News Low Cost

Viaggi sostenibili 2022, dove andare?

Ponte 25 Aprile 2022: che giorno è? Cosa fare e vedere

Sostenibilità è la parola chiave dei viaggi del 2022. Le città europee più moderne sono modelli urbani all’avanguardia che stupiscono con mezzi di trasporto elettrici, water bikes e velostazioni, orti urbani, edifici a basso impatto ambientale, oasi verdi a risparmio energetico, eco-hotel e ristoranti che riciclano alimenti. 

A volte intere zone e regioni si distinguono per politiche volte a favorire il turismo sostenibile, il rispetto dell’ambiente e il benessere dei loro abitanti. Dal nord al sud d’Europa quindi sono tante le destinazioni che incoraggiano cittadini e viaggiatori ad adottare uno stile di vita ecofriendly. 

Ecco alcune idee per i vostri viaggi sostenibili del 2022. 

Viaggi sostenibili 2022, dove andare?

  • Sud della Sardegna 
  • Trentino-Alto Adige 
  • Toscana 
  • Emilia-Romagna
  • Copenaghen, Danimarca 
  • Lahti, Finlandia 
  • Tallinn, Estonia
  • Grenoble, Francia 
  • Amsterdam, Paesi Bassi 
  • Reykjavik, Islanda 
  • Swisstainable, la Svizzera sostenibile 

copenaghen_15

Destinazioni sostenibili d’Italia

Sud della Sardegna

La Sardegna del sud è stata riconosciuta come la “prima destinazione sostenibile d’Europa” per il turismo e l’ambiente dalla Commissione europea già nel 2016. L’isola ha superato 200 destinazioni concorrenti di tutta Europa, risultando la migliore per le pratiche di sostenibilità adottate. L’area vincitrice è quella tra Chia e Costa Rei, cioè il lato costiero meridionale del “quadrilatero” sardo, attorno a Cagliari: una zona meno battuta dal turismo e forse proprio per questo più affascinante. 

LEGGI ANCHE: PROMADIC TRAVEL, COS’È LA NUOVA FILOSOFIA DI VIAGGIO

Gli esempi di buone pratiche ambientali che hanno convinto la Commissione europea rientrano nel progetto Visit South Sardinia, nato nel 2013 dall’Università di Cagliari attraverso un’intesa fra i comuni di Cagliari, Domus de Maria, Muravera, Pula e Villasimius ed i loro Consorzi turistici. L’obiettivo era quello di creare un piano turistico che rispettasse standard internazionali riconosciuti per la salvaguardia dell’ambiente, della comunità e dell’identità, e per uno sviluppo economico sostenibile che preservasse il territorio e le sue risorse a vantaggio delle generazioni future. Il progetto, dunque, è risultato tra i più sostenibili d’Europa, non resta che andare a scoprirlo di persona.

costa-rei-foto

Trentino-Alto Adige

Lo scorso ottobre il Trentino ha presentato gli obiettivi e le strategie per i prossimi 10 anni in tema di sviluppo sostenibile. Ma già nel 2020 la Provincia autonoma di Trento aveva approvato la strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, in linea con l’Agenda 2030 dell’ONU e la strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, che si pone l’obiettivo di fare del Trentino una regione più smart, più verde, più connessa, più sociale e più vicina ai cittadini. 

Da tempo quindi il Trentino ha a cuore il futuro dell’ambiente della propria regione. Chi vuole fare un viaggio nel Trentino ecosostenibile può iniziare dalla scoperta dei parchi come il Parco Naturale Adamello Brenta e delle popolazioni locali che li abitano. Nella più grande area protetta del Trentino, infatti, tra un’escursione e l’altra, si ha l’opportunità di soggiornare in strutture con doppia certificazione di sostenibilità ambientale: Qualità Parco e CETS. Inoltre, tra le numerose e affascinanti valli del Trentino consigliamo la Valsugana, valle ricca di acqua e spazi aperti incontaminati, la prima destinazione al mondo certificata per il turismo sostenibile secondo gli standard GSTC, il Global Sustainable Tourism Council, organizzazione nata secondo il volere della Nazioni Unite per concretizzare i 17 Sustainable Developement Goals.

La Valsugana ha quindi creato un modello di sviluppo del turismo che mette al centro non solo le vacanze green e slow dei turisti, ma anche il benessere dei suoi abitanti, le politiche ambientali, la sostenibilità sociale e economica. Ma come la Valsugana, il Trentino ha tante altre valli e destinazioni ecofriendly da scoprire. Infine, tenete d’occhio Trento che ha diversi progetti per diventare una città più green, moderna e sostenibile. 

Toscana

La costa toscana, tra Livorno e la Maremma, è un altro modello di sostenibilità. Ben 34 comuni, negli ultimi anni, hanno adottato politiche plastic free. Molti stabilimenti balneari lungo il litorale hanno perciò proibito l’uso della plastica usa e getta, tantissimi resort sono certificati eco-compatibili. Nella zona inoltre è stato realizzato il primo progetto in Italia per una filiera del mare senza rifiuti che coinvolge i pescatori nel recupero delle plastiche. 

Poi la ciclopista tirrenica e iniziative come il progetto Intense e il progetto Ciclopico prevedono lo sviluppo di un turismo sostenibile, integrato con la mobilità dolce. La costa toscana, dunque, offre una vacanza nel pieno rispetto dell’ambiente. 

parco-maremma

Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna ha il primato per il più alto numero di Eco-Spiagge Legambiente. La regione, inoltre, vanta varie spiagge Bandiera Blu e Verde, hotel ecolabel compatibili con aree protette e riserve naturali, oltre a varie campagne di educazione ecologica e programmi di risparmio energetico. Inoltre, molte strutture regionali emiliane hanno aderito al progetto Woof (World-Wide Opportunities on Organic Farms), un movimento mondiale che mette in relazione volontari e progetti rurali naturali per promuovere esperienze educative e culturali basate su uno scambio di fiducia senza scopo di lucro, e così contribuire a costruire una comunità globale sostenibile. 

Gli obiettivi di Woof sono quelli di fornire a tutti la possibilità di fare un’esperienza pratica in fattorie ecologiche, aiutare il movimento per l’agricoltura naturale, creare una rete all’interno del movimento ecologico, promuovere, informare ed educare riguardo l’agricoltura e l’allevamento naturali e la sostenibilità. Inoltre, l’Emilia-Romagna ha fatto parlare di sé per Dynamo, la Velostazione di Bologna e la prima d’Italia che offre parcheggio bici ma anche numerosi servizi per chi viaggia su due ruote

Destinazioni sostenibili d’Europa

Copenaghen, Danimarca 

Copenaghen si impegna ad essere la prima capitale a emissioni zero al mondo entro il 2025. Ma è già la città più virtuosa d’Europa in tema di sostenibilità ambientale, dichiarata dalla Commissione europea European Green Capital 2014. Le ragioni sono semplici. Innanzitutto Copenaghen è conosciuta per la sua infrastruttura ciclistica: ogni giorno viene percorso oltre 1 milione di km in bicicletta da locali e turisti. 

Dal 1995 chiunque può usufruire della rivoluzionaria iniziativa free city bikes, biciclette messe a disposizione gratuitamente. Chi non ama le due ruote, invece, può esplorare la città a bordo del CityBus 11A, un autobus elettrico che fa il giro delle principali attrazioni turistiche. Copenaghen, inoltre, è stata anche la prima città al mondo ad adottare la politica del “tetto verde”, volta a ridurre il calore all’interno della città. Nella capitale danese poi un negozio alimentare su dieci vende prodotti biologici, senza contare gli innumerevoli ristoranti bio. Copenaghen è anche un punto di riferimento per l’edilizia sostenibile, come conferma il complesso di Orestad City. Infine, il Parco Tivoli è il primo parco di divertimento a funzionare con energia rinnovabile, sfruttando la forza del vento. Copenaghen è decisamente la meta più green d’Europa. 

Lahti, Finlandia

Prima erano in pochi a conoscerla, oggi è diventata famosa come Capitale Verde Europea del 2021. Lahti è una cittadina che si trova nella Finlandia meridionale, in particolare nella Regione dei Laghi, a circa 100 chilometri a nord-est dalla capitale Helsinki. È una città che da tempo si impegna nel preservare la natura e in uno stile di vita sostenibile, perciò la Commissione europea l’ha premiata con il massimo riconoscimento, l’European Green Capital Award. Lahti, infatti, ha completamente abolito il carbone ed è pioniera dell’economia circolare: attualmente, più del 99% dei rifiuti domestici sono riciclati e la città è riscaldata unicamente con combustibile riciclato e con legno locale certificato. Ad oggi le emissioni di gas serra sono state ridotte del 70% rispetto al 1990. Ma la città finlandese non si accontenta dei risultati raggiunti e punta ancora più in alto. 

Lahti aspira a diventare una città a zero emissioni di carbonio entro il 2025 e a costruire un’economia circolare a zero rifiuti entro il 2050. Nella vita quotidiana la mobilità sostenibile viene incentivata incoraggiando cittadini e viaggiatori a spostarsi a piedi, in bicicletta, con i mezzi pubblici e, durante la stagione invernale, addirittura con gli sci. Nell’ambito delle iniziative intraprese come Green Capital, sono stati introdotti infatti i “City Skis”, attrezzatura da sci in prestito, messa a disposizione di tutti gratuitamente per sciare in città, per esempio, vicino alla piazza del mercato. Lahti è dunque una città da tenere d’occhio. 

Tallinn, Estonia

A Tallinn invece è stato assegnato il titolo di Capitale Verde Europea 2023. La capitale dell’Estonia si aggiudica così il premio in denaro di 600mila euro con cui potranno essere finanziati ulteriori progetti green. Tallinn, dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco in quanto è una delle città europee che ha conservato meglio le tracce del proprio passato medievale, ha conquistato la giuria internazionale con il suo approccio sistemico alla governance green della città e con i suoi obiettivi strategici che riflettono gli impegni dell’Unione europea in termini di tutela dell’ambiente e sostenibilità. 

La capitale estone infatti persegue da una parte la strategia Tallinn 2035 per un’auspicata transizione verde e dall’altra il piano per diventare climate neutral entro il 2050. La città si avvia quindi a un’ondata di ristrutturazioni degli edifici che dovranno utilizzare fonti rinnovabili. Dal punto di vista della mobilità l’amministrazione punta sui mezzi pubblici elettrici, sul trasporto su rotaia e sul concetto di città a 15 minuti di distanza. Una nuova rete di piste ciclabili e parcheggi dedicati incentiveranno l’utilizzo delle bici. Inoltre, la città già vanta una grande quantità e qualità di verde pubblico, al di sopra degli altri Paesi baltici. Grazie ai numerosi parchi che circondano la città vecchia, Tallinn può contare una media di 207 metri quadrati di spazi verdi pro capite. 

tallinn

Grenoble, Francia 

La città alpina francese di Grenoble si è aggiudicata il titolo di Capitale verde europea 2022, assegnato dalla Commissione europea. Nel 2005 Grenoble è stata la prima città francese ad adottare un piano per il clima, riuscendo così a ridurre le emissioni di gas serra del 25% entro il 2016, e si è impegnata a ridurle ulteriormente del 50% entro il 2030. 

La città francese si è posizionata in cima alla graduatoria europea per quanto riguarda la mobilità urbana sostenibile, l’uso sostenibile del suolo, del rumore e delle prestazioni energetiche. Inoltre, Grenoble per aumentare il verde pubblico ha previsto l’apertura di giardini privati, un piano di rinverdimento verticale e un ambizioso programma di piantumazione di alberi. 

Amsterdam, Paesi Bassi 

Amsterdam è una delle città più all’avanguardia nel panorama mondiale dell’ecosostenibilità grazie a progetti e politiche lungimiranti. Negli ultimi 30 anni per esempio l’amministrazione di Amsterdam ha incoraggiato l’uso delle biciclette, così oggi la capitale conta 500 km di piste ciclabili che attraversano la città in lungo e in largo. Oggi la bicicletta è il mezzo di trasporto più usato ad Amsterdam e oltre il 65% dei viaggi all’interno della città avviene su due ruote. Amsterdam poi è famosa per i suoi meravigliosi canali che si possono esplorare con battelli e minicrociere, ma per una scelta più ecologica si può optare per un pedalò, una canoa o un paddle surf. 

Amsterdam inoltre si è posta l’obiettivo di diventare entro il 2050 la prima città europea priva di emissioni di CO2, perciò ha adottato diverse strategie sulla mobilità sostenibile per ridurre le emissioni di CO2 legate ai trasporti, sia pubblici che privati. La città ha previsto infatti di sostituire completamente gli autobus diesel con modelli a emissioni zero e di incrementare i taxi elettrici. Contemporaneamente, sta attivando un piano economico per la sostituzione dei veicoli privati più vecchi con nuovi veicoli elettrici. Inoltre, i veicoli più inquinanti non potranno più accedere a diverse zone della città. Infine, per combattere lo spreco di cibo un ristorante della catena Instock prepara colazioni, pranzi e cene riciclando alimenti in eccedenza. 

Reykjavik, Islanda 

Reykjavik ha annunciato di voler annullare le proprie emissioni di gas serra per diventare, entro il 2040, totalmente carbon neutral. In Europa la capitale dell’Islanda è già un modello di città ecosostenibile. Oggi la maggior parte dell’energia del Paese è già prodotta da fonti rinnovabili, perché Reykjavik ha preso sul serio l’obiettivo emissioni zero entro il 2030. Inoltre la capitale dell’Islanda ha aderito a due progetti innovativi: il primo è CarbFix, che ha l’obiettivo di ridurre i gas serra trasformandoli in roccia, il secondo è l’implementazione di stazioni elettriche di ricarica per le navi da crociera nel porto. Dal punto di vista della mobilità urbana, Reykjavik incentiva l’uso delle biciclette con la costruzione di nuove piste ciclabili e parcheggi sicuri, introduce sempre più autobus a idrogeno e incoraggia ad acquistare auto elettriche. Nel mese di gennaio, le auto elettriche o ibride vendute hanno superato il 50% e da un recente sondaggio è emerso che un cittadino su cinque preferisce muoversi in scooter nonostante le temperature rigide dell’Islanda. Reykjavik, inoltre, intende frenare l’urbanizzazione: il 90% delle nuove unità residenziali sarà all’interno dell’attuale area urbana per aumentare la fruibilità dei servizi pubblici e ridurre gli spostamenti. La capitale verde d’Islanda infine ha adottato un piano di piantumazione degli alberi per aumentare la schermatura del vento e compensare le emissioni. 

reykjavik_1

Swisstainable, la Svizzera sostenibile 

La Svizzera è una destinazione di viaggio nota per le sue montagne spettacolari, le gole selvagge, i boschi mistici: uno spettacolo di natura incontaminata da preservare. Perciò la Svizzera ha ideato Swisstainable, un nuovo modo sostenibile di viaggiare che vuol dire: vivere da vicino la natura incontaminata, conoscere l’autentica cultura locale, consumare prodotti regionali, scoprire il volto più autentico del Paese. 

La Svizzera, inoltre, è tra i pionieri in fatto di sostenibilità, non solo per quanto riguarda il paesaggio, ma anche le eccellenti infrastrutture. Dal punto di vista della mobilità per esempio, in Svizzera anche le località più piccole e isolate sono facilmente raggiungibili grazie agli efficienti trasporti pubblici, tra cui i 9000 treni che ogni giorno percorrono circa 3000 km della rete ferroviaria delle FFS. E se non è possibile arrivare in treno, vi sono numerosi modi per compensare le emissioni di CO2, per esempio con myClimate, atmosfair o SWISS. La Svizzera poi è considerata il «castello d’acqua dell’Europa». L’acqua è quasi sempre potabile e si può nuotare direttamente in città. La qualità dell’aria è eccellente, infatti il Paese è rinomato come stazione climatica e già nel 1853 venne scoperto il clima salutare dell’aria di montagna di Davos. È inoltre il Paese con il più alto consumo di prodotti biologici pro capite e uno dei Paesi leader a livello mondiale nel settore del riciclo e della gestione dei rifiuti. Quasi il 90% delle bottiglie in PET viene riutilizzato. Quindi i viaggiatori sono fortemente invitati a rispettare l’ambiente. 

Riproduzione riservata