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Madonna di Campiglio, cosa fare e vedere assolutamente

Le migliori piste, le attrazioni e le cose non perdere a Madonna di Campiglio

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Solo 822 abitanti, ma ogni anno – e in ogni stagione – migliaia di turisti per quella che è definita la perla delle Dolomiti del Brenta: Madonna di Campiglio

Una cittadina arroccata sul complesso montuoso più affascinante d’Italia, in Trentino-Alto Adige, e poco distante anche dalle Alpi dell’Adamello e della Presanella. Sci, ma non solo: passeggiate in mezzo alla natura, luoghi da scoprire e gustose pietanze tipiche da assaggiare. Ecco 5 cose da fare e vedere a Madonna di Campiglio.

Madonna di Campiglio, cosa fare e vedere assolutamente 

  • La 3-Tre
  • I sentieri imperiali
  • Il Salone Hofer
  • Il Lago Nambino 
  • Cosa mangiare

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La 3-Tre

Madonna di Campiglio, da sola, può contare su impianti sciistici che comprendono 160 km di piste e 60 impianti di risalita. Tra tutte, però, la più celebre è la 3-Tre, una delle più amate in assoluto dagli sciatori. 

È particolarmente importante perché prende il nome da una famosa competizione che fino al 1957 si svolgeva in tre diverse località della regione e oggi è invece stata interamente spostata a Madonna di Campiglio (3-Tre è infatti l’acronimo di “3 gare del Trentino”). Inoltre, nell’ultimo tratto della pista – il Canalone Miramonti – ha ospitato diverse tappe dei campionati del mondo ed è la sede delle gare di slalom speciale più spettacolari al mondo.

I sentieri imperiali

Forse non tutti sanno che principessa Sissi scelse Madonna di Campiglio per fare le vacanze per ben due volte: nel 1889 e nel 1894. In questa seconda occasione l’imperatrice Elisabetta, questo il suo vero nome, venne addirittura accompagnata da suo marito l’imperatore Franz Joseph d’Austria. 

La coppia reale nel soggiorno in Italia scelse di visitare alcuni sentieri sui monti Valesinella, Grostè e Spinale con l’aiuto di una guida specializzata. Di quell’esperienza oggi restano due itinerari di trekking attrezzati e segnalati che sono dedicati, rispettivamente, ai due reali: il giro dell’Imperatore di 8,9 km si percorre in circa 3 ore e consente agli escursionisti di raggiungere il lago Spinale, quello dell’Imperatrice porta invece fino al cosiddetto Sasso di Sissi, il luogo in cui la Sovrana d’Austria amava soffermarsi per ammirare il panorama.

Il Salone Hofer

Anche il salone Hofer è legato, in qualche modo alle figure degli imperatori d’Austria. Si tratta della sala da ballo dell’hotel Relais del Alpes, visitabile su richiesta o con le guide turistiche preposte. È qui che si trovano, ancora perfettamente conservati, diversi affreschi, realizzati a Gottfried Hofer che, a questo grandissimo salone, da anche il nome. Due di essi sono proprio dedicati agli imperatori d’Austria, circondati nei ritratti da fiori e immagini allegoriche di caccia. 

Ma non solo: nella sala da ballo si trova anche il celeberrimo affresco in cui compare una Madonna contadina – di Campiglio – seduta con in braccio il suo bambino e circondata da tanti pastorelli. Un’immagine divenuta il simbolo della città. In occasione del carnevale Asburgico, a febbraio, il salone Hofer viene riaperto e, ripercorrendo la sua storia, diventa lo scenario perfetto in cui ballare il valzer.

Il Lago Nambino 

A pochissima distanza dal borgo di Madonna di Campiglio, ma anche dalle piste da sci che in inverno si riempiono di turisti, si trova il lago Nambino. Una meta interessante per ogni stagione. In autunno, ad esempio, i boschi di larici che lo circondano si tingono d’oro e delle tipiche sfumature del foliage e illuminano l’intero paesaggio. 

In estate e primavera il lago Nambino diventa il posto ideale per un pic-nic in mezzo alla natura. E in inverno chiunque decida di visitarlo si trova di fronte a uno specchio d’acqua – sulle cui sponde sorge un rifugio in legno, in pieno stile di montagna – immerso nel candore della neve e con vista sulle Dolomiti del Brenta. Uno spettacolo da cartolina, quindi, per 365 giorni all’anno!

Cosa mangiare

Tra le tipicità gastronomiche di Madonna di Campiglio ci sono il salame all’aglio della Val Rendena, il radic de l’ors, un radicchio selvatico che diventa protagonista di tante insalate o contorno per diverse pietanze, il lardo aromatizzato e la Spressa Dop, un formaggio tradizionale. Tra i primi si predilige la polenta e i canederli alla tirolese, gnocchi di pane che possono essere accompagnati da speck, formaggio o spinaci. Nei secondi, la grande protagonista è la selvaggina tipica dei boschi del Trentino-Alto Adige. 

Autore: Paola Toia

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