Colonia

12 giorni in Scandinavia, ultima tappa Colonia

Colonia

Periodo: Agosto

“Il lungofiume è sempre più assediato di gente in più compaiono sputafuoco, giocolieri e vari artisti di strada, tutti i ristoranti nei pressi sono imballati di gente…”

Quarta ed ultima tappa: Colonia (Sa 20/08 – Ma 23/08)

 Probabilmente non esistono voli diretti tra Oslo e Colonia, trovo però un buon collegamento con l’ottima Air Berlin, con la quale avevo già volato anni fa, è un mix tra una compagnia di bandiera ed una low cost perché offre spuntini a bordo e la possibilità di fare scali con la consegna dei bagagli all’ ultima destinazione, i prezzi non sono proprio stracciati ma comunque molto convenienti in più ho visto che ha aumentato il numero di destinazioni raggiunte ed arriva in mezza Europa.

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Mi tocca fare uno scalo al Tegel di Berlino ma l’ arrivo a Colonia è previsto a metà pomeriggio quindi non perdo molto anche perché la città non offre cose eccellenti da vedere per i miei gusti e mi tengo l’ intera giornata di Domenica per fare il turista. Mentre l’ aereo si appresta ad atterrare vedo la magnifica Berlino dal finestrino, l’Olympiastadion, il Tiegarten e mi assale la voglia di fermarmi in quella che per me è la più bella città d’ Europa, quando poi a terra raggiungo il terminal A uscendo dall’ aeroporto e vedo gli autobus gialli e i cartelli stradali che indicano Mitte, Wilmersdorf mi viene voglia di salire sul primo bus e andare in centro, cara Berlino aspettami, tornerò. Un’ ora di sosta nel terminal più vecchio e scassato dell’ aeroporto e poi si riparte, 50 minuti di volo e siamo di nuovo a terra.

Anche a Colonia l’aeroporto ha la stazione ferroviaria che lo collega al centro e ad alcune cittadine del Nord Reno Westfalia (ma ci vuole così tanto a fare degli aeroporti così anche in Italia???), in 15 minuti si arriva alla stazione centrale (Hauptbahnhof).

Appena esco nella grande piazza mi accorgo di essere sceso di latitudine e passo dai 12-14° di Oslo ai 30° di Colonia, tutta l’ Europa centro-meridionale in quei giorni era nel mezzo di una bolla di calore africana, temperature alle quali non ero più abituato, anche se l’ albergo che ho scelto non è molto lontano opto per l’ opzione taxi per evitare di arrivare alla reception sudato e con l’ aria da profugo somalo (poi mi renderò conto che l’ albergo è veramente vicino, 5-600 metri al massimo), la corsa mi costa appena 5€, scelta azzeccata.

Alloggio al Senats Hotel in Unter Goldschmied 9-17, è un quattro stelle anche se ne dimostra tre e non di più, la camera è grandissima (frigo bar gratuito), il buffet è completo ma il tutto avrebbe bisogno di una bella rinfrescata (mobilio vecchio, moquette sdrucita), per 70€ a notte però non mi faccio problemi, anzi, questo albergo è in una posizione eccezionale, vicino a Duomo e stazione e a due passi dall’Altstadt, la città vecchia sul Reno (tra l’ altro avrei speso ancora meno se non ci fosse stata una fiera di non so cosa che mi ha fatto raddoppiare il prezzo della prima notte). Fatto il check-in salgo in camera e sistemo un po’ di roba nell’ armadio, qua non ho proprio problemi di spazio, infilo i pantaloni corti e mi precipito in centro a vedere come butta.

Rimango impressionato dalla marea umana nelle viuzze del nucleo storico, tanta ma tanta gente di tutte le età, pochi turisti e soprattutto gente del posto che si gode un bel fine settimana di sole (il tassista mi ha detto che quello praticamente era il primo week-end di sole d’ Agosto), il lungo Reno poi è letteralmente invaso, le grandi aiuole sulla sponda del fiume sono gremite da gente spaparazzata a prendere il sole, dopo una rapida perlustrazione trovo il locale per la cena: Haxenhaus, tradotto: La Casa dello stinco (di maiale), per la gioia delle mie arterie…

Mi tolgo subito una delle curiosità riguardo queste città: la birra Kölsch. È la birra tipica di Colonia, non è molto diversa dalle classiche birre chiare, però non mi fa impazzire, non è molto dissetante e un po’ evanescente, oltre ad essere servita in odiosissimi bicchieri a tubo da 0.2 l, due sorsi ed è già finita.

Esco verso le 21.00 in camicia, la serata è gradevole e per niente fredda, anzi.. il lungofiume è sempre più assediato di gente in più compaiono sputafuoco, giocolieri e vari artisti di strada, tutti i ristoranti nei pressi sono imballati di gente, mi tocca di aspettare mezz’ ora prima di prendere posto. Dopo una passeggiata lungo il Reno per digerire, comincia la mia migrazione per locali, il problema è che tutti i pub della città vecchia (decine) sono piccoli e strapieni, se all’aperto si sta bene in maniche corte, dentro quei localini si soffoca dal caldo.

Dalle mie informazioni il clou delle notti a Colonia si trova in centro oppure appena un po’ fuori tra Rudolf Platz e Frisier Platz fino a Barbarossa Platz e Zulpicher strasse, li si concentrano parecchie ‘attrazioni per nottambuli’, preferisco però esaminare bene a modo il centro prima di cambiare anche perché so per certo che in un locale vicino alla stazione si tiene un party anni ’90.

Grazie ad un opuscolo preso in hotel vengo a conoscenza del Wiener Steffie in Quatermarkt 5, descritto come uno dei locali più festaioli del centro. Mmhh, vedo entrare parecchi giovanotti, sono un po’ titubante, vedo che nella stessa piazzetta c’è un altro bar dal quale escono musiche più adatte a persone meno giovani, infatti all’ interno (strapieno anche questo) ci sono solo persone che hanno finito le superiori da un bel po’, io a 36 anni mi sento tra i più giovani..

però l’atmosfera è fantastica, gente simpatica (già ben carburata..) con la quale è impossibile non socializzare o scambiare qualche battuta, anche qua però purtroppo il caldo la fa da padrone: è invivibile, una fornace, vedo un barista al limite della decenza: poveretto,completamente fradicio di sudore, gli cadono le gocce dalla testa pelata e a fatica riesce a servire cocktails senza farle cadere nel bicchiere, mi dispiace tantissimo ma non resisto ed esco a respirare.

Scendo quindi al vicino Wiener Steffie, al piano interrato dello stabile a fianco, anche questo è full, gente più giovane in un ambiente rustico e gradevole. Le temperature sono al limite anche qua giù ma almeno riesco a piazzarmi sotto ad un ventilatore a soffitto e a stare decentemente. Comincia quindi la danza della Kölsch, a chi chiede birra viene servita solo quella, nei tipici bicchierini del ca..o, due sorsi e via un’ altra, due sorsi e via un’ altra, non c’è praticamente nessuno senza il bicchiere in mano, questo posto ha però due difetti: il pavimento appiccicaticcio come la carta moschicida a causa di tutta la birra rovesciata per terra, e la musica: nell’ oretta in cui sono stato dentro, a parte 3-4 pezzi international ho sentito solo musica tedesca tra cui anche alcune canzoni tradizionali remixate su base elektro-pop-tunz-tunz, carine ma dopo un po’ due palle così.. mi faccio un’anteprima di Oktoberfest visto che ne conosco qualcuna che di solito suonano le orchestre nei ‘festzelt’ a Monaco, vabbè, poi stendiamo un velo pietosissimo sul remix di ‘Mamma Maria’ dei Ricchi e Poveri cantata in tedesco. 

Verso mezzanotte vado all’Alter Wartesaal, una discoteca ricavata di fianco alla stazione centrale in una vecchia sala d’ attesa, come detto, la serata prevede un party anni ’90 con le musiche delle mie prime uscite discotecare dell’ epoca oltre a qualche pezzo rock e pop di quegli anni, il posto non è niente male e anche qua ho la fortuna di fare conoscenza con ragazzi e ragazze gentili e simpatici.

Visto che ho solo questa serata per esplorare la Colonia by night nel week-end verso le 2.00 piglio un taxi e vado a perlustrare la zona attorno a Rudolf Platz, c’è un discreto via vai di gente, musica un po’ ovunque, un’ infilata quasi ininterrotta di bar/pub, ristoranti e fast food. Non entro però in nessun locale in quanto i più gettonati hanno la fila fuori e sono sicuramente saturi di gente, rischierei di fare una fila inutile per poi trovarmi in un posto con 40°, mi fermo giusto in un tranquillo bar cubano più che altro per esigenze di wc, poi in metro torno in stazione.

L’Alter Wartesaal è ancora aperto ma i bar stanno chiudendo, la gente è calata notevolmente e visto che sono quasi le 4.00 posso incamminarmi verso l’ hotel.

Potrei dormire tranquillamente fino alle 10 ma prima delle 9.00 mi sveglio e non riesco più a dormire, un’oretta più tardi comincia il mio giro per la città anche se da quello che ho letto sulle guide non trovo niente di particolarmente intrigante da vedere o scoprire a parte il Duomo e l’Altstadt, parto quindi dalla grandiosa Cattedrale difficilissima da fotografare per intero perché è grandissima e circondata da edifici, ci vorrebbe un turbo grandangolo. Dentro c’è la messa e la parte centrale è transennata ed inaccessibile ai turisti fino alla fine della funzione, seguo i cartelli che indicano la salita alla terrazza panoramica sul campanile a 75 m. d’ altezza, ma si, mi voglio godere il panorama dall’ alto visto che la giornata è bella, mi accorgo solo in ultimo che non c’è ascensore e bisogna salire 509 gradini a piedi, no grazie!

La giornata è bella e calda, pure troppo visto che non ero più abituato a temperature simili ma non sono per niente ispirato dalla città, leggo e rileggo la guida e l’ opuscolo turistico preso in hotel alla ricerca di un angolo caratteristico o particolare della città ma non trovo niente per cui valga la pena sbattersi, vengono segnalate alcune vie famose per lo shopping con negozi alla moda ma è Domenica quindi sono tutti chiusi e poi io e lo shopping non andiamo d’accordissimo.

La voglia di camminare è poca in più i 30° e passa cominciano a farsi sentire, opto per la soluzione di comodo: giro sul Sightseeing bus, 1h e 30 in giro per la città, il tempo necessario per vedere Colonia da fuori e per arrivare alle 13, comodamente in tempo per la crociera sul Reno delle 14.00. 

Alla biglietteria della compagnia fluviale KD mi dicono che il tour delle 14 è già al completo, prenoto per quella delle 15.30 che però dura 2 ore invece di 1. Mancano però due ore prima di salpare, faccio allora due passi attorno al vecchio municipio e per le stradine dell’Alststadt, Heumarkt, Alter Markt, Frankenwerft, Mauthgasse e tutte le viuzze già percorse la sera prima, stradine in gran parte pedonali con le classiche casette tedesche strette, colorate e con i tetti spioventi, carine ma in Germania ho visto di meglio. Anche il boat trip non è niente di imperdibile, almeno è rilassante e fortunatamente riesco a sedermi all’ ombra, lungo il fiume ci sono diverse spiagge, anche per nudisti e data la temperatura sono affollate, c’è chi fa il bagno e chi si prende la tintarella, molta altra gente invece si fa una pedalata sulla pista ciclabile che costeggia il fiume, una delle più lunghe d’ Europa che collega parecchie città.

Colonia non rimarrà certo tre le mete indelebili nella mia mente, verso le 18.00 il centro antico è mezzo deserto, mi siedo in un bar e osservando la poca gente a passeggio penso a come potrò fare per passare la serata e tirare almeno a mezzanotte, mah…

Esco al solito orario, verso le 21.00 e penso proprio che non farò la fila come la sera precedente al ristorante, la serata è afosa e le uniche persone in giro sono sul lungo fiume ma niente a che vedere con la serata precedente.

Meno male che dopo cena riesco a trovare un po’ di compagnia prima all’ Hard Rock Cafè e poi in un Irish Pub sulla Alter Mark, l’ unico che tiene aperto di Domenica fin dopo l’ una di notte, dai, è andata meglio di quanto pensassi.

Il programma per Lunedì, ultimo giorno della vacanza prima del rientro, sigh, lo dedico alla visita di Dusseldorf, città erroneamente sottovalutata ed infatti ho preso un mezzo abbaglio, pensavo che Colonia fosse la città turisticamente più interessante del Nord Reno Westfalia ed invece avrei fatto meglio a fare base a Dusseldorf e venire a Colonia in giornata anche se però non avrei trovato collegamenti aerei altrettanto funzionali e comodi, me ne sono accorto troppo tardi quando ormai avevo già prenotato i voli semplicemente consultando i rispettivi siti internet degli uffici turistici, da Dusseldorf mi hanno spedito un bustone zeppo di opuscoli in inglese ed in italiano e dal web si potevano scaricare itinerari da fare a piedi della durata di poche ore, 1 giorno o due giorni, molto dettagliati ed utili, da Colonia invece non è possibile farsi spedire nulla e lo stesso sito del tourist office è molto sbrigativo.

A Colonia la giornata è bella, nella bacheca in reception il foglio appeso con le previsioni meteo segnala sole e 28°, per sicurezza chiedo alla receptionist di consultare la situazione a Dusseldorf: sole e 25°, ottimo, lascio in hotel il K-way ma non l’ ombrello (per fortuna!!).
 
Le due città distano una cinquantina di chilometri, in treno si impiega mezz’ora (regionale) o 50 minuti (S-bahn) ed i collegamenti sono frequentissimi, prendo il Regio delle 10.30 e arrivo puntualissimo a destinazione dove però auguro ogni evento infausto a chi fa le previsioni del tempo sul web: piove!

Per fortuna che ho preso l’ ombrello e che non fa freddo però c’è vento e piove un po’ di traverso. Dall’ Hauptbahnof prendo la metro in direzione centro storico (Altsatdt) da dove parte un percorso di circa un paio d’ ore tra le vie del centro scaricato dal web, raggiungo la centralissima Marktplatz e già comincio ad apprezzare le stradine ordinate e le case pittoresche con i davanzali delle finestre ornati da fiori colorati, le vie che si diramano da questa piazza sono confidenzialmente chiamate ‘il bar più lungo d’ Europa’ ed effettivamente è un’infilata continua di bar, pubs, ristoranti e ‘imbiss’, chioschetti dove consumare spuntini al volo

Quando finalmente la pioggia smette ed esce un pallido sole mi incammino verso il fiume, costeggiato da un viale alberato e una lunga serie di bar e ristoranti all’ aperto: a Dusseldorf le occasioni di svago penso non manchino proprio! Dalla Burgplatz la vista è molto bella, il Reno con i suoi ponti, la torre della TV o torre del Reno (Rheinturm) e la caratteristica Schlossturm.

L’itinerario mi riporta nei pressi del centro storico che piano piano si rianima dopo la pioggia e comincia a popolarsi di gente a spasso o seduta ai tavolini degli innumerevoli locali pubblici, fino ad arrivare alla Königsallee. Questa è la via più esclusiva per lo shopping, negozi delle marche più prestigiose di gioielli, orologi, arredi, vestiti e tutto quanto è lussuoso e costoso, la via è costituita da 2 eleganti vialoni alberati con in mezzo un canale d’acqua (che francamente non ho capito a cosa serva..), a questo punto l’itinerario proseguirebbe tornando in centro ma faccio una deviazione verso Medienhafen un quartiere ultramoderno sul porto fluviale di Dusseldorf, mentre mi avvio a prendere il tram ricomincia a piovere, che due cogl…i!!

In questo quartiere hanno sede diversi giornali e media, il Parlamento del Land, bellissimi edifici moderni dove vetro e acciaio abbondano come richiedono architetture e design moderni.

Motivo principale della mia capatina qui sono tre edifici progettati da Frank Gehry, uno completamente bianco, uno in mattoni rossi ed uno ricoperto di lastre in titanio come il Guggenheim di Bilbao, lo stile è inconfondibile, curve, finestre che sembrano sfalsate e non un muro diritto come la ‘Casa Danzante’ a Praga, è un peccato enorme che piova sempre più forte, comincio ad avere freddo e ad avere le gambe bagnate, la zona attorno è fantastica, tanto verde e tranquillità, piste ciclabili e panchine, una piccola oasi a due passi dal centro, mi piacerebbe spingermi più in là ma decido di riparare dentro alla Torre della TV.

Salgo fino alla terrazza panoramica a 168 metri e faccio qualche foto alla città purtroppo avvolta nella foschia. Scatta il piano di emergenza, visto che non vale la pena stare fuori con questo tempo prendo un tram e ritorno in stazione centrale da dove parte il giro della città sugli autobus panoramici a due piani, avevo previsto di fare questo tour nel caso in cui la città non mi fosse piaciuta o in caso di maltempo, la città mi piace eccome e girerei per ore, in quanto al tempo…. Il tour, al contrario di quello di Colonia, è molto interessante, ovviamente passa nelle zone limitrofe al centro e a Medienhafen che già conoscevo poi si sposta un po’ fuori e gira tra parchi, lungo il fiume e in zone interessanti e poi rientrando in centro passa dal quartiere giapponese: qui risiede una delle maggiori comunità nipponiche d’ Europa anche se non ho capito il perché, forse per questioni economiche visto che Dusseldorf è la seconda piazza economica più importante della Germania dopo Francoforte.

Nell’ ora abbondante sul bus fortunatamente smette di piovere ed esce il sole che stavolta sembra essere più stabile, allora me ne torno in centro a saggiare le qualità del ‘il bar più lungo d’ Europa’.

Come avevo fatto poche ore prime, scendo alla fermata della metropolitana dell’Hauptbahnof dalla quale passano 6 linee, la fermata della città vecchia Heinric-Hein-Platz è a solo due fermate e tutte le linee dalla stazione verso ovest passano e si fermano in centro, mi avvicino quindi ad un binario in direzione Altstadt senza curarmi del numero della linea o delle indicazioni sui pannelli. 

Arriva il treno e vedo che scende un fiume di gente, sul momento penso sia normale che molta gente scenda in centrale, poi salgo a bordo e mi accorgo di essere solo …. Uhm … strano … butto l’ occhio sul monitor nel vagone che indica le fermate successive e vedo una sbarra rossa: sono solo su un treno che ha finito le corse e non so dove vada! Il convoglio si avvia verso tunnel bui fino ad arrivare ad un binario morto e si ferma: che cazzo faccio??? Comincio a suonare tutti i campanelli a bordo, le radio per parlare con il conducente (e spero con un centralino o qualcosa di simile) ma non risponde nessuno, i finestrini non si aprono ed urlare non serve, comincia a salirmi l’ agitazione quando provo ad aprire una porta intenzionato anche a sfondarla se necessario, fortunatamente non sono in pressione e si aprono senza sforzi, scendo su una banchina quando per magia vedo aprirsi una porta dalla quale sbuca un omone barbuto: è il macchinista che riprende il servizio, gli spiego l’accaduto e mi dice sorridendo di stare più attento ai cartelli, e che sarebbe ripartito dopo 8 minuti, arrivo alla stazione giusta, lo ringrazio e scendo: penso sia un’ esperienza che non capita tutti i giorni, io poi di metropolitane ne ho prese a centinaia in mezz’ Europa ma li ero proprio soprapensiero e sicuro di andare nella direzione giusta, beh, una cosa originale da raccontare!

Mi faccio un paio di birre e di sigarette per scaricare la tensione in un centro non proprio vitalissimo ma è Lunedì e non sono neanche le 18.00, probabilmente è presto oltre ad essere l’ inizio settimana, solitamente tranquillo.

Riprendo il treno verso Colonia e rientro in hotel a riordinare le mie cose da mettere in valigia, è l’ultimo giorno in Germania, è l’ ultimo giorno di vacanza. Fortunatamente il Lunedì sera a Colonia c’è un po’ meno mortorio, niente di sfrenato ma comunque gradevole, dopo cena e dopo una sosta all’ Irish Pub seguo i consigli suggeritimi due sere prima all’ Alter Wartesaal secondo i quali il Klaps Muhle ha una delle serate migliori proprio al Lunedì, giorno in cui la nightlife non è proprio scatenata.

Arrivo al locale ed effettivamente è bello pieno, la serata non è niente male anche se l’ età media della gente è poco sopra ai vent’anni. Peccato che la musica sia solo ed esclusivamente tedesca, come la prima sera al Wiener Steffie conosco alcune canzoni e le canticchio pure perché già sentite decine e decine di volte all’ Oktoberfest, dove almeno si varia stile musicale …, qua no e quando mi stufo anche della birra Kölsch lascio il locale e per l’ultima volta torno al Senats Hotel.

Il giorno seguente mi sveglio con grande calma, il volo parte alle 14.30, alle 11.15 lascio l’ albergo, e con la S-bahn raggiungo l’ aeroporto, è mezzogiorno, faccio il check-in e aspetto un paio d’ ore prima di imbarcarmi sull’ aereo Germanwings che mi porterà diretto a Bologna comodo e puntuale.
   
Scendo dalla scaletta al Marconi e mi chiedo se siamo in Italia o se il pilota non si sia sbagliato e sia atterrato a Dubai: ci sono 39 gradi, il triplo di 3 giorni prima ad Oslo!!

Come detto prima, Colonia non mi è piaciuta molto, solo la prima serata è stata positiva, tanta gente cordiale, gentile e simpatica, vita e allegria, turisticamente è esauribile in mezza giornata e comunque non mi è proprio rimasto impresso nulla di significativo nella memoria, a Dusseldorf invece non mi dispiacerebbe tornare, magari in un week-end a testare la baldoria del centro e magari anche con un po’ di sole in più per godermi al meglio la città di giorno e scattare decine di foto..

Nel complesso, è stata una vacanza molto positiva, Copenhagen è tra le più belle città d’ Europa che io abbia visto, la Norvegia, o almeno la piccola parte che ho visto, è il paese meraviglioso (e caro) che mi aspettavo, dove sono riuscito a risolvere in un attimo i pochi inciampi occorsi, aiutato e supportato da gente che non mi pare rispondere allo stereotipo di persone chiuse e fredde, la Domenica di Colonia è stato il punto più basso di 12 giorni di vacanza ma la Germania rimane comunque una delle mie mete preferite: belle città, organizzazioni e trasporti eccellenti e prezzi spesso più bassi che in Italia, non mi piace fare l’esterofilo però bisogna inchinarsi e tributare il giusto a chi è più bravo e anche più onesto.

12 giorni in Scandinavia: prima tappa Copenaghen
12 giorni in Scandinavia: seconda tappa Bergen 
12 giorni in Scandinavia: terza tappa Oslo

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