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Autunno in Sardegna, cosa fare assolutamente

Autunno in Sardegna

Visitare la Sardegna in autunno può assumere significati diversi e sorprendenti rispetto ai suoi luoghi d’interesse estivi.

Quando la stagione balneare è ormai alle spalle in ogni angolo di questa incredibile isola si possono ancora scoprire paesaggi unici, prodotti eccellenti ed attività a contatto con la natura.

Oltre alle sue rinomate spiagge di sabbia bianca e acque cristalline c’è un territorio selvaggio e fascinoso, arcaico e incontaminato che in autunno regala nuove suggestioni.

L’isola sarda fonde insieme una costa incantevole, un entroterra aspro e una cultura misteriosa e antica come pochi altri territori nel mondo.  

Il suo interno montuoso è avvolto da foreste di leccio e punteggiato di minuscoli villaggi arroccati tra paesaggi spettacolari, promontori, canyon naturali come le gole di Su Gorropu, siti di antichi e misteriosi nuraghi come la Tomba dei Giganti, templi e acquedotti romani come nel parco archeologico di Nora, città ricche di storia affacciate sul mare come la bellissima Cagliari e animali selvatici come gli asini albini sull’isola dell’Asinara, i cervi sardi in via di estinzione sul Monte Arcosu.

In autunno i turisti scemano, le temperature diventano miti, le tariffe si normalizzano e viaggiare anche solo per un weekend assume un sapore diverso, lontano da quello più convulso dell’estate.

Centro Termale di Fordongianus

Centro Termale di Fordongianus
Centro Termale di Fordongianus

Fordongianus è un rinomato centro termale della Sardegna situato nella parte più interna della provincia di Oristano, nella parte centro-occidentale dell’Isola.

Qui in autunno ci si sono le condizioni ideali per rilassarsi in un centro benessere, godendo dei migliori trattamenti grazie a uno stabilimento termale con sorgenti di acque benefiche che sgorgano a 56 gradi tutto l’anno.

Un modo perfetto per rinfrancare spirito e corpo e prepararsi nel migliore dei modi all’arrivo dell’inverno.

Città industriali abbandonate

Porto Flavia
Ex Miniere Sardegna

Tutta la Sardegna e in particolare la zona del Sulcis nel sud ovest dell’isola hanno una lunga storia mineraria particolarmente attiva fino agli anni’50.

Numerose miniere e fabbriche per l’estrazione e la lavorazione di minerali, piombo, ferro, rame e argento ormai in disuso oggi costituiscono uno splendido esempio di archeologia industriale, molte di queste strutture ormai abbandonate sono state dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco e offrono una testimonianza affascinante e decadente di un’epoca ancora vicina.

Alcuni di questi edifici sono stati riconvertiti e trasformati in strutture ricettive, altri in musei aperti al pubblico ma tutte sono spettacolari esempi di architettura.

Tra queste segnaliamo le ex miniere dei villaggi di Ingurtosu, Montevecchio e quella di Nebida per la lavorazione della pietra nei pressi del famoso e panoramico litorale del Pan di Zucchero.

Andare alla scoperta di queste incredibili rovine industriali significa conoscere un aspetto della Sardegna insolito e originale, un territorio costellato di testimonianze di storia recente dove è possibile allargare la percezione di cosa sia la cultura sarda.

La Strada del vino Cannonau

Strada del vino Cannonau
Strada del vino Cannonau

L’autunno è tempo di vendemmia, uno dei momenti più eccitanti dell’anno dell’intero ciclo agricolo.

Anche in Sardegna gli enti locali e i migliori produttori vinicoli regionali si sono organizzati in associazioni per la promozione di paesaggi e di prodotti di eccellenza come i vini docg.

Le strade del vino che attraversano l’isola offrono la grande opportunità di conoscere angoli di campagna incantevole e di degustare vini rinomati in tutto il mondo e l’autunno è forse il momento migliore per farlo.

Il Cannonau è senza dubbio uno dei simboli della Sardegna, un vino dal carattere forte e netto come la terra che lo produce, è una varietà speciale di vitigno a maturazione lenta noto come grenache da cui si origina  un vino ricco di antiossidanti naturali, dal colore intenso e con aromi di lampone e fragola.

Sebbene sia coltivato in tutta la Sardegna questo vitigno trova la sua vera patria nella zona sud-orientale dell'Isola dalla costa di Orosei a Bari Sardo, all'entroterra attorno alle province di Nuoro, Ogliastra e Cagliari.

Lungo la mitica statale 131 si attraversano zone e villaggi dove si possono riscoprire le antiche tradizioni sarde insieme ai suoi eccezionali prodotti enogastronomici.

Paesi come Jerzu, Villagrande, Arzana, Baunei, Lanusei,  Villasimius, Castiadas, Muravera, Tortolì, Dorgàli, Orosei, Oliena, Orgosolo e Mamoiada rappresentano le porte d’ingresso ad un mondo antico e carico di sapori autentici.

Trekking Supramonte - Gola di Gorropu

Su Gorropu
Su Gorropu

Per sfruttare la stagione autunnale in una terra remota di roccia, sole, acqua e vento bisogna dirigersi nel cuore dell’entroterra sardo "sopra la montagna" ovvero nella zona del Supramonte, un’area incontaminata di grotte inesplorate e boschi di querce da sughero sopra l’incantevole Golfo di Orosei. La cima più alta di questo massiccio gigante è Punta Corrasi a 1 463 m di altezza che svetta sopra un vasto territorio selvaggio e di difficile accesso dove anche la presenza umana è diradata.

L’esplorazione di questo mondo a se stante passa per siti archeologici di nuraghi, gole a strapiombo sul mare, l’arroccato e arcaico villaggio di Tiscali e nelle profondità della gola di Su Gorroppu, il canyon più profondo d'Europa.

Nella lingua sarda Gorropu significa dirupo o area scavata, non a caso questa gola è una tra le più estese ed imponenti d’Italia.

Il canyon conta 500 metri in altezza e soli 4 metri in larghezza nei suoi punti più stretti, misure che gli valgono la classificazione di uno dei canyon più profondi e spettacolari d’Europa.

Nel corso dei secoli l’azione erosiva del fiume Rio Flumineddu ha dato forma a una zona caratterizzata da canaloni calcarei, gole, grotte, pareti rocciose e falesie circondate da una natura selvaggia fatta, da cascatelle, laghetti cristallini, da foreste di leccio avvolte dal silenzio e fauna selvatica.

Per esplorare questi luoghi impervi è bene munirsi dell’attrezzatura tecnica adatta e di una guida esperta con cui, oltre ai paesaggi mozzafiato, si potranno scoprire anche gli antichissimi resti di villaggi nuragici e le tombe dei Giganti, oppure come leggenda narra riuscire a vedere le stelle in pieno giorno.

Murales di Orgosolo

Orgosolo
Orgosolo

La città di Orgosolo, a circa 100 km da Cagliari, nel cuore della Barbagia si caratterizza per la grande presenza di murales dipinti sui muri delle sue case.

Fin dagli anni ’60 gli abitanti del posto hanno trasformato gli edifici in tele su cui dipingere grandi murales variopinti che rendono la città un colorato museo a cielo aperto.

Attraverso queste opere gli artisti sardi hanno potuto esprimere il loro punto di vista sulla vita, la politica e la propria storia. Passeggiare tra le vie di questo comune significa incontrare un angolo di Sardegna insolito e originale dove è possibile allargare la percezione di cosa sia la cultura sarda.

Asinara

Asinara
Asinara

Imbarcandosi a Stintino o a Porto Torres, sul versante nord occidentale della regione, è possibile raggiungere la selvaggia Isola dell'Asinara.

Questa ex colonia penale oggi è un’importante riserva naturale disabitata, ideale per escursioni in bicicletta o a piedi tra natura e vecchi edifici usati come prigioni.

Tra i suoi luoghi d’interesse, oltre le spiagge, di Cala dei Detenuti, ci sono edifici antichi come il Palazzo Reale e il Castello. Chi sbarca sull’isola arriva in un luogo dalla natura incontaminata ferma nel tempo dove esiste anche un Centro di Recupero di tartarughe marine aperto al pubblico.

Padroni dell’isola sono i bizzarri e rarissimi asini albini dalla fulva pelliccia bianca che danno il nome al posto.

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