Perugia

Dove e Cosa Mangiare a Perugia

Perugia

Tra le mura delle cantine più losche di Perugia, in Umbria, ancora echeggia la fama di un fine poeta dialettale del posto, amico intimo di Bob Dylan, di cui non sveleremo la misteriosa identità. 

Durante una serata di convivio godereccio davanti a un tagliere di salumi di Norcia e a un generoso vino rosso di Montefalco, il nostro illuminò i suoi compagni di bisboccia con un adagio che è rimasto scolpito nell’immaginario collettivo di chiunque arrivi a Perugia con la voglia di mettersi seduto a tavola per gustare un buon pasto: “Quando pozzo m’appallozzo. Spesso Pozzo”.

Quanta maschia risoluzione, quanta chiarezza di obiettivi, quanta schietta assunzione di responsabilità! In poche parole è condensato l’unico vero comun denominatore italico che tiene unite le genti del belpaese, l’unico credo politico che ci accomuna ed esalta, l’unica vera passione che muove le folle.

Di questo misterioso verseggiatore, indicato da molti come la vera penna dietro lo pseudonimo di Elena Ferrante, non possiamo svelare di più. Tenendo bene a mente le sue parole invece preferiamo indagare su quesiti molto più alla nostra portata, come ad esempio: cosa mangiare a Perugia? Quali sono i piatti tipici da non perdere? Dove si trovano i migliori ristoranti?

Perugia è circondata da un morbido paesaggio ondulato di uliveti, laghi e campagne con un clima ideale per la produzione di svariate delizie. La sua cucina nasce dalla cultura contadina ed è per definizione semplice e genuina come impone la tradizione regionale umbra, basata sulla lavorazione di carni suine, olio d’oliva, tartufi, formaggi e buon vino.

La crescente reputazione del capoluogo umbro in campo eno gastronomico attira sempre più visitatori e buongustai in cerca di un’esperienza sincera e informale fuori dai circuiti patinati battuti dal turismo di massa.

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Dove mangiare a Perugia

Per toglierci ogni curiosità e trovare le risposte che vogliamo immagiamo allora di incamminarci per le vie del centro Storico alla ricerca dei sapori nascosti tra le sue stradine medievali che s’intrecciano all’interno della cinta muraria etrusca.

La nostra passeggiata alla ricerca del buon mangiare perugino non può non iniziare lungo via dei Priori. Qui troveremo osterie tradizionali basate sui principi dello slow food e botteghe di specialità alimentari locali in grado di farci comprendere in pieno cosa significhi mangiare umbro. Quindi piatti con ingredienti stagionali e a km zero come salumi della Valnerina e formaggi provenienti da fattorie locali, pasta fatta in casa con ragù bianco di chianina, zuppe con le famose lenticchie di Castelluccio e vini biodinamici.

Per trovare una situazione più informale e giovane, per un pasto completo dove i piatti tradizionali trovano nuove interpretazioni o semplicemente per un bicchiere di Sagrantino selezionato dalle migliori cantine umbre dovremmo dirigersi in via della Viola. Questa piccola stradina medievale adornata da opere di street art è ricca di wine bar, ristoranti e birrerie artigianali dove è possibile bere, mangiare e ascoltare musica da orario aperitivo fino a tarda ora in un’atmosfera calda e viva. 

In zona Borgo XX Giugno invece, si ha spesso la possibilità di nutrire pancia e mente, gustando del buon cibo all’interno di piccole rassegne culturali e mostre d’arte. Se poi ci si trova in zona verso la fine di maggio allora non si può mancare l’appuntamento annuale con il festival dello street food locale e internazionale organizzato ai Giardini del Frontone. Una rassegna culinaria e musicale di quattro giorni che rappresenta uno dei viatici più diretti per entrare nella cultura del cibo da strada locale.

Tornando a piedi verso il centro è d’obbligo una prima tappa in piazza Matteotti per addentare un croccante panino alla porchetta aromatizzata al finocchietto selvatico tipico del posto. Per aiutare la digestione e concludere il pasto possiamo risalire lungo Corso Vannucci, la via principale e pedonalizzata della città. Qui possiamo concederci un buon bicchiere di prosecco seduti in uno dei tavoli all’aperto dei numerosi bar piazzati tra le vetrine dei negozi o nelle antiche pasticcerie dagli eleganti arredi del 19° secolo per gustare dolci, pasticcini, cioccolatini, torte tradizionali umbre come la ciaramicola (ciambella pasquale) o il torciglione (dolce a forma di serpente con pasta di mandorle).

Se preferite abbandonare il borgo del centro storico per godervi un pasto in campagna, il consiglio è quello di recarvi sulle sponde del Lago Trasimeno. Nei paesi che si affacciano sul lago subito fuori Perugia avrete la possibilità di vivere un’autentica esperienza di cucina campagnola tradizionale.

Sparsi sulla strada che circonda il Trasimeno si possono incontrare vecchi casolari e trattorie popolari frequentate dai locali. Tra i comuni di Montebuono, San Feliciano, San Savino e Sant’Arcangelo esistono locande in grado di saziare un esercito di persone nel pieno rispetto della tradizione. Se si aspetta pazientemente il proprio turno qui si potranno degustare carni cotte alla brace, fagiolina del Trasimeno e un buon piatto di umbricelli ai funghi porcini.

Cosa Mangiare?

Come in ogni campagna italiana che si rispetti i cardini su cui si regge l’intero panorama gastronomico umbro, oltre all’olio d’oliva e al vino, sono la carne e i formaggi. Le carni di bovino, suino e ovino vengono cotte alla griglia o allo spiedo in grandi bracieri a legna e aromatizzati con erbe selvatiche.

Mentre tra i formaggi spiccano il Raviggiolo di capra e la caciotta aromatizzata al tartufo entrambe caratterizzate da una stagionatura molto breve.

Anche se, come noto, a Perugia non c’è il mare non manca la possibilità di mangiare del buon pesce, in particolare quello di acqua dolce pescato nel Lago Trasimeno. Una delle preparazioni più riconoscibili è quella del Tegamaccio: una deliziosa zuppa di pesce misto ( carpe, anguille, lucci etc) condita con verdure e cotta con vino bianco dentro al tipico tegame di coccio che gli da il nome.

Una citazione a parte la merita senza dubbio la celeberrima Torta al testo, una focaccia tipicamente umbra, da non confondere, per nessun motivo con una pizza, fatta con acqua e farina e cotta dentro il Testo, una teglia circolare e chiusa. Si può mangiare da sola come accompagnamento al pasto principale o, ancora meglio, farcita a piacimento con salumi e formaggi, anche se la combinazione più rinomata è quella con salsiccia e verdure che qui chiamano erba.

Perugia è anche la città del cioccolato e verso la fine di Ottobre viene invasa da migliaia di turisti golosi che arrivano in città per prendere parte alla rassegna dell’Eurochocolate Festival. Tuttavia il modo migliore per mangiare della buona cioccolata senza sensi di colpa e soprattutto senza venire travolti dalla folla che si riversa per le vie del centro è quello di fare un tour presso il Museo del cioccolato Perugina.

La Casa del Cioccolato nasce con l’obiettivo di far conoscere la storia di questo settore e di valorizzare quella che è stata a tutti gli effetti un’eccellenza italiana. Visitatori e curiosi possono avvicinarsi a questo universo e respirare in prima persona le emozioni del cioccolato!

Gli spazi del Museo sono divisi in tre ambienti distinti: il museo storico, la fabbrica, l’ area di degustazione e la scuola, visitabili con visita guidata in poco più di un’ora al termine della quale i visitatori potranno recarsi nell’area di degustazione per assaggiare diversi tipi di cioccolato prodotti dall’azienda, a cominciare dallo storico bacio.

Un’esperienza di gusto e divertente ideale anche per i bambini.

Ricapitolando, ecco le cose da assaggiare assolutamente

  • Minestra di farro –  Zuppa di farro
  • Torta al testo  –  Focaccina cotta su un disco di pietra 
  • Pan nociato  – Specialità di pane a base di pecorino, noci e pinoli
  • Pasta alla Norcina  – Pasta al tartufo nero, salsiccia e panna
  • Ciaramicola – Ciambella Pasquale
  • Tozzetti – Biscotti alle mandorle
  • Tegamaccio – Spezzatino di pesce d’acqua dolce proveniente dalla zona intorno al Lago Trasimeno
  • Fagiana all’uva – Fagiano cucinato con uva

 

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