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I siti archeologici da visitare almeno una volta in Italia

Siti Archeologici
Templi, ville patrizie, anfiteatri e città sommerse per un tuffo nell’antichità. Camminare nei luoghi dove migliaia di anni fa hanno camminato gli antichi romani o i greci è una sensazione incredibile.

L’Italia vanta numerosi siti archeologici che permettono di fare un tuffo nel passato.

Templi dedicati agli dei, ville di patrizi, maestosi anfiteatri o antiche città sommerse vi faranno vivere ciò che avete studiato nei libri di storia. Ecco i più bei siti archeologici da visitare in Italia.
Siti archeologici
Siti archeologici

Parco archeologico di Selinunte, Sicilia

Parco Archeologico di Selinunte
Selinunte

In epoca ellenica era conosciuta come Selinos ed era una delle città più ricche e potenti del mondo con oltre 100.000 abitanti e incantevoli templi.

Oggi Selinunte, attraverso le rovine di quei leggendari templi, offre un viaggio nella gloriosa colonia greca della Sicilia occidentale, fondata nel 628 a.C.

La città è situata in cima a un promontorio tra i fiumi Modione e Cottone, circondata da pianure ricoperte di prezzemolo selvatico (selinon in greco), per cui i primi coloni la chiamarono Selinunte.

Le rovine degli antichi templi di Selinunte affacciati sul Mediterraneo costituiscono un luogo di particolare fascino da non perdere in un viaggio nella Sicilia occidentale.

Selinunte custodisce il parco archeologico più grande d’Europa, che si estende per circa 270 ettari e comprende ben 7 templi che hanno oltre 2500 anni di storia, alcuni dei quali conservati in ottimo stato.

È uno scrigno di tesori che raccontano l'ascesa ed il declino di una delle colonie greche d'Occidente più grandi di sempre. Sulla collina dell’acropoli vedrete solo i resti dei templi A e O che erano praticamente identici.

Il tempio C è il più antico fra quelli presenti nell'acropoli, che svolgeva probabilmente funzioni di archivio. Il tempio E, dedicato alla dea Hera o Afrodite, è il meglio conservato fra quelli presenti sulla collina orientale, dove si tengono spesso manifestazioni teatrali e concerti.

La sera, suggestivamente illuminato, è un vero spettacolo. Il tempio F, dedicato ad Atena o a Dioniso, è il più antico e il più piccolo del gruppo di templi sulla collina orientale, ma oggi vedrete solo delle rovine.

Il tempio G, dedicato a Zeus, è il più grande del parco ma la sua costruzione rimase incompiuta, e oggi sono visibili solo rovine. Il tempio R, invece, è stato recentemente scoperto ed è ora oggetto di studio dell'Università di New York. Vedrete poi il santuario della Malophoros, posto sulla collina della Gàggera, il più antico luogo di culto di Selinunte.

Intorno a Selinunte poi sono state individuate alcune aree adibite a necropoli come la necropoli Buffa a nord della collina orientale, Galera Bagliazzo a nord est della collina della Manuzza, Pipio Bresciana e Manicalunga Timpone Nero a ovest della collina della Gàggera.

A nord dell'acropoli, invece, la collina della Manuzza era occupata dall'abitato selinuntino, dove sembra che si trovasse anche l'agorà.

Gli scavi hanno rivelato che il luogo era abitato fin dalla fondazione di Selinunte ma che fu abbandonato definitivamente dopo la sua distruzione.

Valle dei Templi, Sicilia

Valle dei Templi
Valle dei Templi

La Valle dei Templi è una collina su cui si ergono templi monumentali che sono diventati simbolo della bellezza della Sicilia.

Con i suoi 1300 ettari, la Valle dei Templi, dichiarata patrimonio Unesco, è il sito archeologico più grande del mondo.

Nel parco si possono visitare 12 siti tra cui il tempio di Giunone, situato sullo sperone roccioso più elevato della collina dei Templi ed è databile intorno alla metà del V secolo a.C.

Si può vedere poi il tempio della Concordia, uno dei templi meglio conservati dell’antichità greca e il tempio di Ercole (Eracle per i Greci), il più antico dei templi dorici di Agrigento costruito intorno alla fine del VI secolo a.C. Fra il tempio di Giunone e il Tempio di Ercole si trovano le Necropoli Paleocristiana di Agrigento, databili fra il III e il VI secolo d.C.

Le rovine del tempio di Giove Olimpio (Zeus per i Greci) sono la testimonianza di uno dei più grandi templi dorici dell’antichità classica.

Si possono ammirare poi le rovine del ginnasio, del teatro, dell’Ekklesiasterion, dove si riuniva l’assemblea dei cittadini, il cosiddetto oratorio di Falaride, e l’edificio del Bouleuterion, cioè la sala del consiglio dei rappresentanti del popolo costruito fra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C.

Da non perdere poi il Quartiere Ellenistico Romano, esteso su circa 10.000 mq, una testimonianza significativa della cultura abitativa della città antica.

Ercolano e Pompei

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Pompei

Esistono dei luoghi unici al mondo che vi faranno vivere la quotidianità dell’antica Roma. I resti delle antiche città romane di Pompei ed Ercolano, sepolte dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., offrono un quadro ineguagliabile della società e della vita quotidiana nell'antichità classica.

Per la preziosa testimonianza del passato, l'area archeologica di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata è stata inserita tra i 55 siti italiani tutelati dall'Unesco.

Entrambe città di origine osca passate sotto il dominio di diversi popoli, Pompei, in seguito alla guerra sociale, fu elevata al rango di colonia col nome di Cornelia Venera Pompeiana, mentre ad Ercolano fu accordato il rango inferiore di municipium.

Nel 62 d.C. Pompei fu semidistrutta da un terremoto e mentre la ricostruzione era in corso, il 24 agosto del 79 d.C., a causa dell'eruzione del Vesuvio, l'area della città e delle ville suburbane fu sepolta sotto uno spesso strato di pietra, cenere e lapilli, al contrario di Ercolano che scomparve sotto il fango vulcanico.

Dal momento della scoperta delle due città sepolte, avvenuta nel XVIII secolo, gli studiosi ne hanno scavato importanti testimonianze architettoniche.

Oggi di Pompei sono rimasti il foro principale e gli edifici pubblici come il Capitolium (tempio dedicato alla triade divina di Giove, Giunone e Minerva), la Basilica (cioè il tribunale), e i bagni pubblici, compreso il foro triangolare, con due teatri. Tra gli altri interessanti edifici pubblici ci sono le Terme Stabiane.

Pompei, inoltre, era luogo di villeggiatura dei ricchi romani, di cui rimangono testimonianze come la Villa dei Misteri.

Invece di Ercolano, che la leggenda vuole fondata da Ercole, sappiamo di meno a causa della profondità a cui è stata sepolta, nonostante i suoi edifici siano meglio conservati.

Oggi vedrete ancora i bagni, il Collegio dei Sacerdoti di Augusto, un teatro, la Casa del Bicentenario e la Casa dei Cervi, che hanno ampi cortili e una ricca decorazione. Ercolano era una ricca città commerciale e nei suoi magazzini hanno resistito alla distruzione anche gli orci e le giare con cui venivano trasportate le derrate alimentari.

Parco Archeologico del Colosseo

Colosseo
Colosseo

Icona del grandioso Impero romano e della città eterna, il Colosseo è uno dei monumenti della capitale che non ci si stanca mai di visitare.

Ancora affascinati dalle storie di gladiatori che si sfidavano in mortali combattimenti o degli scenografici spettacoli dell’antica Roma, i visitatori di tutto il mondo si mettono in fila per visitare il Colosseo.

Edificato nel I secolo d.C. per volere degli imperatori della dinastia Flavia, il Colosseo ha accolto, fino alla fine dell’età antica, spettacoli di grande richiamo popolare, quali le cacce e i giochi gladiatori. L’edificio era ed è uno spettacolo in se stesso, confermandosi tuttora il più grande anfiteatro del mondo.

Simbolo dei fasti dell’impero, l’anfiteatro ha cambiato nei secoli il proprio volto e la propria funzione, offrendosi come spazio strutturato ma aperto alla comunità romana.

Oggi l’anfiteatro è un monumento alle opere dell’ingegno umano che sopravvivono al tempo e periodicamente ospita esposizioni temporanee e spettacoli.

Ma l’Anfiteatro Flavio non è l’unica attrazione da vedere, il Parco Archeologico del Colosseo comprende tanti altri maestosi monumenti immersi nel cuore di Roma, come il Foro romano, la Domus Aurea e l’Arco di Costantino, ma anche musei, sedi di collezioni permanenti e interessanti mostre temporanee.

Fori Imperiali

Fori Imperiali
Fori Imperiali

I Fori Imperiali rappresentano una delle vie più belle al mondo. La passeggiata nel cuore di Roma che porta dal Colosseo a piazza Venezia è davvero unica.

Si cammina vicino a frammenti, colonne, resti di templi che un tempo erano il cuore pulsante dell’antico Impero romano in un susseguirsi di Fori che segnano il passaggio del tempo e degli imperatori.

Quest’area al tempo di Cesare era una palude, che nel 46 a.C. venne bonificata per sua volontà per costruirci il primo foro. Iniziando la passeggiata da Piazza Venezia, il primo foro che si incontra è proprio quello di Cesare di cui rimangono alcune colonne e il podio del tempio di Venere, porzioni di colonnati e portici della piazza.

Poi segue il Foro di Augusto con lo splendido colonnato e gli importanti resti del tempio. Del Foro della Pace di Vespasiano si vede ben poco, perché è quasi totalmente seppellito sotto la strada moderna.

Così come del Foro di Nerva costruito da Domiziano anch’esso sepolto sotto Via dei Fori Imperiali e di cui sono visibili solo alcune porzioni delle fondamenta del Tempio di Minerva.

Il più spettacolare è senza subbio il Foro di Traiano del cui complesso fa parte la meravigliosa Colonna Traiana, monumento funerario dell’Imperatore perfettamente conservato. Al lato della Colonna Traiana si estendono i Mercati Traiani, luogo un tempo destinato al commercio. Ma sappiate che questa meravigliosa via dei Fori Imperiali non esisteva fino agli inizi del Novecento.

In passato qui si trovavano porzioni di rovine romane tra una casa e l’altra. Fu poi in epoca fascista che Mussolini fece fare una serie di demolizioni che portarono alla luce la maggior parte di quello che oggi è visibile.

Nel 1932, inoltre, decise di realizzare “la via dell’Impero” che tagliava in due il complesso archeologico. La decisione di Mussolini ha causato la perdita di importanti beni culturali presenti nei fori, ma il percorso rimane davvero suggestivo.

Parco archeologico di Paestum

Paestum
Paestum

A Paestum, in Campania, si trova un altro dei principali siti archeologici d’Italia. I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V secolo a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. Fin dal ‘700 il sito ha richiamato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe.

Dal 1998, Paestum è patrimonio dell’UNESCO. I templi furono costruiti pochi decenni dopo la fondazione della città di Paestum, intorno al 600 a.C., che in origine si chiamava Poseidonia.

I templi sorgono nella parte centrale della città, che si estende per oltre 120 ettari ed è circondata da una cinta muraria, anch’essa tra le migliori per stato di conservazione che conosciamo.

Tra i templi si trovava il “mercato”, cioè la piazza centrale dove si tenevano le assemblee dei cittadini e si venerava la tomba (vuota, in realtà) del mitico fondatore di Paestum.

Intorno ai templi e al mercato si estendevano i quartieri residenziali. I resti di case, terme e botteghe che si possono vedere oggi sul sito risalgono in gran parte all’età imperiale (I-V secolo d.C.), mentre ignoriamo ancora molti aspetti dell’abitato greco.

Le più antiche testimonianze dell’insediamento greco sono state rinvenute nei santuari urbani, nelle tombe individuate fuori le mura e nel santuario di Hera Argiva alla foce del Sele, a 9 km circa da Paestum.

Oggi si può visitare quello che era il cuore della città antica dove si trovavano tutti i monumenti più importanti: i due santuari con i famosissimi templi, l’agorà greca e il foro romano con i templi, le tabernae, la basilica, il macellum, l’ekklesiasterion greco e il comitium romano (entrambi luoghi di riunioni politiche).

E poi la tomba dell’eroe fondatore della città, e altri templi, altari, le strade principali, terme e fontane. Vedrete poi l’anfiteatro tagliato di netto a metà.

Il motivo risale al 1829 quando si volle costruire la strada Tirrena Inferiore (in seguito Statale 18, l’antenata della Salerno-Reggio Calabria) proprio accanto ai templi, affinché chiunque vi transitasse in carrozza li potesse ammirare da vicino.

Parco archeologico Terme di Baia

Terme di Baia
Terme di Baia

Baia, celebre per la natura termale del suo territorio, era in epoca romana una delle mete di vacanza predilette dell’aristocrazia. Molti personaggi fra i più noti della Roma antica, da Pompeo a Giulio Cesare, da Nerone ad Adriano, amavano frequentarla e soggiornarci.

Frazione del comune di Bacoli, Baia è un tesoro da non perdere nel più ampio parco dei Campi Flegrei.

Il Parco monumentale di Baia con vista sul golfo di Bacoli vi farà fare un viaggio tra preziose rovine di epoca romana.

A Baia per esempio potrete ammirare la Piscina Mirabilis, la più grande cisterna nota mai costruita dagli antichi Romani in età augustea, dopo la Cisterna Basilica di Istanbul, che aveva la funzione di approvvigionare d’acqua le navi della marina militare romana.

La Piscina Mirabilis, scavata in parte nel tufo, aveva infatti una capacità di 12.600 metri cubi di acqua. Il Parco archeologico di Baia, esteso per ben 40.000 m2, conserva inoltre testimonianze di strutture a destinazione termale, tra cui: le terme, impropriamente dette templi, di Mercurio, di Venere, di Diana, della Sosandra, a cui si aggiunge un teatro-ninfeo e la cosiddetta Villa dell’Ambulatio.

Infine, non bisogna perdere il Parco Archeologico Sommerso di Baia, che custodisce rovine di domus e ville, terme, mosaici e testimonianze straordinarie dell’antica città romana sommersa nei secoli dal fenomeno del bradisismo. Gli amanti delle immersioni potranno scoprire i tanti tesori nascosti nelle acque del Mediterraneo.

Altrimenti si può partecipare a un’escursione, adatta a tutti, a bordo di una barca con il fondo trasparente per osservare la città sottomarina.

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