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I chiostri più belli d’Italia

I Chiostri più belli d'Italia

Chiese, abbazie e monasteri celano meravigliosi chiostri dall’atmosfera mistica dove la tranquillità dei giardini incontra la bellezza dell’arte. Sono oasi di pace, rifugi dalla frenesia del mondo e angoli di quiete dove ritrovare se stessi. 

Ecco i chiostri più belli d’Italia.

I chiostri più belli d’Italia

  • Chiostro del convento di Santa Maria delle Grazie, Milano
  • Chiostro del Bramante, Roma
  • Certosa di Padula, Salerno
  • Chiostro triangolare di Sant’Agostino, Genova 
  • Chiostro della basilica S. Maria la Nuova di Monreale
  • Chiostro del Duomo di Bressanone
  • Chiostro Maiolicato del Complesso monumentale di Santa Chiara, Napoli

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Chiostro del convento di Santa Maria delle Grazie, Milano

Tra i chiostri che costituiscono il complesso architettonico dell’antico convento domenicano di S. Maria delle Grazie a Milano, oggi è accessibile solo il più piccolo, denominato il “chiostro delle rane” per la presenza di sculture raffiguranti ranocchi in bronzo ad ornamento della fontana collocata al centro del cortile. 

Il chiostro risale alla fine del XV secolo, quando per volere del duca di Milano Ludovico il Moro vennero intrapresi una serie di lavori di rinnovamento dell’intero complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie. L’architetto di corte Donato Bramante venne incaricato intorno al 1491-1492 di progettare la parte conclusiva della chiesa, la sagrestia vecchia e il chiostro antistante, mentre il pittore fiorentino Leonardo da Vinci dipinse nel 1495 il Cenacolo all’interno dell’antico refettorio del monastero. Internamente il chiostro delle rane si presenta di forma quadrata, con cinque arcate per lato sostenute da colonne marmoree lisce con capitelli ornati da racemi floreali. Da questo piccolo chiostro, inoltre, si può accedere alla sagrestia vecchia, decorata con affreschi e armadi lignei alle pareti, dove oggi sono esposti a rotazione i fogli del “Codice Atlantico” di Leonardo da Vinci. 

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Chiostro del Bramante, Roma

Il Chiostro del Bramante è un meraviglioso esempio di architettura rinascimentale. È opera di Donato Bramante che, trasferitosi da Milano a Roma dopo la caduta di Ludovico il Moro, diventa qui primo architetto di Papa Giulio II e grande rivale di Michelangelo. 

Fu commissionato dal cardinale Oliviero Carafa intorno al 1500, come attestano l’iscrizione dedicatoria lungo l’intero perimetro del chiostro e gli emblemi gentilizi sovrastati dal cappello cardinalizio posti a decoro scultoreo sui pilastri sia del pianterreno che del piano superiore. Il chiostro fa parte del complesso che comprende anche l’attigua Chiesa di Santa Maria della Pace in cui si trovano le famose Sibille di Raffaello. È una costruzione dall’eleganza lineare e rigorosa ispirata ai principi di armonia ed equilibrio del Rinascimento. 

Dall’impianto quadrato, il chiostro è costituito da due ordini sovrapposti: un ampio portico a quattro archi per ogni lato con pilastri in stile ionico e un loggiato superiore in stile composito, con pilastri e colonne corinzie alternati. Originariamente al piano terreno si trovavano gli ambienti comuni mentre al primo piano gli spazi abitativi. Oggi il Chiostro del Bramante ospita mostre d’arte temporanee e un caffè. Una tappa imperdibile nel centro di Roma. 

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Foto: © EnricoAliberti ItalyPhoto / Shutterstock

Certosa di Padula, Salerno

Pochi sanno che nel Vallo di Diano, fertile altopiano a sud della Campania, si trova uno dei preziosi tesori della regione e d’Italia. La Certosa di Padula, anche chiamata con il nome di San Lorenzo, dichiarata Patrimonio dell’Unesco, è la certosa più grande d’Italia, con una superficie di 51.500 m² e oltre 320 stanze. La costruzione, iniziata per volere di Tommaso Sanseverino nel 1306 su un preesistente cenobio, durò fino al 1700. Dalla grande facciata barocca, la certosa è divisa, come vuole la regola dei Certosini, in una casa bassa, dove si trovavano le lavanderie, le stalle e i granai, e in una casa alta, dove risiedevano i monaci. Colpisce dunque il suo straordinario chiostro, considerato il più grande del mondo, circa 12.000 m², contornato da 84 colonne, che misura 104 metri di larghezza per 149 di lunghezza. 

In stile tardomanierista, il chiostro è composto da un portico con fontana al centro e da un loggiato dal quale si innalza la torre dell’orologio. La loggia, inoltre, attrae per gli affreschi che ritraggono vedute di boschi, paesaggi e scene di vita agreste, riconducibili alla pittura paesaggista napoletana dei primo Seicento e ad uno dei suoi massimi esponenti, Domenico Gargiulo. Sul portico si affacciano, invece, una cappella, detta della Madonna dei Morti, e l’ingresso alla Chiesa di San Lorenzo.

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Chiostro triangolare di Sant’Agostino, Genova 

Il complesso di Sant’Agostino, chiesa e convento, ha una lunga storia iniziata probabilmente intorno al 1260, anno in cui fu fondata la chiesa dai frati agostiniani. Nel corso dei secoli il complesso subì diverse trasformazioni e nel XV secolo vennero aggiunte una serie di cappelle. Due sono i chiostri del complesso. 

Il primo stupisce per la sua forma triangolare, inusuale nei conventi genovesi, e venne costruito contemporaneamente alla chiesa. È caratterizzato al pianterreno da un loggiato ad arcate ribassate, sostenute da colonne a rocchi di pietra di marmi bianco sormontate da capitelli cubici. Il secondo invece è il chiostro quadrato, costruito nella prima metà del Seicento in un’area precedentemente utilizzata come orto. Nel 1798 la chiesa venne sconsacrata e dopo i gravi danni subiti durante la Seconda guerra mondiale il primo chiostro triangolare e la chiesa vennero ristrutturati, mentre il chiostro rettangolare fu completamente ricostruito. Oggi la chiesa è usata come auditorium e a volte sede di rappresentazioni teatrali. Il convento invece ospita il Museo di Scultura e Architettura Ligure. 

Chiostro della basilica S. Maria la Nuova di Monreale

Uno dei chiostri più belli d’Italia è sicuramente quello dell’abbazia benedettina di S. Maria la Nuova di Monreale, alle porte di Palermo. Costruita a partire dal 1172 per volere di Guglielmo II d’Altavilla, re di Sicilia, l’abbazia è diventata basilica minore e fa parte del Patrimonio dell’Unesco, nell’ambito dell’Itinerario arabo-normanno di Palermo, Cefalù e Monreale. Fa da perno a tutto il complesso abbaziale il meraviglioso chiostro che è considerato uno dei più imponenti e prestigiosi del XII secolo. 

È una costruzione prettamente romanica, a pianta quadrata di 47 metri per lato, con portico ad archi ogivali a doppia ghiera su colonne binate, che presentano decorazioni alterne, alcune sono intagliate ad arabeschi, altre hanno intarsi a mosaico. La decorazione dei capitelli invece rappresentano temi legati all’iconografia religiosa del Vecchio e del Nuovo Testamento, animali tratti dal bestiario medievale e dalla tradizione mediorientale a motivi fitomorfici. 

Al centro del chiostro sorge una fontana la cui acqua sgorga da una colonna riccamente intagliata a forma di fusto di palma stilizzato, con figure in piedi, teste e foglie a rilievo. L’acqua, dunque, fuoriesce da bocche umane e leonine. Dal chiostro infine si può passare attraverso il dormitorio benedettino, recentemente restaurato, alla Villa del Belvedere, da cui godere di una vista mozzafiato sulla Conca d’Oro e la Valle dell’Oreto. Il chiostro della basilica, dunque, avvolto in un’atmosfera mistica, vale davvero il viaggio. 

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Foot. © Kiev.Victor / Shutterstock

Chiostro del Duomo di Bressanone

Il Duomo di Bressanone è una delle più interessanti chiese dell’Alto Adige. L’edificio originario risale al 980, ma a causa di alcuni incendi, è stato sostituito intorno al 1200 da una costruzione romanica a tre navate e due campanili. Tra il 1745 e il 1754 è stato ristrutturato in stile barocco, arricchendosi degli affreschi di Paul Troger e dei dipinti dei suoi allievi. L’altare maggiore, portato a termine da Theodor Benedetti, è considerato uno degli esempi barocchi più significativi del Tirolo.

Inoltre il duomo stupisce per il suo chiostro, annoverato tra i monumenti artistici più significativi dell’Alto Adige. La sua costruzione risale all’epoca preromanica, ma venne successivamente ristrutturato in stile romanico e gotico. Il chiostro, dunque, è famoso soprattutto per i mirabili affreschi di epoca gotica. Tra questi non perdete la rappresentazione dell’Elefante nella terza arcata e l’Adorazione dei Re Magi nella tredicesima.

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Foto: © Simone Crespiatico / Shutterstock

Chiostro Maiolicato del Complesso monumentale di Santa Chiara, Napoli

Il chiostro delle Clarisse, è uno dei quattro chiostri del Monastero di Santa Chiara di Napoli. Risalente al ‘300, il chiostro venne modificato da Domenico Antonio Vaccaro che ne mantenne la struttura gotica dell’edificio e ridisegnò il giardino impreziosendolo di maioliche. 

L’artista infatti rivestì tutta la struttura composta da 64 pilastri di 30.000 mattonelle maiolicate in stile barocco: sulle maioliche sono rappresentate scene agresti e mitologiche. Le parenti ai quattro lati del chiostro sono ricoperte di affreschi seicenteschi con scene raffiguranti allegorie, Santi e scene dell’antico testamento.

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