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Mediterraneo: i posti archeologici più belli al mare

Mediterraneo
Archeologia e le spiagge più belle del Mediterraneo, ecco un binomio tutto da esplorare per andare alla scoperta della nostra storia.

Quali sono i posti archeologici da scoprire nel Mediterraneo? A pochi passi dal mare su cui si affacciano le spiagge più famose del Mediterraneo troviamo alcuni dei siti archeologici più antichi, ecco l’occasione per seguire la nostra curiosità partendo per un viaggio a ritroso nel tempo.

Tutto sta nel coltivare lo sguardo. Sì, perché dietro alla superficie di ciò che vediamo vive una storia che ci condurrà incredibilmente lontano. Spesso non ci facciamo caso, eppure se prestassimo sufficiente attenzione potremmo scoprire frammenti di una storia che riguarda tutti noi proprio a partire da qui, il mare.

Il Mediterraneo del mondo antico è stato il luogo dove a un certo punto della Storia è avvenuto uno dei più grandi big bang dell’umanità” scrive Lorenzo Cipriani, storico dell’arte, musicista, scrittore e skipper. Il suo libro “Mare Nostrum. Navigando nella storia: un periplo del mondo antico in barca a vela”, Giunti Editore, inizia seguendo questa ispirazione ed è il racconto di cinque mesi di navigazione attraverso il Mediterraneo.

Un progetto nato sulle rotte dei grandi navigatori del passato, seguendo le correnti e i venti stagionali lungo le terre dei miti.

Il Mediterraneo fa parte della nostra identità e ci connota. Etruschi, civiltà greca e fenicia, Romani: la navigazione e il commercio hanno costituito un punto di svolta perché di incontro e scambio.

Il mare è stato un trait d’union attraverso la distanza, il simbolo di come la ricchezza di espressioni culturali differenti possa crescere proprio a partire da una lontananza da attraversare.

Mediterraneo: Costa degli Etruschi

Costa Etruschi
Costa Etruschi

Il viaggio di Lorenzo Cipriani parte dal porto di Viareggio: la brezza che arriva dalle Alpi Apuane gonfia le vele e l’avventura ha inizio.

Il mare e le spiagge della Versilia sono quel posto, decisamente  particolare, da cui si guardano le montagne: due anime distinte che si guardano e prendono forza una dall’altra.

Sfiorare con lo sguardo le Apuane, con le loro celebri cave di marmo, mentre i piedi affondano nella spiaggia è sempre un’emozione.

Dal lungomare dell’Ardenza, le scogliere di Calafuria e il golfo di Castiglioncello, si apre il mare degli Etruschi, civiltà ancora oggi avvolta da numerosi misteri.

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Nell’antichità gli etruschi erano chiamati tyrrenhoi dai greci: erano pirati temuti in tutto il Mediterraneo, popolo libero e indomito come indipendenti e autonome anche nella vita sociale erano le donne etrusche.

Costruita sul mare, a Populonia venivano forgiati attrezzi e armi in ferro, di cui ancora pochi anni era facile trovare scorie nella sabbia.

L’area è parte del parco archeologico di Baratti e Populonia, nel comune di Piombino, che comprende la necropoli di San Cerbone, con diverse tipologie di tombe costruite nella roccia, e l’acropoli da raggiungere a piedi attraverso il fitto verde dei boschi.

Mediterraneo: Isola d’Elba

Isola d'Elba, Cosa Vedere? Attrazioni, spiagge e cose da Fare
Isola d'Elba

Napoleone soggiornò nell’isola per dieci mesi, dal 3 maggio 1814 al 26 febbraio 1815 e in questo periodo, secondo i documenti dell’epoca, contribuì a una grande trasformazione dell’isola d’Elba.

Nuove strade, migliori condizioni igieniche e innovazioni nell’agricoltura cambiarono la vita di chi viveva in questo luogo immerso nell’azzurro, senza contare la costruzione, in tempi record, di quella che è nota come Villa dei Mulini, la residenza dell’imperatore, sulla scogliera dove un tempo si trovavano tre mulini.

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Napoleone farà trasportare nella residenza, che attualmente è Museo Nazionale, oltre cinquemila libri, una collezione in seguito donata al comune di Portoferraio.

Fra gli spunti storici interessanti da seguire nell’isola d’Elba troviamo la Villa Romana delle Grotte a Portoferraio, che domina il braccio di mare fra l’isola e Populonia.

L’università di Siena negli ultimi anni ha compiuto studi che hanno permesso di appurare la storia di questo sito, un tempo interpretato come antico luogo di una villa romana e, che, invece, nasconde i resti di un complesso dove veniva immagazzinata acqua dolce con cui rifornire le navi di passaggio in questo tratto di mare.

Pianosa: i Bagni di Agrippa

Pianosa
Pianosa

Fra i siti archeologici che raccontano la vita nell’antica Roma troviamo i bagni termali e le rovine della villa del principe Agrippa Postumo, esiliato sull’isola di Pianosa fra il 7 e il 14 d. C. per motivi politici, il quale, riportava lo storico greco Dione Cassio, amava passare il tempo pescando.

Prima della costruzione del porto di Ostia, a metà del I secolo d.C., il grande porto dell’Impero era Pozzuoli, nella baia di Napoli. Qui arrivava il grano da Alessandria d’Egitto, le spezie dall’Oriente, i marmi dalla Grecia, le anfore piene di vino e d’olio e i prodotti in salamoia destinati al commercio. Provenivano dall’Egitto fra le 800 e le mille navi, ovviamente solo nei periodi in cui era possibile la navigazione; quindi, escludendo l’inverno fra le quattro e le cinque navi al giorno. I convogli maggiori navigavano in primavera e venivano annunciate dalle “navi staffetta” che precedevano la flotta, la quale passava al largo di Capri per entrare nel golfo, riduceva la velatura per lasciare a dritta la penisola di Sorrento con Stabies (Castellammare di Stabia), Pompei, Ercolano e in fondo Neapolis; a sinistra si passava Ischia, Procida e Capo Miseno, dove era ormeggiata la flotta militare, fino a entrare nel porto di Pozzuoli fra Baia e Posillipo dove si trovavano, un po’ come oggi, le ville più lussuose”.

Lorenzo Cipriani

Napoli e la città sommersa di Baia

Napoli
Napoli e il parco Archeologico di Baia

Immagina il golfo di Napoli quando il sole sorge sopra il Vesuvio: prova a vedere i vicoli del porto come dovevano essere un tempo, quando la luce elettrica era un’idea lontana e i marinai sbarcavano a terra in cerca di una locanda, fra le pescherie, le voci urlate dei mercati per la strada, le chiese e i palazzi.

A nord del golfo di Napoli si trova il Parco sommerso di Baia. Dell’antica città romana, sprofondata nel mare, sono ancora visibili i mosaici e i resti degli edifici. Chi ama fare immersioni potrà nuotare fra i vicoli e le abitazioni di un tempo, una visione surreale custodita nel silenzio dal mare.

Oggi il sito è un’area marina protetta: statue e manufatti sono esposti nel castello aragonese di Baia, sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei.

Pompei

Pompei
Pompei

Impossibile non visitare almeno una volta nella vita Pompei, che nel silenzio degli ambienti così incredibilmente conservati ci lascia intravedere la vita come doveva essere un tempo, ascoltando voci che non ci sono più e immaginando gli artigiani al lavoro.

Come spiegano le guide del sito nel momento della terribile eruzione del 79 d. C. che doveva fermarla per sempre, Pompei ferveva d’attività e probabilmente era abitata soprattutto dagli schiavi delle ricche famiglie dell’antica Roma e dagli artigiani impegnati nella sua ricostruzione.

Diciassette anni prima un terremoto l’aveva completamente distrutta e molti degli edifici dovevano ancora essere ricostruiti. L’eruzione non avvenne all’improvviso: fu preannunciata da segnali e scosse per giorni, nelle settimane precedenti.

Procida, Ischia e Capri fino a Positano e Amalfi

Faraglioni Capri
Capri

Quando si passa in barca di fianco allo Scoglio del Monacone lo sguardo si riempie di meraviglia respirando il blu del mar Tirreno e la vertigine dei faraglioni.

I miti raccontano che a Capri abitavano le sirene, da cui dovevano stare in guardia i marinai e secondo certe leggende locali il pericoloso incanto era anche quello delle donne che dalla Baia di Marina Piccola attiravano gli incauti naviganti per poi derubarli e avvelenarli.

Villa Jovis, o Iovis, situata sul monte Tiberio a Capri, era una delle dodici ville che l’imperatore Tiberio aveva ordinato di costruire nell’isola, oggi la meglio conservata.

Una passeggiata attraverso i grandi pini marittimi del Parco Astarita porterà fino in alto, dove abbracciare tutto l’orizzonte.

Questo tratto di mare era zona delle incursioni saracene e anche la storia dell’isola di Ischia è stata scritta dalla lotta contro i pirati, che arrivavano all’improvviso, sbarcando di notte sulle spiagge come quella di Citara e facendo strage degli abitanti.

La pirateria era ancora un problema a metà dell’Ottocento e le torri di avvistamento, costruite dal Trecento dalla popolazione per trovare rifugio, sono un ricordo di quei lunghi secoli difficili, quando la tranquillità dell’esistenza quotidiana, che seguiva i ritmi del mare, veniva minacciata di colpo, per poi tornare alle occupazioni di sempre, nel paesaggio azzurro rimasto immutato per secoli.

Spiaggia di Paestum in Campania

Il Parco Archeologico di Paestum e Velia, in provincia di Salerno, testimonia le rotte commerciali che collegavano l’antica Roma all’Oriente attraverso la via Appia e la via Popilia, o Annia.

Tra il golfo di Salerno e Policastro si estende il Cilento, terra antica, dalla lingua latina cis Alentum, ovvero “al di qua del giume Alento”.

In questa area si trovano numerose spiagge “Bandiera Blu” e luoghi di una bellezza arcana, come Palinuro e la Baia del Buon Dormire.

Da spiaggia degli Infreschi, una delle più belle di Marina di Camerota, seguendo i faraglioni lungo la costa si raggiunge la spiaggia di Punta Licosa, nell’Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate, e Acciaroli, dove soggiornò Ernest Hemingway negli anni Cinquanta.

Lo scrittore, che amava camminare scalzo e guardare il mare facendo infinite domande ai pescatori del posto, sembra si sia ispirato anche a uno di loro per il suo celebre personaggio narrato nel capolavoro “Il vecchio e il mare”. Uomini scavati dal sole e dal mare, nodosi e magri, abituati a vivere del mare e a combattere contro di lui.

Magna Grecia: i siti archeologici in Italia

Metaponto
Metaponto

Paestum e luoghi come Agrigento sono una pagina di storia dove andare alla scoperta del mondo antico.

Sulla costa ionica si trova Metaponto, in Basilicata, con il suo museo e il parco archeologico. In questa città, un tempo ricca e densamente abitata, visse il filosofo e matematico Pitagora che qui fondò una delle sue scuole.

Le paludi in epoca medievale contribuirono al lento abbandono di questi luoghi, in cui oggi invece troviamo luoghi splendidi, quale la spiaggia di Policoro e l’Oasi Naturale del Bosco Pantano, nella provincia di Matera.

Nel 2022 si è celebrato il cinquantenario per il ritrovamento dei bronzi di Riace, scoperti il 16 agosto 1972. Il parco archeologico di Sibari conserva i resti della villa e il teatro romano del I secolo d.C., costruito là dove si estendeva la Sybaris arcaica, la principale colonia della Magna Grecia.

La storia, ancora una volta, ci insegna come tutto accada senza cancellare ciò che è venuto prima, in un lavoro di riscrittura continuo e instancabile.

Mediterraneo, la storia raccontata dal mare

Mar Mediterraneo
Mar Mediterraneo

Quante sono le meraviglie del mare da esplorare fra una nuotata e l’altra, unendo la passione per l’archeologia: le Isole Eolie, la splendida Taormina, spiagge come Nora, in Sardegna, e il Parco archeologico di Selinunte fino alle isole greche, dove scoprire le rovine dell’antico tempio di Poseidone a Capo Sunio, nell’Attica, l’ultimo pezzo di terra su cui andava lo sguardo prima che il blu del mare avvolgesse ogni cosa.

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Per i marinai e i soldati in partenza questo punto della costa rappresentava l’ultimo saluto a casa e la speranza del ritorno.

Capo Sunio, o Sounion, era chiamato dai naviganti della Repubblica di Venezia Capo Colonne.

Su questo promontorio sul mare si trovavano il tempio dedicato ad Atena e il tempio di Poseidone, costruito per onorare il dio del mare, di cui rimangono circa quindici delle colonne originali. Il mito racconta che fra queste acque si gettò l’antico re di Atene Egeo, dando il nome al mare che ancora oggi lo ricorda, come è raccontato nell’Odissea di Omero.

Al di là del mare c’è la costa africana: Alessandria d’Egitto, la Libia, fino alla Tunisia. Tunisi, Cagliari, Trapani e Marsala, punti di una mappa che si perde nel tempo, antiche città di un mondo scomparso.

Questo mondo continua a vivere in noi evocando le radici millenarie di espressioni di culture differenti che, anche quando lo dimentichiamo, continuano a dialogare e intrecciarsi fino al presente, fra il mito e le avventure di chi il mare continua ad attraversarlo, per il senso dell’avventura, il viaggio e talvolta per cercare una vita migliore, ieri come oggi.

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