Campobasso

Cosa vedere a Campobasso: migliori attrazioni e cose da fare

Campobasso
Situato a 700 metri d’altitudine, Campobasso è il capoluogo del Molise e il terzo capoluogo di regione più alto d’Italia. Le migliori cose da fare e vedere.

La città si compone di una parte antica, adagiata sul pendio di un colle, ed una parte moderna, che si espande in pianura.

Nella città vecchia, che risale al Medioevo, visitate il Castello Monforte che domina dalla cima del colle l’intera città.

Nelle giornate più limpide, dal castello riuscirete a distinguere il territorio del Matese, fino alla Maiella e alla Puglia.

Campobasso
Campobasso

Vicino al castello poi sorge la chiesa di San Giorgio, delX secolo, con affreschi del Trecento. Così proseguite per la Chiesa di San Bartolomeo, in stile romanico.

Da non perdere la cattedrale della Santissima Trinità che risale all’inizio del Cinquecento, ma sono interessanti anche la chiesa di Sant’Antonio Abate, situata nei pressi dell’omonima porta, Santa Maria della Croce, sede dell’antica confraternita dei Crociati, e quella romanica di San Leonardo, che riconoscerete dal bel portale con arco a sesto acuto.

Tra i musei più interessanti da visitare, poi, ci sono il Museo provinciale sannitico, situato nel nobiliare Palazzo Mazzarotta, Palazzo Pistilli e il Museo del Presepe che conserva una raccolta di presepi antichi, tra cui alcuni del XVIII secolo.

Andate a zonzo quindi tra le vie dell’antica città che ancora conserva tracce delle più importanti porte della cinta muraria che nel Medioevo proteggeva Campobasso. E non tralasciate i grandi portali delle case signorili che raccontano la storia delle più importanti famiglie della città.

Ecco cosa vedere a Campobasso.

Castello Monforte

Castello Monforte
Castello Monforte

Sulla cima del colle Sant’Antonio, che sovrasta Campobasso, sorge il castello Monforte dalle origini incerte.

Preceduto da una torre di età longobarda, trasformata in un edificio fortificato in età normanna, deve l’aspetto odierno ad una fase costruttiva successiva voluta dal conte Nicola II Monforte, meglio conosciuto come Cola di Monfor­te, che si occupò della sua ristrut­turazione a seguito del terribile terremoto del 1456.

Il castello si presen­ta come un massiccio quadrila­tero con 4 torri angolari. Negli anni ’30 del Novecento il castello è stato oggetto di restauri, durante i quali l’ala orientale è stata adibita a sacrario per i caduti in guerra. Salite sul terrazzo per ammirare il panorama.

Santuario di Santa Maria del Monte

Maria Santissima del Monte
Maria Santissima del Monte

La chiesa, prospiciente il castel­lo Monforte, venne costruita nel Basso Medioevo come cappella privata dei feudatari della città.

Nel 1525 divenne sede della parrocchia di Santa Maria Maggiore e nel 1905 fu ceduta ai frati Cappuccini.

La facciata in pietra di Vinchiaturo ha un piccolo rosone ad imbuto in asse con il portale centrale, nell’o­riginario stile tardo-gotico del 1427.

Gli interni sono stati af­frescati da Amedeo Trivisonno e Leo Paglione. L’altare in marmi policromi è sormonta­to dalla statua della Vergine, particolarmente venerata, che viene portata in processione il 31 maggio di ogni anno.

Cattedrale della Santissima Trinità

cattedrale della santissima trinità
Cattedrale della Santissima Trinità

La chiesa venne edificata nel 1504 per volere del feudatario Andrea de Capoa e, distrutta dal terremoto del 1805, venne rico­struita in stile neoclassico su progetto dell’architet­to Bernardino Musenga.

Sede della confraternita della Trinità fino al 1809, divenne cattedrale nel 1927. L’interno, diviso in tre ampie navate, conserva due grandi cappelle, aperte nel­le navate laterali, affrescate da Amedeo Trivisonno.

In fondo alla navata centrale è possibile am­mirare un elegante baldacchino sostenuto da colonne con capi­telli corinzi che sovrasta l’altare maggiore.

Nella navata sinistra è situato il fonte battesimale in granito e a forma di vasca qua­drata risalente al 1745. Sulla parete destra del presbiterio è posizionato un dipinto raffigurante la Madonna di Costantinopoli, opera risalente al XVI secolo.

Le vetrate policrome dell’abside rappresen­tano i santi difensori del dog­ma della Trinità: Sant’Agostino, Sant’Ilario, Sant’Atanasio e San Nicola.

Chiesa di Sant’Antonio Abate

Questa chiesa rappresenta la più alta espressione dell’arte barocca di Campobasso, con i suoi altari di marmi policromi e il portale tardo rinascimentale.

Sorta nel Medioevo come chiesa suburbana, annes­sa ad una struttura ospedaliera, già nel tardo Trecento diviene sede di una confraternita laica­le collegata alla presenza nella zona di contadini e pastori.

Il suo aspetto attuale è frutto di modifiche effettuate dal ‘500. Il portale, che presen­ta i simboli di Sant’Antonio Abate e San Leonardo, risale al 1572.

La chiesa, ad una navata e con soffitto piano dipinto da Ame­deo Trivisonno con la rappresen­tazione della Cacciata di Lucifero dal Paradiso, custodisce al suo interno numerose opere d’arte, come il San Benedetto che esorcizza un indemoniato di Francesco Guarino, l’organo secentesco decorato a intaglio e i quattro altari laterali rivestiti di oro zecchino.

Nella piazza sulla quale si affaccia il 17 gennaio si accende un grande falò in onore di Sant’Antonio Abate.

Chiesa di San Bartolomeo

chiesa di san bartolomeo
Chiesa di san Bartolomeo

Sulla parte alta del Monte Monforte sorge questa antica chiesa romanica del XIII secolo. La facciata ha tre ingressi, tra cui quello centrale che si caratterizza per la lunetta in cui è scolpito Cristo Pantocratore, contornato dai simboli dei quattro Evangelisti e da figure variamente interpretate come profeti o dottori della chiesa.

All’interno vedrete un crocifisso e un’acquasantiera del Cinquecento. Fate caso infine alle finestre monofore del campanile.

Museo dei Misteri

Il Museo dei Misteri è dedicato agli “ingegni” di Paolo Save­rio di Zinno realizzati a metà del ‘700, che da oltre duecentocinquanta anni sfilano per le vie del capoluo­go nel giorno del Corpus Domini.

È costituito da due sale espositive ed una sala proiezioni. Nella sala d’ingresso sono esposti alcuni de­gli originali costumi d’epoca dei personaggi dei Misteri, insieme a fotografie, variamente datate, che ritraggono alcuni momenti salienti delle passate manifestazioni, e a cataloghi che riportano i nomi dei figuranti degli ultimi 40 anni.

Nella sala proiezioni vedrete video sulla “Processione dei Mi­steri”.

All’interno della sala degli “inge­gni”, invece, è possibile ammirare le tredici “macchine”, scoprendo le peculiarità struttu­rali ed artistiche che le rendono uniche al mondo.

Museo Sannitico

museo sannitico
Museo Sannitico

Il Museo Sannitico si trova nel centro storico e dal 1995 nel Palazzo Mazzarotta. I reperti di origine sannitica provenienti da tutto il Molise sono i più interessanti della collezione che copre un pe­riodo che va dalla Preistoria al Medioevo.

Cinque sono le sezioni del museo: la prima chiamata Lungo le rotte adriatiche; la seconda La via dell’ambra; la terza Gentes fortissimae Italiae; la quarta Dai Sanniti ai Romani; la quinta I cavalieri avari.

Tra i reperti più significativi van­no menzionati quelli della necro­poli di Campomarino, risalente all’età del Bronzo, delle necropoli sannitiche di Guglionesi, San Giu­liano di Puglia, Termoli e Larino.

Palazzo Cannavina

È uno dei pa­lazzi storici più importanti della città, databile tra il XVII e il XVIII secolo. Il nome deriva dalla fami­glia Cannavina che ne fu l’ultima importante proprietaria e che ar­ricchì il palazzo di mobili, affre­schi, tappeti e arazzi di cui solo alcuni ancora presenti.

La facciata principale è abbellita dal portale d’ispirazione barocca sormontato da uno stemma con la corona marchesale.

La facciata interna dell’androne a corte, su cui si affacciano su tre lati i porticati, ricorda la struttura dei palazzi nobiliari napoletani.

Teatro Savoia

Teatro Savoia
Teatro Savoia

Il teatro Sociale fu edificato tra il 1923 e il 1925 sull’area dove prima aveva sede il teatro Mar­gherita, inaugurato nel 1894 in sostituzione del precedente te­atro Gammieri, distrutto da un incendio e dedicato al compo­sitore campobassano Erennio Gammieri.

Il teatro Socia­le venne inaugurato nel 1926 con la rappresentazione della Tosca di Puccini, dopo qualche anno, con il cambio di proprietà, prese il nome definiti­vo di Teatro Savoia. All’esterno il teatro presenta forme semplici e lineari.

Gli elemen­ti decorativi in ferro battuto del­le balaustre, delle finestre, delle maschere teatrali e delle lampa­de sul coronamento centrale dell’edificio invece sono di chiara ispira­zione liberty e sono opera degli importanti artisti campobassani Nicola e Giuseppe Tucci.

L’ingresso, il foyer e la volta a schifo che sovrasta la platea sono decorati con affreschi del 1925 di Arnaldo De Lisio.

Villa de Capoa

La villa è ciò che rimane degli antichi orti del convento francescano di Santa Maria delle Grazie. Nel Settecento l’area fu acquistata da privati e riorganizzata in un vero e proprio parco neoclassico.

Nel 1875 la contessa Marianna de Ca­poa la donò all’omonimo orfanotrofio femminile da lei fondato e poi, nel 1929, tutto il complesso fu ceduto al comu­ne.

Il giardino ricopre un’area di quasi 16.000 m² ed è caratterizzato dalla pre­senza di viali alberati, siepi che delimi­tano piccole piazzole e percorsi labirin­tici, il tutto decorato da statue, fontane, archi di pietra o di siepi, un sarcofago di fine Quattrocento, un pozzo, panchine in pietra, una grotta e un piazzale dota­to di una piattaforma circolare, delimi­tata da una balaustra marmorea.

Si accede attraverso un pregiato cancello in ferro battuto che, insie­me ai lampioni in stile floreale, fu realizzato dall’artigiano di Campobasso, Giuseppe Tucci. Entrambi rappresentano le mi­gliori testimonianze del liberty in città. Godetevi quindi la passeggiata tra sequoie, cedri del Libano, cipressi, abeti rossi e tigli.

Dintorni di Campobasso

Sepino
Sepino

Nei dintorni di Campobasso si può visitare l’anfiteatro romano di Larino, che si pensa risalga al I secolo d.C. e poteva contenere circa 18.000 spettatori.

Se volete vedere un’altra testimonianza di epoca romana potreste visitare il teatro di Saepinum, che fa parte dell’area archeologica di Sepino, antica città romana che dal Medioevo in poi assunse il nome di Altilia.

Vedrete l’impianto originale del teatro romano oltre a una serie di edifici di epoca seicentesca che si sono aggiunti lungo il perimetro semicircolare del teatro.

Qui trovate I borghi più belli del Molise e qui Le spiagge più belle del Molise.

Cosa mangiare a Campobasso

La cucina di Campobasso è estremamente legata alle tradizioni di montagna e alla produzione di formaggi.

Assaggiate quindi il formaggio di Pietracatella, che viene stagionato per almeno due mesi nelle grotte di tufo scavate sotto le abitazioni, e il caciocavallo di Agnone, un formaggio a pasta dura con una stagionatura che può essere breve, media o lunga.

Altro prodotto pregiato è il tartufo bianco, diffuso nella montagna che circonda il capoluogo molisano.

Gli amanti di questa prelibatezza dovrebbero visitare il Centro Tartufi Molise. Tra i salumi assaggiate la salsiccia di fegato e la ventricina, un insaccato di maiale a stagionatura lenta. I primi piatti sono per lo più a base di carne, tra i secondi troverete anche del pesce, per esempio il baccalà con la verza o la frittata di alici.

La funnateglie è un piatto tipico dell’entroterra molisano costituito da salsiccia secca sotto “sugna”, uova, peperoni, salsa e pane, che di solito accompagna la zuppa. Per concludere amaretti, mostaccioli e biscotti di mais.

Da bere chiedete il Biferno Doc, un vino sia bianco sia rosso (con dicitura Riserva, se stagionato oltre tre anni) e rosato.

Come arrivare e muoversi a Campobasso

Campobasso può essere facilmente raggiunta in auto percorrendo l’autostrada del Sole A1 e uscendo presso San Vittore.

In treno bisogna prevedere almeno un cambio su un regionale. Chi viaggia in aereo può atterrare all’aeroporto di Pescara e da lì raggiungere Campobasso in treno o in pullman. Una volta arrivati ci si può spostare facilmente a piedi nel centro storico oppure con i trasporti pubblici per raggiungere zone più distanti.

Quando andare a Campobasso

Campobasso è una delle città più fredde d’Italia quindi il periodo ideale per visitarla è la primavera.

Dal punto di vista degli eventi, a maggio si svolge l’Infiorata, a giugno invece si tiene la Festa dei Misteri, uno dei momenti più suggestivi per visitare Campobasso.

In occasione del Corpus Domini, tra le strade della città, prendono vita dei quadri viventi che rappresentano scene bibliche e agiografiche. Così in una particolare processione sfileranno delle statue e sculture in legno o cartapesta, lentamente trasportate a spalla dagli uomini più forti della città. Una tradizione che va avanti dal XV secolo.

Per gli amanti dell’arte contemporanea, invece, la manifestazione Fuoriluogo si tiene nel mese di dicembre e per gli appassionati di cinema appuntamento al Kimera International Film Festival tra la fine di maggio e l’inizio di giugno.

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