Sicilia

Pantelleria, cosa fare e vedere sulla perla nera del Mediterraneo

Pantelleria cosa vedere
Pantelleria è la “perla nera del Mediterraneo” che da anni richiama poeti, registi e vip.

Un’isola di origini vulcaniche dalle atmosfere remote e un fascino senza tempo, che conquista con coste alte a picco sul mare, strapiombi vertiginosi che nascondono intime calette, misteriose grotte marine, coltivazioni di capperi e vitigni di Zibibbo tra dammusi e giardini panteschi.

Pantelleria

Pantelleria

Definita da Omero l’“ombelico del Mediterraneo”, Pantelleria si trova a soli 65 km dalla costa tunisina e a 110 km dalla costa siciliana. Non è un’isola per tutti, piuttosto un lembo di terra in mezzo al mare da scoprire lentamente.

Non aspettatevi quindi spiagge caraibiche dal facile accesso: il mare è cristallino ma si conquista attraverso sentieri nella roccia piuttosto impervi.

Esclusiva ma non snob, Pantelleria è amata dalle celebrità per il suo paesaggio lunare ma soprattutto per la garanzia di privacy.

È un’isola scenografica che è diventata set di diversi film tra cui A bigger splash (2015) di Luca Guadagnino. L’isola è chiaramente più affollata d’estate ma la si può visitare tutto l’anno, per esempio in autunno durante la vendemmia dello Zibibbo.

Ecco cosa vedere e fare a Pantelleria.

Parco nazionale di Pantelleria

Pantelleria

Istituito nel 2016, il Parco Nazionale di Pantelleria è il primo della Sicilia.

Copre l’80% della superficie di Pantelleria e racconta millenni di storia, tradizioni e biodiversità.

Pini marittimi, lecceti e macchia mediterranea abbracciano prevalentemente la fascia centrale e meridionale dell’isola, un tempo riserva naturale orientata, dominata dalla Montagna Grande (836 metri).

Nel parco vedrete poi muretti a secco, oggi riconosciuti nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, dammusi, ovvero le tradizionali architetture in pietra di derivazione araba, e bellissimi giardini panteschi che si alternano a coltivazioni di capperi e dell’uva Zibibbo, da cui si ricava il famoso passito di Pantelleria.

Faro Pantelleria

Nel centro visite nei pressi del faro di Punta Spadillo è possibile scoprire la storia dell’isola e proprio da qui partono numerose escursioni.

Il parco offre 21 itinerari CAI e 3 itinerari tematici dedicati alla pratica agricola della vite ad alberello, alla geovulcanologia e all’archeologia.

Le terme di Pantelleria

Lago di Venere

La natura vulcanica di Pantelleria fa sì che l’intera isola sia cosparsa di fumarole e favare.

Queste ultime sono potenti getti di vapore acqueo misto a minerali che emergono dal sottosuolo attraverso spaccature della roccia.

Alcune si trovano in mare, perciò mentre fate il bagno può capitarvi di sentire dei flussi d’acqua calda. Ecco perché Pantelleria può essere considerata un centro termale a cielo aperto, fruibile tutto l’anno in modo gratuito ed immerso in uno straordinario panorama naturale.

Tra i diversi luoghi dove poter fare una beauty farm bisogna andare a Gadir, un piccolo villaggio sul mare dove si trovano vasche termali con acqua calda che oscilla fra i 40 e i 60 gradi e contiene sali minerali.

Sorgenti di acqua calda si trovano anche al Lago Specchio di Venere, che occupa il fondo di un antico vulcano. Cospargetevi il corpo di fanghi e fateli asciugare passeggiando intorno al lago.

Lago Specchio di Venere a Pantelleria: come arrivare alla piscina naturale

La grotta di Benikulà, chiamata anche bagno asciutto, invece è una vera e propria sauna naturale. È una grotta da cui fuoriesce vapore acqueo con una zona esterna dotata di sedute in pietra che si affacciano sull’immensa piana di Monastero.

Nella zona meridionale dell’isola poi si trova Nikà, una discesa a mare caratterizzata da una piccola insenatura sotto il costone da cui esce acqua calda.

Raggiungendola via mare, sentirete la temperatura dell’acqua che va pian piano salendo fino a superare i 40° C man mano che vi avvicinate alla costa.

Sulle pendici della Montagna Grande poi si trovano le cosiddette favare in un suggestivo paesaggio di roccia e vegetazione da cui escono getti di vapore acqueo.

In particolare scoprite Kuddia Mida, un cono vulcanico da cui fuoriescono vapori e dove in passato sono state costruite delle capanne che contengono vapore acqueo. Un ottimo bagno turco con vista a 360 gradi sulla Montagna Grande, il mare e il Lago di Venere in lontananza.

Vigne e cantine di Pantelleria

pantelleria Vigneti

Pantelleria incanta per la lussureggiante macchia mediterranea: corbezzoli, ginestre e pini marittimi si stagliano sul blu del mare.

L’isola inoltre è conosciuta per i suoi vigneti ad alberello, dichiarati patrimonio Unesco. Questo tipo di coltivazione della vite fu introdotta sull’isola dai Fenici, fu perfezionata nei secoli successivi dai locali e trasmessa di generazione in generazione dalle famiglie pantesche.

Prevede la coltivazione dei vitigni di Zibibbo in forma di piccoli alberelli nelle tipiche “conche”, al fine di poter sfruttare le scarse risorse idriche presenti nel terreno e riparare i vigneti dal clima sfavorevole.

Da questi vitigni si ricavano vini come lo zibibbo, il moscato e il passito che potrete degustare e scoprire nelle varie cantine dell’isola.

Tra le cantine più antiche dell’isola bisogna visitare l’Azienda agricola D’Ancona, ma merita anche la Cantina Basile e Donnafugata.

Rovine archeologiche

Conosciuta fin dal Neolitico, Pantelleria custodisce testimonianze della sua storia millenaria. I primi frequentatori di Pantelleria arrivarono sull’isola circa 5000 anni fa e lavoravano l’ossidiana, considerato l’oro nero della preistoria, diffusa poi in tutto il Mediterraneo.

Nell’Età del Bronzo (2000 a.C.) si insediò il popolo dei Sesi. Dal IX secolo a.C. arrivarono i Fenici, poi i Romani nel 255 a.C., in seguito i Cartaginesi, i Bizantini, gli Arabi e i Normanni.

Nel 1861 l’isola fu annessa al Regno d’Italia. Quindi esplorate l’isola alla ricerca delle rovine della storia. Visitate per esempio l’acropoli di San Marco e Santa Teresa dove si trovano rovine di epoca punica e romana.

Il parco archeologico dei Sesi, invece, conserva straordinarie costruzioni megalitiche nella zona di Mursia e di Cimillia, che risale a circa 5000 anni fa quando qui si stanziò un popolo proveniente dalle coste dell’Africa settentrionale. Potrete vedere inoltre alcune tombe bizantine, le più grandi si trovano in Contrada Zighidì ma sono interessanti anche le tombe di Gibbiuna.

Il villaggio di Mursia risale invece all’Età del bronzo, quando divenne un centro importante per i commerci nel Mediterraneo e snodo di scambio commerciale per la sua posizione centrale e la presenza di ossidiana.

Nella Baia di Scauri è stato ritrovato un insediamento tardo romano del V secolo d.C., dove sono state portate alla luce numerose strutture abitative di un villaggio e una necropoli. A Pantelleria Centro non perdete poi il castello Barbacane, probabilmente di epoca bizantina o araba.

Giardini panteschi

Pantelleria

Si presentano come costruzioni circolari a forma di torrione tronco conico, alte alcuni metri, costituite da spessi muri a sacco.

I giardini panteschi sono l’espressione più emblematica dell’architettura dell’isola. Realizzati a partire dalla dominazione araba, i giardini panteschi servivano a proteggere dal vento le piante di limone, gli aranci o i cedri e a convogliare verso la pianta le gocce di rugiada e la poca acqua piovana. Oggi se ne contano oltre tremila censiti.

Tra i più belli vale la pena vedere l’antico giardino dichiarato patrimonio Unesco grazie al FAI, nella zona di Khamma, presso l’azienda vitivinicola di Donna Fugata.

Spiagge e mare a Pantelleria

Spiagge Pantelleria

Pantelleria ha circa 60 chilometri di costa lungo la quale si trovano calette e spiagge che di solito sono delle pedane attrezzate. 

Dimenticate quindi le comode spiagge di sabbia, in compenso avrete scorci spettacolari e acque cristalline.

A partire dalle cale del Bue marino, le più vicine al centro abitato di Pantelleria, ideali per tutti in quanto hanno una scogliera bassa e liscia. Si consigliano invece scarpe da scoglio per la baia di Nikà tra Scauri e Punta Molinazzo, conosciuta per le sue acque termali che raggiungono i 70° C.

Tra le cale più comode invece c’è quella di Scauri dalla quale si accede anche ad altre piccole insenature. Una delle insenature più belle dell’isola però è la Balata dei Turchi, un tempo scalo naturale di pirati, oggi una bellissima baia con una suggestiva colata lavica che degrada sul mare tra imponenti scogliere a strapiombo, alte fino a 300 metri.

È un’ampia piattaforma pianeggiante protesa sul mare, come si deduce dalla parola araba balàt, lastrone di pietra. La strada per raggiungerla è impervia perciò rimane un luogo selvaggio dove fare il bagno in acque cristalline.

Notevole poi l’Arco dell’Elefante, uno dei luoghi simbolo di Pantelleria. Qui vedrete un’enorme scoglio di pietra lavica a forma di proboscide di elefante che entra in acqua creando un grande arco.

Arco dell'elefante Pantelleria

La costa qui è relativamente bassa e piana, raggiungibile in auto e quindi molto frequentata. Molto suggestivo è anche il Laghetto delle Ondine, una piscina naturale.

Meritano anche Cala Cottone, Cala Gadir, Cala Tramontana e Cala Levante. L’ideale a Pantelleria è noleggiare una barca o partecipare a un’escursione per ammirare le più belle calette e insenature.

Come arrivare

Pantelleria ha un aeroporto da cui si vola generalmente partendo da Trapani. Trapani e Pantelleria sono collegate anche dai traghetti e aliscafi. Sui traghetto è possibile caricare l’auto mentre sugli aliscafi (più veloci) non è possibile.  

Al porto di Pantelleria si possono noleggiare le auto oppure usufruire dei servizi di bus navetta pubblici che collegano il porto ai principali centri dell’isola: Kamma-Tracino, Scauri-Rekhale, Aeroporto-Bukkuram-Sibà e Bugeber.

Mappa e cartina

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