Francia

Martinica, cosa vedere e quando andare sull’isola francese dei Caraibi

Martinica: cosa vedere e quando andare sull'isola francese dei Caraibi

La Martinica è un’isola spettinata dove il vento flette le fronde delle palme in spiaggia, la sua anima creola scarmiglia l’etichetta francese e il rum agricole che raschia la gola mentre scende ti ricorda di essere vivo. 

A galla nel Mar dei Caraibi la Martinica è una regione di Francia con lo status speciale di dipartimento francese d’oltremare membro straordinario dell’UE, che significa che i cittadini italiani ed europei non hanno bisogno di un passaporto per raggiungerla e la valuta ufficiale è l’euro.

Con la bellezza senza trucco di chi non vuole tentare di piacerti a tutti i costi e non ha problemi a mostrarsi al naturale la mattina appena sveglia la Martinica è terra di vulcani, mare e canne da zucchero, fiori e granchi, distillerie e pesci fritti dove la vita gira a un ritmo diverso tra case di legno colorate, orari rilassati e rovesci improvvisi.

Il carattere violento della sua natura regala paesaggi dai contrasti forti poco inclini ai compromessi con un clima tropicale che ti resta addosso come un mosquito sulla pelle. 

Martinica: cosa vedere?

  • Fort-de-France
  • Saint Pierre
  • Grande Anse e Petite Anse
  • Le Diamant
  • Sainte-Luce
  • Le Marin
  • Sainte Anne
  • Mont Pelée
  • Les Salines
  • Anses d’Arlet
  • Anse Noire
  • Anse Couleuvre
  • Jardin de Balata
  • Musee de la Pagerie
  • Anse Cafard
  • Maison du Bagnard
  • La Savane des Esclaves
  • La Caravelle
  • Habitation Clément

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La sua cultura è figlia delle antiche influenze creole, africane e francesi con vestigia di un passato difficile tra storie di occupazione indigena, colonizzazione europea, schiavitù e devastanti eruzioni vulcaniche ancora testimoniate in vari siti che hanno storie drammatiche da raccontare.

Foreste pluviali, mercati variopinti, piantagioni di banane, luoghi della memoria, lunghe spiagge di sabbia finissima, sentieri escursionistici e villaggi senza un vero centro di gravità rendono la Martinica un’isola che si lascia vivere soprattutto di giorno e all’aria aperta, dove e quando svela il suo fascino autentico, disposta a pagare il prezzo della scomodità pur di non rendersi ruffiana.

Con la sua atmosfera caraibica e la variegata combinazione di stili ha molto da offrire a chi la visita, tra attività sportive, vita da spiaggia e luoghi incantevoli. 

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Qual è il periodo migliore per andare in Martinica e come arrivarci?

Il periodo migliore per andare in Martinica è durante la stagione secca, in particolare tra i mesi di dicembre e aprile in termini di clima, l’inverno coincide con l’alta stagione ed è il periodo più affollato dell’anno con conseguente aumento delle tariffe, mentre dalla fine di aprile in poi la folla si dirada e il clima rimane ancora soleggiato, da giugno a novembre invece scatta la stagione delle piogge che espone la Martinica a tempeste tropicali e uragani. 

Grazie agli alisei che d’estate soffiano sull’isola, la temperatura in Martinica rimane calda tutto l’anno con un’alta possibilità di piogge improvvise anche in estate.

I mesi da segnare in agenda per vivere gli eventi culturali più significativi dell’isola sono febbraio quando si tiene un animato carnevale con sfilate variopinte per le strade, maggio quando si ricorda l’eruzione di inizio ‘900 che distrusse l’antica capitale il giorno 8 e il 22 quando si celebra la fine della schiavitù.

Per raggiungere Martinica non esistono voli diretti dall’Italia, si dovrà quindi necessariamente fare scalo a Parigi per poi volare alla volta dell’aeroporto Aimé Césaire di Fort de France con un viaggio di circa 8,5 ore.

Cosa fare e cosa vedere 

Idealmente divisa tra nord e sud la Martinica vanta diversi paesaggi naturali e siti da scoprire, la zona settentrionale è dominata dal maestoso vulcano ancora attivo di Mont Pelée che rende l’ambiente aspro e lussureggiante nello stesso tempo con spiagge di sabbia scura figlie delle ceneri laviche mentre la parte meridionale si caratterizza da scenari più dolci, spiaggia di sabbia bianca e acque ideali per emozionanti immersioni subacquee.

Città e villaggi

Le cittadine della Martinica si caratterizzano per abitazioni colorate, piazzette e palazzi coloniali con spiagge piene di barche dei pescatori sullo sfondo e vivaci mercati ricchi di bancarelle e prodotti artigianali.

Al centro della costa occidentale si trova la città di Fort-de-France, ricca di spettacolari siti storici e culturali e punto di partenza per l’esplorazione dell’isola. La città ospita alcuni luoghi simbolo perfetta sintesi dell’incontro tra cultura creola e francese come la Biblioteca Schoelcher cona la sua facciata in stile Art Déco realizzata in Francia e poi spedita e rimontata in Martinica, la cattedrale di Saint-Louis e l’omonimo antico fortino arroccato su una rupe, Place de la Savane con la statua dell’imperatrice Giuseppina nativa dell’isola e soprattutto i tanti e colorati mercati cittadini tra cui spicca il più grande e famoso Grand Marche Couvert, dove trovare un’infinita varietà di frutta e verdura esotica, spezie e liquori locali, stoffe, artigianato e diversi bar e ristoranti tipici.

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Poco più a nord sulla costa occidentale si trova l’antica capitale Saint Pierre rasa al suolo dalla violenta eruzione del vulcano Montagne Pelée nel 1902. Ricostruita sulle rovine dell’antica città ancora oggi Saint Pierre porta i segni di quella tragedia con il Museo della Vulcanologia e il Luogo della Memoria della catastrofe e soprattutto con le rovine della città vecchia e del vecchio teatro ancora ricoperte di ceneri nere. Da Qui partono anche alcune impressionanti escursioni lungo le pendici del La Montagne Pelée (che arrivano fino alla vetta 1.397 m e regalano una splendida vista su Saint-Pierre e sull’Oceano Atlantico.

Gli altri villaggi sono concentrati nelle zone di Trois Ilets, un piccolo borgo con case in stile creolo e la chiesa dove fu battezzata Giuseppina Bonaparte con un porticciolo da cui è possibile imbarcarsi alla volta di Fort de France. In zona si trovano i due paesini di Grande Anse e Petite Anse con le loro meravigliose spiagge, il villaggio di Le Diamant affacciato davanti all’iconica roccia che spunta dal mare Rocher du Diamant, il piccolo ma caratteristico villaggio di pescatori di Sainte-Luce, Le Marin uno dei principali porti turistici dell’isola e Sainte Anne la città più meridionale della Martinica e una delle più amate dai turisti.

Spiagge più belle

Dalla sabbia bianca con scenario da cartolina di Les Salines alla suggestiva spiaggia nera di Anse Noire in Martinica non si è mai troppo lontano da spiagge di grande impatto visivo, lambite da vegetazione rigogliosa, abitate da tartarughe e granchi e bagnate da un mare tra il verde e l’azzurro che non manca di esprimere la sua forza e di attrarre sia tranquilli bagnanti che surfisti.

La costa incontaminata che contorna tutta l’isola è impreziosita da baie di rara bellezza che dall’alba al tramonto regalano colpi d’occhio memorabili e orizzonti tropicali.

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Una delle spiagge più amate e conosciute in Martinica è quella di Les Salines Beach all’estremità meridionale dell’isola, che grazie alla sabbia bianca, alle acque turchesi e alle palme che la circondano è quanto di più vicino all’immagine da cartolina che ci si aspetta da una spiaggia caraibica.

Anses d’Arlet invece si estende intorno a un lungo molo in legno proteso sul mare davanti a una pittoresca chiesa al centro dell’omonimo villaggio, con acque calme e cristalline e chioschi dove mangiare un piatto tipico con i piedi nella sabbia.

Molto vicino si trova anche la splendida Grande Anses d’Arlet luogo ideale per immersioni e snorkeling tra stelle marine e tartarughe di mare.

Anse Noire deve il suo nome alla sua sabbia nera di origine vulcanica che crea un fantastico contrasto cromatico con le acque blu del mare che la bagna. Isolata, selvaggia e circondata da una vegetazione rigogliosa Anse Noire è una piccola insenatura perfetta per chi vuole stare in relax.

Anse du Diamant è una lunga striscia di sabbia chiara di circa 3 km dal sapore selvaggio estesa davanti la spettacolare formazione rocciosa di Rocher du Diamant, ideale per fare jogging, lunghi bagni e aspettare uno spettacolare tramonto sorseggiando un buon cocktail.

Anse Couleuvre nella parte settentrionale della Martinica ha scogliere rocciose e grandi onde da domare.

Memoriali e Distillerie

Le principali attrazioni turistiche della Martinica includono i giardini botanici Balata vicino a Fort de France, un giardino botanico con migliaia di specie di piante, fiori tropicali e uccelli appollaiati sui ponti di corda issati tra gli alberi, il Musee de la Pagerie, luogo di nascita dell’imperatrice Giuseppina, il memoriale dell’Anse Cafard con 15 maestose statue di pietra bianca che guardano l’orizzonte erette su una roccia panoramica per rendere omaggio alle vittime dell’affondamento di una nave che trasportava 300 schiavi avvenuto nel 1830, la vicina e pittoresca Maison du Bagnard, La Savane des Esclaves un museo che permette di conoscere la storia della schiavitù in Martinica e le tante possibili escursioni nella natura selvaggia dell’isola come quelle all’interno della penisola de La Caravelle nella Martinica orientale, con sentieri che attraversano foreste, mangrovie e savana e lambiscono le rovine del castello di Dubuc.

Martinica è considerata la patria di Rhum Agricole, il suo prodotto di esportazione più conosciuto e amato nel mondo che rappresenta anche una bella opportunità turistica. A differenza dal rum normale il Rhum Agricole è distillato direttamente dallo zucchero di canna fresco pressato e in Martinica esistono diverse importanti distillerie con ben 12 marchi registrati. Visitare uno di questi luoghi vuol dire conoscere le tradizioni del luogo e la sua storia economica e sociale, oltre ad approfittare di una degustazione di distillati purissimi.

L’Habitation Clément è la più famosa e suggestiva distilleria di Rhum Agricole sull’isola, si tratta di una spettacolare tenuta di 43 acri nel verde dove è stato letteralmente inventato questo alcolico.

Qui si possono vedere i macchinari per la distillazione e apprendere i processi di fermentazione del rhum, perlustrare i suoi magnifici giardini costellati di opere d’arte contemporanea firmate da artisti internazionali, visitare una tradizionale casa creola del 18° secolo e visitare un museo e una galleria d’arte con manufatti, opere d’arte e collezioni che mostrano la storia del luogo e della zona, prima di concludere la visita nello shop e dietro il bancone del bar.

Mappa e cartina

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