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Cosa vedere a Sarajevo

La capitale della Bosnia ed Erzegovina, un affascinante incontro tra Oriente e Occidente nel cuore dei Balcani

Sarajevo, cosa fare e vedere nella città nel cuore dei Balcani VIAGGI URBANI Shutterstock
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Sarajevo è una città affascinante, ricca di contrasti e storie, che rappresenta lo spirito dei Balcani: minareti e moschee, chiese cristiane e ortodosse, cimiteri misti, quartieri dei serbi bosniaci, linee di difesa, un centro storico che conta musulmani, serbi, bosniaci, croati e altre minoranze etniche. 

Da sempre punto di incontro tra Oriente e Occidente, Sarajevo è una città in cui architetture ottomane e asburgiche convivono. Una città che ha conosciuto la distruzione ma anche la rinascita. Ne è simbolo Vijećnica, la Biblioteca nazionale che nel ’93 andò in fiamme dopo un bombardamento mirato ma che è tornata a vivere nel 2014, dopo un restauro durato oltre un ventennio. Tra minareti, cupole, guglie, edifici art nouveau e palazzi del razionalismo socialista scoprirete una città dove camminare tra la storia antica e recente. Ecco cosa vedere a Sarajevo.

Cosa vedere a Sarajevo

  • Baščaršija, il centro storico 
  • Moschea Tsars, Moschea dell’Imperatore
  • Moschea di Gazi Husrev-beg 
  • Cattedrale Ortodossa della Natività di Gesù
  • Cattedrale del Sacro Cuore
  • Sinagoga ashkenazita di Sarajevo 
  • Ponte Latino 
  • Galerija 11/07/95
  • War Childhood Museum 
  • Museo nazionale della Bosnia-Erzegovina 
  • Palazzo del Municipio di Sarajevo 
  • Tunnel della Salvezza 
  • Torre Avaz 
  • Funivia di Sarajevo 

(Foto: ©Michael Paschos/Shutterstock)

Baščaršija, il centro storico 

Baščaršija è il centro storico, il cuore della vecchia Sarajevo. Il nome deriva dal turco e significa "mercato principale", perché in epoca ottomana costituiva la principale zona commerciale ed era il fulcro della vita sociale cittadina. In questa zona, situata nella municipalità di Stari Grad, a nord del fiume Miljacka, si trovano ancora due antichi bazar coperti, entrambi risalenti al XVI secolo: il Gazi Husrev Bey’s Bezistan, dichiarato monumento nazionale e il Brusa Bezistan che ospita una sezione del Museo di Sarajevo. 

La principale via pedonale si chiama Ferhadija ed è piena di negozi, ristoranti e caffè dove assaggiare il caffè turco, inserito nella lista dei beni immateriali dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Nella piazza principale di Baščaršija, di solito affollata da piccioni, vedrete la moschea Havadža Durak e la fontana Sebilj, realizzata dall’architetto ceco Alexander Wittek in stile moresco. Passeggiate inoltre nel quartiere per scoprire antiche moschee, chiese ortodosse e i principali monumenti di Sarajevo. 

Moschea Tsars, Moschea dell’Imperatore

Nel quartiere Bascarsija si trova anche la Moschea Tsars, la Moschea dell’Imperatore, la prima ad essere stata costruita nel 1457 in seguito alla conquista ottomana della Bosnia. La moschea fu dedicata al sultano Maometto II, il conquistatore di Costantinopoli, e fu edificata secondo lo stile ottomano classico dell'epoca.

È considerata una delle più belle moschee del periodo ottomano nei Balcani ed è la più grande moschea con una cupola sola in Bosnia ed Erzegovina. Notate il magnifico minareto a pianta ottagonale e le ricche decorazioni degli interni. Accanto alla moschea si trova poi un cimitero dove sono sepolti visir, mullah, muftī, sceicchi e dipendenti del luogo religioso, insieme ad altri personaggi di spicco di Sarajevo. L’accesso alla moschea è consentito anche ai non musulmani, ma fate attenzione ad avere un abbigliamento adeguato. 

Moschea di Gazi Husrev-beg 

Costruita nel XVI secolo, la moschea di Gazi Husrev-beg è la più grande moschea storica della Bosnia ed Erzegovina e una delle strutture ottomane classiche più rappresentative dei Balcani. Venne progettata da Minar Sinan, un importante architetto ottomano che anni dopo costruì la moschea di Solimano a Edirne in Turchia. La moschea si trova nel cuore del centro storico e prende il nome da Gazi Husrev-beg, il più grande donatore e fondatore di Sarajevo, che la commissionò. 

Cattedrale Ortodossa della Natività di Gesù

Nel centro di Sarajevo, sulla riva destra del fiume Miljacka, sorge la Cattedrale della Natività della Santissima Madre di Dio, la più grande chiesa ortodossa serba della città e una delle più grandi dei Balcani. Edificata nel 1868 in onore della Santa Madre di Dio e della nascita di Gesù, la cattedrale è caratterizzata da un grande campanile dorato e cinque grandi cupole. 

Ammirate lo stile neobarocco in cui si inseriscono elementi serbo-bizantini. Conosciuta inoltre tra i locali come la "Nuova Chiesa Ortodossa" per distinguerla dalla chiesa cinquecentesca a poche centinaia di metri a est, la cattedrale fu il primo edificio a rompere il monopolio musulmano sugli edifici monumentali a Sarajevo. 

Cattedrale del Sacro Cuore

La Cattedrale del Sacro Cuore, invece, è il principale luogo di fede cattolica di Sarajevo e oggi sede dell'arcidiocesi di Vrhbosna. Costruita in onore del Sacro Cuore di Gesù secondo lo stile neogotico con alcune influenze dell’architettura romanica, la cattedrale fu completata nell'agosto del 1889. È caratterizzata da due torri gemelle, una semplice facciata in mattoni e un portale centrale con il rosone.

(Foto: © TeodorLazarev/Shutterstock)

Sinagoga ashkenazita di Sarajevo 

La sinagoga ashkenazita di Sarajevo è la principale e più grande sinagoga di Sarajevo, oggi l’unica funzionante, e si trova sulla sponda meridionale del fiume Miljacka. Costruita nel 1902, la sinagoga ashkenazita è stata progettata in stile neo-moresco o neo-orientalista, una scelta allora comune per le sinagoghe dell'impero e nella Sarajevo di fine '800. La sinagoga ha un soffitto alto, evidenziato da una stella a dieci punte, ed enormi archi riccamente decorati. 

Oggi la sinagoga è limitata alle gallerie femminili al piano superiore. All'ingresso, una menorah di pietra, la tradizionale lampada ad olio a sette bracci, commemora il 400º anniversario dell'arrivo degli ebrei in Bosnia ed Erzegovina. 

Ponte Latino 

Sarajevo ha diversi ponti, ma il ponte latino è il più antico. È uno storico ponte ottomano che attraversa il fiume Miljacka. Si presume che sia stato costruito inizialmente in legno e, nel 1565, riedificato in pietra, ma venne distrutto da una terribile alluvione nel 1791, quindi ricostruito e completato intorno alla fine del XVIII secolo. Il ponte Latino però oggi viene ricordato per l’episodio che costituì il casus belli della Prima guerra mondiale: la parte settentrionale del ponte divenne teatro dell’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 in cui l'erede al trono di Austria e Ungheria l'arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este venne ucciso, insieme alla moglie, dal giovane studente Gavrilo Princip. Alla fine del ponte, una targa segna il punto preciso. Il ponte Latino, inoltre, è facilmente raggiungibile dal centro storico. 

Ma passeggiando per Sarajevo notate anche gli altri, come il Ponte Olga e Suada, dove morirono le due prime vittime durante l'assedio del 1992, e il Ponte Festina Lente, edificato nel 2012 e progettato da alcuni studenti dell'Accademia di Belle Arti della città. 

Galerija 11/07/95

Emozionanti fotografie, filmati e testimonianze audio dei sopravvissuti e dei familiari creano un potente memoriale delle 8372 vittime del massacro di Srebrenica: il genocidio dei musulmani bosniaci, per la maggior parte uomini e ragazzi, avvenuto nel luglio 1995 nella città di Srebrenica per mano dell'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina. All'interno di uno spazio di 300 mq, ospitato in un edificio austro-ungarico, le immagini esposte documentano ciò che è accaduto e cosa è rimasto di Srebrenica per non dimenticare. 

War Childhood Museum 

Questo toccante museo ha avuto origine da un libro del 2013 curato da Jasminko Halilović, in cui lo scrittore ha posto una semplice domanda ai sopravvissuti all'assedio di Sarajevo: "Cos'è stata per te un'infanzia di guerra?” Dalle circa mille risposte ricevute è nato il War Childhood Museum, dove vengono presentate 50 brevi testimonianze scritte, ciascuna illustrata da effetti personali donati dallo scrittore, come diari, disegni, giocattoli e scarpette da ballo. È un approccio al conflitto più leggero e meno cruento, ma ugualmente devastante. Per rinfrescare la memoria, l’assedio di Sarajevo, avvenuto durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina, è stato il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo, durato dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996. 

Museo nazionale della Bosnia-Erzegovina 

Inaugurato a Sarajevo nel 1888, il Museo nazionale della Bosnia-Erzegovina fu ampliato nel 1913 dall’architetto austriaco Karel Parzik, che disegnò una struttura a quattro padiglioni simmetrici con una facciata in stile neorinascimentale e un giardino botanico. I quattro padiglioni ospitano diverse collezioni dedicate all’archeologia, all’etnologia, alla storia naturale e una biblioteca con oltre 300 000 volumi. Il museo inoltre custodisce la Haggadah di Sarajevo, il più antico documento sefardita del mondo, scritto probabilmente a Barcellona intorno al 1350. 

Palazzo del Municipio di Sarajevo 

Il Palazzo del Municipio di Sarajevo è l'edificio di epoca austro-ungarica più bello di Sarajevo che vi incanterà con la sua facciata neomoresca. Gravemente danneggiato durante l'assedio del 1990, il municipio ha finalmente riaperto nel 2014.

Si può visitare la mostra Sarajevo 1914-2014, nel seminterrato ottagonale, che ripercorre i vari periodi della città attraverso il XX secolo, tra approfondimenti sulle sottoculture di Sarajevo e rivelazioni sulla vita amorosa dell’arciduca Francesco Ferdinando. Diverse mostre temporanee poi sono allestite al piano superiore. Altrimenti l’edificio è usato come sala del consiglio, per matrimoni e occasionalmente per concerti.

Tunnel della Salvezza 

Durante l'assedio del 1992-95, quando Sarajevo era circondata dalle forze serbo-bosniache, l'unico collegamento con il mondo esterno era un tunnel lungo 800 metri, largo 1 metro e alto 1,6 metri tra due case sui lati opposti della pista dell'aeroporto. Oggi potrete camminare attraverso una parte del tunnel, lunga 25 metri, dopo la visita alla casa bombardata che nascondeva l'entrata occidentale del sottopassaggio. Video, pannelli informativi e un'audioguida vi racconteranno la storia dell'assedio e della costruzione del tunnel. Arrivare qui con i trasporti pubblici è difficile, quindi consigliamo di prendere un taxi.

Torre Avaz 

La torre Avaz è l’unico grattacielo di Sarajevo. Dall’alto dei suoi 176 metri di altezza potrete godervi un panorama bellissimo sulla città, oppure concedervi una pausa gastronomica con vista al penultimo piano della torre. Sede di uno dei giornali bosniaci "Dnevni Avaz", nel quartiere di Marijin Dvor, la torre, inaugurata nel 2008, è caratterizzata da una forma a spirale che riconoscerete a distanza. Qui ogni anno viene organizzato l'Avaz Tower Running, un evento sportivo i cui concorrenti devono salire 780 gradini per raggiungere il ponte di osservazione. 

Funivia di Sarajevo 

Riaperta nel 2018 dopo essere stata distrutta durante la guerra, la funivia di Sarajevo fa di nuovo la spola tra la città e il monte Trebević. Il viaggio dura nove minuti e vi porterà a un punto panoramico a 1164 metri sul monte. Da qui potrete fare una breve passeggiata fino al relitto della pista da bob costruita per le Olimpiadi Invernali di Sarajevo nel 1984 e distrutta dai bombardamenti della guerra. 

Altri luoghi da non perdere a Sarajevo e dintorni

Non perdete poi la Biblioteca Nazionale ed Universitaria di Bosnia ed Erzegovina, danneggiata dall’assedio di Sarajevo ma riportata ai fasti di un tempo e riaperta al pubblico. Dopo aver visitato la città potreste fare una pausa nel verde dei parchi come Veliki Park e il Vrelo Bosne. 

Se avete tempo fate un’escursione sulle montagne che circondano la capitale bosniaca o andate a scoprire le misteriose piramidi bosniache e le cascate di Skakavac. In alternativa nei dintorni di Sarajevo potreste visitare il centro fortificato medievale di Počitelj, a circa un’ora e mezzo di auto, e Mostar, famosa per le sue vecchie case turche e il Ponte Vecchio. 

Cosa mangiare a Sarajevo 

Come l’architettura di Sarajevo anche la sua cucina è una contaminazione di Oriente e Occidente. Ecco le specialità da assaggiare nella capitale della Bosnia ed Erzegovina: ćevapčići (polpette a forma cilindrica a base di carne trita di manzo o agnello con spezie), pljeskávica (versione locale dell’hamburger servito al piatto o in una pita calda), burek (torta salata ripiena di carne trita), japrak o dolma (involtini di foglia di vite ripieni di riso e profumati con la menta), begova corba (zuppa a base di pollo, uova e verdure generalmente servita all’inizio del pasto), musaka (sformato a base di melanzane con aggiunta di patate e carne tritata), filovane paprikam(peperoni ripieni di carne macinata, ma esiste anche la versione vegetariana con ripieno di patate e cipolle), sogan dolma (cipolla caramellata, ripiena di carne trita, riso, spezie e panna acida), klepe (ravioli di pasta fresca ripieni di carne speziata e formaggio), bósanski lónac (stufato a base di carne di manzo o agnello, cavolo, patate, pomodori, carote, prezzemolo, aglio e pepe). 

Tra i dolci provate i baklava, a base di pasta fillo, sciroppo di zucchero, miele e frutta secca o i tufahije, a base di mele ripiene di noci, stufate in acqua e zucchero. Assaggiate la birra locale, Sarajevsko, il cui birrificio risale al 1854 e fu il primo a produrre questa bevanda in città. Infine, dopo cena assaggiate la rakija, un superalcolico simile al brandy e alla vodka, popolare nei Balcani.

Come spostarsi a Sarajevo 

Sarajevo è facilmente raggiungibile dall'Italia sia in aereo che in auto, ma nel secondo caso bisogna sapere che le strade della Bosnia non sono sempre in condizioni ottimali. Una volta in città, il miglior modo per scoprire Sarajevo è quello di girarla a piedi. Per raggiungere i monumenti e le attrazioni più lontane potreste utilizzare i trasporti pubblici, efficienti ed economici anche se un po’ vecchiotti, oppure prendere i taxi, meno cari che in Italia. 

Consigliamo, infine, il Sarajevo City Pass, la carta della città che permette di avere biglietti gratuiti o scontati per le diverse attrazioni o per i tour cittadini. 

Quando andare a Sarajevo 

Sarajevo gode di un clima continentale, con temperature piuttosto alte d’estate e basse d’inverno. A luglio sono frequenti i picchi di 30°C, mentre in inverno la temperatura può scendere fino a -20 °C. Quindi dal punto di vista climatico, il periodo migliore per andare a Sarajevo è la primavera o l’inizio dell’estate. 

Mappa e cartina di Sarajevo 

Autore: Francesca Ferri

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