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Autunno in Emilia-Romagna

Ecco cosa fare e vedere nella stagione più colorata dell'anno

Autunno in Emilia-Romagna: cosa fare e vedere AUTUNNO Shutterstock
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Sagre in cui gustare il primo vino dell’anno, paesi immersi nel verde o borghi dal fascino antico arroccati sulle colline. Passeggiate, escursioni, visite guidate e soprattutto tanto foliage. L’Emilia-Romagna, in autunno ha tanto da offrire. 

Non solo mare d’estate, città d’arte in primavera o vacanze in montagna in inverno: è in questo periodo dell’anno che, soprattutto le piccole realtà emiliano-romagnole riescono a dare il meglio. Ecco alcune cose da fare, posti da visitare ed esperienze da vivere in autunno in Emilia-Romagna.

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Parco Nazionale Foreste Casentinesi

 

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi copre una vastissima area: un totale di 368 kilometri quadrati che si trovano a cavallo tra la Toscana e l’Emilia-Romagna, che contiene la maggior parte dell’area naturalistica protetta. 

Proprio in virtù della vastità del territorio, il parco è un luogo in cui incontrare numerose specie animali ma soprattutto tante diverse tipologie di foreste e piante. Ed è per questo che in autunno è invaso da un affascinante e colorato foliage di diverse sfumature che vale assolutamente la pena di vedere. Nel versante emiliano-romagnolo del parco, inoltre, si trova la prima riserva naturale d’Italia, quella di Sasso Fratino istituita nel 1959, che è ancora oggi una delle più importanti e affascinanti del Paese.

Bertinoro

Bertinoro è un comune di 10.991 abitanti, in provincia di Forlì – Cesena. Si tratta di un borgo che ricalca la tipica struttura urbanistica dei paesini di origine medievale: una piazza centrale attorno a cui si sviluppa e si apre il centro storico pieno di vicoli e viuzze; un castello che svetta in cima a una collina, da cui ammirare tutto il paesino fino a rivolgere lo sguardo al mare. E soprattutto tante botteghe di prodotti tipici. Quello più diffuso? Il Sangiovese che a Bertinoro trova la sua patria e a cui, proprio in autunno, è dedicato il Festival dell’Ospitalità, una sagra enogastronomica e culturale. 

Santarcangelo di Romagna

Parlando di borghi dell’Emilia-Romagna non si può non pensare a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini. Il centro, uno dei più famosi e visitati dell’entroterra romagnolo durante tutto il corso dell’anno, riesce a dare il suo meglio proprio nel periodo autunnale, quando le vie del paesino e le abitazioni in pietra si colorano delle sfumature dorate delle foglie. A Santarcangelo di Romagna è nato Tonino Guerra – celebre per essere stato lo sceneggiatore di Federico Fellini – e proprio a lui è dedicato un itinerario a tema che percorre le strade del paese. A novembre inoltre – rispettando tutte le normative e le restrizioni del caso, dovute all’emergenza sanitaria – si festeggia San Martino, con una fiera a tema. 

Chiunque la frequenta, da tradizione, passa insieme alla sua dolce metà sotto a un grosso paio di corna appese all’arco della piazza principale e la leggenda vuole che se esse tintinnano, nella malcapitata coppia ci sono problemi di fedeltà.

Le città slow

Lo slow tourism ha preso particolarmente piede negli ultimi anni: le passeggiate dolci e la scoperta lenta dei borghi di campagna o delle cittadine sono diventate un vero e proprio must. Davvero tante sono le realtà che hanno scelto di riappropriarsi del proprio tempo, di vivere la lentezza dell’antico come valore e simbolo del “buon vivere”, e hanno quindi sottoscritto un vero e proprio manifesto di genuinità. 

Il Movimento CittàSlow è nato in Toscana nel 1999 ma ad oggi si sta espandendo in tutta Italia e in Emilia Romagna sono ben 13 le cittadine che vi hanno preso parte. Un’idea per l’autunno – in cui la natura diventa la grande e vera protagonista – potrebbe essere visitarle tutte in un lento tour: oltre al già citato Santarcangelo di Romagna ci sono Borgo Val di Taro, Brisighella, Castel San Pietro Terme, Castelnovo ne’ Monti, Fontanellato, Galeata, Novellara, Pellegrino Parmense, Santa Sofia, Scandiano, Vigarano Mainarda e Zibello.

Autore: Paola Toia

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