Idee di viaggio

Le isole della Grecia di cui non avevi mai sentito parlare

Isole incontaminate, sottovalutate o sconosciute che meritano di essere scoperte

Le Isole della Grecia di cui non avevi mai sentito parlare ISOLE Shutterstock
5/5

Gemme inesplorate con spiagge da sogno, acque cristalline e villaggi cicladici dalle case bianche e le porte azzurre. Oasi mediterranee dall’influenza turca. Lembi di terra e acqua dove regna il sole, il silenzio, la pace. Siete sicuri di conoscere davvero tutte le isole della Grecia

Se provate a uscire dalle rotte più turistiche che vi portano a Mykonos e Santorini, scoprirete isole altrettanto meravigliose, ma molto più autentiche, meno affollate e meno care. Sono circa seimila le isole della Grecia se si contano anche scogli e isolotti, 227 se consideriamo solo quelle abitate. E sono tantissime quelle di cui probabilmente non avrete mai sentito parlare. Esistono ancora isole incontaminate, sottovalutate o sconosciute che meritano di essere scoperte. Sono angoli di mondo in cui ci si sposta a dorso d’asino o via mare, dove il telefono non sempre prende e si finisce la giornata a bere ouzo o a ballare il sirtaki. 

Ecco 15 isole della Grecia di cui non avevi mai sentito parlare. 

Le isole della Grecia di cui non avevi mai sentito parlare

  • Astypalaia
  • Sifnos 
  • Kimolos 
  • Égina
  • Chalki 
  • Donoussa
  • Koufonísia 
  • Tinos
  • Kythnos
  • Límnos
  • Chio
  • Nísyros 
  • Léros 
  • Alónissos
  • Elafonisos

Astypalaia

Appartiene all’arcipelago del Dodecaneso ma è molto più vicina geograficamente, storicamente e architettonicamente alle Cicladi. Astypalaia è un’isola di cui non avrete mai sentito parlare, ma vale la pena scoprirla se volete sfuggire al turismo di massa. Isolata tra i due arcipelaghi, Astypalea è rimasta a lungo isolata ed è ancora un po' difficile da raggiungere, perciò si è sviluppata meno rapidamente delle altre ed è riuscita a mantenere la sua autenticità. È un'isola dai paesaggi aridi e montuosi, dove si nascondono villaggi di case bianche. Se non fosse per la cittadella veneziana che domina la Chora, potreste pensare di trovarvi nel cuore delle Cicladi. 

La cittadella veneziana, conosciuta come castello Querini, scende ad anfiteatro verso il porto attraverso un labirinto di stradine fiancheggiate da case bianche. A metà del percorso, vedrete nove mulini a vento che sono il punto d'incontro la sera. Astypalaia inoltre si distingue per la sua forma a farfalla che divide l’isola in due parti (Mesa e Exo nisi), collegate da un istmo largo non più di 100 metri nel suo punto più stretto. Nel sud-ovest dell'isola, si trova la Chora e due baie costituite dal vecchio porto, Pera Gialos, e da Livadi, con la sua atmosfera rilassata e piuttosto familiare. Non perdete poi i bagni di Talaras e la laguna di Chemeni Limni. Nelle giornate limpide salite sulle cime di Astypalaia per vedere Anafi, Amorgos e le altre isole del Dodecaneso.

Sifnos

Passa inosservata ai viaggiatori diretti a Milos e Paros ma, una volta scoperta, Sifnos incanta con il suo fascino segreto. La quarta isola delle Cicladi occidentali per grandezza vanta molti motivi per andarci. L’isola sorprende per la natura rigogliosa che esplode tra ulivi e mandorli, valli coperte di oleandri e colline ammantate di ginepri ed erbe aromatiche. 

Il principale centro abitato di Apollonia e il pittoresco villaggio di Kastro sono i tipici paesini cicladici con case imbiancate a calce e cupole azzurre. Kamares è invece il porto principale e la località più accogliente di Sifnos, ma andate alla scoperta di piccole chicche come il pittoresco porto di Vathi. Una rete di antichi sentieri collega tra loro i villaggi dell’isola, costellata da monasteri sulle alte scogliere. Sifnos è, infatti, l’isola ideale per chi ama camminare. Ma è anche considerata l’isola gourmet, non a caso è la patria di grandi chef come Nikos Tselementes. Durante il periodo arcaico Sifnos prosperò grazie alle sue miniere d’oro e d’argento, oggi è conosciuta invece per la lunga tradizione della ceramica. Infine, le spiagge di sabbia dorata e le acque cristalline vi ricorderanno il principale motivo per cui andare a Sifnos. 

Kimolos 

A un’ora di traghetto da Milos sorge Kimolos, un’isoletta di 50 kmq che conta circa 800 abitanti. In comune con la sorella grande ha solo il mare dalle splendide tonalità che variano dal blu cobalto al verde smeraldo. 

A Kimolos non troverete locali notturni, né boutiques o alberghi come a Milos. Un'unica strada asfaltata e alcune strade sterrate permettono di percorrere la costa meridionale e orientale dell'isola. Il resto può essere scoperto solo in barca, a piedi o a dorso di mulo, ancora usato come mezzo di trasporto dai contadini che vivono sulle colline. Kimolos ha un solo villaggio imbiancato, chiamato Chorio, che significa "villaggio" in greco, e una taverna di prim'ordine, To Kyma, sulla spiaggia sabbiosa accanto al suo porto. Soprannominata Argentiera nel Medioevo dai marinai veneziani per le sfumature argentee delle sue rocce, Kimolos è un paradiso per gli amanti della geologia: l'attività vulcanica ha lasciato nei suoi terreni minerali e pietre semipreziose che hanno fatto la fortuna dei suoi abitanti. Ricca di gesso (in greco "kimolia"), un minerale argilloso dalle virtù terapeutiche conosciute fin dalla preistoria, l'isola ha diverse sorgenti termali. Una volta parte di Milos, Kimolos ne è stata separata da un terremoto. Se volete approfondire la sua storia andate a Ellinika, dove vedrete un'antica necropoli costruita nella roccia e i resti di un'antica città sommersa a poca distanza dalla spiaggia. Rilassatevi poi sulle spiagge più belle a sud dell'isola, Bonatsa, Aliki o Kalamitsi, o sull’idilliaca spiaggia di Sufi, a nord, anche se difficile da raggiungere. Se neanche Kimolos vi sembra abbastanza tranquilla poi fatevi portare da qualche pescatore alla vicina Poliegos: un’isola disabitata dalle magnifiche insenature dove incontrare solo capre selvatiche, foche monache o qualche vip discreto che attracca il suo yacht nel porto naturale. 

Égina

Chiesette e case colorate caratterizzano Égina, un’isola dalla lunga storia ma oggi poco battuta dal turismo straniero. Nel VII secolo a.C. Égina era la potenza marittima dominante del Golfo Saronico, un fiorente centro mercantile che Atene, nel 459 a.C., invase per sfruttarne la ricchezza. Da allora Égina non visse più l’antico splendore, tranne un breve momento di celebrità quando svolse un ruolo cruciale nella sconfitta dei turchi e quando, dal 1827 al 1829, fu la capitale temporanea della Grecia parzialmente liberata. Da sempre amata dagli ateniesi, oggi Égina è considerata una propaggine della capitale greca ed è famosa come principale produttrice di pistacchi. L’isola è conosciuta anche per la sua nightlife. Una volta sbarcati al porto di Égina, visitate la pittoresca chiesetta bianca di Agios Nikolaos prima di proseguire per Égina città, un centro movimentato dal fascino decadente che ricorda Atene. Camminando per le vie della città noterete numerose case neoclassiche dai mille colori, oltre alla cattedrale, Agios Dionysios. A 10 km a est della città troverete poi il Tempio di Afaia, il più importante sito archeologico delle isole del Golfo Saronico, eretto nel 480 a.C., subito dopo la battaglia di Salamina, su una collina da cui godere di un magnifico panorama. Ma ci sono anche, a nord, il tempio di Apollo e, sul monte Oros, le rovine di un tempio in onore di Zeus. A circa 6 km dalla città si trova Paleohóra, il capoluogo dell’isola dal IX secolo alla fine del Medioevo, oggi un’incantevole oasi di pace. Le sue alture rocciose sono costellate da una trentina di chiese e cappelle, collegate da sentieri. Invece, immediatamente fuori Égina città, a nord, si trova il Museo Christos Capralos, la casa-studio del famoso scultore che visse sull’isola. A 9 km a sud della città invece è situato Pérdika, un villaggio di pescatori da cui partono regolarmente caicchi per l’isolotto di Moní, una riserva naturale con magnifiche spiagge. Égina è più apprezzata per le sue rovine archeologiche che per le sue spiagge. Comunque, la spiaggia di Agía Marína è la più frequentata da famiglie con bambini, oppure andate a quella di Marathónas dove ristorarsi alla taverna Ammos per una pausa dal sole cocente. 

Chalki 

A qualche miglio da Rodi si trova Chalki, un isolotto di appena 29 kmq e 300 abitanti. Se volete trascorrere una vacanza da sogno lontano dallo stress della vita moderna, Chalki è l’isola ideale. Non esistono macchine, qui ci si sposta a piedi o in barca. Il porto e l'unico borgo dell'isola si chiama Nimporio. Passeggiate tra le sue casette colorate a due o tre piani affacciate sul mare tra odore di pane appena sfornato e profumo di bucato. Visitate la chiesa di Agios Nikolaos, il santo patrono dell'isola, con il suo maestoso campanile e l'iconostasi di legno scolpito. Fermatevi un momento al municipio, un antico palazzo, con la sua splendida torre dell'orologio. Arroccata su una collina a 2,5 km dal porto si trova Chorio, l'antica capitale dell'isola. Qui raggiungete il Castello dei Cavalieri per godervi una magnifica vista sul mare e Karpathos. Se poi siete pronti a mettervi in cammino per circa un'ora e mezza lungo strade sterrate, tra muretti a secco e fichi d’india, potreste andare a visitare il monastero di Agios Ioannis Alargas. Il 29 agosto, il monastero si riempie di pellegrini in occasione della festa più nota dell'isola. Sotto gli alti cipressi si mangia, si canta e si balla la "sousta" fino al mattino. Infine godetevi le spiagge di Chalki. Pontamos è la spiaggia più popolare dell'isola, abbagliante con la sua sabbia bianca. Kania è una pittoresca spiaggia di ghiaia, così come Giali, Ftenagia e Areta, note per le loro acque azzurre. Trachia, invece, è una spiaggia molto stretta tra due sporgenze d'acqua e accessibile solo in caicco.  Chalki è un piccolo paradiso inesplorato del Dodecaneso. 

Donoussa

Nell’arcipelago delle Piccole Cicladi, a est di Naxos, sorge Donoussa. Un’isola sonnolenta, fuori dalla rotte turistiche, dove vive ancora il mito di Arianna e Teseo. Tra i suoi scogli Dioniso nascose Arianna quando Teseo l’abbandonò a Naxos. Il principale porto e paese dell’isola si chiama Stavros, un gruppo di case raccolte intorno a una bella chiesa affacciata su una piccola baia. A poco più di un chilometro da Stavros si trova Kéndros, una spiaggia sabbiosa e appartata con una taverna sul mare. Poco più a est si trova Livádi, ancora meno affollata. Entrambe sono molto frequentate da naturisti. Esplorate sentieri e stradine dell’isola, dove troverete villaggi rimasti intatti nel tempo come Mersíni, e avventuratevi via mare tra le grotte, come quella di Spilia Tichou (Grotta del muro), con le sue belle formazioni di stalattiti, e di Fokospiliá. A Donousa vive solo un centinaio di abitanti ma molto socievoli. Il 27 luglio celebrano la Festa dell’Albergatore per accogliere i pochi visitatori con canti e balli tipici.

Koufonísia

Koufonísia è composta da due meravigliose isole, Áno Koufonísia e Káto Koufonísia, una di fronte all’altra, divise dalle acque cristalline del mar Egeo. Solo che la prima è abitata da circa 300 persone, la seconda è abitata solo da un pastore e dal suo gregge di pecore. Ritenute, fino agli anni ‘90 uno degli ultimi paradisi turistici, le due isolette sono state scoperte e frequentate da turisti prevalentemente svedesi, poi la modernizzazione non ha tardato ad arrivare. Áno Koufonísia è chiaramente la più visitata. Il suo unico centro abitato si chiama Chora, un tipico paesino cicladico bianco e azzurro, affacciata su una piccola baia riparata dal meltemi. A est di Chora si trovano le spiagge più frequentate, tra cui Fínikas, Harakópou e Fáno. Oltre Fáno un sentiero conduce a diversi punti dove poter nuotare tra gli scogli. La strada poi prosegue fino alla splendida baia di Póri, la spiaggia da cartolina delle isole greche con sabbia chiara e acque trasparenti. Káto Koufonísia, invece, è raggiungibile in barca e vanta splendide spiagge come Detos e Lachi. Per pranzo troverete solo una taverna di pesce. Se ancora non vi basta, salpate per Keros per un tuffo nel passato al centro archeologico. Dal 1968 Keros non è abitata da nessuno, non ci sono strutture turistiche e quindi non si può rimanere per la notte. Ci si arriva solo in barca in giornata per godersi questa piccola gemma inesplorata. 

Tinos

A nord della modaiola Mykonos si trova la spirituale Tinos. Ogni 15 agosto arrivano i pellegrini per venerare la Vergine Maria nella splendida chiesa di Panagía Evangelístria di Hóra. Qui è custodita l’icona della Santa Vergine, una delle più famose della Grecia. Un’isola dal grande fervore religioso, Tinos dunque è un po’ la Lourdes dell’ortodossia greca. 

L’isola inoltre vanta grandi bellezze naturali. Nel suo entroterra tra montagne brulle si nascondono oltre 40 villaggi e monasteri. Tra questi nel pittoresco villaggio di Pyrgos si possono visitare due bei musei: quello dedicato allo scultore Yannoulis-Halépas e quello dei mestieri del marmo, sorprendentemente moderno e multimediale. Ma sono caratteristici anche i villaggi di Pánormos e Vólax. Nelle pacifiche campagne dell’isola poi si scorgono innumerevoli colombaie decorate, retaggio degli influssi veneziani. Tra le spiagge non perdete quella di Pórto da cui vedrete Mykonos, la deliziosa Pahiá Ámmos, poi la baia di Kolymvythra a nord. Cercate, infine, nei dintorni di Hóra i resti del santuario di Poseidone e Anfitrite.

Kythnos

Kythnos è un’isola frequentata perlopiù da turisti greci. Nonostante la sua vicinanza ad Atene, le sue favolose spiagge e le sue famose sorgenti termali, l’isola non attira molti visitatori stranieri che dalla capitale greca preferiscono volare sulla più rinomata e raffinata Hydra. Il porto di Kythnos è piuttosto anonimo ma l’isola ha una forte personalità. Il capoluogo, Hóra, ha il fascino tradizionale dei paesini greci. A 3 km da Hóra si trova Loutrá, una grande baia esposta ai venti e conosciuta per le terme. 

Alcune belle spiagge si trovano a Flambouriá e nei pressi di Kanála sulla costa sud-orientale. Da Hóra potreste camminare per 5 km fino a Dryopída, un pittoresco paesino dai tetti di tegole rosse e viuzze tortuose. Qui si trova anche una impressionante grotta chiamata Kataphyki. Fuori stagione avrete l’isola tutta per voi. 

Límnos

La remota e solitaria Límnos è un’isola che non ha ancora conosciuto il turismo moderno. Myrina, il suo capoluogo, ha conservato l’atmosfera tipica dei porti pescherecci. Dominata da un imponente castello genovese circondato da spiagge, e incorniciata da massicce rocce vulcaniche sullo sfondo, il paesino si anima durante l’alta stagione con pochi turisti greci e anziani pescatori che sorseggiano caffè mentre dispiegano le loro reti. Sebbene l’isola non sia molto estesa, vanta una sorprendente varietà di paesaggi. A est si trova la zona dei laghi popolata da stormi di fenicotteri, al centro si estende una pianura che in primavera si ricopre di fiori selvatici e incantevoli spiagge costellano l’intera isola. Le spiagge di Límnos sono l’ampia e sabbiosa Reá Máditos, Romeíkos Gialós al di là del porto, Ríha Néra dal fondale basso e la spiaggia dii Platy con bar e ristoranti. Tra i greci, inoltre, Límnos è più conosciuta per essere la sede del comando centrale dell’Aeronautica Greca, che da questa posizione strategica può controllare lo stretto dei Dardanelli che la separa dalla Turchia. 

Chio

A nord del Dodecaneso, sorge una delle isole più grandi della Grecia che conta 52mila abitanti e vanta un ruolo di primo piano nella storia navale del Paese. Chio porta i segni del passato, dai massacri ottomani al terremoto del 1881. È un’isola molto diversa dalle altre e nonostante sia poco conosciuta dal turismo internazionale, rimane piuttosto movimentata anche fuori stagione, per la sua vicinanza alla Turchia e le attività economiche legate all’industria dei trasporti marittimi. Chio è anche un’isola dai paesaggi variegati: si passa dai rilievi rocciosi della parte settentrionale agli agrumeti di Kámbos nella fascia centrale fino ai fertili Mastihohória, cioè villaggi del mastice, nella parte meridionale, dove gli alberi di lentischio producono un tipo di gomma detto mastice. A questa resina vegetale è consacrato un bellissimo e moderno museo, a Rakhi. Non perdete i borghi-fortezza medievali, come Olymbi, Pyrghi e Mesta, immersi in un'atmosfera quasi mediorientale. Rilassatevi, infine, sulle bellissime spiagge poco frequentate. 

Nísyros 

Nísyros è un’isola dalla forma tondeggiante, costituita da pomice e roccia, al centro della quale si erge un vulcano attivo. Niente a che vedere con la scenografica Santorini, ma comunque Nísyros è un’interessante isola del Dodecaneso. Qui non si viene tanto per le spiagge, che non sono tra le più belle della Grecia, ma per visitare il cratere, esplorare i villaggi, fare escursioni nella natura. Grazie al terreno vulcanico, infatti, l’isola vanta una flora unica che richiama botanici da tutto il mondo. A Nísyros, dunque, ci si gode la quiete, sorseggiando kanelada, bevanda a base di cannella, o soumada, a base di mandorle, tra vapori di zolfo, pietre calde e paesaggi color lava. Da non perdere le sorgenti calde di Páli, molto frequentate fin dai tempi di Ippocrate. 

Léros 

Situata nell’arcipelago del Dodecaneso fra Patmos, Lipsí e Kalymnos, Léros è un’isola remota e al tempo stesso vivace. Popolare meta di vacanza dei greci, Léros non è molto conosciuta dai visitatori stranieri. Abbastanza grande da esplorare, Léros ha tutto ciò che serve per una vacanza di mare: splendide baie e villaggi imbiancati. Fertili valli, dolci colline verdi, alte scogliere, profonde baie e numerose spiagge e villaggi si susseguono in un paesaggio variegato. La città più importante è Agia Marina, la capitale, praticamente unita ad altri due villaggi, Platanos e Pandeli. Case bianche, edifici neoclassici, stretti vicoli e sulla collina i resti di un castello bizantino rendono questa località un piccolo gioiello da non perdere. Lakki, a 3 chilometri a sud di Agia Marina, è il porto dell’isola mentre Krithoni e Alinta sono le più famose località turistiche. Tra le spiagge più affascinanti di Léros consigliamo quelle di Agia Marina, Pandeli, Vromolitho, Alinda, Agios Isidoros, Mplefoutis e Laki. 

Alónissos

Alónissos fa parte dell’arcipelago delle Sporadi ed è un’isola tranquilla per chi ama la natura. L’isola è sorprendentemente ricoperta da lussureggianti boschi di querce, cespugli di lentisco, corbezzoli, alberi da frutto, uliveti e mandorleti. La costa occidentale è costituita da alte scogliere sul mare, mentre quella orientale incanta con piccole baie e spiagge di ciottoli. Qui si trova, inoltre, il relitto di una nave del V secolo a.C. Una delle spiagge più belle è Leftos Gialós. Ovunque andiate, comunque, le acque che circondano l’isola sono le più pulite dell’Egeo e sono state dichiarate parco nazionale marino, istituito soprattutto per proteggere la foca monaca del Mediterraneo, una specie a rischio di estinzione. Patitíri è la cittadina dall’atmosfera rilassata, costruita dopo il devastante terremoto del 1965 che rase al suolo il vecchio capoluogo sulla collina. Da Patitíri si può camminare lungo una mulattiera di 2 km tra boschi e alberi da frutta per raggiungere Alónissos vecchia, un borgo pittoresco. Ma meritano una visita anche i villaggi di pescatori come Stení Vála e Kalamákia dove fare una pausa tra domatia e taverne. Con una barca poi si possono esplorare gli otto isolotti disabitati e altrettanto ricchi di verde che circondano Alónissos. 

Elafonisos

Elafonisos è l’isola dei cervi, così almeno dice il suo nome. È una micro isola di soli 19 kmq, posta a 570 metri dalla costa del Peloponneso. Nell'antichità, infatti, l'isola era unita alla terraferma da una lingua di terra che formava una penisola. Fu il sisma del 375 che fece diventare Elafonisos un’isola. Spiagge di sabbia chiara, acque cristalline e casette bianche, Elafonisos ha la bellezza delle Cicladi senza il turismo di massa. L’unico centro abitato dell’isola conta 750 abitanti e ha una piccola chiesa ortodossa, Agios Spyridon, collegata alla terraferma da un ponte. Ma il motivo per cui si viene a Elafonisos sono le sue spiagge da sogno. Una delle più belle è sicuramente la spiaggia di Simos, la regina indiscussa dell’isola. Poi meritano anche la selvaggia Panagia Beach, Kalogeras Beach, e Lefki, una caletta di sabbia bianca e fine come borotalco, lambita da acque turchesi. Tra Elafonisos e la terraferma inoltre si trova la città sommersa di Pavlopetri, una delle più antiche atlantidi del Mediterraneo, risalente al 3000 a.C. Il paradiso per gli amanti delle immersioni. 

Autore: Francesca Ferri

Scopri