Luxor

In Egitto sulle orme di Tutankhamon – Parte II

Autore: MadGrin
Periodo: giugno 2008


Egitto, giorno 4 : Tutta Tebe in 5h

Sul treno il tempo passa veloce, poco dopo essere saliti un addetto ci porta la cena e una oretta dopo siamo già nelle nostre cuccette cullati dal dondolio della cabina. La mattina dopo il solito controllore ci sveglia verso le 5.30am per la colazione e le abluzioni mattutine e alle 6 siamo a destinazione.

Cerchiamo di viaggiare leggeri: tutto il nostro bagaglio è al sicuro (?) al Cairo mentre sulle spalle ho "solo" 10Kg abbondanti di zaino con dentro il minimo indispensabile per due notti fuori per due persone oltre che, naturalmente, tutto il vario corredo fotografico. Usciti dalla stazione evitiamo la solita folla di venditori e ci dirigiamo per un pò a piedi verso il centro finché decidiamo di prendere un taxi per Karnak.
 
Il complesso templare di Karnak è superbo : la Grande Sala Ipostila di Sethy I e Ramses II, il tempio di Amon, il viale di sfingi che originalmente arrivava fino a Luxor sono solo alcune delle cose che ci colpiscono e ci affascinano mentre percorriamo gli ampi colonnati con la mente proiettata ai tempi dei Faraoni.
Anche qui non mancano gli onnipresenti poliziotti. Uno di guardia ad alcune rovine mi invita a seguirlo perchè vuole suggerirmi una inquadratura particolarmente bella cosa che io, ovviamente, non mi faccio scappare e di cui, altrettanto ovviamente, pago le conseguenze quando mi viene richiesta la solita mancia. Un pò stufo di questa pratica gli allungo 5 Lire egiziane (meno di 60 €cents) e mi allontano incurante dei suoi richiami ("More! More Tips!").
 
Essendo arrivati al complesso templare molto presto alle 10.00 abbiamo già completato la visita e così ci mettiamo a valutare come utilizzare il resto della giornata prima del treno serale per il Cairo. Decidiamo, alla fine, di proseguire con le visite fuori Luxor e di dirigerci a Tebe.
Tornati a Luxor chiediamo un pò di prezzi ai vari tassisti e alla fine ci accordiamo per noleggiarne uno per tutto il resto della giornata per 140 pound (circa 15€).
Come prima tappa visitiamo la favolosa Valle Dei Re.

Il sito archeologico è in piena zona desertica , sono praticamente assenti le zone in ombra e l’unico modo per sfuggire al Sole e rintanarsi in una caldissima tomba. Ne visitiamo alcune di molto belle tra cui quella di Tutankhamon.
 
Qui l’astuzia dell’egiziano in cerca di mance è molto più evoluta: ci vengono offerte guide all’interno delle tombe, rettangoli di cartone con cui sventolarci, spiegazioni archeologiche e piccoli souvenir il tutto in cambio di qualche pound. Riusciamo comunque ad evitare i vari trabocchetti e a visitare alcune tombe molto belle rischiando, comunque, la morte per insolazione e riuscendo ad evitarla consumando decine di bottigliette d’acqua.
Prendiamo nuovamente il nostro personale taxi e ci spostiamo al Tempio di Hatshepsut bello quasi come il complesso templare di Karnak.
 
Sempre più stanchi e accaldati, oramai il Sole è a picco sulle nostre teste scoperte, ci spostiamo con il solito taxi nella vicina Valle Delle Regine alla ricerca della tomba di Nefertari che, sfortunatamente, troviamo chiusa. Ci consoliamo, però, con altre tombe ugualmente molto belle.
Oramai cotti e prosciugati decidiamo di tornare verso Luxor facendo, però, una breve sosta ai Colossi di Memnone per un paio di foto ricordo.

Arrivati nuovamente a Luxor e saldato il nostro debito col tassista, ci riposiamo per una mezz’ora in un baretto tipico nel quale sorseggiamo bevande "proibite" dalla Guida del Viaggiatore e preparandoci per la prossima importante visita: il Tempio di Luxor.
 
Il Tempio di Luxor supera ogni nostra aspettativa mettendo in ombra molto di quello che avevamo visto fino a quel momento. Giriamo affascinati per più di un’ora tra i suoi colonnati perdendoci in stanze e templi fino a che, soddisfatti, passiamo all’ultima visita della giornata: il Museo Egizio di Luxor.
A differenza di quello del Cairo il Museo di Luxor è molto più piccolo ma tenuto notevolmente meglio.

Le sale hanno degli allestimenti moderni con luci e bacheche che esaltano la bellezza degli oggetti esposti, ogni reperto ha il suo cartellino e, cosa non secondaria, c’è una bella aria condizionata!
In una fresca saletta arredata con comode poltroncine proiettano un filmato sulla storia del Museo e della città. Assistiamo al breve filmato per ben tre volte....e tutte e tre con gli occhi ben chiusi!

Usciti dal Museo facciamo un giro per il piccolo bazar della città e, infine, ci rifugiamo in una bettola vicino alla stazione per fare uno spuntino prima di partire e assaporare, così, dei meravigliosi falafel.
Alla fine conquistiamo il nostro vagone letto sul treno per il Cairo e ci addormentiamo quasi subito consci delle fatiche previste per il giorno dopo.

Egitto, giorno 5 : dentro le Piramidi

Il treno per il Cairo arriva (stranamente) in leggero anticipo per cui ci ritroviamo alle 6.00am alla stazione di Giza. Avevamo pensato di sfruttare la vicinanza della stazione del treno con le Piramidi per andarle a visitare di buon’ora ma dopo due brevissime notti in cuccetta e due interminabili giorni a camminare incessantemente sotto il Sole rovente incominciamo un pò a vacillare e a nutrire qualche dubbio sulla nostra brillante idea. Nonostante questo e il solito zaino di 10Kg che però, ora, pesa come se fosse pieno di rocce, ci facciamo coraggio e andiamo alla ricerca di un taxi.

La guida della Mondadori ci dice che le Piramidi aprono molto presto la mattina, verso le 7.00am, per cui siamo abbastanza ottimisti sul fatto che riusciremo a visitarle con il fresco. Troviamo il nostro taxi e ci sediamo comodamente godendoci il viaggio. Ad un certo punto, quando la barriera rappresentata da un gruppo di edifici scompare, ci appaiono le Piramidi in lontananza: la visione é spettacolare e ci fa dimenticare, per qualche minuto, tutte le nostre fatiche.

Il momento di relax, però, dura poco.

Mentre il taxi rallenta per percorrere una rotatoria, degli egiziani fermi sull’erba della rotatoria fermano il taxi e, dopo aver confabulato brevemente col tassista, ci dicono che le Piramidi sono ancora chiuse ma che loro possono, facendoci prendere il cammello, farci arrivare dalla parte opposta per andarle a visitare. Nonostante il nostro rifiuto uno dei tizi sale a forza sul taxi al posto davanti e dice all’autista di ripartire mostrandogli dove andare. Ci opponiamo fermamente chiedendo al tassista di fermarsi subito e, pagato il dovuto, lo lasciamo proseguendo a piedi.

Arriviamo finalmente alle Piramidi evitando altre decine di venditori di beni e servizi di tutti i generi e....le troviamo chiuse! La guida aveva torto e l‘ingresso era effettivamente alle 8.00am per cui ne approfittiamo per rilassarci un’oretta su una panchina finchè, all’apertura dei cancelli, riusciamo ad arrivare alla biglietteria. E qui ci accorgiamo del nostro secondo grande errore: i soldi cash non bastano per i biglietti e, ovviamente, non accettano carte di credito per cui mollati i bagagli parto alla ricerca di un bancomat che trovo in una remota stazione di servizio dopo averne passato uno rotto nel vicino albergo.

Acquistiamo i biglietti per entrare nel sito archeologico e per entrare nella Grande Piramide di Cheope e incominciamo l’esplorazione. Nonostante non siano ancora le 9.00am il caldo è soffocante, decidiamo quindi di entrare subito nella Grande Piramide e dopo essere stato costretto a lasciare la mia Reflex all’ingresso della costruzione ad un poco raccomandabile addetto (con la certezza che difficilmente l’avrei più rivista) iniziamo a calarci nel suo interno.

La discesa è faticosa, il passaggio è strettissimo e bisogna procedere accovacciati. Inoltre manca l’aria e lo stretto passaggio è pieno di gente che lo usa per andare e venire.

Dopo aver sudato sette camicie arriviamo nella camera mortuaria che, seppur affascinante per la storia che ci racconta, è spoglia e ci lascia un pò delusi.
 
Completiamo il giro visitando, da fuori, le Piramidi più piccole di Chefren e Micerino e quelle minuscole delle Regine. Appagati dal meraviglioso spettacolo decidiamo quindi di passare alla Sfinge che, però, nonostante avessimo fatto più volte il giro del sito, non avevamo ancora trovato!
Sfoggiamo il nostro fluente inglese e abbordiamo due turisti di passaggio, che scopriamo essere italiani, e che ci confessano che anche loro ignoravano la posizione della Sfinge e sapevano solo che la loro guida li avrebbe fatti risalire sul pullman per andarci perchè gli sembrava di aver capito che la Sfinge fosse in un altro sito archeologico.

Rimaniamo un pò sorpresi da questa informazione in contrasto con le nostre e così abbordiamo una seconda coppia di turisti, questa volte inglese, che ci conferma che la Sfinge è nei paraggi e ci indicano la direzione per raggiungerla. Una volta arrivati comprendiamo il perché non l’avessimo vista prima: da lontano e di nuca la Sfinge sembra un montarozzo di roccia e per tale noi l’avevamo scambiata.
 
Visitata la Sfinge e oramai in condizioni fisiche oscene optiamo per un dignitoso ritorno in albergo. Ci allontaniamo da sotto il sito delle Piramidi per evitare tassisti troppo pretenziosi e arriviamo nella parte più povera di Giza dove un tizio ci offre un passaggio con la sua auto privata trasformata per l’occasione in taxi. Dopo un cambio di auto e tassista (il primo tizio ci passa ad un suo "collega"), una foratura di ruota sulla piccola rampa di accesso ad una sopraelevata e un secondo cambio di taxi e autista arriviamo finalmente nel primo pomeriggio in albergo dove procediamo con la meticolosa pulizia delle nostre persone.

Nel pomeriggio andiamo a vedere il bellissimo Cairo Copto, un’oasi di pace dove la gente non cerca di venderti alcunché, e visitiamo la Chiesa di Santa Barbara e la Sospesa (ma solo da fuori essendo purtroppo chiusa).

Facciamo, poi, un salto al nostro affezionato caffè Fishawi, dove approfittiamo della gentilezza di una famiglia egiziana per farci scrivere in arabo, dalla figlia minore che conosceva l’inglese, il nome e l’indirizzo del ristorante dove avevamo deciso di andare a cenare.
Questa volta ci tocca in sorte un tassista amante della musica tecno e con il forte desiderio di condividere con i suoi clienti la sua passione e che impiega più di 1.5h a portarci vicino (a causa di ripetuti errori) al ristorante.

Il cibo è, fortunatamente, buonissimo e ci ripaga, così, della grande fatica fatta per raggiungerlo!


Egitto, giorno 6: sulle tracce di James Bond

Arriviamo, così, all’ultimo giorno di vacanza. L’aereo è nel tardo pomeriggio (sempre che si riesca a partire: siamo in stand-by e solo dopo aver conquistato i nostri due sedili avremo la, quasi, certezza di tornare a casa) e così ne approfittiamo per un’ultima visita alla città. Arruolato il nostro solito taxi ci dirigiamo all’imponente moschea di Ibn Tulun che visitiamo in una oretta. 

La moschea è particolarmente bella, seppur spoglia secondo i dettami del Corano, e ristrutturata di recente. Alcuni pannelli mostrano lo stato prima del restauro e sembra di guardare un edificio bombardato durante la guerra.
 
Lasciamo la moschea per visitare il vicino Gayer Anderson Museum: due case di un Maggiore dell’esercito inglese che ci visse tra il 1935 e il 1942 e che furono trasformate, dopo la sua morte, in uno stupendo museo. Una delle due case, originalmente, era un pozzo pubblico, uno dei tanti diffusi per tutto il Cairo dove la gente faceva scorta di acqua.
 
Nel 1977 il Museo fu usato come set per alcune riprese del film Agente 007 - La Spia che mi Amava di cui famoso è il combattimento sul tetto del Museo:

 

Una guida ci fa fare un bellissimo giro dello stupendo Museo mostrandoci, nel dettaglio, tantissime cose e raccontandoci aneddoti e storie legate agli oggetti conservati. Alla fine non posso esimermi dal ringraziarlo, questa volta con piacere e senza forzature, con una cospicua mancia.

Siamo, però, proprio alla fine. Facciamo una breve tappa alla Torre del Cairo (che troviamo chiusa per lavori) e finalmente torniamo all’albergo, recuperiamo i nostri bagagli e facciamo rotta per l’aeroporto riuscendo a conquistare i due sedili necessari per garantirci il ritorno a casa.

Il viaggio in Egitto finisce così lasciandoci, però, con tantissimi fantastici ricordi.

Un ringraziamento speciale a Simy per aver tenuto un dettagliato Diario di Viaggio grazie al quale sono stati resi possibili questi articoli.

Le foto di questo racconto sono state scattate dall'autore.
Potete trovare le altre immagini del viaggio in Egitto sul suo account di flickr.

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