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Settimana lavorativa di quattro giorni: quali Paesi già la sperimentano?

Settimana Lavorativa di Quattro giorni: Quali Paesi la sperimentano?

Settimana lavorativa di quattro giorni? Come sarebbe una settimana lavorativa più corta? Cosa si proverebbe ad impostare la sveglia solo su quattro giorni invece di cinque? Come sarebbe poter sfruttare un fine settimana di tre giorni invece di due?

Queste domande stanno entrando al centro del dibattito interno di molti paesi e aziende nel tentativo di capire quanto una settimana lavorativa di quattro giorni sia applicabile al proprio sistema sociale e lavorativo.

In molti paesi industrializzati c’è la sensazione crescente che le persone siano oberate di lavoro, che trascorrere molto tempo in ufficio possa portare a isolarsi da amici e familiari e che un’alta percentuale di tutte le assenze sul lavoro per malattia possa essere ricondotta allo stress generato dal lavoro stesso. In più la pandemia di Covid-19 ha introdotto un profondo e improvviso cambiamento nelle pratiche lavorative in tutto il mondo e nella percezione di tempo e produttività con il passaggio allo smart working da casa. 

Settimana lavorativa di quattro giorni: Quali Paesi già la sperimentano?

  • Giappone 
  • Nuova Zelanda
  • Islanda
  • Spagna
  • Scozia
  • Gran Bretagna
  • Emirati Arabi 

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Tutto questo sta portando persone, istituzioni pubbliche e aziende private a mettere in discussione le loro collaudate dinamiche lavorative e a considerare come un’opzione reale e concreta il passaggio verso un nuovo sistema di quattro giorni di lavoro a settimana.

Ma che cos’è una settimana lavorativa di quattro giorni?

La settimana lavorativa di quattro giorni prevede una diversa distribuzione della produttività con una riduzione dei giorni di lavoro, mantenendo però la stessa quantità di ore totali. In sostanza le ore lavorative del quinto giorno verrebbero spalmate in parti uguali nei restanti quattro giorni, nel rispetto delle ore contrattuali e dei redditi già stabiliti.

Questa soluzione è pensata per permettere ai lavoratori di ottenere un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata e il mantenimento di un’alta produttività. 

La settimana di quattro giorni sfida l’attuale modello di lavoro e sposta la semplice misurazione di quanto tempo le persone sono al lavoro con la qualità del lavoro svolto.

Quali sono i vantaggi produttivi e personali di una settimana lavorativa di quattro giorni?

I dati già noti dimostrano come diversi paesi con orari di lavoro più brevi hanno fatto registrare una maggiore produttività rispetto alle nazioni con dipendenti oberati di lavoro. 

La settimana lavorativa di quattro giorni dovrebbe aiutare a mantenere i dipendenti mentalmente sani, felici e leali, migliorando la produttività e risparmiando sui costi di formazione delle aziende. Inoltre questa soluzione potrebbe anche aiutare a colmare il divario di genere offrendo maggiore flessibilità alle madri che lavorano e permettendo agli uomini di svolgere più compiti domestici.

In generale le persone guadagnerebbero tempo extra per riposare, dedicarsi alla famiglia o coltivare nuovi interessi.

Una riduzione dell’orario di lavoro fa anche parte di un più ampio movimento verso un’economia ecosostenibile. L’eliminazione di un giorno dalla settimana lavorativa potrebbe portare a una notevole riduzione delle emissioni e dei costi energetici associati al pendolarismo, per non parlare del mantenimento di uffici e luoghi di lavoro riscaldati e climatizzati.

Le aziende che adottano una settimana lavorativa di quattro giorni possono scegliere tra diverse opzioni: turni a rotazione, lasciare che i dipendenti scelgano in quali quattro giorni lavoreranno o assumere nuovo personale per lavorare un quinto giorno. 

Dal punto di vista logistico, le aziende possono utilizzare strumenti come i software gestionali per facilitare la pianificazione e persino eliminare questo compito dai ruoli di supervisione e gestione, senza distrarre forza lavoro da altre mansioni più produttive.

Chiaramente in assenza di dati universali va considerato che l’analisi dei costi-benefici di una settimana lavorativa di quattro giorni possono sensibilmente variare a seconda dei paesi, delle tipologie di lavoro e di altri fattori come quelli culturali, sociali ed economici.

In Quali paesi la settimana lavorativa di quattro giorni è già realtà?

Il sistema dei quattro giorni lavorativi a settimana è già stato sperimentato in diversi paesi del mondo, riscuotendo anche pareri e risultati di successo.

Il Giappone è una delle principali nazioni ad attuare la settimana lavorativa di quattro giorni sotto la spinta delle direttive governative per migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata di una delle popolazioni più laboriose al mondo, dove i decessi dovuti ad un eccesso di lavoro sono numerosi. In questa direzione i dipendenti d’azienda possono scegliere di lavorare quattro giorni alla settimana anziché cinque. Già dall’estate del 2019 alcuni colossi come Microsoft Japan hanno iniziato a utilizzare la settimana di quattro giorni lasciando libero il venerdì e dimezzando i tempi delle riunioni. I primi risultati hanno fatto registrare un amento della produttività e una considerevole riduzione dei costi dell’elettricità, rispetto all’anno precedente.

La Nuova Zelanda è un’altra nazione che cerca di attuare questa politica in concerto tra privato e pubblico verso un più sano equilibrio tra lavoro e vita privata e anche come tentativo di rilanciare l’economia del paese. Sulla scia della crisi dovuta alla pandemia di coronavirus, questa soluzione potrebbe essere d’aiuto a rilanciare il turismo interno per un paese che ha dovuto rinunciare alle visite degli stranieri.

L’Islanda è il paese che più si è impegnato nella sperimentazione di questo sistema della settimana lavorativa di quattro giorni, conducendo un grande progetto pilota su larga scala della durata di quattro anni. La durata degli orari lavorativi è stata ridotta dalle tradizionali 40 ore a 35-36 ore ed i risultati sono stati entusiasmanti. 

Gli studi hanno mostrato che una settimana più breve si è tradotta in un aumento del benessere mentale dei dipendenti su più livelli di valutazione e la loro produttività è rimasta la stessa o è migliorata nella maggior parte dei luoghi di lavoro. Di conseguenza, oltre l’80% della forza lavoro islandese sta optando per orari più brevi senza tagli salariali.

Anche la Spagna ha lanciato un programma pilota di quattro giorni per la settimana lavorativa nel settembre 2021 che prevede una durata di tre anni. Il governo ha approvato un piano per ridurre la settimana lavorativa dei dipendenti a 32 ore senza tagliare lo stipendio e di ridurre allo stesso tempo il rischio dei datori di lavoro facendo in modo che il governo compensi la differenza di stipendio quando i lavoratori passano a un programma di quattro giorni.

La Scozia sta mettendo a punto un esperimento di settimana lavorativa di 32 ore di quattro giorni, con orario di lavoro ridotto del 20%, ma senza perdita di compenso. Forte dei sondaggi che spingono in questa direzione il governo scozzese mira a diventare un’economia ad alto benessere, l’iniziativa riguarderà diversi settori lavorativi come vendita al dettaglio, tecnologia e ospitalità e in un secondo momento verrà estesa anche al settore delle forze dell’ordine e degli operatori sanitari. Anche il Regno Unito ha annunciato che testerà la settimana lavorativa corta con un progetto pilota che coinvolgerà 30 aziende. 

A partire dal 1 gennaio 2022 gli Emirati Arabi Uniti hanno ridotto l’orario di lavoro per i dipendenti federali nel tentativo di ridurre lo stress da lavoro. Il governo ha posto la fine della settimana lavorativa alle 12 del venerdì. I dipendenti avranno così una settimana lavorativa di 4,5 giorni secondo le nuove regole. 

Autore: Giorgio Calabresi 

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