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Borghi vicino Parma, piccoli gioielli a due passi dalla città

Borghi vicino Parma
Piccoli mondi antichi della Bassa padana a meno di un’ora da Parma

Parma incanta con la raffinata eleganza del suo centro ma anche la bellezza dei suoi dintorni.

Piccoli mondi antichi caratterizzati da profumi e sapori di una volta, la vita dal ritmo lento, un ricco patrimonio storico e artistico resistono al tempo nella Bassa padana, tra la pianura e le colline.

I borghi vicino Parma affascinano con castelli, santuari, ville, labirinti e paesaggi meravigliosi. Ecco i più bei borghi a meno di un’ora di distanza da Parma.

Montechiarugolo

Montechiarugolo

Alle pendici delle prime colline dell’Appennino Tosco-Emiliano sorge Montechiarugolo sulla sponda sinistra del fiume Enza, al confine tra la provincia di Parma e quella di Reggio Emilia.

È uno dei Borghi più Belli d’Italia, abitato da poco più di 11.000 anime, situato nel cuore della Food Valley, quella zona conosciuta per eccellenze italiane come il Prosciutto di Parma, il Tartufo Nero di Fragno, il Parmigiano Reggiano e il Salame di Felino.

Le sue origini risalgono al X secolo, quando il borgo si formò in seguito ai disboscamenti eseguiti dai monaci agostiniani dell’abbazia di Santa Felicola.

Nel tempo il centro si è sviluppato ai piedi del castello e oggi conserva ancora importanti tracce dell’antica cinta muraria. Il castello che potrete vedere risale agli inizi del XV secolo: per volere della famiglia Torelli la roccaforte militare fatta di merli, feritoie, ponti levatoi e camminamenti di ronda assunse l’aspetto che oggi conosciamo.

L’interno invece vanta sale riccamente ammobiliate e decorate che testimoniano l’antico splendore del castello e la potenza di chi lo abitò.

Fatevi raccontare poi la leggenda della fata Bema, una giovane fanciulla, nata verso la fine del Cinquecento, dotata di poteri magici, che proteggerebbe il castello di Montechiarugolo.

Si racconta che ogni 19 maggio la donna si aggira per le sale del palazzo, piangendo il suo amore perduto Pio Torelli. Merita una visita la chiesa parrocchiale di S. Quintino, ricostruita agli inizi del XX secolo sulla base della primitiva chiesa romanica, che custodisce opere pregevoli e una serie di affreschi della fine del ‘400.

Nelle immediate vicinanze si trova il Convento di Santa Maria delle Grazie e l’Oratorio del Romito. Da non perdere infine le storiche Terme Borrini, situate in località Monticelli Terme, celebri per le loro acque salsobromoiodiche e i trattamenti terapeutici.

Fontanellato

Fontanellato è il toponimo di “fontana lata” ovvero grande fontana. Il paese si trova nella cosiddetta Bassa Parmense, a soli 5 km dalla via Emilia, tra i fiumi Taro e Stirone.

Fontanellato è stato reso celebre dalla presenza della famiglia Sanvitale dalla fine del 1300, che ne ha lasciato la traccia più evidente nella rocca.

Posta al centro della piazza principale, la rocca è il simbolo di Fontanellato. L’imponente fortezza, eretta nel XIV secolo su un preesistente edificio del XII secolo, nel corso dei secoli è stata trasformata in residenza dei conti Sanvitale, che l’hanno poi abitata per circa sei secoli.

Aperta tutto l'anno, la rocca propone visite guidate delle sale arredate, dalla splendida stanza di Diana e Atteone, affrescata dal Parmigianino, alla camera ottica. Merita una visita poi il Santuario della Beata Vergine del Rosario, costruito nel 1514, che richiama tutto l'anno numerosi pellegrini. Girando per il paese vedrete anche l'Oratorio dell'Assunta con la sagrestia lignea del 1720; il Teatro Comunale, progettato personalmente da Alessandro Sanvitale ma demolito completamente nel 1832, la cui struttura attuale risale al XIX secolo; le ex scuderie Sanvitale; villa Gandini e il Parco botanico.

Godetevi poi la vita lenta e la bellezza di Fontanellato a cui è stato conferito il riconoscimento di città slow. A poca distanza dal borgo si può visitare, infine, il Labirinto di Franco Maria Ricci, il labirinto più grande d'Europa che accoglie grandi e bambini in un percorso di oltre 3 km.

Il Labirinto della Masone ospita anche un’importante collezione d’arte e organizza eventi nella sua bella corte.

Compiano

Compiano

Un altro dei Borghi più Belli d’Italia in Emilia-Romagna è Compiano, che sorge su uno sperone roccioso lungo il fiume Taro.

È conosciuto come il borgo dei girovaghi per via dei tanti venditori d’inchiostro, lumini o pomate “miracolose”, burattinai, musicanti e artisti che partivano da questa zona alla volta dell’Europa per vendere le proprie creazioni, suonare ed esibirsi nelle fiere di paese.

Inoltre, proprio qui Maria Teresa Alpi aveva fondato il Festival dei Girovaghi, dedicato agli artisti di strada e a chi ha fatto della vita vagabonda uno stile di vita.

Oggi Compiano affascina con i suoi vicoli lastricati e le stradine in salita su cui si affacciano palazzi nobiliari e case torri. Dal 1500 il borgo inoltre è protetto dalle mura di cinta, che offrono anche una bellissima passeggiata sulla valle.

Perciò seguite la via lastricata e arriverete alla piazza, una suggestiva terrazza sul Taro, vicino alla quale si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, che risale probabilmente al periodo longobardo. Merita anche l’antico Municipio e tribunale di Compiano, sulla cui facciata si trova un grazioso terrazzino seicentesco e che conserva le antiche prigioni, un tempo utilizzate per reati amministrativi.

Domina il borgo infine il castello, una maestosa struttura quattrocentesca, la cui costruzione iniziò da una antica torre carolingia intorno alla quale nei secoli si è sviluppato l’intero maniero.

Situato sulla via che collegava l'Emilia, la Toscana e la Liguria, il castello racconta la storia di molte famiglie nobili, tra cui la famiglia Landi, che in queste valli instaurò lo Stato Landi, un regno lungo più di 400 anni. Sotto il Ducato di Maria Luigia il castello divenne poi prigione di Stato dove furono rinchiusi anche i carbonari dei moti del 1821. Nel 1900 venne adibito a collegio femminile, per poi tornare abitazione privata della contessa Gambarotta. Attualmente è proprietà comunale in gestione a privato.

Oggi sculture, arazzi, dipinti, camini, pavimenti del Seicento e soffitti originali del Quattrocento testimoniano i fasti di un tempo. Il castello infine ospita il Museo Massonico Internazionale.

Busseto

Busseto

Busseto è un importante centro agricolo della Bassa parmense, Bandiera Arancione TCI e un borgo di pianura situato a circa 8 km a sud del fiume Po.

Il suo nome è legato alla figura di Giuseppe Verdi, che era nato nella vicina frazione di Roncole ma visse gran parte della sua vita a Busseto. Quindi partendo dalla casa natale del maestro a Roncole si possono poi visitare i luoghi più significativi legati alla vita del compositore.

A Busseto partite da Piazza Verdi, dove campeggia il monumento in bronzo dedicato al maestro. Nella piazza vedrete poi la rocca duecentesca, un tempo dimora dei Pallavicino e ora sede del municipio, il Teatro Verdi, datato tra il 1856 e il 1868, e Casa Barezzi, dove il compositore visse con la moglie Margherita Barezzi.

La casa custodisce numerosi cimeli e testimonianze della vita e carriera di Verdi. Per una pausa enogastronomica, a pochi passi da piazza Verdi troverete la Salsamenteria Storica Baratta, aperta nel 1873, dove degustare salumi e formaggi insieme a un bicchiere di vino locale, sul sottofondo di musiche di Verdi.

Il celebre compositore era infatti uno degli habitués del locale. Subito fuori dalle antiche mura della città si trova poi Villa Pallavicino, una bella residenza rinascimentale che oggi ospita il Museo Nazionale Giuseppe Verdi.

Nei suoi ampi saloni potrete vedere numerose opere, la riproduzione delle scenografie originali di Casa Ricordi e dei quadri dell'epoca, i tessuti pregiati dell'800 e le musiche immortali, tra luci teatrali e atmosfere romantiche. Inoltre, in omaggio al patrimonio del melodramma italiano, all’interno delle antiche Scuderie di Villa Pallavicino è ospitato il nuovo museo Renata Tebaldi, sede di un affascinante percorso espositivo con oggetti, abiti, gioielli appartenuti a colei che Arturo Toscanini chiamò “voce d’angelo” nonché documenti, immagini, testimonianze di celebri artisti e colleghi della Tebaldi.

A Busseto vale la pena visitare anche la quattrocentesca Collegiata di San Bartolomeo, costruita tra il 1437 al 1450 per volere di Orlando Pallavicino il Magnifico, e la Chiesa di Santa Maria degli Angeli con la famosa rappresentazione scultorea del Compianto.

Colorno

Il borgo sorge nel punto in cui il torrente Parma riceve le acque del canale Lorno, da qui il nome Colorno che significa “in capo al Lorno”. Situato a nord di Parma, Colorno merita una visita per via della maestosa Reggia Ducale, la residenza estiva dei duchi di Parma conosciuta come la piccola

Versailles italiana, un tempo residenza dei Farnese, dei Borbone e di Maria Luigia d'Austria. Nella reggia visse anche la bellissima Barbara Sanseverino, donna affascinante, intelligente e di grande cultura, famosa per la sua bellezza tanto da essere omaggiata dal poeta Torquato Tasso in un celebre sonetto.

La monumentale Reggia di Colorno vanta oltre 400 sale, corti e cortili, circondati da un meraviglioso giardino alla francese.

Nel piccolo borgo di Colorno inoltre si possono visitare, oltre alla reggia, altri monumenti di rilievo come l'Aranciaia, oggi sede del Museo Etnografico della Civiltà contadina, la Chiesa di San Liborio e la Chiesa di Santa Margherita di origine gotica.

Colorno inoltre è una tappa della Strada del Culatello di Zibello. A 15 km da Colorno, infine, si può visitare il suggestivo paesino di Brescello, dove furono ambientati i film ispirati alle storie di Giovannino Guareschi con protagonisti Don Camillo e Peppone

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