Parigi

Centre Georges Pompidou di Parigi, cosa sapere sulla visita

Centre Pompidou di Parigi: cosa sapere sulla visita
03-03-2022

Se siete degli appassionati di arte e la vostra attenzione è catturata soprattutto da quella moderna e contemporaneo, non potete non visitare almeno una volta nella vita il Centre Georges Pompidou di Parigi. 

Il palazzo delle esposizioni delle Ville Lumiere, infatti, raccoglie al suo interno collezioni disparate che sfiorano una moltitudine di campi artistici: dall’architettura al design, dalla fotografia alle arti plastiche, dalla musica fino ai nuovi media. 

Ecco cosa c’è da sapere e da vedere al Centre Georges Pompidou di Parigi.

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Centro Georges Pompidou, Perché questo nome?

Il centro espositivo prende il nome da Georges Pompidou, politico rimasto indimenticato nei cuori di Francia. Egli fu primo ministro dal 1962 al 1968 e successivamente presidente della Repubblica, dal 1969 al 2 aprile 1974, giorno della sua scomparsa. 

Fu egli stesso a immaginare il Centre, un luogo in cui le multidisciplinarietà delle arti moderne figurative, musicali e di ogni genere potevano incontrarsi. Il palazzo doveva sorgere – nel progetto del presidente – necessariamente nel quartiere Beaubourg di Parigi, come opera di bonifica e riqualificazione di quella zona specifica che fino a quel momento versava in una difficile situazione di degrado. Poco dopo la morte di Georges Pompidou, avvenuta nel pieno del mandato presidenziale, Alain Poher – allora presidente del senato – propose di intitolare proprio al politico e ideatore del progetto il Centro che stava per essere realizzato. 

Il cento riuscì a essere aperto al pubblico solo nel 1977 e per volere del primo ministro Jacques Chirac che riuscì a far cambiare idea al Presidente della Repubblica Valery Giscard d’Estaing che ne voleva invece interrompere la costruzione.

Il Centro Georges Pompidou, com’è nato?

Per la costruzione del Centro nazionale d’arte e di cultura Georges Pompidou fu indetta una gara internazionale nel 1971, vinta dalla triade di architetti Renzo Piano, Gianfranco Franchini e Richard Rogers, fino a quel momento giovani e sconosciuti. 

Aver affidato la realizzazione di un’opera così importante per Parigi a tre giovanissimi, inesperti e non francesi fu la prima innovazione che il centro espositivo portò nella capitale francese. Ma non solo, esso rivoluzionò totalmente il modo di vedere e intendere l’architettura diventando uno dei simboli architettonici del XX secolo. 

Il Centro comprende una grande biblioteca pubblica, la Bibliothèque Publique d’Information (BPI), il Musée National d’Art Moderne,il Centro del design industriale e l’IRCAM, un centro dedicato alla musica e alle ricerche in materia di acustica.

Di quest’ultima parte, un’estensione, progettata da Renzo Piano è situata a place Igor-Stravinsky, a fianco del Centre Georges-Pompidou. 

Piano si occupò anche di una ristrutturazione generale del palazzo espositivo, alla fine degli anni 90. Una curiosità architettonica riguarda le tubature di diverso colore che si vedono dall’esterno del Centro hanno funzioni differenti: le gialle sono usate per l’elettricità, le verdi per l’acqua, quelle blu per l’aria e le tubature rosse per ascensori e scale mobili.

Opere del centro Georges Pompidou di Parigi

Con più di 70.000 opere d’arte il Centre Georges Pompidou è oggi uno dei musei più visitati al mondo e soprattutto un centro nevralgico per l’arte moderna e contemporanea in tutte le sue forme. Per una visita completa in tutte le sale e zone si impiegano circa due ore. 

Tra le opere figurative principali che si possono vedere se si visita il Centre Georges Pompidou ce ne sono moltissime di famosi pittori del 900, tra cui Henri Matisse, Marc Chagall, Vasilij Kandinskij e Pablo Picasso. 

Oltre ad ospitare alcuni importanti e quotati pezzi d’arte in maniera permanente, il centro diventa spesso luogo di incontri, dibattiti e conferenze in merito al settore culturale. E ospita, di tanto in tanto, anche delle esposizioni tematiche temporanee.

Foto: © pisaphotography

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