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Dove andare a settembre in montagna

Dove andare in montagna a settembre in Italia

Se dopo una lunga estate di mare siete stanchi di spiagge affollate e città afose rifugiatevi in montagna. 

Settembre è il mese ideale per passeggiate ad alta quota, sport nella natura e pranzi in baita con vista su maestose vette, laghi cristallini e autentici paesini. Tornare al lavoro sarà più facile. 

Ecco dove andare in montagna a settembre

Dove andare in montagna a settembre 

  • Dolomiti Ampezzane 
  • Campiglio – Pinzolo 
  • Tirolo Orientale 
  • Alta Badia 
  • Dolomiti Lucane
  • Parco Nazionale della Sila
  • Parco Nazionale dell’Aspromonte
  • Parco Nazionale del Pollino
  • Parco Nazionale del Gran Sasso 
  • Supramonte 

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Dolomiti Ampezzane 

Le Dolomiti Ampezzane sono una sezione delle Dolomiti appartenenti alla regione Veneto. Si estendono intorno al comune principale, Cortina d’Ampezzo, e sono delimitate dal passo Cimabanche a nord, dal Col Sant’Angelo a nord-est, dalla Forcella Grande a sud-est, dalla Forcella Forada a sud e dalla Forcella Bois ad ovest. Le Dolomiti Ampezzane si possono dividere in sei gruppi, tra cui il gruppo del Sorapiss, uno dei principali delle Dolomiti Ampezzane che ha ispirato la leggenda di Misurina, figlia del re Sorapiss, citata anche da Claudio Baglioni in una delle sue canzoni. Per la sua unicità una parte delle Dolomiti Ampezzane è protetta, inoltre, dal parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo. La perla della zona, però, è chiaramente Cortina d’Ampezzo, una delle località sciistiche più rinomate delle Alpi e frequentata dal jet set italiano e internazionale, nonché un’ottima meta per chi vuole godersi la montagna a fine estate. Il suo centro storico è una concentrazione di boutique di lusso ed eleganti alberghi. A settembre poi si possono praticare tutte le attività all’aria aperta che si desiderano da accompagnare a squisiti pranzi in baita.

Campiglio – Pinzolo 

La zona di Campiglio-Pinzolo, inserita nel parco naturale Adamello Brenta, è una rinomata località sciistica delle Dolomiti che attrae per le sue bellezze naturali e per la vita mondana. La principale località è Madonna di Campiglio che ha scoperto la sua vocazione turistica fin dall’Ottocento, quando accolse illustri ospiti come la regina Sissi e l’imperatore Francesco Giuseppe, celebrati oggi con il Carnevale Asburgico. Madonna di Campiglio, “la perla delle Dolomiti di Brenta”, oggi è rimasta la meta delle vacanze in montagna per eccellenza, tra leggendarie piste da sci, sentieri escursionistici, jet set, alberghi eleganti, boutique di lusso e una vivace vita notturna. 

Pinzolo, invece, è un’altra località frequentata sia d’estate che d’inverno, dove vale la pena vedere la chiesa di San Vigilio con la famosa Danza Macabra. La zona di Campiglio Pinzolo fa parte della skiarea Campiglio Val Rendena Val di Sole e dello Skirama Adamello Brenta, che d’inverno attrae per i suoi 156 km di piste da sci e d’estate per i suoi meravigliosi paesaggi da esplorare a piedi, in bici o a cavallo. La Val Rendena si estende lungo una ventina di chilometri dal paesino di Verdesina fino ai 1.650 metri di Campo Carlo Magno. È inserita nel Parco Naturale Adamello-Brenta dove camminare d’estate tra pascoli fioriti, fitti boschi che fanno da cornice alle cime, ai ghiacciai perenni della Presanella e dell’Adamello ad ovest, alle guglie di roccia delle Dolomiti di Brenta ad est. Nella val Rendena si trovano inoltre due campi da golf, il Golf Club Rendena e il Golf Club Campo Carlo Magno.

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Tirolo Orientale 

La parte orientale del Tirolo, che coincide con il distretto austriaco di Lienz, è anche chiamato in italiano Alto Drava. Il Tirolo orientale è dominato dai gruppi montuosi degli Alti Tauri, le Alpi Pusteresi, le Dolomiti di Lienz e le Alpi Carniche. Il meraviglioso paesaggio alpino qui è costellato dai tipici masi tirolesi che si adattano ai ripidi pendii dei monti. 

Nell’Alta Val Pusteria si trovano poi pittoreschi paesini e città di montagna. Tra questi, il capoluogo, Lienz, una cittadina tirolese che merita una visita. Aguntum, invece, è l’antica città romana e uno dei più antichi monumenti conservati fino ad oggi. Inoltre, esplorate le numerose rocche e i castelli lasciati dai conti di Gorizia, dagli Asburgo e dalle altre dinastie di nobili. La regione più soleggiata dell’Austria offre oltre alle numerose e variegate piste da sci, paesaggi di grande bellezza da esplorare con escursioni, trekking, mountain bike, tennis, pesca, equitazione, nuoto, rafting e kayak. Il Tirolo orientale, dunque, è la meta ideale per chi è alla ricerca di tranquillità, sport e natura in montagna a settembre. 

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Alta Badia 

L’Alta Badia è la porzione a monte della Val Badia, situata in Trentino-Alto Adige. È una verde valle di cultura ladina tra i 1300 e i 3000 metri dove si trovano suggestivi paesini come La Val, La Villa,  Corvara, Colfosco, San Cassiano e Badia. I reperti di Sotciastel di Badia testimoniano dei primi insediamenti stabili in Alta Badia già a partire dal 1700 a.C. Tra prati verdi, laghi alpini e cime montuose fate caso alle viles, secolari insediamenti ladini, perfettamente integrati nella natura, dall’organizzazione autarchica. 

L’Alta Badia, inoltre, custodisce ben due siti iscritti alla lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco: il Parco Naturale Fanes-Senes-Braies e il Parco Naturale Puez-Odle. Lo scenario dolomitico composto da boschi, malghe e cime rocciose estremamente varie e che arrivano a oltre 3000 metri, è l’ideale da esplorare in ogni stagione. In primavera e in estate si possono fare escursioni e arrampicate nella natura. Gli amanti della bici possono seguire il Dolomites Bike Day: il percorso, lungo 51 km, tocca 3 mitici passi che hanno fatto la storia del Giro d’Italia, nel cuore delle Dolomiti, Valparola, Falzarego e Campolongo. Ci si può poi ricaricare assorbendo l’energia benefica della natura con trekking emozionali e yoga. Con le seggiovie e le cabinovie dell’Alta Badia, in funzione anche durante l’estate, si possono comodamente raggiungere gli altopiani dell’Alta Badia, tra i più belli delle Dolomiti. Conosciuta come il “cuore delle Dolomiti”, l’Alta Badia, dunque, è famosa soprattutto per gli sport invernali, con i suoi 130 km di piste e 460 impianti di risalita, ma è anche un’ottima destinazione per una vacanza estiva. 

Dolomiti Lucane

Un viaggio indietro di migliaia di anni tra paesaggi selvaggi, natura ancestrale, sconfinate foreste e misteriosi complessi megalitici. La Basilicata mostra la Terra come doveva essere prima dell’intervento dell’uomo. Le Dolomiti Lucane, nel cuore di questa regione senza tempo, sono il belvedere naturale da cui osservarla. 

Le alte guglie rocciose dalle sagome curiose che rievocano quelle dell’aquila reale o della civetta, si innalzano verso il cielo, proteggendo gli incantevoli borghi-presepe arroccati sulle maestose cime come Pietrapertosa e Castelmezzano. Si può soggiornare in questi tranquilli paesini delle Dolomiti Lucane oppure a Matera che dista meno di un’ora di auto. Il Volo dell’Angelo vi farà volare su boschi e valli verdi tra le Dolomiti Lucane. Chi invece preferisce rimanere con i piedi per terra può dedicarsi a escursioni, trekking e vie ferrate nel Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane. Il Percorso delle Sette Pietre racconta invece di questa terra di luce e di boschi, di streghe e briganti, di conti e nobildonne. La Lucania vista dalle Dolomiti Lucane è un ritorno a un mondo genuino, autentico e sincero.

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Parco Nazionale della Sila

Il Parco Nazionale della Sila, è situato tra le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, e comprende una zona unica in Calabria che custodisce uno dei più significativi esempi di biodiversità. Tra i luoghi di maggiore interesse ci sono le Valli Cupe, a sud del parco, ricche di cascate e fonti, il santuario di San Giovanni in Fiore, Taverna, il borgo al confine del parco dove visitare il museo dedicato a Mattia Preti, il famoso artista seicentesco. Fate caso ai giganti di Fallistro, pini meravigliosi che hanno resistito ai secoli. Per esplorare la Sila potreste alloggiare in uno dei caratteristici borghi come Bocchigliero, Calopezzati o Campana. 

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Parco Nazionale dell’Aspromonte

Il Parco Nazionale dell’Aspromonte sorge, invece, all’interno della città metropolitana di Reggio Calabria e prende il nome dal Massiccio dell’Aspromonte. In questo parco la macchia mediterranea incontra il paesaggio montano, dove le rocce assumono bizzarre forme, come la Rocca del Drago e le Caldaie del latte. Tra i tanti paesini tra le montagne da visitare, consigliamo Roghudi, borgo fantasma abbandonato nel 1971 dopo un’alluvione, avvolto in un’atmosfera fiabesca, e Pentedattilo, arroccato ai piedi di un’enorme roccia a ridosso di una fiumara. Per alloggiare consigliamo Bova, un borgo arroccato sulle pendici dell’Aspromonte, considerato la capitale culturale della Calabria Greca che conta meno di 500 abitanti ed è immerso in un’atmosfera d’altri tempi. 

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Parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino, esteso tra la Calabria e la Basilicata, è uno dei più grandi d’Europa e forse una delle ultime aree wilderness del continente, cioè quelle zone rimaste selvagge dal punto di vista morfologico e paesaggistico nonostante i millenni di civilizzazione e sviluppo che hanno caratterizzato il nostro pianeta. Provate a camminare in una delle riserve della parte calabra dominate dal pino loricato: la valle del fiume Lao, le gole del Raganello, la valle del fiume Argentino e quella del Rubbio. Vale davvero la pena fare un’esperienza di trekking per esempio sulla Serra di Crispo, su quella delle Ciavole o sulla Serra Dolcedorme. Il canyon del Raganello poi è davvero scenografico. 

La conformazione del Pollino ha portato inoltre allo sviluppo di numerosi sport legati all’acqua: per esempio nelle gole del fiume Lao si pratica rafting, in quelle del Raganello banchismo e torrentismo. 

Settembre quindi è uno dei mesi migliori per esplorare il Pollino.  

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Parco Nazionale del Gran Sasso 

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è uno dei più estesi d’Italia con una biodiversità tra le più ricche d’Europa. Il Gran Sasso, situato in Abruzzo, è il massiccio montuoso più alto degli Appennini e domina il paesaggio, stagliandosi sui monti, i colli, i pascoli e le valli coltivate. Il signore degli Appennini (2912 mt) si erge verticalmente ad est, con il maestoso “Paretone” e a meridione sui pascoli sterminati di Campo Imperatore. 

Le alte quote sono il regno delle nevi perenni e custodiscono il ghiacciaio più meridionale del continente, il Calderone. Verso nord, ai confini settentrionali, tra Abruzzo, Lazio e Marche, si osservano i profili più dolci della catena dei Monti della Laga, con la loro vegetazione di faggio, abete bianco, cerro e castagno. La luce brilla nei corsi d’acqua che precipitano nelle valli con cascate fragorose. Il parco, inoltre, è attraversato da una fitta rete di sentieri escursionistici e dall’Ippovia del Gran Sasso, percorribile anche in mountain bike. Il parco comprende poi 44 comuni in cui poter soggiornare, tra cui Amatrice, la città degli spaghetti all’amatriciana, Calascio, dove si trova la famosa Rocca, il castello più alto degli Appennini, o Castel del Monte, uno dei borghi più belli d’Italia. Nei suggestivi paesaggi del Gran Sasso, quindi, si nascondono tesori d’arte, borghi medievali, incantevoli castelli, eremi e abbazie da scoprire con escursioni e camminate nella natura di fine estate. 

Supramonte 

Il Supramonte è un vasto complesso montuoso calcareo-dolomitico formato da altopiani carbonatici, situato nella parte centro-orientale della Sardegna. Si estende per 35 mila ettari in un territorio caratterizzato da altopiani e doline, strapiombi e foreste, grotte e sorgenti, abitato sin dalla preistoria e punteggiato da siti prenuragici e nuragici. Tra i punti di maggior interesse si distingue la gola Gorroppu, il canyon più spettacolare d’Europa, modellato dalla forza dell’acqua e profondo 500 metri. Poi la dolina di su Suercone, impressionante voragine dalla particolare forma a imbuto, è l’attrazione naturalistica più nota del Supramonte di Orgosolo. 

Con trekking ed escursioni si può esplorare la foresta di sas Baddes, unica lecceta primaria d’Europa, o salire fino al monte Corrasi, la cima più alta (1463 metri) del Supramonte. O ancora si può esplorare una delle più grandi cavità d’Europa, sa Oche e su Bentu: trenta chilometri di viscere sotterranee percorse da un fiume che risale sino alla sorgente, tra stalattiti, stalagmiti e laghi sotterranei. Vale la pena poi visitare il villaggio di Tiscali, roccaforte delle popolazioni nuragiche all’interno di Lanaittu. Come base si può soggiornare in uno dei cinque paesi del Supramonte, Dorgali, Oliena, Orgosolo nelle Barbagie, Baunei o Urzulei nell’Ogliastra. Il Supramonte è, dunque, la meta ideale in Sardegna per rinfrescarsi ad alta quota dopo una calda estate. 

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