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Sacral, al MAR di Ravenna arriva l'opera di Edoardo Tresoldi

Presso il chiostro del museo Sacral, installazione di Edoardo Tresoldi

Sacral, l'installazione di Edoardo Tresoldi al Mar di Ravenna MOSTRE Photo Courtesy
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In occasione della mostra dantesca del MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, Un’Epopea POP, la terza del progetto espositivo “Dante. Gli occhi e la mente”, dal 1° settembre e fino alla conclusione della mostra, il 9 gennaio 2022, sarà allestita presso il chiostro del museo Sacral, installazione di Edoardo Tresoldi. 

Tresoldi è l’artista della “Materia Assente” e delle cattedrali in rete metallica, nominato da Forbes nel 2017 tra gli artisti europei under 30 più influenti d’Europa. Dopo la ricostruzione della Basilica paleocristiana di Siponto, premiata con la Medaglia d’oro all’Architettura Italiana, la grande installazione Etherea negli Stati Uniti per il Coachella Valley Music and Arts Festival e Opera, l’intervento sul Lungomare di Reggio Calabria, l’artista espone a Ravenna Sacral, realizzata nel 2016 e riallestita qui per l’occasione.

Sacral, l'installazione di Edoardo Tresoldi al Mar di Ravenna

Edoardo Tresoldi è stato scelto dalla curatrice del percorso d’arte contemporanea della mostra, Giorgia Salerno, per rappresentare il tema delle Anime e per reinterpretare idealmente il Castello degli Spiriti di Magni di Dante con una grande installazione che permette al pubblico di vivere un luogo immaginifico entrando in pieno dialogo con il paesaggio circostante.

Il Nobile Castello, così anche definito dal Poeta nel IV canto dell’Inferno, è un luogo emblematico abitato da coloro che lasciarono onore e fama sulla terra; Sono gli spiriti magni dell’antichità, sono filosofi, poeti, scienziati e scrittori, dagli occhi tardi e gravi, che nella vita terrena furono uomini sommi per le loro qualità morali ma sono destinati alla sofferenza eterna perché privi delle virtù teologali.

Con Sacral, installata nel chiostro cinquecentesco del Museo d’Arte della città, originariamente sede del monastero dei canonici di Santa Maria in Porto, dediti al culto della Madonna Greca che proprio Dante cita nel Paradiso, cantica conclusa durante gli anni ravennati, il pubblico ha l’occasione di entrare fisicamente nell’opera, idealmente nel Nobile Castello e, in un’azione quasi performativa, ripercorrere il viaggio dantesco.

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Foto: © Roberto Conte

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