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Trekking di Pasqua 2022, 10 itinerari meno noti

Trekking alle Cinque Terre: i sentieri più belli da percorrere

Cammini spirituali sulle tracce di santi, sentieri di montagna alla scoperta di borghi alpini, percorsi assolati con vista mare o itinerari nella natura che rinasce in primavera. Ecco alcune idee per un trekking di Pasqua per chi vuole rigenerarsi camminando tra le meraviglie d’Italia. 

Oltre i più rinomati percorsi, come il Sentiero degli Dei in Campania o il Sentiero Azzurro nelle Cinque Terre, vogliamo suggerirvi 10 itinerari meno noti che vi porteranno alla scoperta di un’altra Italia

Trekking di Pasqua 2022, 10 itinerari meno noti

  • Trekking a Marettimo, Sicilia 
  • Cammino minerario di Santa Barbara, Sardegna
  • La strada dei santuari, Liguria
  • Riserva Naturale di Calafuria, Toscana
  • Sentiero del Mediterraneo in Italia, dalla Basilicata alla Liguria 
  • Il Lago d’Orta, dal Sacro Monte all’isola di San Giulio, Piemonte
  • Il lago di Como lungo la Greenway, Lombardia
  • Via dei Giganti, Valle d’Aosta
  • Via degli Abati, dall’Emilia-Romagna alla Toscana
  • La Via di Francesco, Umbria 

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Trekking a Marettimo, Sicilia 

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Marettimo, l’isola siciliana che i greci definivano sacra, è ideale da scoprire con un trekking nel weekend di Pasqua

Meno turistica di Favignana, Marettimo è l’isola più selvaggia e incontaminata delle isole Egadi, oltre che la più lontana dalla Sicilia e quindi la più difficile da raggiungere. Partite alla scoperta di quest’isola suggestiva attraverso i sentieri che si tuffano nel mar Mediterraneo. 

Iniziate a camminare nel paese, passate per le Case Romane e raggiungete la cima più alta dell’isola, Pizzo Falcone, a 686 metri sul livello del mare. Percorrere poi i sentieri immersi nella macchia mediterranea, come il sentiero di Punta Troia che in circa un’ora e mezza di cammino lungo la costa vi porterà in cima a un promontorio su cui sorge un castello normanno del XVII secolo. 

Da lì potreste ritornare in paese se la stanchezza si fa sentire.

In alternativa o il giorno dopo potreste esplorare un’altra parte dell’isola. Partendo sempre dal centro abitato di Marettimo, dirigetevi di nuovo verso le Case Romane per poi raggiungere il monte Lissandro a 515 metri s.l.m, dove vedrete uno dei punti più caratteristi dell’isola, il semaforo o telegrafo. Da lì scendete fino al faro di punta Libbeccio e Punta Bassana, per poi tornare in paese. Dopo tanto camminare non resta che concedersi un meritato bagno al mare.

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Cammino minerario di Santa Barbara, Sardegna

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Il Cammino Minerario di Santa Barbara è considerato il cammino più bello d’Italia. Si sviluppa tra Sulcis Iglesiente e Arburese Guspinese nel sud-ovest della Sardegna, lungo i sentieri dei minatori. 

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Si cammina tra il mare verde smeraldo, le scogliere battute dai venti, le dune costiere, boschi e monti. Il Cammino minerario di Santa Barbara vi porterà ad ammirare la costa dei cinque faraglioni di Nebida, lungo un sentiero panoramico affacciato sul mare da cui si scorge il Pan di Zucchero, massiccio faraglione di calcare in mezzo al mare. Vedrete poi le alte e selvagge falesie dell’Iglesiente con le miniere affacciate sul blu. Lungo sentieri di granito sul mare o tra colline odorose si scende alle dune di Scivu e Piscinas. Non solo mare però, questo percorso permette di visitare alcuni dei siti minerari più importanti, come la Miniera di Monteponi, la Galleria Villamarina, la Grotta Santa Barbara (“la cattedrale della montagna”), il porto sospeso sul mare di Porto Flavia, le Miniere di Montevecchio e tanti villaggi minerari come quelli di Ingurtosu e Naracaoli.

La strada dei santuari, Liguria

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Ogni borgo delle Cinque Terre ha il suo santuario, a cui gli abitanti sono legati da profonda devozione. I santuari sono collegati da strade carrozzabili, tranne quello di Riomaggiore, ma potete arrivarvi tramite due sentieri: uno, più corto, che parte dalla SP370, detta “Litoranea” e l’altro che parte da Riomaggiore.

La strada dei santuari, dunque, è un meraviglioso percorso tra vigneti, macchia mediterranea e un panorama stupendo sull’intero golfo. È un itinerario un po’ faticoso ma adatto a tutti. Pensate che i fedeli lo percorrono regolarmente in occasione delle annuali processioni. 

Iniziamo con l’itinerario che porta al santuario di Nostra Signora di Montenero a Riomaggiore che si raggiunge seguendo il sentiero n. 593V, lungo complessivamente 3,5 km. La partenza è nei pressi del parcheggio di Riomaggiore, nella parte alta, località Lavaccio. Un altro sentiero per raggiungere il Santuario di Montenero parte dalla SP370, dopo la galleria e un piccolo parcheggio lungo la strada. Il tempo di percorrenza è di circa 20 minuti in salita: sono solo scalini tranne un ultimo tratto pianeggiante, tra vigneti e panorami mozzafiato che vanno dall’isola del Tino a punta Mesco. Il percorso è anche dotato di illuminazione. 

Per il santuario di Nostra Signora della Salute di Manarola, invece, percorrete il sentiero n. 586, lungo circa 2 km. Per il Santuario di Nostra Signora delle Grazie di Corniglia poi si prende il sentiero SVA (ex n.2) per poi deviare dalla località Prevo per San Bernardino, oppure prendere il sentiero per Case Fornacchi Santuario di Nostra Signora delle Grazie, detto anche Santuario di San Bernardino. Il sentiero lastricato n. 508 (ex n. 8), lungo 2 km, porta poi Santuario di Nostra Signora di Reggio di Vernazza. Il sentiero n. 509, lungo 2,5 km, al Santuario di Nostra Signora di Soviore di Monterosso. Ad ogni modo basta seguire il segnavia bianco-rosso e godersi la vista.

Riserva Naturale di Calafuria, Toscana

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La Riserva Naturale Biogenetica di Calafuria è un’area protetta della Toscana e occupa la zona costiera di Calafuria, in particolare la parte occidentale dei Monti Livornesi. Si cammina tra rilievi collinari privi di abitazioni e colture agricole, ricoperti da bosco ceduo, che scendono dolcemente verso il mare, fino a raggiungere il poggio Montaccio, la parte più elevata della riserva a circa 300 metri sul mare.

Si parte nei pressi della Torre del Boccale e si prosegue sulla strada sterrata che costeggia il fosso Maroccone, poi si comincia a salire verso la dorsale, attraversando una fitta macchia mediterranea. 

In poco tempo si raggiunge il semaforo del Montaccio, torretta antincendio e straordinario punto panoramico su tutta la Costa degli Etruschi, dove la vista spazia da Livorno a Piombino fino alle isole dell’Arcipelago Toscano. Si prosegue, uscendo per poco dalla riserva, fino ad Arpaderba e a Castellaccio, dove è possibile trovare dei punti di ristoro. L’itinerario prosegue ritornando, anche su percorsi diversi, verso il mare. La scogliera che va da Calafuria a Quercianella offre bellissime soste tra scogli e calette sabbiose, tra cui la cala del Leone sotto la Torre del Romito, dove fermarsi a prendere il sole e per fare il primo bagno di stagione. Camminando nella riserva naturale tra lecci, pini e piante aromatiche dove vivono passeri solitari ma anche volpi e cinghiali, vedrete inoltre le torri di avvistamento come quella del Boccale e di Calafuria, fatte costruire nel XVI secolo dai Medici per difendere la costa dai barbareschi. Questo percorso è lungo circa 9 km ed è adatto a chi è allenato alla camminata in ambiente collinare.

Sentiero del Mediterraneo in Italia, dalla Basilicata alla Liguria

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Il Sentiero del Mediterraneo è un antico percorso attraversato nel tempo da pellegrini e mercanti che ricalca le vie di comunicazione medievali. È un incredibile sentiero che parte dall’Italia, precisamente dalla Basilicata, a Maratea, attraversa poi la Francia e si conclude in Spagna, collegando così tre diversi Paesi europei lungo la costa settentrionale del Mediterraneo. Sviluppato dalla European Rumblers Association e dalla Federazione Italiana Escursionismo, il Sentiero del Mediterraneo, identificato come E12, è un percorso lungo 1460,32 km che, disegna quasi un anello nel mar Mediterraneo. 

Il punto di partenza si trova sul versante lucano della spiaggia di Castrocucco, al confine tra la Basilicata e la Calabria.

Il sentiero poi attraversa tutto il litorale tirrenico della Basilicata, lungo circa 32 km. Si percorre così il costone dolomitico che porta all’insenatura di Capo La Secca, dove al tempo dei Romani si praticava l’itticoltura. Proseguendo lungo il sentiero sovrastato dal castello di Castrocucco si passa per la spiaggia dell’Orto, la scenografica Punta Caina, dominata da una torre medievale, per giungere infine a Marina di Maratea. Superata la Basilicata, il Sentiero del Mediterraneo prosegue per la Campania, il Lazio, la Toscana e infine la Liguria, terminando a Ventimiglia, dove l’ultimo tratto della parte italiana del percorso si congiunge con il tratto francese per poi raggiungere quello spagnolo. Dalle terre più brulle alle più rigogliose, il percorso stupisce per la grande varietà paesaggistica e la biodiversità degli ambienti attraversati. 

Il Lago d’Orta, dal Sacro Monte all’isola di San Giulio, Piemonte

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Il Sacro Monte d’Orta, dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, situato sulla penisola di Orta San Giulio, sulla riva orientale del lago d’Orta, in Piemonte, offre una facile escursione panoramica ad anello. Si può iniziare il cammino dalla novarese Orta San Giulio, precisamente da Piazza Motta, il centro di Orta, dove attraccano i battelli e i motoscafi per l’isola di San Giulio, dominata dalla basilica romanica, dal palazzo vescovile e dall’abbazia benedettina. Si seguono le indicazioni per la chiesa dell’Assunta, per poi proseguire fino all’arco di ingresso del Sacro Monte, dove inizia un percorso devozionale costituito da venti cappelle affrescate e gruppi statuari di grandezza naturale che illustrano la vita di San Francesco d’Assisi tra suggestivi scorci di lago. 

Una volta giunti sulla cima del monte godrete del meraviglioso panorama del lago d’Orta.

Per il ritorno si scende dal verso opposto, chiudendo l’anello sul sentiero pedonale che costeggia il lago. Ritornati ad Orta San Giulio si può navigare verso l’isolotto di San Giulio, per vedere il lago al tramonto da un’altra prospettiva e con un’altra luce. 

Il lago di Como lungo la Greenway, Lombardia

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La Greenway del lago di Como è una piacevole passeggiata che porta alla scoperta di antichi borghi, ville e giardini, chiese romaniche e barocche, immersi nell’incantevole paesaggio naturale della sponda occidentale del lago di Como. 

Il percorso è lungo 10 km, ma siete chiaramente liberi di percorrerne solo una parte. La passeggiata inizia a Colonno: all’entrata sud dell’abitato, lungo l’antica Strada Statale Regina, si segue l’indicazione Greenway del lago di Como. Si attraversa così il centro storico e, superato il ponte sul torrente Pessetta, si esce dall’abitato imboccando proprio la via Regina. 

Vi ritroverete a Sala Comacina, tra uliveti e scorci sull’azzurro del lago si scende per circa 300 metri fino al porticciolo del paese. Avrete una splendida vista dall’alto con il campanile della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, che spunta tra le case del borgo di Sala, il lago con le montagne sullo sfondo e l’isola Comacina. Così si riparte attraversando il torrente Valle Premonte per raggiungere il borgo di Ossuccio. Qui potete visitare la chiesa romanica dei Santi Giacomo e Filippo, se siete stanchi potete scegliere di non attraversare la statale e salire invece per via Santuario. Su una strada di ciottoli si arriva alle porte del Santuario della Beata Vergine del Soccorso, e poi al parco pubblico di Ossuccio, perfetto per un picnic con vista sul campanile della Chiesa di Santa Maria Maddalena.

Proseguendo, si attraversa la statale per passare davanti all’affascinante villa del Balbiano, per poi arrivare al nucleo storico di Campo, nel borgo di Lenno. Fra stretti vicoli e discese al lago si passa davanti alla Villa Monastero e poi alla Villa del Balbianello, proseguendo lungo la Greenway fino al lido di Lenno. Si continua lungolago costeggiando la torre medievale di villa, la Villa Aureggi, fino ad arrivare all’imbarcadero di Lenno. Si risale poi verso il borgo di Mezzegra, proseguendo verso la chiesa parrocchiale di Sant’Abbondio dal cui sagrato si gode di uno splendido panorama sul lago e sul promontorio di Bellagio. Si costeggia poi la Casa dei Presepi e il settecentesco palazzo Brentano, per poi arrivare al centro storico di Bonzanigo e sbucare nei pressi di Palazzo Rosati. Così si entra nel borgo di Tremezzo scendendo fino ad arrivare al lago. Da questo punto fino alla fine della Greenway del lago di Como si costeggerà il lungolago, passando accanto a diverse storiche dimore come villa Carlotta. Infine si raggiunge l’ultima tappa della Greenway, il comune di Griante. 

Via dei Giganti, Valle d’Aosta 

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Il Giro dei Giganti è un trekking ad anello in 7 tappe che attraversa tutta la Valle d’Aosta, passando ai piedi dei 4 Giganti delle Alpi. È un suggestivo percorso lungo 609 km che si snoda tra le montagne più alte d’Europa (Gran Paradiso, Monte Rosa, Cervino, Monte Bianco) e porta alla scoperta di straordinari scenari naturali e della cultura Walser. Si parte da Courmayeur per poi proseguire verso il villaggio di Dolonne, il vallone di Youlaz e La Thuile, da dove partono le indicazioni per l’Alta Via 2. Da lì ci si dirige verso La Joux e si imbocca il sentiero delle cascate che porta al rifugio Deffeyes (2500 m).

Così si scende fino al lago di Fond e a Planaval, per poi raggiungere Valgrisenche (1660 m.). Nella seconda tappa si cammina da Valgrisenche a Cogne passando per il Lago Nero, i laghi Djouan, il casotto di caccia di re Vittorio Emanuele II di Orvielle (2165 m), il col Lauson (3296 m), il punto più alto di questo tratto. Da non perdere la vista sul massiccio del Gran Paradiso e sulla Grivola. Nella tappa numero 3, da Cogne si prosegue verso Lillaz (1611 m), ci si inoltra nel parco nazionale del Gran Paradiso e nel parco regionale del Mont-Avic, si possono ammirare le cascate di Lillaz, il lago Miserin e il santuario della Madonna delle Nevi, infine si raggiunge il borgo di Donnas lungo l’antica strada romana, la via delle Gallie. La quarta tappa farà scoprire il santuario di Notre-Dame de la Garde, il ponte di Moretta risalente al 1710, la riserva naturale del Mont-Mars e il Castel Savoia.

 La quinta tappa porta ai villaggi Walser di Alpenzù e di Cunéaz, e regala una vista mozzafiato sul Cervino, le Grandes Murailles e il gruppo del Monte Rosa. La sesta tappa inizia a Crétaz, passa dal santuario intitolato alla Madonna delle Nevi e dall’orrido di Bétendaz fino ad arrivare a Ollomont e alla frazione Rey. L’ultima tappa, infine, regala viste spettacolari sul gruppo del Monte Bianco e sul Colle del Gran San Bernardo, fa attraversare la via Francigena, il borgo di Saint-Rhémy prima di tornare a Courmayeur. 

Via degli Abati, dall’Emilia-Romagna alla Toscana

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La Via degli Abati è un percorso di 120 km che collega la città di Bobbio sull’Appennino piacentino a Pontremoli, al confine tra Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, dove si collega alla Via Francigena. La Via degli Abati, circa 190 km e un dislivello massimo di 4000 metri, è più antica della Via Francigena.

Ci sono prove, infatti, che i sentieri della Via degli Abati erano già in uso tre secoli prima del 990 d.C., quando Sigerico percorse lo storico cammino da Roma a Canterbury. La Via degli Abati è legata alla storia di Bobbio e della sua abbazia, fondata nel VII secolo d.C. da San Colombano, un monaco irlandese. 

L’abbazia diventò presto un luogo di studio e di preghiera, e dopo la morte di Colombano e la successiva canonizzazione, i suoi devoti iniziarono a visitare Bobbio e dintorni, per poi proseguire verso Roma. Anche conosciuta con il nome di “Francigena di Montagna”, la Via degli Abati collega quindi Bobbio a Pontremoli, passando per Pavia, lungo la Val Trebbia e l’Appenino tosco-emiliano, attraverso luoghi di fede di straordinaria suggestione come l’Abbazia di San Colombano, borghi caratteristici come quello di Bobbio o Pontremoli, splendidi castelli come quello di Bardi e paesaggi incontaminati di rara bellezza dell’Appennino Parmense.

La Via di Francesco, Umbria 

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È un cammino unico sui passi di San Francesco per raggiungere Assisi partendo da nord (La Verna) o da sud (Roma). Un pellegrinaggio per ripercorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo alcuni dei luoghi che testimoniano della vita e della predicazione del santo di Assisi. 

Il cammino consta di otto tappe se si parte da La Verna e si giunge ad Assisi, dieci tappe da Greccio ad Assisi (con le varianti per Perugia e per Terni). Attraversare il cuore dell’Italia, tra l’Umbria, la Toscana e il Lazio, ammirando gli stessi paesaggi ammirati da Francesco, tornando nei suoi stessi luoghi che ancora riecheggiano delle sue parole e gesta, incontrando la gente con lui imparentata, è una vera esperienza spirituale per i credenti di tutti i tempi. 

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