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Abruzzo in Autunno: ecco perché è la stagione più dolce

Cosa fare e vedere assolutamente durante la stagione del foliage

Abruzzo in Autunno: cosa fare e vedere assolutamente AUTUNNO Shutterstock
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Abruzzo in autunno? Cosa c'è da vedere assolutamente? Questa terra di grande fascino è caratterizzata da una varietà naturalistica incredibile tanto da essere la destinazione perfetta per qualche giorno di vacanza in ogni stagione.

In estate diventa la meta perfetta con le spiagge della costa dei Trabocchi, in primavera affascina ogni visitatore con le distese di campagna verdi e profumate e in inverno attrae i turisti con le sue cime innevate per la settimana bianca.

Perché visitarla in autunno? È la stagione del foliage, in cui i piccoli borghi si colorano di sfumature del tutto nuove, i percorsi di campagna regalano tante imperdibili avventure a contatto con la natura e le cucine offrono specialità tipiche che vale la pena assaggiare. Ecco cosa non potete assolutamente perdere dell’Abruzzo in autunno.

Abruzzo in Autunno

  • Bosco di Sant’Antonio
  • Pescocostanzo
  • Parco della Majella
  • Tagliacozzo 
  • Cibi tradizionali autunnali 

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Bosco di Sant'Antonio 

È forse il luogo per eccellenza da visitare in autunno in Abruzzo. Si trova nel territorio comunale di Pescocostanzo e, anticamente era considerato una foresta sacra a Giove. In epoca medievale prese la denominazione che mantiene tuttora e, grazie alla varietà di piante e alberi secolari che si trovano per le sue viuzze – soprattutto altissimi faggi –, nella stagione autunnale, il bosco si arricchisce di tante sfumature. 

Nelle diverse distese di foglie si va dal giallo al rosso intenso, passando per l’arancio e per le venature dorate. Il bosco è anche la casa di diverse specie animali e in particolare di moltissime talpe per cui le temperature della zona sono ideali. Non ci sono itinerari prestabiliti da seguire all’interno di questa piccola foresta ma, nel territorio circostante, si trovano diversi chioschi e ristoranti in cui poter sostare.

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Parco della Majella

C’è invece chi ama il contatto con la natura ma non si accontenta solo di visitare i boschi e ammirarne i colori, desidera attraversarli e scoprirli grazie a delle escursioni. Una delle più importanti e gettonate in autunno è quella che attraversa il versante occidentale del parco della Majella. 

Si parte da Fonte Romana e per circa 3,8 km si percorrono sentieri che attraversano torrenti, boschi, tappeti di foglie e radure. Particolarmente interessante da visitare è la fonte di Collato a 1.526 metri di altezza che si incrocia lungo il cammino. L’intero cammino che attraversa il parco fino a Fondo Majello si percorre in circa due ore ed è adatto a ogni tipo di visitatore, anche i meno esperti, sebbene sia preferibile dotarsi delle apposite attrezzature da trekking.

Tagliacozzo

Se la natura non vi appassiona particolarmente e dell’autunno apprezzate soprattutto la quiete e il profumo che questa stagione riesce a donare alle piccole città, non c’è niente di meglio che trascorrere qualche giorno in un borgo caratteristico. 

Come Tagliacozzo ad esempio. Questa piccola città nel cuore della Marsica, in provincia dell’Aquila, con i suoi 6.552 abitanti, deve probabilmente il nome ai termini talus e cotium, cioè taglio nella roccia. Si trova infatti incastonato ai piedi del monte Civita ed era un centro particolarmente celebre già in epoca medievale, tanto da essere citato dal Sommo Poeta Dante in alcuni passaggi della sua Divina Commedia. Passeggiate per i vicoli, botteghe caratteristiche e una visita al Teatro Talia e al palazzo ducale rendono Tagliacozzo una meta perfetta per qualche giorno di vero relax.

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Cosa mangiare

L’autunno è anche la stagione in cui è possibile assaggiare tante prelibatezze tipiche, soprattutto nei paesi di montagna e campagna. Per chi trascorre delle vacanze, più o meno lunghe, in Abruzzo ci sono alcuni piatti che è impossibile non gustare. 

A partire dai celeberrimi arrosticini, piccoli spiedini di carne di capra da mangiare appena tolti dalla griglia, o dalla famosa “pizza e foje”, una cialda di granturco non lievitata e riempita di verdure di ogni genere (le foje, appunto). 

Fra i primi piatti, da non perdere sono le scrippelle ‘mbusse tipiche del teramano: delle sottili crepes preparate con uova, acqua e farina, cosparse di formaggio grattugiato e immerse nel brodo. E sui dolci non ci sono dubbi: il pasto si conclude con le ferratelle, le tipiche cialde fatte in casa che vengono servite accompagnate da marmellata, nutella o anche da sole. Per accompagnare questa scorpacciata culinaria, non può ovviamente mancare anche un bicchiere del vino più famoso della regione: il Montepulciano d’Abruzzo.

Autore: Paola Toia

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