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Pasqua a Palermo 2022: cosa fare assolutamente

Pasqua a Palermo 2022: cosa fare assolutamente
15-03-2022

PasquaPalermo? Il capoluogo della Sicilia, è una città estremamente affascinate, che riesce a mostrare la sua bellezza in tutte le stagioni dell’anno. 

Si tratta di una località che riesce a far convivere le sue diverse anime: la sua origine di fondazione risale infatti alla preistoria ma è in epoca barocca che la città raggiunse il massimo della sua grandezza e lo dimostrano le diverse opere architettoniche – soprattutto sacre – che ancora oggi sono visitabili. Adesso è a tutti gli effetti un centro moderno e fulcro nevralgico del turismo. Ecco cosa fare se si vuole visitare Palermo a Pasqua.

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Pasqua a Palermo 2022

Palermo è anche e soprattutto una città fortemente legata alle tradizioni e, per questa ragione, anche a tutte le cerimonie religiose che caratterizzano le diverse festività. Le manifestazioni legate alla Settimana Santa di Pasqua diventano – in alcuni casi – delle vere e proprie attrazioni turistiche. 

Nel corso del Venerdì Santo, in particolare, non si celebra l’eucarestia ma nel pomeriggio tutte le parrocchie della città – suddivise in diversi itinerari – si dedicano alla processione che ricorda la Passione di Cristo. In tutto le processioni palermitane sono più di trenta e i cortei sono tutti accompagnati non dal suono delle campane ma da quello delle “traccole”, dei piccoli strumenti di legno che producono un rumore a tratti fastidioso che vuole anche simboleggiare il dolore di Cristo che percorre il suo cammino fino al Golgota con la croce sulle spalle. 

Anche altri elementi accomunano tutte le funzioni che mantengono – in questa giornata specifica – forti legami con quelle che erano delle tradizioni pagane: nei cortei ci sono infatti la guardia pretoriana (anche chiamata i giudei), i portatori di livrea, i tamburini, i penitenti e gli incappucciati.

Tutti personaggi che utilizzano dei costumi tipici. 

Una delle processioni più caratteristiche è quella della confraternita dei Cocchieri, così chiamata perché anticamente costituita proprio dai cocchieri che prestavano servizio in città a cui il Venerdì Santo veniva concessa la giornata libera per partecipare alle celebrazioni religiose. I membri della congregazione, riunitisi per la prima volta nel 1596 portavano in processione anche le statue di Gesù morto e della Madonna addolorata, utilizzando i loro abiti da lavoro. Una tradizione che – seppure i cocchieri non esistano più – è portata avanti dalla parrocchia che ne continua a mantenere il nome: ogni anno, quindi, i fedeli della suddetta parrocchia si “travestono” da cocchieri per partecipare alla processione.

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Cosa Fare a Pasqua a Palermo

Palermo durante la settimana di Pasqua – che cade nella stagione primaverile – offre tante attrazioni anche non strettamente legate alle celebrazioni religiose. Con l’arrivo delle stagioni calde, infatti, chiunque passa per la città dovrebbe concedersi ad esempio una visita a la Vucciria, Ballarò, il Capo e Borgo Vecchio: i mercati popolari palermitani. In queste piazze di vendita oltre a fare degli affari interessanti si può scoprire una parte fondamentale del folklore palermitano e ammirare un volto genuino e fresco della città. Scoprirne i colori e i sapori, senza doversi immergere nell’eccesiva confusione che li invade d’estate.

Anche i monumenti principali di Palermo meritano ovviamente una visita: la cattedrale che un tempo fu anche una moschea e che ospita al suo interno la tomba di Federico II. O il palazzo dei normanni – a poca distanza dalla Cattedrale –oggi sede del consiglio regionale della Sicilia ma sempre aperto al pubblico per le visite turistiche.

Con una passeggiata sotto il tiepido sole primaverile è particolarmente piacevole scoprire anche il centro storico con le sue viuzze, le grandi piazze e le sue tante boutique in cui dedicarsi allo shopping. 

Anche se le spiagge della città – Mondello su tutte – si prestano soprattutto al turismo estivo, le strutture ricettive e i lidi sono spesso aperti anche all’arrivo dei primi caldi primaverili. I lidi diventano, quindi, i luoghi ideali per concedersi un aperitivo guardano il mare. E, se le temperature lo permettono, perché no, anche un tuffo fuori stagione è consentito!

Cosa mangiare a Palermo a Pasqua

Chiunque voglia visitare Palermo nel periodo pasquale non può – inoltre – evitare di mangiare per strada il famoso “pane e panelle” o assaggiare la cassata, regina dei dolci di Sicilia. Soprattutto però bisogna mangiare i cosiddetti “pupi cu l’ova”, tipici del periodo: si tratta di paste dolci a cui viene data la forma di bambole o personaggi vari (pupi) ma anche cestini o trecce che vengono cotte con all’interno le uova sode intrecciate nella pasta (che assomiglia lontanamente a una brioche semplice). 

Anticamente queste uova venivano conservate all’interno dei dolci perché il divieto di mangiare carne e derivati nel corso della Quaresima era molto sentito e – nel giorno di Pasqua – quando si spezzavano i pupi e si mangiavano a tavola, le uova in questione venivano regalate ai membri della famiglia perché la Quaresima era conclusa e la carne si poteva nuovamente mangiare. Un altro dolce tipico della tradizione di Pasqua a Palermo è la pecorella di Pasqua: una torta a base di pasta di pistacchio a forma di pecora.

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