Roma

Garbatella, i motivi per visitare al più presto il quartiere di Roma

Garbatella, storia e itinerario nel quartiere di Roma da visitare

Caro diario oggi torniamo in strada in sella alla vecchia Vespa blu notte a seminare gli sguardi in giro per Roma tra case e quartieri mentre fischiettiamo su tutto quello che è andato storto, troppo in fretta, troppo lontano. Mettiamo piede a terra solo quando siamo al sicuro, dentro la pancia della Garbatella,  “ … here i stand, i’m your man…

Diversa da ogni altro quartiere di Roma, la Garbatella con i suoi lotti popolari, i palazzi rossi, le piazze, i saliscendi e gli scorci suggestivi è un’oasi incantata al riparo dalla giungla urbana che la circonda, dove un’atmosfera sospesa nel tempo ammanta strade, vicoli, palazzi e da il benvenuto a chi arriva da fuori con lo sguardo all’insù pieno di meraviglia.  

Su due ruote o a piedi, un tour nel cuore di questo rione lascia suggestioni speciali e mostra un aspetto di Roma insolito, popolare ma esclusivo, tradizionale ma alternativo, vivace ma riservato.

Creata negli anni ’20 sul modello urbanistico della Città Giardino inglese per alloggiare gli operai della vicina zona industriale e porto fluviale di Ostiense, la Garbatella ha da poco tagliato il traguardo dei suoi primi cento anni di vita ma solo da pochi anni si è tolta di dosso la riduttiva fama di borgata per affermarsi come uno dei quartieri più in voga e ambiti della capitale.

Oggi la Garbatella è uno dei centri culturali più in fermento della città con eventi, spettacoli, teatri, arte di strada, set cinematografici e cultura popolare che si riversa tra le strade e le locande della zona.

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(Foto: © ValerioMei/Shutterstock)

Garbatella, il quartiere di Roma che non ti aspetti

Il quartiere è reso unico e diverso da ogni altra zona di Roma dalla sua architettura distintiva che mescola stili eclettici come l’Art Déco e quello definito come barocchetto romano visibile in molti edifici del rione, tipico dell’edilizia popolare di quegli anni. 

Questo stile intrigante e singolare sembra avere il potere di trasferirsi nell’atmosfera del posto dove i cancelli aperti sui cortili fioriti dei lotti restituiscono un senso forte di comunità popolare e coesa, semplice e autentica. È sorprendente girovagare in un quartiere non lontano dal centro di Roma e avere la sensazione costante di ritrovarsi in un villaggio pieno di verde, a misura d’uomo e al riparo dagli affanni della metropoli.

Entriamo allora in un mondo a sè stante, lungo vicoli stretti, spazi verdi, orti urbani, piazze di ritrovo, cortili aperti a tutti pieni di balconi con panni stesi e bambini che giocano, passiamo da Piazza Bartolomeo Romano davanti all’iconico Teatro Palladium con le sue linee neoclassiche, attraversiamo il cortile della grande scuola elementare pubblica Cesare Battisti, sotto le maestose sculture di aquile scolpite sull’ ingresso e ritroviamo i luoghi immortalati in film che fanno parte della storia cinematografica italiana e poi sediamoci a tavola di una delle rinomate trattorie popolari del posto, prima di lasciare il quartiere attraversando il moderno ponte dedicato a Settimia Spizzichino, una storica abitante della Garbatella e una delle sole sopravvissute alla deportazione nazista.

L’elemento architettonico più riconoscibile e identitario della Garbatella sono i suoi lotti ovvero edifici di edilizia popolare di massimo tre piani affacciati su cortili interni e giardini comuni con lavatoi, stenditoi per i panni, cantine e muretti che fungono da spazi comuni di ritrovo per i residenti.

In tutto il quartiere se ne contano 62 ognuno numerato e contraddistinto da specifici elementi architettonici e decorazioni in una miscela di stili differenti ma incredibilmente armonici tra loro.

Storia del Quartiere Garbatella

Sul finire degli anni ’20 con la fine della disponibilità dei lotti il regime fascista passò alla costruzione di grandi condomini detti Alberghi Suburbani dove vennero trasferiti gli sfollati dopo le trasformazioni urbanistiche in atto come gli sventramenti dei Fori Romani o le famiglie rimaste senza casa durante la guerra. Questi grandi edifici organizzati in modo spartano avevano tutti gli spazi in comune al piano terra dove erano situati anche i depositi, le cucine, i refettori, le sale di disinfettazione e i locali amministrativi, mentre salendo le scale si trovavano grandi stanze adibite ad uso abitativo per ogni nucleo famigliare.

Intorno a piazza Michele da Carbonara si trovano ancora oggi queste strutture note coi nomi di Albergo Giallo, Albergo Bianco, Terzo Albergo e Albergo Rosso sulla cui torre spicca un grande orologio che segna sempre la stessa ora quella dell’inizio dei bombardamenti su Roma del 7 marzo 1944.

Dal 1948 invece una scritta storica campeggia sui muri all’angolo con via Basilio Brollo che invita a votare Garibaldi, non lontano da una targa che ricorda la storica visita volle fare proprio qui il mahatma Gandhi in occasione del suo passaggio a Roma nel 1931.

Piazza Benedetto Brin invece rappresenta il vero punto di nascita della Garbatella perché è qui che nel 1920 Re Vittorio Emanuele III, posò simbolicamente la prima pietra di costruzione. Sulla piazza si notano una bella fontana, la famosa scalinata di Plinio Marco che porta fino Via Ostiense, l’area verde detta “er Pincetto” e l’edificio in stile liberty con un arco d’ingresso che affaccia sui giardini interni del lotto.

Piazza Bartolomeo Romano invece rappresenta il fulcro culturale e artistico del quartiere grazie alla presenza dello storico Teatro Palladium, frutto dell’ispirazione dei migliori architetti dell’epoca, che per anni e fino a oggi ha ospitato gremiti spettacoli teatrali, concerti, festival e proiezioni cinematografiche.

Da notare proprio di fronte al teatro lo stabilimento dei bagni pubblici, resi necessari dall’assenza di docce nelle case popolari. Oggi l’edificio è un centro culturale frequentato dagli abitanti storici del quartiere.

Tappa obbligatoria è da fare presso La Fontana Carlotta, leggenda vuole che bevendo tre sorsi di acqua fresca dalla fontana si esaudisca un desiderio, una volta espresso si possono salire i romantici gradini della Scala degli Innamorati che per anni ha offerto alle coppiette un angolo discreto dove incontrarsi e tenersi per mano.

La Chiesa dei Santi Teodoro ed Eurosia o Chiesoletta è una tappa storica dell’antico “Giro delle Sette Chiese” un pellegrinaggio che toccava sette chiese della capitale collegate dall’omonima via, ancora oggi una delle più importanti del quartiere.

La Scoletta è invece il nomignolo dato dagli abitanti del quartiere alla Casa dei Bambini, un asilo creato all’interno di un’antica villa nobiliare spesso utilizzata come set cinematografico come ad esempio nel film “ Totò e Marcellino” del 1958.

Proprio il cinema ha giocato negli anni un grande ruolo tra le strade della Garbatella, dal dopoguerra in poi qui sono state ambientate alcune famose pellicole conosciute e amate da tutti che oggi costituiscono le tappe di un simpatico tour alternativo della zona.

Nella piazza antistante alla scuola Cesare Battisti sono state girate scene di acclamati film d’autore come “Una vita violenta” di Pasolini e “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola. Ma anche altri cineasti come Woody Allen e Nanni Moretti hanno scelto la Garbatella come naturale set a cielo aperto per alcune delle loro rappresentazioni come From Rome with Love e Caro Diario, fino a serie tv più recenti come la fiction de I Cesaroni ambientata in Piazza Giovanni da Triora.

Cosa vedere 

  • Piazza Benedetto Brin
  • Er Pincetto
  • La Fontana Carlotta
  • Scala degli Innamorati 
  • Chiesa dei Santi Teodoro ed Eurosia
  • Alberghi Suburbani
  • Teatro Palladium 

 

Le origini del Nome

Per cercare di risalire alle origini del nome Garbatella ci spostiamo in piazza Geremia Bonomelli dove sulla facciata di un palazzo campeggia ancora il busto della ragazza garbata e bella con un seno scoperto che offriva la sua calorosa ospitalità agli avventori della sua osteria.

Tanto amata dai locali che il quartiere originariamente chiamato Concordia prese il nome di Garbatella in suo onore.

Foto

Autore: Giorgio Calabresi

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