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Volo cancellato (o in ritardo): cosa fare e sapere per ottenere il rimborso

Guida utile ai passeggeri per far valere i propri diritti in caso di cancellazioni o ritardi di voli

Volo cancellato (o in ritardo): cosa fare e sapere per ottenere il rimborso VOLI Shutterstock
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Ritardi, voli cancellati, disagi in aeroporto e perfino gli scioperi. Prendere un aereo ultimamente è diventata una missione impossibile. 

Il settore fa fatica a stare al passo con la ripresa dei viaggi post pandemia, fra carenza di personale e una riorganizzazione che sta prendendo più tempo del previsto. 

Perché se i passeggeri sono tornati ai numeri di prima della pandemia, il personale delle compagnie aeree e degli aeroporti no. 

A giugno in Europa sono stati cancellati circa 11 mila voli. Per luglio, agosto e settembre sono previsti altri 41 mila voli cancellati, che coinvolgono circa 7 milioni di persone. Quindi in questi tempi incerti è utile sapere cosa fare per ottenere il rimborso in caso di cancellazione o ritardo del volo

Quando è possibile chiedere il rimborso? Ecco cosa sapere. 

Volo cancellato (o in ritardo): cosa fare e sapere per ottenere il rimborso

  • Volo cancellato a meno di 14 giorni dalla partenza
  • Volo in ritardo 
  • Negato imbarco o overbooking 

Volo cancellato a meno di 14 giorni dalla partenza

Se il volo non viene effettuato, atterra in un aeroporto che non corrisponde alla destinazione finale o è costretto a ritornare all’aeroporto originale, si definisce cancellato. 

In questo caso il passeggero ha diritto al rimborso del prezzo del biglietto aereo, un nuovo biglietto per un volo aereo alternativo o di ritorno e la possibilità di scegliere la prima data utile per effettuare il volo. 

In tutti i casi la compagnia aerea dovrà provvedere assistenza al passeggero: sistemazione in albergo se necessario, buoni pasto e spese di trasporto. In alcuni casi la compagnia può chiedere al viaggiatore di anticipare le spese per poi provvedere al rimborso, una volta presentati i documenti giustificativi. 

In caso di volo cancellato si può chiedere il rimborso però solo se la compagnia aerea ha comunicato al passeggero la cancellazione a meno di 14 giorni dalla partenza.

Volo in ritardo 

Nel caso di volo in ritardo, il viaggiatore ha diritto al risarcimento dei danni solo se il ritardo è superiore alle tre ore

La Carta europea dei Diritti del Passeggero stabilisce infatti che la compagnia aerea deve risarcire i passeggeri dei danni causati da un ritardo superiore ai 180 minuti. La compagnia aerea perciò è tenuta ad assistere il passeggero durante l’attesa con pasti, bevande e se necessario un’adeguata sistemazione in albergo. 

Dalle 2 alle 3 ore di attesa, invece, si ha solamente diritto all’assistenza in aeroporto da parte della compagnia aerea secondo quanto stabilito dal Regolamento CE.

In base alla lunghezza della tratta e alle ore di ritardo del volo, inoltre, spetta al passeggero un indennizzo pari a:

  • 250 euro per le tratte inferiori o pari a 1.500 km;
  • 400 euro per le tratte in Paesi UE superiori a 1.500 km o extra UE fra i 1.500 e i 3.500 km;
  • 600 euro per le tratte superiori a 3.500 km e con un ritardo che supera le 4 ore.

 

Nel caso in cui il ritardo fosse di almeno cinque ore, il passeggero ha diritto al rimborso totale del biglietto aereo se il viaggio non è ancora iniziato. Se invece si ha già raggiunto una tappa intermedia del viaggio si può chiedere il risarcimento, a meno che non si dimostra che il ritardo ha reso vano il proseguimento del viaggio, quindi in quest’ultimo caso si può chiedere il rimborso totale anche per la tratta già percorsa. 

Oltre al rimborso o risarcimento, se il viaggio è già iniziato si ha diritto a un volo che riporti all’aeroporto di partenza. 

Negato imbarco o overbooking 

L’overbooking, ovvero la sovra-prenotazione, viene spesso effettuata dalle compagnie per massimizzare i guadagni. Questa tecnica consiste nel vendere più biglietti aerei rispetto all’effettiva disponibilità del velivolo. 

Può capitare quindi che, al momento del check-in, il passeggero non trovi più posto poiché tutti assegnati. In questo caso si ha diritto a chiedere il rimborso del biglietto aereo non utilizzato e la possibilità di imbarcarsi su un volo alternativo che sia simile a quello prenotato inizialmente. Durante l’attesa la compagnia aerea deve fornire al viaggiatore un’adeguata assistenza. 

Cosa fare per ottenere il rimborso del biglietto aereo 

Se vi trovate in aeroporto e avete appena scoperto che il vostro volo è stato cancellato o è in ritardo, per prima cosa rivolgetevi allo staff di terra della compagnia aerea in questione. 

Dirigetevi al bancone della compagnia aerea o recatevi al gate da cui sarebbe dovuto partire il vostro aereo, dove troverete lo staff di terra addetto ad assistere i passeggeri. Sappiate che, in caso di volo cancellato, avete il diritto di chiedere di chiedere un nuovo biglietto per il primo volo disponibile, di ricevere vitto e alloggio nel caso in cui il prossimo volo non parta nello stesso giorno e in ogni caso di ricevere informazioni e assistenza.

Dopo aver ottenuto informazioni e preso conoscenza dei propri diritti, ogni passeggero può richiedere il risarcimento per la cancellazione o il ritardo del proprio volo. 

Per questo è necessario conservare il biglietto (o la prenotazione effettuata tramite internet), la carta d’imbarco e gli scontrini di eventuali spese extra sostenute a causa dell’inconveniente (pasti effettuati, corse in taxi, eccetera). 

Ogni compagnia aerea gestisce la sezione di reclami e rimborsi a seconda delle proprie politiche interne. Vi consigliamo quindi di contattare immediatamente la compagnia aerea interessata direttamente sul sito web. 

Nella maggior parte dei casi vi verrà richiesto di compilare un formulario online. Qualora non riceviate nessuna risposta entro 6 settimane da quando avete inoltrato la vostra richiesta di rimborso, sarà necessario presentare un reclamo direttamente all’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) tramite il sito web (selezionando la voce Diritti dei Passeggeri). 

Inoltre, nel caso in cui il volo in ritardo o cancellato fosse in partenza da un Paese al di fuori dell’UE (ma operato da una compagnia europea), è possibile inviare il proprio reclamo presso l’organismo nazionale competente del Paese dell’Unione europea verso il quale si era diretti. In alternativa, potrete rivolgervi a un giudice di pace o a una delle numerose agenzie online che si avvalgono del lavoro di professionisti del settore per tutelare i diritti dei passeggeri. 

Rimborso tramite agenzie online

Se non avete voglia né tempo di occuparvi da soli di tutta la trafila necessaria per ottenere il rimborso potreste affidarvi quindi a una delle tante agenzie online nate negli ultimi anni. 

Ecco alcune delle tante piattaforme online: AirHelp punta sull’intelligenza artificiale per velocizzare le procedure.

Volo-in-ritardo dispone di sistemi specializzati che consentono di avere informazioni sui voli e sulle condizioni meteorologiche

Sosvolo.com prende in carico la pratica immediatamente ma poi le tempistiche necessarie alla conclusione dipendono in gran parte dal comportamento della compagnia.

Risarcimentovolo.it, invece, tratta le pratiche delle compagnie extraeuropee; Rimborsoalvolo.it ha un’app con cui effettuare la richiesta già in aeroporto; o ancora SkyGenius e Noproblemflights.it

Tutte queste agenzie online gestiscono la pratica per ottenere il rimborso del biglietto aereo al posto dello sfortunato viaggiatore, guadagnando di volta in volta su percentuali del rimborso o spese legali. 

Il meccanismo è di solito uguale per tutte: tramite un modulo online si forniscono il numero del volo, la carta d’imbarco e altre prove con la descrizione dei fatti e dell’assistenza ricevuta (o meno), oltre ai dati personali perché l’agenzia possa prendere in carico la pratica.

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Entro quanto tempo è possibile richiedere un rimborso? 

Se si tratta di una compagnia aerea italiana è possibile inoltrare il proprio reclamo entro 2 anni a partire dalla data del volo in questione. Lo stesso vale per le compagnie della maggior parte dei Paesi europei, ad eccezione del Belgio dove si può chiedere il rimborso entro 1 anno o la Germania dove la scadenza è di 3 anni. 

Autore: Francesca Ferri

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