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Riserve Naturali in Italia, le 10 più belle da scoprire

Riserve Naturali in Italia: le 10 più belle da scoprire

Cime tempestose, isole idilliache, prati, boschi, ghiacciai, calette e insenature dove vivono specie vegetali e animali da salvaguardare. 

L’Italia vanta meravigliose riserve naturali, alcune tra le più grandi d’Europa, che sono veri scrigni di biodiversità. Ecco allora 10 parchi nazionali tra i più belli d’Italia

Riserve Naturali in Italia, le 10 più belle da scoprire

  • Parco Nazionale del Gran Paradiso
  • Parco Nazionale delle Cinque Terre
  • Parco Nazionale del Vesuvio
  • Parco Nazionale dell’Alta Murgia
  • Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni
  • Parco Nazionale dello Stelvio 
  • Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano
  • Parco Nazionale del Pollino
  • Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena
  • Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Parco Nazionale del Gran Paradiso

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Il più antico Parco nazionale italiano ha una superficie di oltre 70.000 ettari ed è situato per metà in Valle d’Aosta, per l’altra in Piemonte. Accoglie, attorno alla vetta del Gran Paradiso, unica cima oltre i 4.000 metri interamente in territorio italiano, cinque vallate concentriche in cui si trovano tipici ambienti alpini, con ghiacciai, rocce, boschi di larici ed abeti. 

La creazione dell’area protetta è fortemente legata alla salvaguardia dell’animale simbolo del parco, lo stambecco alpino, di cui, dopo la Seconda guerra mondiale ne erano sopravvissuti solo 416 capi in tutto il mondo e tutti nel territorio del parco. Il parco inoltre offre numerose proposte di soggiorno: sportive, escursionistiche, ricreative e culturali, ma anche dedicate al benessere e al relax. 

Parco Nazionale delle Cinque Terre

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Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, con i suoi 3.868 ettari, è il Parco Nazionale tra i più piccoli d’Italia e allo stesso tempo il più densamente popolato, con circa 4.000 abitanti suddivisi in cinque borghi: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare

Qui l’uomo in più di mille anni ha modificato l’ambiente naturale sezionando gli scoscesi pendii delle colline per ricavarne strisce di terra coltivabili, i cosidetti ciàn, sorrette da chilometri di muretti a secco. Questo è il vero tratto identitario delle Cinque Terre, con un paesaggio atipico e fortemente antropizzato: ecco perché è il Parco dell’Uomo, un territorio diventato Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Parco Nazionale del Vesuvio

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Il Vesuvio ha una storia lunga 400.000 anni. La sua sagoma inconfondibile domina la città di Napoli e il suo golfo. La sua ultima eruzione risale al 18 marzo 1944 quando furono emessi 21 milioni di metri cubi di lava, che distrussero numerosi centri abitati e le ceneri giunsero fino in Albania. 

Oggi, seppur in fase di quiescenza, il Vesuvio è attivo ed è uno dei vulcani più studiati al mondo. Un universo di biodiversità da esplorare tra percorsi immersi nella macchia mediterranea, colate laviche e valli infernali. Il Parco Nazionale del Vesuvio, perciò, offre 11 sentieri per una lunghezza complessiva di 54 chilometri. Dovete solo decidere se fare trekking immersi nel verde o risalire il sentiero del Gran Cono per vivere l’emozione unica di camminare lungo il cratere di un vulcano attivo. Dall’alto del Vesuvio si aprirà un panorama eccezionale su Napoli, il golfo e addirittura il Lazio. 

Parco Nazionale dell’Alta Murgia

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Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia si trova a cavallo delle ex province di Bari e BAT ed è costituito da un imponente blocco calcareo, oggi fortemente carsificato, che a partire da 70 milioni di anni fa, è emerso e si è modificato, conservando sempre un alone di fascino e unicità, fino ai nostri giorni. 

La particolarità qui sono le cosiddette gravine della Murgia, incisioni erosive profonde anche più di 100 metri, molto simili ai canyon, scavate dalle acque meteoriche nella roccia calcarea. Si tratta di un territorio eccezionale, caratterizzato da spazi immensi che si perdono nell’orizzonte o, a tratti, reso sinuoso da alture collinari che raggiungono anche 600 metri di quota. Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia custodisce al suo interno anche importanti siti di notevole interesse storico, archeologico e paleontologico, vista la presenza di castelli federiciani, tra cui quello di Castel del Monte, antichi ripari, jazzi e masserie, perfino tracce di passaggi di dinosauri.

Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni

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La natura carsica delle terre cilentane e la conseguente ricchezza di grotte ha sempre favorito la presenza dell’uomo che in esse si è rifugiato. Le più antiche tracce della presenza antropica risalgono al Paleolitico medio (500.000 mila anni a.C.), ma la presenza dell’uomo primitivo è ancora oggi tangibile attraverso i suoi strumenti disseminati sia lungo le grotte costiere tra Palinuro e Scario, sia in quelle interne dislocate lungo gli antichi percorsi di crinale dei massicci montuosi (Grotte di Castelcivita), sia nel Vallo di Diano (Grotte dell’Angelo, Pertosa). 

Oggi il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni comprende otto comunità montane, 80 comuni e diversi siti archeologici (Elea e Paestum): una ricchezza naturale e storica che è entrata a far parte del Patrimonio Unesco. Il parco, che si estende per oltre 180 mila metri quadrati dalla costa tirrenica all’appennino campano-lucano, è stato incluso nella rete delle Riserve della Biosfera. Qui sono state censite oltre 1500 specie floreali e 600 specie animali, tra cui il molosso di Cestoni, l’istrice, la lepre appenninica e l’aquila reale. La vegetazione invece è caratterizzata da macchia mediterranea, pinete e boschi misti di latifoglie. 

Parco Nazionale dello Stelvio 

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Il Parco Nazionale dello Stelvio si estende per 130.700 ettari nel cuore delle Alpi Centrali. È un tipico parco montano d’alta quota: per circa tre quarti il suo territorio è al di sopra dei 2000 metri e raggiunge un massimo di 3.905 metri sulla cima dell’Ortles.

Grazie alle elevate quote medie è caratterizzato da un susseguirsi di cime impervie e di vastissime superfici glaciali. Il gruppo dell’Ortles-Cevedale, sul confine tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, ne costituisce il cuore geografico. La particolarità, nel settore nord-occidentale del Parco, sono le rocce sedimentarie calcaree (principalmente dolomia). La vegetazione è caratterizzata da prati nelle aree di fondovalle, boschi di conifere sui versanti e prateria alpina ad alta quota. La fauna conta, solo tra i vertebrati, oltre 260 specie, tra cui i grandi rapaci (aquila reale e gipeto), le ricche popolazioni di ungulati (soprattutto cervo e stambecco) e molte specie tipiche degli habitat montani (galliformi alpini, marmotta, lepre bianca, ermellino, ecc.). Oltre che un Parco dai grandi scenari e dalla natura rigogliosa, lo Stelvio è anche un Parco ricco di storia. 

Durante la Prima guerra mondiale qui correva l’estremo occidentale del fronte di combattimento. Di quei tragici fatti restano ancora oggi molte tracce, soprattutto in Valle del Braulio e al Passo dello Stelvio, nella Valle dei Forni e nella Valle di Gavia. Strade e mulattiere militari, trincee e villaggi militari costituiscono ancora oggi una testimonianza degli eventi della “Guerra Bianca”. Oggi l’area protetta comprende ventitré comuni, ognuno dei quali è un punto ideale di inizio dell’esplorazione del parco attraverso i suoi 1500 km di sentieri.

Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano

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Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, nato nel 1996, si estende su un’area di 79.160 ettari tra le province di Livorno, Grosseto e l’area a mare. È uno dei parchi nazionali italiani con la più forte integrazione tra terra (22%) e mare (78%) e il maggior numero di isole, significativamente distanti e diverse tra loro, ricche di specie endemiche da salvaguardare. Il parco tutela il patrimonio naturale e ambientale e garantisce la conservazione della biodiversità in un territorio riconosciuto per il 99,8% come area importante per la diversità vegetale e caratterizzato dalla presenza di uccelli marini protetti di rilevante importanza, come il gabbiano corso, simbolo del Parco, la berta maggiore e la berta minore. Il mare circostante le isole ospita tutte le specie caratteristiche del Tirreno, come vaste praterie di posidonia, gorgonie, anemoni marini, coralli, stelle marine, oltre a diverse specie di delfini, la cernia bruna e il raro pesce luna. 

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano vanta inoltre un’incredibile varietà di paesaggi: dall’articolata e complessa Isola d’Elba al tavolato di Pianosa al cono roccioso di Montecristo. La IUCN – Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (International Union for the Conservation of Nature), il massimo organismo mondiale per i parchi e le riserve naturali, ha inserito quindi il parco nella prestigiosa Green List, la lista che premia le eccellenze mondiali delle aree protette.

Parco Nazionale del Pollino

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Il Parco Nazionale del Pollino, infine, esteso tra la Calabria e la Basilicata, è uno dei più grandi d’Europa e forse una delle ultime aree wilderness del continente, cioè quelle zone rimaste selvagge dal punto di vista morfologico e paesaggistico nonostante i millenni di civilizzazione e sviluppo che hanno caratterizzato il nostro pianeta. Il parco si estende su 192.565,00 ettari e spazia dal mar Tirreno allo Jonio, da Cozzo del Pellegrino a Serra Dolcedorme, dai Piani di Campolongo, di Novacco, e di Lanzo, ai Piani del Pollino, dai fiumi Argentino e Abatemarco, alle gole del Lao e del Raganello, ai torrenti Peschiera e Frido. L’intera zona del Pollino è formata dai massicci del Pollino e dell’Orsomarso. 

La catena montuosa che fa parte dell’Appennino meridionale a confine con la Basilicata e la Calabria vanta le vette più alte del Sud Italia (2.200 metri slm), le quali rimangono innevate per un lungo periodo da novembre a maggio. L’area naturale è caratterizzata da rocce dolomitiche, bastioni calcarei, pareti di faglia di origine architettonica, profonde gole, grotte carsiche, timpe di origine vulcanica, pianori, prati, pascoli ad alta quota, accumuli morenici, circhi glaciali e massi erratici.

Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena

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Spiagge di sabbia bianca e soffice, lambite da acque trasparenti dalle infinite sfumature tra il turchese e il verde smeraldo, rocce granitiche dalle tinte rosate e rigogliosa macchia mediterranea. È lo spettacolare scenario che incanta chiunque arrivi all’arcipelago della Maddalena. Una costellazione di isole e isolotti paradisiaci sorgono nel tratto di mare tra la Sardegna e la Corsica, noto come Bocche di Bonifacio. È un paesaggio tra i più suggestivi al mondo che per il suo valore naturalistico è stato dichiarato area protetta. Il parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena, il primo istituito in Sardegna, nel 1994, abbraccia terra e mare per oltre 20mila ettari e comprende oltre 60 isole. 

Tra queste spiccano quelle della Maddalena, l’isola principale dell’arcipelago, ma anche Spargi, Budelli e Caprera. Con i suoi 180 km di coste, l’arcipelago ha alcune delle spiagge tra le più celebri e suggestive del Mediterraneo, tra cui la Spiaggia Rosa, la spiaggia del Cavaliere nell’isola di Budelli, le spiagge di Cala Coticciu, Cala Napoletana e del Relitto a Caprera, Cala Corsara e Cala Granara a Spargi. Insenature e calette inoltre determinano una miriade di approdi naturali che da sempre accolgono i naviganti. Il parco vanta oltre 700 entità vegetali, che rappresentano un terzo della flora sarda e più di 50 specie endemiche che rappresentano il 25% di quella complessiva della Sardegna. Il paesaggio è caratterizzato dalla macchia mediterranea dominata da ginepro, corbezzolo, fillirea, lentisco, mirto, erica, calicotome, cisto ed euforbia. I siti preistorici di Spargi e di Santo Stefano infine testimoniano la presenza umana sull’arcipelago fin dai tempi antichi. Durante l’epoca romana, era frequentato soprattutto per l’estrazione dei materiali lapidei che servivano per la costruzione di colonne e altri manufatti.

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, localizzato nel cuore dell’Appennino, si estende sul territorio di tre regioni, l’Abruzzo, il Lazio e le Marche, comprendendo nel suo perimetro cinque province: L’Aquila, Teramo, Pescara, Rieti ed Ascoli Piceno, oltre a ben 44 comuni. 

È un territorio cerniera tra la regione euro-siberiana e quella mediterranea, in cui si localizza la montagna più elevata dell’Appennino che racchiude l’unico ghiacciaio dell’Europa meridionale: il Gran Sasso, con i suoi 2912 metri, è considerato il tetto dell’Appennino, ma anche i Monti della Laga raggiungono un’altezza significativa (Monte Gorzano, 2458 metri). La posizione geografica, l’altezza raggiunta dalle montagne, nonché la differente geologia dei rilievi (calcari e dolomie sul Gran Sasso e sui Monti Gemelli, arenarie e marne sui Monti della Laga) determinano una straordinaria ricchezza di specie animali e vegetali, nonché una varietà di ecosistemi e paesaggi davvero unica. Il parco conta 2364 specie vegetali censite, mentre i boschi che ammantano le montagne sono autentici serbatoi di biodiversità. 

Altre gemme del parco sono quelle che l’uomo ha costruito nel corso dei secoli: chiese, abbazie e castelli, vie, grotte, necropoli, città e templi che dalla Preistoria e dall’epoca romana  giungono a noi carichi di mistero e di fascino. 

Foto:© Stefano Zaccaria/Shutterstock

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