Mantova

Cosa vedere a Mantova: i luoghi da non perdere e le cose da fare

Cosa vedere a Mantova

Mantova è una città d’acqua, che già Montesquieu nel 1729 definì una “seconda Venezia”.

Nel XII secolo l’architetto ed ingegnere idraulico Alberto Pitentino, su incarico del Comune di Mantova, progettò un sistema di difesa della città sfruttando il fiume Mincio in modo da circondare completamente il centro abitato con quattro specchi d’acqua, così da formare quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo.

Mantova era, di fatto, un’isola.

Il Ponte dei Mulini e il Ponte di San Giorgio, ancora esistenti, erano le porte d’ingresso al centro.

Mantova
Mantova

In età comunale poi venne tracciato il Rio, un canale che tagliava in due la città, collegando il lago Inferiore a quello Superiore.

Altre dighe e chiuse vennero aggiunte per consentire un’adeguata protezione dalle acque. Nel XVII secolo però una forte inondazione diede inizio a una rapida decadenza.

Il lago Paiolo a sud allora fu prosciugato in modo che la città restasse bagnata dall’acqua solo su tre lati, come una penisola e come ancora oggi si presenta.

Sono quindi questi tre specchi d’acqua, artificiali, ricavati nell’ansa del fiume Mincio a rendere unica Mantova.

Navigate lungo il fiume e i laghi per ammirare questa città meravigliosa dall’acqua; tra luglio e agosto, durante il periodo di fioritura del loto diventa poi davvero magica.

Esplorate il centro dall’architettura rinascimentale, la cui antica storia si inscrive in quella della casata dei Gonzaga.

Come scrisse Torquato Tasso, uno dei tanti artisti che qui soggiornarono oltre a Pisanello, Mantegna, Giulio Romano, Rubens, Monteverdi, “questa è una splendida città, degna c’un si muova mille miglia per vederla”. Ecco cosa vedere a Mantova.

Duomo di Mantova

Duomo di Mantova
Mantova

Il Duomo di Mantova, o Cattedrale di San Pietro Apostolo, riflette le diverse epoche in cui è stato costruito e ampliato. Basta guardarlo dall’ingresso di piazza Pallone per rendersene conto: la facciata tardo-barocca, il fianco gotico e il campanile romanico-gotico. 

La costruzione iniziò nel XII secolo e fu completata nel XVIII secolo. La facciata principale è dominata da una serie di archi gotici e presenta dettagli scolpiti che conferiscono al Duomo un aspetto maestoso. Il Duomo inoltre è particolarmente importante perché qui sono sepolti i più importanti membri della famiglia Gonzaga.

Riuscendo sulla piazza Sordello, fate un giro su voi stessi per ammirare gli edifici più belli della città: il Palazzo Vescovile, Palazzo degli Uberti col suggestivo vicolo Bonacolsi, Palazzo Castiglioni e il Palazzo Acerbi con la Torre della Gabbia.

Dall’altro lato della piazza si stagliano le suggestive sagome del Palazzo del Capitano e della Magna Domus, nuclei originari del Palazzo Ducale.

Palazzo Ducale

Palazzo Ducale
Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale di Mantova è il più grande complesso architettonico museale italiano e fra le più estese corti di origini tardo-medievali d’Europa, nonché patrimonio Unesco e una straordinaria testimonianza della storia di Mantova, del Rinascimento italiano e dell’arte europea tra Medioevo e barocco.

Con i suoi quasi 1000 ambienti, torri, strade, cortili e giardini, il Palazzo Ducale definito città-palazzo, è un vasto complesso architettonico che si estende su una superficie di circa 35.000 mq. Il complesso trae origine dalla progressiva aggregazione di una serie di edifici autonomi, che trovarono forma organica nel corso del XVI secolo.

La sua costruzione iniziò alla fine del Duecento, con il nucleo voluto dalla famiglia Bonacolsi, e proseguì fino al Settecento con gli interventi asburgici.

La storia dell’edificio coincide in buona misura con la fortuna della famiglia Gonzaga, che ne fece la propria residenza dal 1328 al 1707.

Tra i capolavori custoditi tra le sue mura si possono ammirare il ciclo di affreschi tardo gotici eseguiti da Pisanello all’inizio del Quattrocento, la Camera Picta di Andrea Mantegna, sintesi dei principi del Rinascimento, e i dipinti barocchi di Pieter Paul Rubens.

Oggi come in passato, in virtù del suo prestigio, Palazzo Ducale costituisce un formidabile collettore di opere ed eventi culturali, con mostre che spaziano dall’arte antica alla contemporaneità. 

Castello di San Giorgio 

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Castello di San Giorgio

Il castello di San Giorgio fu fatto costruire nel 1395 dal Capitano del Popolo Francesco I Gonzaga e successivamente trasformato da Ludovico II in abitazione marchionale. I

l castello aveva scopo difensivo ma serviva anche a sfoggiare il potere economico e politico della famiglia Gonzaga.

Circondato sui quattro lati da un fossato, il fortilizio è tra i più rappresentativi esempi di architettura militare tardo-medievale del territorio e uno dei monumenti più iconici della città.

Molto simile a quello di Ferrara, fu trasformato da costruzione difensiva a residenza nel 1459 dall’architetto Luca Fancelli ed arricchito con affreschi importanti, tra cui spicca la famosissima Camera Picta o Camera degli Sposi, ovvero lo straordinario ambiente affrescato da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474, universalmente considerato uno dei massimi capolavori della storia dell’arte di tutti i tempi, espressione chiara e compiuta dei principi del Rinascimento.

Il percorso prosegue nella stanza dei Soli e, nelle giornate di bel tempo, lungo il ballatoio del cortile del Castello, rinnovato durante il XV secolo.

Tornando indietro per la scala elicoidale detta “dei Cavalli”, l’itinerario di visita prosegue verso la Corte Nuova. Il livello soprastante il piano nobile fu adibito a carcere durante la dominazione austriaca e divenne, in uno degli episodi più drammatici della storia risorgimentale, l’ultima prigione dei “Martiri di Belfiore”.

Palazzo Te

Palazzo Te
Palazzo Te

Anticamente situato sull’isola chiamata Teieto, posta al centro del quarto lago di Mantova ora prosciugato, Palazzo Te è uno dei più straordinari esempi di villa rinascimentale suburbana manierista.

Il complesso, decorato tra il 1525 e il 1535, fu ideato e realizzato da Giulio Romano, allievo di Raffaello, per Federico II Gonzaga (1500 – 1540) come luogo destinato all’ozio del principe e ai fastosi ricevimenti, nonché ai segreti convegni amorosi con la donna amata Isabella Boschetti.

Fin dall’origine il palazzo si apriva, attraverso ampie logge, su vasti giardini destinati a rendere gradevole il soggiorno nel palazzo concepito su imitazione delle antiche ville romane. Federico II Gonzaga voleva stupire gli ospiti a cominciare dall’imperatore Carlo V venuto a conferirgli la corona Ducale.

Vedrete quindi la meravigliosa sala dei Giganti in cui l’arte realizza alla perfezione il prodigio di sostituirsi alla realtà, creando una scena che coinvolge lo spettatore nell’immane tragedia di un mondo in rovina. Fate caso all’iscrizione nella camera di Amore e Psiche che dichiara apertamente il motivo per cui la villa è stata realizzata: un palazzo per il tempo libero ed il divertimento, per l’onesto ozio del principe.

Ospiti illustri vennero qui accolti, come l’imperatore Carlo V, che fece visita nel 1530 e nel 1532, ed il re di Francia Enrico III nel 1574.

Le sale del pianterreno, destinate ad accogliere gli appartamenti di Federico Gonzaga e dei suoi ospiti, conservano ancora oggi quasi integralmente le preziose decorazioni ad affresco e a stucco originali.

Nelle sale del piano superiore, in origine luoghi di deposito e abitazione della servitù, sono esposte al pubblico collezioni eclettiche, direttamente o indirettamente legate a Mantova: la collezione Gonzaghesca di coni, monete, sigilli, medaglie, pesi e misure; la collezione Mondadori con i dipinti di Federico Zandomeneghi e Armando Spadini.

Basilica di Sant’Andrea

Basilica di Sant’Andrea
Basilica di Sant’Andrea

La posa della prima pietra della basilica di Sant’Andrea avvenne il 12 giugno 1472, su progetto di Leon Battista Alberti.

Il direttore dei lavori fu un suo discepolo, Luca Fancelli, mentre il committente il marchese Ludovico Gonzaga, signore di Mantova.

I lavori si sono protratti a lungo fino al XIX secolo. Il centro ideale della basilica è la cripta nella quale si custodiscono i Sacri Vasi, cioè i reliquiari che contengono la terra intrisa dal sangue di Gesù Cristo.

Si tratta di una reliquia importantissima per la cristianità per la quale si sono qui costruiti successivamente tre edifici sacri: nell’804, nel 1048 e infine l’attuale.

La basilica ospita nella cappella di San Giovanni Battista, la tomba di Andrea Mantegna con alcuni pregevoli quadri dell’artista. Di particolare interesse la cappella di San Longino con quadri di Giulio Romano e discepoli. 

Rotonda di San Lorenzo

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Mantova

La Rotonda di San Lorenzo è il più antico monumento di Mantova e probabilmente faceva parte di un percorso spirituale di pellegrinaggio verso la reliquia del preziosissimo sangue venerata nella chiesa di Sant’Andrea.

In assenza di documenti e sulla base degli elementi stilistici e decorativi, si ipotizza che la Rotonda sia stata costruita per volere di Matilde di Canossa tra il 1070 e il 1115, quando Mantova fu capitale del grande feudo dei Canossa.

Costruita ad immagine della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme è a pianta centrale con un matroneo in alto. La chiesa era completamente affrescata ma oggi rimangono solo resti di opere come San Lorenzo sulla graticola.

La cupola originaria fu perduta durante i lavori di ristrutturazione e per ricostruirla fu preso come riferimento quella della chiesa di San Bartolomeo ad Almenno, vicino Bergamo.

Nel corso dei secoli la Rotonda di San Lorenzo è stata accerchiata dai palazzi fino a scomparire quasi del tutto, ma nel 1906 è stata riportata alla luce ed è diventata monumento nazionale.

Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe
Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe è una delle piazze più antiche e più amate piazze di Mantova. In passato era il luogo in cui si vendevano la frutta e la verdura, le erbe appunto, e dove si concentravano le attività commerciali.

Oggi vale la pena scoprire la piazza delle Erbe per ammirare gli importanti palazzi e monumenti che ospita.

In questa piazza rettangolare, vedrete il Palazzo del Podestà, detto anche “Palazzo del Broletto” (1227). A fianco sul lato orientale si può ammirare il Palazzo della Ragione del 1250, poi la Torre di Luca Fancelli (1473) con l’orologio del 1493 (opera dell’esperto di astrologia Bartolomeo Manfredi) e la Rotonda di San Lorenzo fatta costruire per volere di Matilde di Canossa in onore del Sacro Sepolcro.

Piazza delle Erbe ha dei bellissimi portici su tre lati, che nascondono chicche come la Casa del Mercante, un singolare edificio a tre piani che era la casa di Giovan Boniforte da Concorezzo, mercante di tessuti. 

Loggia delle Pescherie 

Mantova
Loggia delle Peschiere

Seguendo il fiume Rio che attraversa Mantova, si arriva alla Loggia delle Pescherie, uno degli angoli più caratteristici della città.

Costruite su progetto dell’architetto Giulio Romano, le Pescherie erano inizialmente destinate al commercio del pesce.

Si trattava di un doppio porticato ad archi tondi in bugnato, con finestre rettangolari nella parte alta, realizzate nel 1536 sul ponte medievale a cavallo del Rio.

Accanto si trovavano le Beccherie, dedite al macello e demolite nel 1872.

Della costruzione originaria oggi resta solo una lunga file di colonne con il porticato sottostante, ma è quanto basta per creare uno scenario incantevole in qualsiasi momento del giorno.

Museo di Palazzo d’Arco

Palazzo d'Arco
Palazzo d’Arco

A Mantova la presenza e l’importanza dei conti d’Arco erano rilevanti già prima del Rinascimento.

Nel 1740 un ramo della famiglia si stabilì definitivamente a Mantova, dopo aver ereditato la dimora dei conti Chieppio, che si trovava nello stesso luogo in cui ora si erge la parte anteriore del Palazzo d’Arco.

Giovanna dei conti d’Arco, per matrimonio marchesa Guidi di Bagno, con illuminato atto testamentario ha voluto che il palazzo e le raccolte in esso contenute divenissero un museo, a beneficio della città e del mondo della cultura.

Il palazzo, aperto al pubblico nel 1980, conserva dipinti, arredi e oggetti d’uso così come li lasciò la marchesa Giovanna.

Nelle ventiquattro sale dove un tempo viveva la famiglia oggi si possono ammirare tele di Annibale Carracci, Bernardino Luini, Lorenzo Lotto,  Tintoretto, Van Dyck e Rubens.

Cosa mangiare a Mantova 

Tra le specialità mantovane bisogna assaggiare: i tortelli di zucca, la vellutata di zucca, i tortelli di faraona, le tagliatelle con anatra, la torta salata di zucca, l’insalata di pollo, lo stracotto d’asino, il bollito misto, i bigoli (una pasta tradizionale della zona) con luccio, peperoni, alici e capperi, la frittata con saltarelli e la polenta con il luccio.

Lambrusco, Parmigiano, Grana e mostarde poi non mancano mai a tavola. Tra i dessert: sbrisolona, torta Elvezia, anello di Monaco, torta greca, kipferl e sospiri di Giulia. 

Come arrivare e muoversi a Mantova

Mantova è collegata da treni ad alta velocità, la soluzione migliore se non si vuole viaggiare in auto. Inoltre è una città ideale da girare a piedi. 

Quando andare a Mantova 

Dal punto di vista climatico i periodi migliori per visitare Mantova sono la primavera e l’inizio dell’estate, in particolare da metà aprile a metà giugno. 

Ma dal punto di vista degli eventi è una città vivace tutto l’anno, conosciuta per un appuntamento di rilievo nel panorama nazionale: il Festival della Letteratura di Mantova, che si svolge a inizio settembre.

Mappa e cartina 

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