Austera, elegante e priva di eccessive decorazioni: villa Godi Valmarana fu la prima di certa attribuzione al Palladio, in quanto fu egli stesso a scriverne. 

L’architetto progettò anche il grande giardino che si trova sul retro. Appartenne probabilmente a un mercante, oggi invece è la sede di un museo paleontologico.

Villa Thiene – Quinto Vicentino

Rispetto alle altre ville di Andrea Palladio, quella realizzata per Marcantonio e Adriano Thiene ha degli elementi architettonici differenti. Probabilmente perché l’artista partì da un progetto del collega Giulio Romano per edificarla. La pietra bianca, tratto distintivo di quasi tutte le ville palladiane, è qui utilizzata solo per la parte bassa, il resto dell’abitazione fu costruito in mattoni, coperti da intonaco ma lasciati a vista. Probabilmente l’edificio fu ristrutturato attorno al 1740 da Francesco Muttoni.

Foto: © Marcoss/Shutterstock Autore: Paola Toia

Scopri