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Borghi delle Langhe, i più belli per l'autunno tra i vigneti

I più bei borghi medievali adagiati sulle morbide colline delle Langhe coperte da vigneti

Borghi delle Langhe: i più belli per l'autunno tra i vigneti BORGHI Shutterstock
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Una terra splendida ricoperta da vigneti che cambiano colore secondo le stagioni. Le Langhe sono una delle perle del Piemonte, patria del vino, del tartufo e delle nocciole. Si estendono ai piedi delle Alpi Liguri e si protraggono fino al confine con l’Astesana, il Monferrato e il Roero

È un paesaggio prevalentemente costituito da morbide colline costellate da vigneti e boschi, ma anche da alcuni dei borghi più belli d’Italia, castelli e torri medievali, siti archeologici e musei. Il periodo migliore per visitarli? L'autunno! Con il foliage che tinge i paesaggi e le cantine da esplorare. 

Borghi delle Langhe, i più belli per l'autunno tra i vigneti

  • Alba
  • Barbaresco
  • Barolo 
  • Grinzane Cavour
  • La Morra 
  • Neive 
  • Serralunga d’Alba 

Riconosciute dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità nel 2014, le Langhe inoltre sono una delle principali zone vitivinicole d’Italia e del mondo, un vero e proprio paradiso del turismo enogastronomico. 

Il Barolo e il Barbaresco, rispettivamente nominati il re e la regina dei vini d’Italia, sono le etichette più prestigiose che bisogna assolutamente provare, ma non perdete gli altri grandi vini delle Langhe da degustare in un tour delle cantine. Ecco i borghi più belli dove andare nelle Langhe.

Alba

Alba è la capitale delle Langhe. Nacque come insediamento romano sulla destra del Tanaro, “Alba Pompeia”. Tra il ‘300 ed il ‘400 divenne la “Città delle Cento Torri”, che oggi, seppur in minor numero, testimoniano dell’epoca medievale. 

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Dopo essere passata più volte nelle mani dei Gonzaga di Mantova e dei Savoia, nel 1628 divenne definitivamente dominio della casa Savoia. Nella Seconda guerra mondiale, durante il periodo della Resistenza, divenne fulcro degli scontri tra i partigiani e gli occupanti nazisti, come racconta il celebre scrittore Beppe Fenoglio in I 23 giorni della città di Alba. Oggi passeggiate tra torri, case-forti, chiese, il Duomo e il monumento gotico-romanico di S. Domenico di Alba, circondata da colline cosparse di vigneti, prima di concedervi una sosta gastronomica.

Foto: © Rostislav Glinsky/Shutterstock

Barbaresco

A est di Alba, su una delle rocche lungo le anse del Tanaro, si erge l’imponente torre di Barbaresco, che ha anche il primato di essere la più alta dell’intero Piemonte. Dalla torre, alta 36 metri, si può ammirare un panorama meraviglioso, che nelle giornate serene abbraccia l’intero arco alpino dal Monte Rosa al Monviso. 

Fate un giro nel centro storico di questo grazioso borgo medievale e poi fate una sosta all’Enoteca Regionale del Barbaresco, ospitata nella chiesa sconsacrata dedicata a San Donato, dove degustare i vini Barbaresco DOCG. È proprio di questa zona delle Langhe, infatti, l’omonimo vino rosso che è anche uno dei più conosciuti al mondo. Si può visitare poi il castello del 1700, oggi utilizzato come sede della Cantina Sociale del Barbaresco e quindi le cantine, tra cui la rinomata cantina Gaja.

Barolo 

Barolo è uno dei borghi più rappresentativi della Bassa Langa. Il suo nome deriverebbe dal celtico “bas reul”, luogo basso, come di fatto è rispetto ad altri paesi della zona. È un borgo di antiche origini: il suo territorio fu abitato fin dai tempi preistorici, mentre una lapide funeraria ritrovata nel 1920 in frazione Vergne testimonia dell’epoca romana. Sul centro spicca il castello, la cui costruzione viene fatta risalire al X secolo, quando, a seguito delle scorrerie ungare e saracene, Berengario I di Provenza concesse ai feudatari e ai religiosi della zona la possibilità di erigere torri ed opere di difesa. 

Ma la storia del borgo inizia davvero quando intorno al 1250 il feudo passò ai Falletti, la cui dinastia ne rimase proprietaria fino al 1864, con Giulia che per prima sperimentò il metodo di vinificazione del Barolo, così come oggi lo conosciamo. 

La dinastia dei Falletti si estinse nel 1864 con la morte dell’ultima marchesa, Giulia Colbert, che diede nome e fama al vino Barolo. Salite in cima al castello per godervi la vista sulle colline coltivate ad uve Nebbiolo. Poi gli amanti del vino non dovrebbero perdere una visita al WiMu (il museo del vino) all’interno del Castello dei Falletti, al curioso Museo dei Cavatappi e alle numerose cantine vinicole della zona. 

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Grinzane Cavour

Grinzane Cavour si trova a 6 chilometri da Alba, sulla strada verso Barolo e Monforte. Disposto su un colle circondato da vigneti, il paese è dominato dal castello medioevale, oggi patrimonio Unesco e sede del museo etnografico, dell’enoteca regionale e dell’asta mondiale del tartufo bianco. 

La storia di questo borgo deve tutto a Camillo Benso Conte di Cavour che fu sindaco del paese dal 1832 al 1848. Così anche la storia dei vini di questa terra è legata al conte che, appassionato di agricoltura, riuscì a risolvere le malattie che avevano colpito i vigneti circostanti. Visitate la chiesa parrocchiale, fatta erigere dal conte e dedicata alla Madonna del Carmine. E assaggiate il rinomato torrone di Grinzane Cavour.

La Morra 

La Morra, nella zona di produzione tipica del vino Barolo, è situato a 13 chilometri da Alba e comprende le frazioni Annunziata, Berri, Rivalta e Santa Maria. Di antiche origini, Murra fu fondata verso la fine del XII secolo dal comune di Alba: gli abitanti furono considerati cittadini albesi fino a quando, più tardi, La Morra divenne libero comune. 

Dal 1340 il paese venne in possesso dei Falletti poi marchesi di Barolo. Il castello di La Morra venne distrutto dai francesi nel 1542 e le porte di S. Martino e del Mercato vennero abbattute. Ma oggi è possibile ammirare la chiesa barocca di San Martino e la Confraternita di San Rocco che si affacciano sulla piazza centrale del paese. A due passi, nella Cantina Comunale, si possono degustare e acquistare i vini di La Morra. Più in alto, in piazza Castello, è possibile godere di uno dei punti di vista più spettacolari su tutte le Langhe. Vale la pena poi andare nella frazione dell’Annunziata dove vedere l’ex abbazia benedettina di S. Martino di Mercenasco, dove ha sede il Museo Ratti dei Vini. Da La Morra inoltre partono i sentieri del vino e la “Mangialonga”.

Neive 

Neive è uno splendido borgo situato nelle Langhe Occidentali fra Barbaresco e Castiglione delle Lanze, a poco più di 10 km da Alba in direzione di Asti. La parte più antica del paese, di impianto medioevale, fu edificata su di un poggio, mentre la più recente, conosciuta anche come Neive Borgonuovo, si estende sul pianoro sottostante, attraversato dal Torrente Tinella. In questo modo il borgo medioevale è rimasto quasi intatto nonostante sia stato rimaneggiato nei secoli. 

Per la ricchezza dei vigneti e del commercio, l’importanza strategica e la bellezza del luogo, Neive “alta” fu da sempre scelta come residenza della nobiltà terriera e della ricca borghesia, che nel tempo si sono dotate di splendidi palazzi. Perciò Neive ha acquistato il soprannome di “pais di sgnuret”, paese dei signorotti. Oggi Neive è inserita nel club dei Borghi più belli d’Italia ed è una tappa obbligata per chi vuole scoprire le Langhe. È la terra dei quattro vini, Barbaresco, Barbera, Moscato e Dolcetto, nonché la sede di alcuni dei migliori viticultori e produttori di vino delle Langhe. Arrivare al borgo in auto dalle colline di Barbaresco è già un’esperienza meravigliosa, poiché si gode di una vista spettacolare sulle Langhe coltivate a vigneti. Poi esplorate il centro storico di Neive che esige dai visitatori “calma, un passo lento e l’attenzione dell’occhio a posarsi e a distendersi sulle sue case”, come scrisse il giornalista Folco Portinari. 

Infine visitate le sue famose cantine. I vini qui prodotti scalano le classifiche internazionali e sono presenti sulle tavole dei più rinomati ristoranti. Questa è la terra, solo per fare qualche esempio, delle cantine di Bruno Giacosa, che conquistò l’affetto e il palato dello scrittore Mario Soldati.

Serralunga d’Alba 

Serralunga d’Alba è un altro pittoresco borgo medievale rimasto quasi intatto. L’origine del paese viene fatta coincidere con la costruzione del castello: dominio di Bonifacio del Vasto, “Sera Longa” (per la sua caratteristica forma di lingua di terra stretta e lunga sulle colline), fu in seguito possesso dei Del Carretto e dei marchesi di Saluzzo prima di passare ai marchesi Falletti di Barolo. 

Furono proprio questi ultimi, tra il 1340 e il 1357, a far costruire il castello, fatto poi restaurare da Luigi Einaudi, che oggi è uno dei pochi visitabili delle Langhe. Dalle sue mura si può osservare l’intero paese: noterete che le vie e le case sono poste in modo concentrico per favorire l’accesso della popolazione al castello in caso di guerra. Eretto come fortezza militare, il castello conserva alte torri che servivano per la difesa del borgo e l’avvistamento. Serralunga, inoltre, oggi è uno dei caposaldi nella produzione di Barolo, quindi visitate le sue cantine.

Mappa e cartina

Autore: Francesca Ferri

 

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