Reggio Emilia

Cosa vedere a Reggio Emilia

Cosa vedere a Reggio Emilia

È la città natale di Ludovico Ariosto, della bandiera italiana e del Parmigiano Reggiano. Reggio Emilia val bene una sosta. Sorto per volere del console Marco Emilio Lepido lungo la via Emilia, l’antica strada romana che collegava Piacenza a Rimini, il capoluogo dell’Emilia-Romagna affascina per il suo elegantissimo centro storico, la signorilità delle architetture, la ricchezza storica e artistica. 

Una città a misura d'uomo in vetta alle classifiche delle città più prospere e vivibili d'Italia che mantiene la sua autenticità. Ecco cosa vedere a Reggio Emilia. 

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(Foto: © D-VISIONS / Shutterstock)

Cosa vedere a Reggio Emilia

  • Duomo di Reggio Emilia 

Intitolata a Santa Maria Assunta, la cattedrale è stata edificata nell’857 su un’antica costruzione romana, poi nel XV secolo è stata adeguata ai canoni architettonici dell'epoca. Nella torre, sulla facciata, domina la statua della Madonna col Bambino con i coniugi Fiordibelli in lastre di rame a sbalzo dorato, capolavoro di arte orafa eseguito da un'artista di eccezione, il reggiano Bartolomeo Spani. Da non perdere poi la cripta dalla volta a crociera, che risale al XII o XIII secolo. Recentemente la cattedrale è stata restaurata con il contributo di importanti artisti contemporanei e riaperta al pubblico nel 2010. L’artista di origine giapponese Hidetoshi Nagasawa, che lavora su forme simboliche di grande potenza espressiva, è intervenuto sull’ambone, realizzando il supporto dell’evangeliario in bronzo, e la scala che conduce all’ambone, in marmo bianco di Carrara. Claudio Parmiggiani, artista che interpreta in modo personale aspetti dell’arte concettuale e dell’arte povera con opere di silenziosa contemplazione, ha poi realizzato l’altare. A Jannis Kounellis, esponente di spicco dell’arte povera, il cui lavoro è abitato da una forte urgenza comunicativa, è stata affidata la cattedra vescovile.

  • Basilica di San Prospero 

È un’antica chiesa consacrata nel 997 e dedicata al vescovo Prospero, proclamato santo protettore della città. Fu ricostruita interamente nel XVI secolo, mentre la facciata è del XVIII secolo.

Si trova nel centro storico di Reggio Emilia ed è una meravigliosa testimonianza del barocco emiliano. La basilica e la torre costituiscono un fondale scenico monumentale straordinario per chi si immette nella piazza più caratteristica della città, sede ancora del tradizionale mercato del martedì e venerdì mattina. Al limite del sagrato sono collocati sei caratteristici leoni in marmo rosso di Verona, probabilmente di epoca romanica. A destra della facciata si erge il campanile ottagonale incompleto. L'interno della basilica è a tre navate a croce latina con cupola. Nella volta absidale si può ammirare lo straordinario ciclo di affreschi dell’artista bolognese, Camillo Procaccini, che raffigura il Giudizio Universale. 

Notevole, nella quinta cappella destra, la copia del Boulanger de La Notte, famoso capolavoro del Correggio, requisita dal Duca di Modena, venduta e ora esposta a Dresda.

  • Basilica della Madonna della Ghiara

La Basilica della Madonna della Ghiara è uno dei santuari mariani più importanti d’Italia. Si racconta che la sua origine sia legata al miracolo di Marchino. Era un giovane sordomuto e privo di lingua dalla nascita, che il 29 aprile 1596 andò all’oratorio della Vergine appena aperto e, durante la preghiera, riacquistò l’udito, gli crebbe la lingua e gli fu concessa la parola. Il vescovo di Reggio Emilia, mons. Claudio Rangone, istituì una commissione per esaminare i fatti e inviò le conclusioni al Papa Clemente VIII che approvò il miracolo e permise la venerazione pubblica della miracolosa immagine. Il 6 giugno 1597, alla presenza dei duchi estensi, il vescovo di Reggio pose la prima pietra del nuovo Tempio della Madonna della Ghiara. Il progetto architettonico fu opera del ferrarese Alessandro Balbo, legato alla corte estense, rivisto e messo in opera dal reggiano Francesco Pacchioni. L'edificio fu costruito sul modello planimetrico a croce greca, riprendendo il modulo a pianta centrale tradizionalmente privilegiato nei santuari mariani.

Collaborarono agli affreschi i pittori più in voga del tempo, su tutti i bolognesi Leonello Spada e Alessandro Tiarini, ma anche Carlo Bononi, Camillo Gavassetti, Ludovico Carracci, Francesco Barbieri detto il Guercino. La visita al santuario della Ghiara assomiglia dunque alla visita di una ricca pinacoteca d'arte emiliana della prima metà del Seicento.

  •  Museo del Tricolore

Allestito all’interno del Palazzo del Comune, il Museo Tricolore ripercorre, attraverso documenti e cimeli, la storia della nostra bandiera e mostra l’importante nucleo di opere del progetto Novanta artisti per una bandiera. Al primo piano, la sezione Bandiera Tricolore (ex sala Napoleonica) documenta la storia delle vicende politiche di Reggio Emilia dal 1796 all’inizio della Restaurazione. Al secondo piano, nella sezione Italia Tricolore (ex sala Risorgimentale) sono esposti materiali e cimeli che vanno dalla Restaurazione al completamento dell'Unità Nazionale, fino al 1897 anno delle celebrazioni del primo centenario del Tricolore che culminarono con il celebre discorso di Giosuè Carducci. Il percorso termina nella settecentesca Sala del Tricolore, edificio confinante con il palazzo Casotti, dove il 7 Gennaio 1797 i delegati delle città di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia decretarono e proclamarono la nascita del vessillo verde, bianco e rosso quale emblema della Repubblica Cispadana. L’ingresso è gratuito.

  • Sala del Tricolore 

La Sala del Tricolore è la sala consiliare del comune di Reggio nell'Emilia in cui, il 7 Gennaio 1797, nacque la bandiera italiana. Quel giorno infatti si riunirono i rappresentanti delle città libere di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara per proclamare la Repubblica Cispadana, adottando il vessillo nei tre colori verde-bianco-rosso assunti poi nel 1848 come bandiera nazionale. La Sala del Tricolore rappresenta il simbolo dell'impegno civile della città. Da allora il 7 gennaio la città festeggia l’anniversario della nascita del Tricolore con manifestazioni civili, religiose e culturali alla presenza di alte cariche dello Stato. 

  • Palazzo dei Musei 

È un ex convento francescano che dal 1830 ospita la prima collezione privata del grande naturalista Lazzaro Spallanzani. Poi arrivano i nuclei collezionistici di Gaetano Chierici, le raccolte naturalistiche di zoologia di Antonio Vallisneri, di anatomia e botanica, a cui si affiancano le raccolte di etnografia.

Nei decenni del Novecento, si arricchiscono le collezioni ottocentesche e se ne aggiungono di nuove come la Galleria Antonio Fontanesi, le raccolte numismatiche ed epigrafiche, le sculture, i mosaici, i frammenti di architettura, ceramica, oreficeria e arti minori. Così anche le raccolte dedicate alla geologia e alla fauna, di cui la balena Valentina è l’elemento più curioso: i suoi resti, datati a oltre tre milioni di anni fa, sono stati ritrovati sulle colline reggiane della Valle del Secchia.

  • Galleria Parmeggiani 

È un palazzo in stile gotico-rinascimentale, fatto costruire da Luigi Parmeggiani tra il 1925 e il 1928, su progetto dell’ingegnere reggiano Ascanio Ferrari, per ospitare la sua raccolta d’arte. La Galleria raccoglie dunque la collezione di Luigi Parmeggiani, curiosa figura di anarchico convertito all’arte e all’antiquariato tra Ottocento e Novecento. L’edificio sembra esprimere una sintesi di modelli architettonici del mondo antico, medievale e rinascimentale, perfettamente in sintonia con la collezione ospitata all’interno. Attraverso lo straordinario portale del XV secolo proveniente da Palazzo Mosen Sorell a Valencia si accede dunque alla Galleria Parmeggiani, che ospita pregiate opere tra cui il Ritratto del Principe Carlos di Borbone di Herrera Barnuevo, precedentemente attribuito a Velázquez, il Trittico del XVI secolo oggi attribuito al maestro di Bruges e in passato riferito a Van Eyck, il Salvatore Benedicente di sicura attribuzione a El Greco.

  • Fondazione Palazzo Magnani

L’edificio che oggi ospita la sede espositiva Palazzo Magnani appartenne, per un secolo, ai conti Becchi, per poi passare, all'inizio del Settecento, a un'altra famiglia nobile, i Chioffi, che nel 1841 ne promossero restauri importanti, dando all'edificio la configurazione attuale. Il palazzo costruito nella seconda metà del XVI secolo ha una facciata in stile neoclassico e, al piano nobile, spicca un balcone in pietra impreziosito da bassorilievi.

La decorazione è inoltre arricchita dell'erma marmorea del Giano bifronte, figura protettrice e custode della casata. Il palazzo oggi ospita mostre ed eventi quindi controllate il calendario. 

  • Teatro Municipale Romolo Valli 

Il maestoso Teatro Municipale Romolo Valli, circondato dai giardini pubblici, sorge nel cuore di Reggio Emilia. Il complesso, dedicato all'attore reggiano Romolo Valli, fu costruito tra il 1852 e il 1857 secondo il progetto dell'architetto modenese Cesare Costa ed appare oggi praticamente invariato. Si trova nello spazio urbano occupato dall'antica cittadella e copre un'area di 3.890 mq. Ospita annualmente una prestigiosa stagione lirica e concertistica oltre ad una ricca rappresentazione di balletti. Dispone di una biblioteca, di un archivio e di una discoteca storica aperti al pubblico. Notate, lungo la facciata del teatro, la fontana lunga 46 metri, teatro di meravigliosi giochi d’acqua in occasione di alcuni eventi. Per prenotare una visita guidata scrivere a visiteguidate@iteatri.re.it oppure chiamare il 0522 458998. 

  • Il Mauriziano 

A 3 chilometri da Reggio Emilia, lungo la via Emilia, si trova il Mauriziano, la dimora estiva del poeta Ludovico Ariosto. È una villa quattrocentesca situata in riva al Rodano dove il poeta, nato a Reggio Emilia nel 1474, soggiornò per lunghi periodi. Si accede alla villa varcando un arco in cotto del XVI secolo e percorrendo un lungo viale alberato. Interessante è l'ala est dell'edificio, in cui si conservano strutture del XV secolo e dove si possono ammirare il Camerino dei Poeti, il Camerino degli Orazi e Curiazi e il Camerino dell'Ariosto con affreschi cinquecenteschi raffiguranti scene di caccia, paesaggi, scene amorose, episodi di storia e figure di letterati, in piena sintonia con il gusto cortese e letterario dell'epoca. Il palazzo è accessibile e visitabile internamente solo in occasione di eventi, mentre il parco è sempre liberamente accessibile.

  • Chiostri Benedettini di San Pietro 

I Chiostri di San Pietro sono il più straordinario complesso monumentale di Reggio Emilia, uno dei più suggestivi del Rinascimento italiano. Si tratta di un antico monastero risalente al XVI secolo, utilizzato nei secoli nei modi più disparati e poi rimasto inaccessibile, nel centro storico della città, fino al momento della riscoperta e del recupero pubblico.

In origine il complesso monastico, che comprendeva cortili e orti, occupava una vasta area che andava dalla Via Emilia fino alle mura ed apparteneva ai monaci benedettini che officiavano nell’annessa Chiesa di San Pietro. Il convento si sviluppò intorno a due chiostri: il chiostro piccolo, realizzato tra il 1524 e il 1525 da Bartolomeo Spani, dall’impianto tipicamente rinascimentale e il chiostro grande dall’impianto manierista, realizzato circa sessanta anni dopo. L’ingresso ai chiostri è gratuito e si tengono spesso eventi e mostre. 

  • I ponti di Calatrava

Gli avveniristici ponti di Santiago Calatrava sono le nuove porte della città: architetture da osservare in movimento, che consentono di abbattere frontiere, di muoversi in libertà, di far coincidere la struttura con la forma e di far dialogare l'arte con la scienza. Sono tre ponti progettati dal famoso architetto spagnolo: un ponte centrale ad arco e due ponti strallati, ovvero caratterizzati dalla presenza di funi. Sono visibili da diversi chilometri di distanza e sono parte integrante dell'asse viario attrezzato che collega Reggio Emilia con Bagnolo e con la parte nord della città. 

Reggio Emilia in due giorni Duomo di Reggio Emilia

  • Basilica della Madonna della Ghiara
  • Basilica di San Prospero 
  • Museo del Tricolore e Sala del Tricolore
  • Galleria Parmeggiani 
  • Fondazione Palazzo Magnani
  • Teatro Municipale Romolo Valli 
  • Il Mauriziano
  • Chiostri Benedettini di San Pietro 
  • Reggia di Rivalta
  • Pietra di Bismantova

 

 

Reggio Emilia con i bambini 

Nelle giornate di bel tempo i Giardini Pubblici di Reggio Emilia o Parco del Popolo sono la meta ideale con i bambini. Se cercate altre idee per trascorrere una giornata nella natura una buona alternativa è l’oasi WWF, a circa 9 km da Reggio Emilia, un’area protetta in cui nidificano e si riproducono un numero elevatissimo di uccelli, oppure andare a vedere la Pietra di Bismantova, un massiccio roccioso dall’inconfondibile profilo a forma di nave che spicca nel paesaggio dell’Appennino Reggiano. 

O ancora potreste i bambini a giocare con gli asini al Parco del Mauriziano dove si trova la Casa degli Asini, che propone attività didattiche adatte ai più piccoli.

Se invece preferiscono il mare portateli a vedere il capodoglio imbalsamato all’ultimo piano del Palazzo dei Musei di Reggio Emilia. I bambini inoltre si divertirebbero alla Casa dei Burattini di Otello Sarzi, poco fuori il centro della città. 

Cosa vedere nei dintorni di Reggio Emilia 

Dopo aver visto il centro storico di Reggio Emilia partite alla scoperta dei suoi dintorni. A pochi chilometri dal centro si trova l’imperdibile Palazzo Ducale o Reggia di Rivalta. È uno storico palazzo settecentesco che può essere considerato una delle ultime "delizie Estensi". Edificata a partire dal 1723, nella frazione di Rivalta, per Francesco III d'Este e Carlotta d'Orléans, la villa faceva parte di un più vasto sistema comprendente anche la villa di Rivaltella e la “vasca” di Corbelli. Il progetto di questa "Piccola Versailles” fu affidato dapprima all'architetto reggiano G.M. Ferraroni e poi al Bolognini, autore anche della Sala del Tricolore. 

Esplorate inoltre gli interessanti borghi come Bianello, Sarzano, Montecchio, Carpineti, Rossena e Canossa che costituiscono il cuore della antica contea di Matilde. In questo scenario di boschi e di calanchi si svolgeva il teatro della politica europea, tra il XI e XII secolo. L’edificio meglio conservato è il Castello di Rossena che presenta ancora il Mastio Vedovale e il muro difensivo, ma è interessante anche il Castello di Canossa. 

Se poi volete fare un giro tra i borghi che un tempo ospitavano le Corti rinascimentali andate a Brescello, anche noto come ambientazione dei film su Don Camillo e Peppone a cui è dedicato il museo, Guastalla che conserva i ricordi della sua denominazione gonzaghesca, Novellara che ospita la Rocca dei Gonzaga e il museo, Correggio dove si trova il Palazzo dei Principi o Scandiano dove sorge l’imponente Rocca dei Boiardo e la casa natale di Lazzaro Spallanzani. 

Chi invece vuole trascorrere una giornata all’aria aperta, può esplorare il Parco Nazionale tosco-emiliano.

Dal Monte Cusna all’Alpe di Succiso, dal Lago Calamone alle cascate del Lavacchiello, si susseguono valli aspre, ripidi burroni, suggestivi specchi d’acqua, ampi e ombrosi boschi di castagno e faggio, praterie e brughiere. Da non perdere, la famosa Pietra di Bismantova, un grande monolito di arenaria che domina l’abitato di Castelnovo né Monti, citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia.  

Meteo Reggio Emilia 

I periodi migliori per visitare Reggio Emilia sono sicuramente la primavera e la fine dell’estate quando le temperature sono piacevoli e non c’è rischio di pioggia. 

Mappa e cartina

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